Tocca a Fronti

sviluppo_piccolo.jpg  Tanta gente, tanto entusiasmo e tanti volti nuovi ieri mattina, presso la sede della Lista “Sviluppo Democratico” già sede del P.D. di Via Aurelia, per la presentazione del candidato a Sindaco Massimiliano Fronti e della sua squadra.L’incontro è stato introdotto dal saluto e dall’augurio del Segretario del Partito Democratico e del Vice Presidente del Gruppo Uniti per lo Sviluppo .

Un augurio particolare è stato rivolto a Massimiliano Fronti, dal Sindaco uscente Pietro Tidei, il quale ha ribadito con forza, la coerenza dimostrata dal Candidato a Sindaco della lista, nell’escludere dalla propria squadra tutti quei personaggi dello scenario politico locale, che hanno causato la caduta della precedente amministrazione, dando bensì ampio spazio a “vere” nuove voci che possano intraprendere un percorso trasparente e democratico.

A questo punto la parola è passata a Massimiliano Fronti che con orgoglio ha presentato la sua squadra – anche se con un filo di voce a causa di una forte laringite – porgendo un omaggio floreale alle cinque donne che compongo il così detto “Comitato in Rosa” all’interno della lista.

Una lista che coinvolge persone di ogni fascia di età e che operano in vari settori della società civile. Pochissimi gli amministratori già noti alla cittadinanza tra cui Flaminia Assumma, Mario Laudemi e Mauro Trebiani il quale ha chiuso questo primo incontro ribadendo i concetti precedentemente delineati da Fronti che rappresentano i punti cardine di questa lista : l’assoluta assenza di accordi precofenzionati, di ruoli già assegnati e la coerenza, l’onesta e la trasparenza che hanno sempre contraddistinto il candidato a Sindaco Massimiliano Fronti e le persone che lo circondano.

Santa Marinella, 17.03.2008
La Lista “Sviluppo Democratico”


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Come finira?

Finirà che tutti staranno tranquilli al loro posto. Abbiamo scherzato, insomma, e vogliateci bene come al solito. Il riferimento è naturalmente al meeting di stasera, nel quale il Faraone dovrebbe rimpastare, ha detto, ma non ci è dato di sapere con quale stomaco lo faccia, dopo essere stato pubblicamente sfidato e schiaffeggiato.
Il piatto forte della serata (Marongiu panato, direte voi? Naaaa, di quello magari ne parliamo domani) sarà un documento, nel quale oltre a rivisitare e rendere più accessibile e realizzabile quella pietra miliare della fantascenza che è il faraonico programma elettorale i nostri dodici sigleranno un patto di fine mandato, abbastanza stretto e vincolante del quale già leggo il primo capitolo: non parlate ai giornalisti. Il capitolo secondo sarà: se proprio dobbiamo facciamo salire a bordo qualcuno della minoranza. Il capitolo terzo: diamo importanza e deleghe a Flaminia Assumma e la porpora assessorile ad Andrea Bianchi. Il capitolo quarto reciterà: non alzate più la testa, firmate tutti altrimenti ce ne andiamo tutti a casa.
Come finirà? Firmeranno, firmeranno.

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L’ecologia mentale di Luciano Pranzetti

