Fronti: Contro di me è guerra aperta

L'interno della segreteria dell'Unione Sportiva danneggiato dall'acqua

L'interno della segreteria dell'Unione Sportiva danneggiato dall'acqua

L’amministrazione comunale ha dichiarato guerra all’Unione Sportiva, l’associazione dilettantistica che da quasi quindici anni gestisce il campo sportivo comunale e che da allora ha alla guida Ivano Fronti. Queste sono le deduzioni dello stesso Fronti che nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio nei locali della società, ha esibito documenti, mostrato lo stato, indecoroso ed insalubre, in cui versano i locali della società, di proprietà del Comune di Santa Marinella. “Quello della perdita dal tetto della segreteria è l’ultimo problema in ordine di tempo. L’assessore La Rosa va parlando di Città dello Sport, manifestazioni internazionali, milioni di investimenti ma non ha i soldi per far riparare questo tetto, dove peraltro ci sono tre cassoni in eternit, dei quali ci siamo accorti a gennaio quando abbiamo ispezionato i danni. L’articolo 10 della convezione tra l’associazione ed il Comune – continua amareggiato Fronti – dice che ci possiamo sostituire all’ente ed ottenere il rimborso delle spese di manutenzione straordinaria. In questo casso non lo abbiamo fatto in quanto già il 3 marzo scorso ho inviato in comune la richiesta di pagamento di altri interventi effettuati nel tempo e mai ancora rimborsati. A novembre un tubo rotto del riscaldamento allagò gli spogliatoi dei ragazzi; lo abbiamo riparato noi spendendo 436 euro. Altri 8.497 euro se ne sono andati perché gli spogliatoi del campo B avevano gli scaldabagni difettosi e pericolosi. Una perizia fatta fare dal Commissario Straordinario aveva giustificato il nostro intervento che non ci è mai stato rimborsato. Ulteriori 3.985 euro li abbiamo spesi per rimettere in funzione un trattore, di proprietà del Comune, con il quale falciamo il prato dell’area di gioco. Non mi si venga a parlare del nuovo regolamento sui contributi alle associazioni – tuona ancora Fronti – che è stato fatto proprio per tagliare fuori l’Unione Sportiva a stagione calcistica iniziata. E’ un regolamento che può funzionare ed essere equilibrato con le società che non hanno obblighi di manutenzioni sugli impianti. Oggi l’assessore La Rosa parla di accordi che devono essere rispettati, ma gli altri come la pensano. L’associazione che dirigo ha sempre avuto contributi dal Comune che è in regola con i patti fino a dicembre del 2007. Mancano nelle nostre casse i contributi dei due semestri del 2008: di 66.000 euro dovuti ne abbiamo visti solo 25.000 e nulla per il primo semestre 2009. Si tratta di 74.000 euro ai quali vanno aggiunti i 13.000 euro di spese che il Comune non ci ha ancora rimborsato. Quando La Rosa era tesoriere dell’associazione della pallacanestro il Comune ripianò un deficit di cassa di 30.000 euro”. Fronti dichiara anche di essere vittima di questa guerra senza regole che a giugno,a campionato finito gli imporrà di lasciare la società ma fa appello ai consiglieri comunali che ne corso delle ultime tre amministrazioni si sono alternati nel riconoscere alla società i contributi richiesti. “Se posso comprendere l’atteggiamento di La Rosa – dice Fronti – mi sorprende il silenzio di Bacheca, Marongiu, Maggi, Fratturato, Bianchi, Grimaldi, Boelis e Romitelli. Chi in giunta, chi quale capo ufficio hanno sempre riconosciuto i patti che abbiamo stipulato. Lo scontro frontale con La Rosa potrebbe essere frutto anche della sua incapacità. Senza tralasciare la questione del campo di via delle Colonie basti pensare a come ha gestito la vicenda dell’impianto di via Cartagine, a Santa Severa, annunciando ad esempio l’assegnazione della concessione ancora prima che venissero aperte le buste con le offerte e facendo prestare garanzia al Comune per un mutuo di 500.000 che dovrà essere invece utilizzato dalla società concessionaria, tanto che stasera il consiglio comunale dovrà rimettere a gara tutto quanto. Il futuro di quell’impianto insomma è un terno al lotto.” A luglio dello scorso anno l’assessore Rodolfo La Rosa aveva emanato una comunicazione nella quale, con parole di fuoco, veniva denunciata l’esistenza di un accordo, palesato quale illecito, tra lo stesso fronti ed i sindaci Ricci, Bordicchia e Tidei scrivendo definendolo “reato di distrazione di denaro pubblico con le conseguenze penali e civili previste dalle leggi”. Adesso la guerra è aperta e in mezzo rimane il più grande impianto sportivo di Santa Marinella che, anche se gestito da un’unica società sportiva, è ancora a perto per le scuole, le società amatoriali e le manifestazioni pubbliche.


