Ci siamo, ci siamo, l’appuntamento elettorale si avvicina con velocità stellare. La Città è in fermento e si aspetta qualcosa di grande e soprattutto qualcosa di nuovo. C’è un esercito che scalpita, pronto ad entrare in azione e già è iniziata la divisione dei ruoli, la spartizione delle poltrone e circolano per le strade di Santa Marinella circa sessanta o settanta assessori che prendono misure, allestiscono palchetti e stringono mani ed accordi con facce impegnate ed agende finora intonse ma che presto si riempiranno di nomi e numeri di telefono. “Restiamo in contatto” oppure “Ci posso contare, vero?” sono gli slogan che venngono disseminati per le vie della Perla senza risparmio. Il problema è e sarà sempre quello, si voterà con la testa o con la pancia? La risposta dovrebbe essere molto politica ma c’è un confine da varcare. Non abbiamo saggi che possano impartire lezioni a nessuno, anche il capello fluttuante del casaleggio in salsa santamarinellese ha svuotato le liste del suo padrone in attesa di qualche colpo di mano ( e di rimbalzo dell’ennesimo colpo di culo) e nel frattemp0o tutti si parlano addosso. La speranza di vita è sempre più bassa, si muore ormai con dignitoso silenzio di ogni tipo di malattia strana e quando con gli amici di FareRete ho proposto l’istituzione di un piano regolatore ambientale nessuno si è alzato per condividerne almeno il principio ispiratore, non dico il progetto. C’è un problema rifiuti che ci comincia a strangolare come il problema occupazione e quello delle aziende speciali, nel nostro caso la multi servizi cittadina, considerate da tutti, nella loro suprema ignoranza di teorie e metodi, come navi condannate al naufragio quando di soluzioni ce ne sarebbero tante da applicare. Qual è quindi il problema da superare? Quello dell’autentico settarismo santamarinellese, quello della grandissima invidia che rode ogni benpensante, quello dello stare sempre in assetto da combattimento armati gli uni contro gli altri, pronti sempre a criticare e mai a considerare. La più grande industria cittadina, quella che più dei lavoratori ha impegnato il sonno ed il tempo dei migliori cittadini santamarinellesi si è occupata da decenni nella costruzione di steccati, fossati e ponti levatoi come se fossimo tutti guerrieri medievali. le esperienze di governo che si sono succedute negli ultimi trent’anni hanno trovato il più grande scoglio alle azioni di governo proprio nella fronda interna che corrodeva forze ed entusiasmi. Dobbiamo cercare quindi tutti assieme di cambiare mentalità, di gestire questa nuova opportunità, la nuova partita da giocare come se potessimo almeno fingere di guardare tutti, e intendo tutti i cittadini di questa meravigliosa Perla del Tirreno, nella stessa direzione. cambiare è urgente e per farlo ci vuole innanzitutto una grandissima disposizione d’animo ed un’altrettanto grande voglia di mettersi in gioco. Puntare su noi stessi è l’unico modo per far vincere tutta la Città.
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