Pietro Tidei è tornato, finalmente, a fare l’avvocato e, per l’occasione, a pro di Eugenio Fratturato, con l’offerta di un patrocinio, che si spera per l’assistito, gratuito. Non si spiega, infatti, perché mai l’interessato taccia e deleghi a parlare la voce (si fa per dire) del padrone. Ciò scritto a premessa, mi urge, chiosando la sua nota del 29 Agosto, chiarirgli che se un modesto, circoscritto e trascurabile insuccesso elettorale fa di me un emerito perdente, con quale aggettivo dovremmo gratificare lui per il naufragio in Parlamento e per il tonfo di cui si perpetua un eco che travalica non solo il fuso orario Santa Marinella-Tolfa ma ben anche i confini nazionali? Ho sfogliato il prezioso Tommaseo e nessun sinonimo adeguato al suo caso, ha potuto trovarvi. Altro che emerito! A dir la verità, io non ho mai conferito particolare valore ed importanza alla competizione elettorale preferendo, questo si, un coinvolgimento “politico” generico, ben altre essendo le mète che mi sono posto e che il fato m’ha concesso o negato. Si perde e si vince. Non son di quelli che la politica la vivono come ossessione, la respirano, la praticano come attività esclusiva ed unica cosicché non conservo cicatrice alcuna di antiche ferite “elettorali” e non so quanto valga per lui questa filosofia di vita. Mi accusa di aver attaccato “a testa bassa” il buon Fratturato sinceramente sorprendendomi dacché la mia prosa è nota per essere curata, leggiadra, cortese e, seppur severa ed acuta in alcun canto, tuttavia rispettosa e priva di quelle asprezze, ad esempio che il Consigliere Venanzio Bianchi ebbe a sottolineare in molte corrispondenze del Sindaco Tidei, connotate di espressioni “insolenti” e poco galatee. Sospetta, inoltre, chissà quali ombre ispiratrici o quali occulti registri mi guidino nelle mie riflessioni. Tranquillizzati Sindaco: scrivo da me e per conto mio non avvertendo il minimo bisogno di altre mani o di altri cervelli o di latenti ninfee egerie. Non dispongo di apparati ed uffici stampa che mi preparino le veline. Piuttosto tu, in questo frangente, sei a far la figura dello scriba appaltato per conto terzi pur se la nobile funzione di avvocato difensore te lo imponga. Ti meravigli, poi, che nessuno abbia gridato allo scandalo per le defezioni di Notazio e di Dani già consiglieri di maggioranza. E fai bene a stupirti perché dai prova di non comprendere la netta differenza etica, culturale e politica che intercorre tra i due, che, uscendo di maggioranza, hanno rinunciato ad un potere gestito e chi invece surrettiziamente sostituendoli, svincola dalle file dell’opposizione per approdare nella stanza dei bottoni. Dani e Notazio, e lo dico per atto dovuto, sono personaggi in ciò lodevoli e in ciò moralmente integri che , per effettuare il passo che han fatto, davanti all’opinione pubblica, in dibattiti, in assemblee aperte, e con chiare ed argomentate motivazioni, non si son dati cura della “poltrona” da cui si alzavano, denunciando uno stacco tra il tuo modo di far politica e i loro ideali. E tu dovresti elogiarne la schiettezza e il viso aperto con cui ti hanno esposto le ragioni, diversamente a chi, con peciosa e giulebbosa retorica di frasi fatte: “ elemento vitalizzante della politica”, “impegno collettivo”, “partecipazione a progetti” ecc…atta più a convincere se stesso che gli altri, se ne viene bel bello alla tua corte, seco portando, in dote trafugata, i voti che non gli appartengono. Dani e Notazio ebbero il loro supporto dai loro partiti, Fratturato, invece, si abbarbica ad un “Ancora” che par di sughero tanto è leggera di seguito e di opinione. E vedo con piacere come il nostro navigatore abbia appreso, e fatti suoi, i modi e le connotazioni che ti caratterizzano, col dire: “ la mia città”, “la mia gente”, “il mio paese”. Insomma: il mio tutto. Lapsus Freudiani che la dicono lunga sulla sincerità degli affetti e delle motivazioni. In finale, tu,poi deplori che taluni lavorano per il “nobile” scopo di destabilizzare la tua giunta. Brutta espressione, ma sempre comoda per metterla in caciara, che non appartiene al mio modo di agire. Io lavoro, è vero, ma per determinare le dimissioni della tua amministrazione e che tanti tuoi ex elettori, delusi non poco, avvertono come rimedio necessario ad una situazione di grigiore ( eufemismo). Fratturato, e con lui la sig.ra Assumma, che tu definisci la vera “società civile”(!) dovrebbero, per esigenza morale e politica, oltre che per una certa ecologia della mente, dare le dimissioni dal consiglio comunale e lasciare il posto altrui ricordandosi che il furto dei voti è un reato di appropriazione indebita. Se poi vorranno vantarsene…
Luciano Pranzetti