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Multiservizi: tanto fumo, nè nero nè bianco

Tra il fumo, il tanto fumo che si sta facendo intorno alla nomina del nuovo presidente della multiservizi, potrebbe intravedersi qualche pennacchio bianco, segno inequivocabile di una scelta, tra le tante proposte. Ormai i tempi sono maturi, anzi stringono. E se da una parte diventa sempre più insistente il nome di Venanzo Bianchi c’è chi sussurra anche quello di Bruno Ricci, nipote di Achille Ricci, che tra le altre cose, elemento non da trascurare, fa il commercialista. Quindi il bivio vede da una parte il politico e dall’altra il tecnico ed in ogni caso la scelta, dovesse cadere tra questi due nomi, non sarebbe una scelta partitica, nel senso che ormai l’accordo elettorale che vedeva la carica di presidente del cda della società comunale come in quota a Forza Italia sarebbe saltato, travolto come gli altri impegni elettorali non mantenuti dall’amministrazione in carica. Già nei prossimi giorni comunque si saprà il nominativo del prescelto, tenuto anche conto che tutto il consiglio di amministrazione fu nominato a maggio dello scorso anno e tra poco dovranno quindi essere rinnovati anche i due incarichi da consigliere. Nulla fa escludere quindi anche la nomina per un breve periodo di un personaggio, magari poco noto, con il semplice incarico di traghettatore verso la scadenza di maggio, fino alla quale il fumo intorno alle nomine si farà tanto denso da celare il disaccordo che frena ancora la ricostituzione del collegio. La società dovrà virare urgentemente verso la produttività massima. Un piano industriale, pur richiesto a gran voce dagli attuali consiglieri di maggioranza e dal sindaco, quando sedevano nei banchi dell’opposizione, non è ancora stato ideato né presentato. Si mormora che la società intenda rilevare almeno parte dei servizi attribuiti ora all’Ama e relativi alla raccolta ed al trattamento dei rifiuti urbani ma nessuno si sbilancia in un settore quanto mai impegnativo. I vari consigli di amministrazione che si sono succeduti nel tempo non hanno dimostrato grandi doti organizzative ed ora che l’azienda non ha nemmeno un direttore generale allargare i settori di intervento senza aver nemmeno consolidato procedure e relazioni industriali, potrebbe essere un salto nel vuoto. C’è l’incognita infrastrutture a pesare sull’azienda che finora si è servita dei beni comunali quali uffici, utenze, veicoli e macchinari diluendo i costi di esercizio, prassi ormai evidentemente non più praticabile e che non ha mai consentito di appurare con chiarezza quali fossero i reali costi di questo tipo di esercizio dei servizi comunali. Al nuovo consiglio di amministrazione spetterà quindi un durissimo lavoro, condito anche dal malumore dei dipendenti della società, gli stessi lavoratori che hanno visto le ultime buste paga notevolmente più leggere ma che ad oggi, nonostante i vari summit sindacali che si sono tenuti a Santa Marinella, non hanno ancora capito perché guadagnano di meno. E nessuno glielo ha ancora spiegato.


