E’ abbastanza facile sentirsi come un campione di calcio e fare sermoni tutto il giorno al bar, benedicendo o stigmatizzando gli acquisti di un presidente per definizione sempre tirchio ed incompetente. Questo è un vizio molto italico che dovrebbe sbiadire man mano che la posizione sociale e gli impegni che si assumono generano una responsabilità più elevata, man mano che le risposte che si devono dare, e sottolineo in rosso si devono, non possono più essere monosillabi sussurrati e devono riflettere tutto il loro meritato spessore. Il tema che voglio introdurre oggi è quello del bilancio cittadino e dei sistemi che questo sodalizio di indefessi scalmanati che si ostinano a farsi chiamare maggioranza e assessori hanno architettato per chiudere le falle che drenano risorse non solo all’amministrazione ma a tutti i cittadini. E’ inutile che questi individui ci rassicurino abbastanza spesso sulla tenuta dei conti e poi questi conti non li fanno vedere come andrebbero realmente mostrati. Perché non riusciamo a capire come mai non vengano messi a bilancio i milioni di euro, sottolineo con lo stesso rosso di prima il termine milioni, che la nostra città deve regalare in giro a seguito di sentenze sfavorevoli emesse dalla magistratura. Due esempi su tutti sono quelli del Consorzio Medio Tirreno (circa 700 mila euro e sicuramente di più) e della lottizzazione di Poggio del Principe (due sentenze che ci condannano a pagare quasi 18 milioni d’euro). Nei bilanci che ogni tanto si riescono a vedere in giro dati di questa portata non ce ne sono. Non riusciamo nemmeno a sapere quanto sono costate e se sono state pagate le famose e faraoniche (ricordate questo termine??) opere pubbliche. Il vortice finanziario che sta avviluppando la città è silenzioso e quanto mai insidioso e ricorda molto le vicende finanziarie internazionali che hanno portato ai default a catena che oggi tutti stiamo pagando, se non altro per la miriade di mezzi sorrisi e di faccine da scemotto con cui ti rispondevano gli “esperti” quando parlavi o scrivevi di rischio bancarotta. Secondo me, e ve lo dico e lo scrivo per l’ennesima volta, in bancarotta a Santa Marinella già ci siamo, il malato è terminale, i sintomi ci sono tutti. E la cura? Beh, l’accademia di artisti di strada che si riunisce a via Rucellai la soluzione l’ha già trovata e si chiama strisce blu, tra breve dovremo pagare per parcheggiare l’auto sotto casa. Certi temi fanno finta di scomparire ma tornano sempre con la regolarità dell’addebito della rata del mutuo. Certi temi non hanno colore, o meglio certe amministrazioni non hanno colore: stesse facce, stesse opere, stesse richieste, stesse invenzioni: tra Bacheca e Tidei che differenza c’è? Nessuna, forse nemmeno il nome. E sulle strisce blu, badate bene, l’amministrazione del Faraone cadde, ce lo dissero due dei dissidenti, Maggi e Marongiu una volta convocati tutti i giornalisti al triangolone. Se cercate bene nelle pagine più vecchie di questo blog trovate addirittura il video dell’intervista. Secondo loro gli stalli a pagamento erano la chiave di volta di una moderna amministrazione e chi gli voleva impedire di assegnare un appalto milionario aveva solo l’intenzione di frenare lo sviluppo a Santa Marinella. Il discorso, considerata la concezione di sviluppo che hanno questi due signori, non fa una piega. Quello che si piegherà sarà il cittadino, o il turista, piegato tra autovelox di prossima installazione e strisce blu da un euro l’ora. Ad evitare che qualche cosiddetto paraculo per non pagare provi a lasciare l’auto in garage i nostri eroi stanno già sviluppando un congegno speciale, denominato autolentox, che misurando i kilometri che ogni auto percorre ogni mese stabilirà se ha circolato secondo una media stabilita o non ha camminato a dovere, in quel caso tassandola. Il congegno sarà distribuito dalla società vincitrice di un apposito appalto che sarà fatto a costo zero, ci mancherebbe, e contribuirà a rendere più fluida la circolazione del traffico cittadino. Insomma mano al portafoglio e sorrisino sulle labbra, o parcheggi o spiumeggi. Una soluzione meno arzigogolata e meno fantasiosa delle stupidaggini che mi vengono in mente a quest’ora si sarebbe trovata semplicemente se questa gente avesse deciso di spendere meglio i nostri soldi, senza sprecarli. Ma questo, per persone così intelligenti, sarebbe stato troppo facile.
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