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Flaminia, datti una mano

Fuoco incrociato addosso a Flaminia Assumma. Il bottino? La sua partecipazione al Consorzio quale consigliere di amministrazione, considerata una cosa superflua dopo il suo ingresso in pompa magna tra le fila dei consiglieri di maggioranza. Effettivamente se ne può fare anche a meno, qualcosa si può dividere, socializzare come avrebbero detto gli ex camerati. Lascia la poltrona, lo scranno o la prebenda? Secondo noi non mollerà nulla al grido “Finche vinco gioco io!”. Qualcuno non è comunque daccordo, considera la questione molto delicata anche dal punto di vista morale. Il Qualcuno andrà domattina a chiedere al Faraone di porre fine a questa aberrazione che fra l’altro collide in maniera forte con la normativa consiliare che proprio l’Assumma ha voluto e votato.
Provo ad azzardare un ipotesi? Qualcuno dice che spesso ci prendo…
Allora, finirà che chi solleverà la questione dell’incompatibilità finirà per uscire a sua volta dalla maggioranza, sconfitto. Nel mentre, al Faraone piacendo, l’inciucio istituzionale andrà avanti ad libitum.

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Maggioranza in Pezzi: la parola a Rifondazione

Fischia il vento, urla la bufera, scarpe rotte eppur bisogna andar…
Come dire: meglio tardi che mai…Il PRC accoglie con favore l’improvvisa ed imprevista decisione dello SDI di abbandonare la maggioranza Tidei, avvenuta, tra l’altro, in tempi e modi tali da ottenere la massima risonanza e da causare il maggior danno possibile a questa Giunta. Complimenti!
Ma d’altra parte che la situazione sia oramai irrecuperabile è sotto gli occhi di tutti: da un lato il Sindaco che accusa la sua maggioranza di “non aver studiato” e di non essere stata in grado di coprirgli le spalle sulla sede comunale durante le sue meritate vacanze natalizie; dall’altro ridde di consiglieri, pletore di delegati questuanti che fanno la corsa ad accaparrarsi le ultime poltrone rimaste vuote prima che il giocattolo si rompa (per farci cosa, poi, lo sanno solo loro… i cittadini no davvero), fino ad arrivare all’ultimo paradosso, quello secondo cui i manifesti a firma DS che criticano la maggioranza per non aver fatto nulla sui servizi sociali sarebbero stati concordati con lo stesso sindaco. Le cose sono due: o qualcuno dice il falso, ancora ebbro magari dalle feste appena terminate, o all’interno dei DS si è aperta la “resa dei conti”, visto che la delega ai servizi sociali è ancora in mano al Presidente del Consiglio comunale…chissà… Intanto, quello che rimane l’unico partito di centrosinistra (sigh!) della (ex) coalizione, in attesa di sbaragliare definitivamente la concorrenza, sarà senz’altro contento del fatto che un altro posto in Giunta si sia liberato. La nebbia, come disse in altri tempi un “esponente storico della sinistra santamarinellese”, si è definitivamente diradata e gli auguri che una delega alla cultura si tramuti d’incanto in qualcosa di più consistente, da parte nostra, sono sinceri. Però attenzione, gli avvoltoi sono sempre in agguato: ora che la Margherita ha ottenuto l’assessorato al bilancio per il consigliere Iachini (come avremmo fatto senza…), i cuginetti dell’UDC non staranno sicuramente a guardare (parenti serpenti…). Anzi, qualcuno di loro, magari un costruttore, avrà fatto i capricci per prenotare il posto all’ufficio urbanistica di Via Rucellai…tanto, che la delega in questione la tenga ad interim babbo Tidei o qualche figliuol prodigo cambia poco: gli interessi sono sempre quelli…e comunque, alla fine, il vitello più grasso se lo mangiano sempre, (demo)cristianamente parlando. Ci auguriamo solo che la carogna che stanno apparecchiando questi uccellacci non sia il nostro paese, anche se il sospetto è legittimo. Per non dimenticare poi gli appetiti di chi è da anni abituato a governare, così tanto che sarà forse un riflesso incondizionato quello del consigliere Assumma di alzare il braccio per votare ogni delibera che la maggioranza proponga…il perché ancora ce lo chiediamo (per la delega? Per il posto nel consiglio d’amministrazione del consorzio dell’acquedotto?) e se lo chiederanno anche i camerati (ex?) di An, visto che ad oggi non è ancora pervenuta alcuna dichiarazione di voto, come dire, vocale da parte della nostra. Non è cortese da parte sua e comunque chi tace, mai così vero, acconsente. Insomma, tra segmenti impazziti o pentiti di AN accecati dal sol dell’avvenire, appetiti famelici di democristiani vari (come tali né di destra, né di centro, né di sinistra, fanno campionato a parte), voraci bramosie di liste civiche attaccate solo ad affari (loro) e, avanti popolo, velleità di potere, tanto per provarne una volta il brivido, di ciò che rimane dei DS (ahinoi ben poco…), nel gioco dei paradossi possiamo affermare che questa maggioranza è davvero e finalmente sinistra…e chi ancora la sostiene, per amor proprio o per onestà intellettuale, a meno che non sia legato ad essa per motivi “altri”, farebbe bene ad uscirne. Subito, il prima possibile. Perché se qui, ora, fischia solo il vento chissà che la bufera di Civitavecchia non urli anche dalle nostre parti. Noi ce lo auguriamo, da tempo.
Prc Santa Marinella