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La politica è congelata o in attesa di…

L’equilibrio politico che sostiene la giunta Bacheca, eletta da un’unica lista sotto le insegne del PdL come prevede il sistema maggioritario misto in vigore a Santa Marinella, si reggeva su quattro fattori. I due partiti più rappresentativi, Alleanza Nazionale e Forza Italia, oltre ad una componente di Nuova Dc per le autonomie e numerosi esponenti civici. Recentemente lo stesso Marongiu dalla Dca si è spostato verso Alleanza Nazionale e quindi, per l’effetto della polarizzazione dei consiglieri comunali eletti senza tessera politica, la maggioranza dei componenti del consiglio, i gruppi di attrazione sono diventati tre. C’è quello che fa riferimento al sindaco Bacheca, quello che si ritrova sulle posizioni dell’ex assessore Marongiu e quello che si riconosce in Achille Ricci, già sindaco ed esponente di spicco in Forza Italia. La porzione di consiglieri comunali che ha come riferimento Roberto Marongiu è quella più consistente e le sue eventuali dimissioni anche dalla carica di consigliere comunale potrebbero portare a disequilibri molto importanti nella maggioranza. Il fatto che abbia lasciato la delega assessorili accelererà invece soltanto il rimpasto in giunta che tutti consideravano ormai necessario vista la partenza molto soft dell’amministrazione e l’elevata mancanza di coordinamento esistente all’interno della squadra di governo. In ogni caso i commenti sono ridotti assolutamente al minimo. La vicenda ha gelato tutti i consiglieri e nessuno ha voglia di parlare di cose che, pur personali, hanno comunque una grande rilevanza politica. I consiglieri di minoranza, invece, probabilmente nella serata di oggi si incontreranno per emanare un comunicato congiunto sulla vicenda. Nulla comunque è possibile anticipare anche perché le consultazioni tra politici, in tutti e due gli schieramenti, proseguono serrate. la città attende una riposta forte dalla politica, ora che tutti si attendevano anche il cambio di passo promesso dalla nuova amministrazione ma non ancora nemmeno accennato, la vicenda Marongiu arriva come una doccia fredda sulla città intera. La gente ha bisogno di capire e per fare questo ha bisogno innanzitutto di sapere. Le stringate notizie che arrivano a frammenti da via Rucellai non aiutano di certo.


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Se n’è accorto anche Alfredo

Alfredo Esposito, attuale direttore della società Archeodromo che ha in gestione il castello di Santa Severa, si inserisce nelle polemiche intorno agli insuccessi ed alla scarsa coesione della compagine amministrativa che sostiene il sindaco Bacheca e lo fa con il suo solito, irruento, stile. Non si spiegherebbe altrimenti la veemenza dei colpi portati ad Achille Ricci, nume tutelare del centrodestra a Santa Marinella definito nel manifesto affisso oggi come “mago zurlì”, e l’appellativo di “loliti” affibbiato alla componente di età più giovane non solo della maggioranza che siede in consiglio ma anche dello stesso entourage del primo cittadino della Perla. Il malessere covava nell’aria già da prima delle elezioni. Esposito ha sempre rimproverato a Ricci il fatto di non averlo voluto candidare prima e gratificare poi con un incarico pubblico ed ora gli stracci cominciano a volare. Perché proprio ora? E’ il tempo dei bilanci, il tempo di tirare le somme, il momento nel quale il fatto di dire “siamo arrivati ora, dateci tempo” non regge più come scusa. “Nani, ballerine e quaquaraquà“, il tono è lo stesso che Esposito usava con il Faraone, quando gli contestava il sontuoso staff impegnato a spese dei cittadini. Probabilmente lo stesso direttore del castello sarà sbottato quando ha saputo che con una delle ultime delibere dell’anno scorso la Giunta ha rinnovato gli incarichi a tutto lo staff del primo cittadino. Ed intanto la gente mormora, contestando i soldi, tanti, impiegati nelle manifestazioni, povere,  del Natale appena trascorso e le luminarie, o meglio questa concezione astratta delle luci di paese che avrebbe reso folle anche un Picasso nel suo migliore periodo blu, fatti che hanno reso ancora più arrabbiata la gente, la popolazione che vive le scelte dell’amministrazione come il privilegio di una casta, di una presuntuosità che non sarà mai battuta ne dalla loro coscienza né da un senso dello Stato che ormai non capiamo più dove sia di casa. “Bugia, falsità, diffamazione, invidia, gelosia“. Questo l’elenco delle qualità che Esposito attribuirebbe a quella che qualcuno, troppo pomposamente, ha voluto battezzare come la classe dirigente di domani. Basterebbe allora andare a vedere un consiglio comunale, tutti in piedi per l’inno d’Italia con la mano sul cuore e poi via a lazzi, frizzi, risatine e colpi bassi fra componenti della stessa maggioranza, quelli che proprio per ricordare alla città che tutto era cambiato perché non si cambiasse nulla, hanno festeggiato l’elezione di Bacheca nello stesso momento ma in due posti diversi. Il sindaco Bacheca è l’unico che Esposito tenta di salvare, attribuendogli la serietà e l’impegno necessari ad assolvere il suo difficile compito e che anche noi gli abbiamo sempre riconosciuto, ma non bastano queste indubbie qualità, il sindaco è purtroppo solo, anzi l’hanno lasciato troppo solo e da solo non andrà lontano. Anche Alfredo Esposito se ne è accorto, forse troppo tardi.
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Il Consiglio visto da Elisa

ho assistito alla seduta del consiglio fino alle 11.30. Fino al quell’ora si era discusso dell’abbassamento degli indici di edificabilità nelle zone di espansione (approvato all’unanimità ma la delibera, credo, abbia ripreso ciò che già l’amministrazione Tidei aveva deliberato. Sarei grata se qualcuno mi spiegasse perchè si è tornati a votare su questa cosa.) e delle tre importati interrogazioni presentate dall’opposizione: due da Paola e Giovanni ed una Mucciola.
Il consiglio si è aperto con la richiesta di dimissioni a Marongiu da parte di Giovanni, visto che l’assessore è sotto inchiesta per presunti illeciti commessi in edilizia. Giovanni ha insistito sulla questione morale, anche la presunzione di reato è nella funzioni professionali e non politiche di Marongiu. Questi si è dichiarato sereno ed ha letto il comunicato che poi i giornali hanno diramato. Naturalmente non si è dimesso.
E’ stata poi sollevata la questione di Galletti e l’abuso di potere commesso alla scuola Carducci. Galletti si è scusato dichiarandosi in perfetta buona fede, colpevole solo di ignorare la procedura. L’episodio è stato eccessivamente gonfiato, a suo parere.
Potrebbero essere pretese, a mio parere, pubbliche scuse.

La discussione sulla DIN service ha rivelato l’assoluta incapacità di questa maggioranza di fornire risposte, giustificazioni, motivazioni comprensibili che spieghino la scelta di una cooperativa di forniture elettriche, convertita in “organizzatrice di eventi”, con 5000 euro di capitale sociale, 4 giorni prima che il Comune le conferisse il prestigioso incarico di organizzare l’estate al castello, la “perla della perla”. Il comune ha inoltre preso la decisione di affidare alla DIN tale delicato incarico il giorno stesso della presentazione della domanda. Davvero solerti.
Sono state balbettate alcune risposte che sostanzialmente si possono riassumere così: ci siamo sbagliati. Nessuno è responsabile. Nulla si sta facendo perchè ciò non accada di nuovo. La clientela non paga, viva la clientela.
Potrebbero essere pretese, a mio parere, pubbliche scuse.