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Non tutte le stampelle vengono per nuocere.

L’argomento di fine anno è, udite udite, chi ha stampellato chi.
Il meraviglioso ed assonante neologismo è stato utilizzato per definire il comportamento di chi, con coscenza e volontà o meno, ha reso possibile l’azione dell’avversario. Ed ecco ora le due correnti. C’è chi, come me, è convinto che gli stampellatori siano i ragazzi di V. Bianchi, G. Dani compreso. Un atteggiamento virile e politico sarebbe stato quello di lasciare la “stravagante” maggioranza di Tidei a cuocersi nel suo brodo. Così non è stato. Ma dire che F. Assumma ha stampellato Tidei è una cosa assolutamente fuori luogo semplicemente perchè lo stampellatore non è un soggetto che si prodiga in servizio permanente ma lo fa caso per caso. Invece F. Assumma è ormai dell’altra parte, ne riceve le meritate prebende e ricopre addirittura vistosi incarichi (vedasi la delega alla casa). Cosa c’e’ di strano quindi nel fatto che Flaminia Assumma abbia alzato il braccio in soccorso di Tidei e dei suoi? Ha fatto il suo dovere, ha risposto alla chiamata con il più classico degli “Obbedisco”.
Puerili sono anche le manifestazioni di giubilo.
Nessuno, ripeto nessuno, ha avuto il merito di nulla ne si può vantare di alcunchè. I 52 lavoratori sono nelle condizioni, quasi tragiche, nelle quali si trovano perchè la sciagurata gestione del personale e delle infrastrutture comunali attuata da chi ci governa li ha portati dove sono. Se non fossero stati deportati nella multiservizi oggi, alla luce della finanziaria appena approvata, sarebbero dipendenti comunali di ruolo. Il voto di giovedì non incideva sulla loro permanenza in servizio ma sul rinnovo degli incarichi, settore per settore, alla multiservizi. Se giovedì non si fosse votato non sarebbe successo nulla di completamente irreparabile. Si sarebbe riconvocato il consiglio per il 2 o il 3 gennaio successivo e tutto sarebbe andato avanti con la consueta ed ormai nota indolenza.
Certo far saltare un consiglio comunale per l’ignavia di una impalpabile ed ottusa maggioranza sarebbe stato un gesto clamorosamente politico, ma forse di far politica a Santa Marinella non ha mai avuto voglia nessuno.

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Flaminia Assumma indipendente? No, solo molto confusa

Molta confusione. Questo il succo, credo, del pensiero di Flaminia Assumma, finalmente esternato pubblicamente dopo mesi di silenzio. Flaminia è concreta ed usa parole forti. Parla di indipendenza, pausa di riflessione, di ricorso alle vie legali. No, Flaminia, non si va dall’avvocato per così poco. Andiamo per ordine. E’ sicuramente una richiesta di indipendenza, quella di Flaminia Assumma e della scelta che ha fatto. L’Assumma si sente indipendente, più che esserlo veramente. Lei si sente talmente indipendente da tutti i suoi elettori da mettere a disposizione di Tidei il suo voto. Se si fosse presentata con il centrosinistra, con la lista di Tidei, i suoi elettori sarebbero stati gli stessi? Sicuramente no, almeno sarebbero stati molti, ma molti meno; non avremmo avuto, ad esempio, tutti quelli che votando Assumma hanno idealmente barrato la fiamma tricolore. A chi ha votato Flaminia perché esponente di An cosa ha mai detto questa donna? Nulla. Questo nulla è troppo o troppo poco? Forse l’indipendenza che Flaminia cerca è quella di poter finalmente, forse per la prima volta nella sua vita, far quello che le pare, e sicuramente non è poco, ma non è un atteggiamento politico.E’ solo l’esigenza di chi si sente stretta dalla parte di chi ha perso, ma le regole del gioco si dettano prima, non si cambiano in corsa, altrimenti non è un gioco ma una semplicissima ed infantile prepotenza. Il candidato a qualsiasi competizione elettorale si propone quale nuncius di un determinato gruppo di cittadini e come Flaminia sottoscrive un programma elettorale. Ha cambiato idea, allora? E’ giusto che sia. Ma non difenda questa sua disinibizione morale e politica come una virtù. Virtuoso sarebbe stato continuare a fare il dovere per il quale tanti cittadini l’avevano mandata a sedere su uno scranno del consiglio comunale o gettare la spugna. Virtuoso sarebbe stato rendere pubblica dichiarazione di voto ogni volta che avesse alzato il braccio in difesa della maggioranza di Tidei, ma questo non è mai successo e, probabilmente, non succederà. La storia della pausa di riflessione sembra un’altra costruzione mentale. Pausa da cosa, da quale immensa fatica politica? Se dovessimo analizzare i fatti sarebbe carino poter fare un sondaggio e chiedere ai cittadini di Santa Marinella quale sia il contributo che abbia dato alla Perla del Tirreno; se volessimo essere veramente sadici potremmo chiedere agli addetti ai lavori quale sia il contributo che quest’esponente politica abbia dato ai lavori dell’assise comunale in quasi due mandati. La risposta sarebbe, in tutte e due i casi, scontata. Naturalmente l’attacco che è venuto da sinistra le è bruciato, come tutte le verità che uno non vorrebbe mai sentirsi dire. Abbia pazienza, Flaminia. Sicuramente Bufalini ed i suoi sono scortesi, maldestri e un po’ troppo bacchettoni ma hanno avuto il pregio, forse tardi, di rendersi conto di chi hanno portato dentro le nostre case. Allora un’esortazione, magari natalizia, la facciamo noi e proprio nell’occasione del Santo Natale, con maggiore educazione e cortesia. Se la prenda veramente una splendida e lunga pausa di riflessione. Lasci stare i cittadini e la loro, scontata, ingenuità.
Se è vero che siamo a Santa Marinella noi non siamo mica i “Pirla del Tirreno”.

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La parola a Flaminia Assumma

Questo quanto riportato stamattina da “Il Tempo”. Flaminia Assumma a cuore aperto parla delle polemiche scatenate da una serie di bordate che in questi giorni le sono giunte da “sinistra”. L’articolo è a firma dell’amico Demetrio Logiudice.

Furia Flaminia Assumma su chi l’accusa di …
… aver tradito il suo elettorato sostenendo la giunta Tidei. Con una lettera aperta ai rappresentanti di Verdi, Margherita, Prc, Circolo Pertini, Italia dei Valori e alcuni Ds, l’ex consigliere di An punta il dito sul “nulla di fatto” di quelli che hanno ritirato l’appoggio all’amministrazione del centrosinistra. «Cari “amici” dei Verdi, della Margherita, del Prc, del Circolo Pertini, dell’Italia dei Valori e alcuni dei Ds – esordisce l’Assumma – vedo con piacere che nell’invano tentativo di sparlare di me non avete fatto altro che descrivere, con dovizia di termini, voi stessi. Proprio voi parlate di cambiare maglia quando, in due anni circa di Governo, siete stati non solo completamente inutili, ma anche distruttivi per l’intera città e per tutti i cittadini, sia di destra che di sinistra che di centro. A differenza vostra che avete rinnegato non solo la coalizione nella quale siete stati eletti e il vostro sindaco, notoriamente dei Ds, e che avete tradito tutti coloro che, votandovi, pensavano di eleggere i propri rappresentanti dai nobili ideali di sinistra e che avrebbero amministrato (e sottolineo amministrato, non occupato le poltrone senza fare assolutamente niente pur percependo stipendi da assessori o da delegati) per il bene comune, la sottoscritta ha fatto una scelta di “indipendenza” alla luce del sole e con dignità, dopo aver concordato il tutto con gli elettori e i responsabili del partito del quale in passato ero un’esponente, al fine di poter serenamente ed in una volontaria pausa di riflessione dalla politica in senso stretto, collaborare con progetti ed iniziative alla vita amministrativa». Il discorso passa presto agli incarichi ricoperti dalla Assumma e sottolineati dai suoi detrattori. «Mi dispiace che, nella foga distruttiva che da qualche tempo ha colpito coloro che hanno preferito uscire dall’attuale Maggioranza di Governo a Santa Marinella, non ci si sia né bene informati sul fatto che io non ricopro un incarico al Mignone bensì al Consorzio Medio Tirreno (del quale consiglio a tutti di documentarsi sulla produttività e sui bilanci, tanto per poter tracciare le differenze tra chi lavora e chi scalda le poltrone), né su quanto stabilito dalla finanziaria dal 2007, né su quelli che sono i pareri legali espressi anche alla luce del nostro statuto circa le incompatibilità dei consiglieri comunali nei Consorzi. E comunque qualora dovessi scegliere tra i due incarichi, naturalmente sceglierei quello per cui sono stata eletta. Sorge spontaneo il dubbio che qualche ex delegato, invece di agire per la cosa pubblica, per il sociale e per l’ambiente abbia esclusivamente pensato di condurre una battaglia personale per ottenere incarichi remunerati per sé e per i propri familiari e che, non ottenuti, parli del sindaco chiamandolo “Pietro Gambadilegno” o “benefattore” dal fascino discreto della sottoscritta al proposito nessuna polemica nei confronti di chi è persona di così basso livello, ma semplicemente un ricorso alle vie legali».

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Chi viene e chi va!

Stavolta non si può dire che la giunta Tidei non abbia aperto ad Alleanza Nazionale. Proprio stamattina in un convegno sociale, assente il sindaco di Santa Marinella, Tidei ha annunciato che Flaminia Assumma si occuperà del problema casa per conto della giunta comunale.
La matematica non è un opinione.
O di qua o di là. L’Assumma non ha il dono dell’ubiquità e lascia solo il povero Dani nel gruppo misto. Non ha senso infatti che questa continui a definirsi indipendente se dipende (lo dice la parola stessa) dalle prebende che la giunta le concede e se lavora in nome e per conto dell’amministrazione Tidei pur occupandosi di un qualcosa, come il problema emergenza abitativa, che le è completamente estraneo, per formazione ed interessi. Ma così và il mondo, o almeno quella parte del globo che si estende sul Tirreno tra Macchiatonda ed il Marangone.
Fuori Alleanza Nazionale completamente delegittimata da questo atto, da questa trovata dell’unica donna eletta in consiglio comunale. Fuori Roberto Bacheca se ha ancora, come si va dicendo in giro, velleità da primo cittadino. Un atto di signorile virilità potrebbe essere quello di dimettersi per protestare contro questo ulteriore inciucio.
Un atto di signorile virilità.
Un atto.
Boh!

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La Fiamma s’è spenta. Lo stesso…

Come previsto anche Flaminia Assumma, eletta tra le file di An e gratificata a questo punto da una delega alla casa come dice oggi il Messaggero, approda alla corte di Pietro il Grande. Lo stesso Pietro intimorito, ormai, dall’andirivieni di Barbazza. Lo stesso Barbazza che probabilmente, da medico, ha previsto per lunedì prossimo un impellente maldipancia. Lo stesso maldipancia che aveva iniziato a colpire un anno fa i quattro onnipotenti dell’Udc. Lo stesso Udc che si trovava male a governare in una giunta dove c’era anche Rifondazione ma che ora, con l’ingresso di An, si sente come a casa. La stessa casa che diverrà l’oggetto del lavoro di Flaminia Assumma. La stessa Assumma che mai dimessasi da Alleanza Nazionale ha inventato la formula di un partito per metà al governo per metà all’opposizione. La stessa opposizione che ha lasciato spegnere la fiamma senza battere un colpo. Lo stesso colpo che potrebbe venire a chi ha letto questo pezzo senza respirare. Adesso potete rimettere la maschera, grazie per l’attenzione. Il tanfo sta salendo… lo stesso

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