Sulla raccolta differenziata (seconda interrogazione) la risposta di Romitelli si è articolata come segue:
1) il differenziato di S. Marinella viene raccolto in alcuni siti regionali e non nell’idifferenziato, come si sospetta;
2) l’Ama dichiara di avere mezzi e strumenti idonei per garantire la pulizia di strade e cassonetti, ma i cassonetti stanno per essere tolti dalla circolazione, quindi perchè lavarli?
3) a breve (ma non è stato specificato quando ne come) partirà la campagna informativa per il porta a porta;
4) i soldi promessi dalla provincia non si vedono, che aspetta l’opposizione di sinistra a sollecitare “i suoi amici”?
E’ stato sommessamente fatto notare a Romitelli che se non parte la campagna informativa i finanziamenti non possono arrivare, proprio per non sprecare denaro pubblico. La campagna informativa deve durare 90 giorni e non si sa quando partirà. Era stato promesso che la raccolta sarebbe partita entro settembre ma siamo a novembre e non parte nemmeno la campagna informativa.
Potrebbero essere pretese, a mio parere, pubbliche scuse.

All’interrogazione di Mucciola sull’interdizione della Porto Romano ai cittadini di entrare al porto durante il week end “per motivi di sicurezza”, permettendo però il mercatino, risponde Venanzo Bianchi. La Porto Romano agisce, per Venanzo, spinta da una volontà di fare pressioni sul comune per avere la convenzione urbanistica sbilanciata a suo vantaggio. Bianchi dice che, purtroppo, il porto è stato dato a D’amelio nel ’93 e oggi, purtroppo, D’Amelio ha il coltello dalla parte del manico.
Ma chi ha dato il porto a D’Amelio, nel ’93, se non proprio Bianchi e l’ex sindaco Ricci?
Chi ha dichiarato, come fa notare Giovanni, che D’Amelio era un “galantuomo” e che il tempo dei contrasti era finito, se non Bianchi?
C’è da sperare che la lentissima procedura regionale per riavere la competenza sul porto (procedure lanta ma non ferma) faccia il suo corso, liberandoci di D’Amelio e tutti i suoi ex supportes.
Elisabetta Gallo


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Quattro gatti al Castello (uno è sul tavolo)

da sin. on. Robilotta, sindaco Bacheca, assessore Degli Esposti, gatto qualunque

da sin. on. Robilotta, sindaco Bacheca, assessore Degli Esposti, gatto qualunque

“Marrazzo: giù le mani dal castello”. Con questo slogan Donato Robilotta, consigliere regionale PdL, e Roberto Bacheca, sindaco di Santa Marinella, hanno organizzato una manifestazione all’interno del castello di Santa Severa. Voci consistenti davano per prossima la cessione del complesso monumentale, ora di proprietà della Regione Lazio, a causa della necessità di ripianare il disavanzo sanitario. Durante il dibattito il sindaco di Santa Marinella ha annunciato che l’assessore regionale al patrimonio, Di Stefano, gli ha promesso di tenere fuori il castello da ogni trattativa economica. In quella sede il sindaco Bacheca ha rinnovato l’invito a procedere all’assegnazione in proprietà del monumento al comune di Santa Marinella. La cosa mi mette paura: se il castello dovesse entrare nella disponibilità, oltre che materiale, giuridica dell’amministrazione comunale con lo stato in cui si trovano le casse comunali ce lo ritroveremo presto pignorato. Non sono io a dire che non c’è una lira in cassa ma il sindaco ed il suo pedissequo assessore al bilancio. La prova pignoratizia l’abbiamo già passata: nessuno ne ha parlato ma un dirigente comunale, per veder giusta ragione alle sue rivendicazioni economiche riguardanti crediti di lavoro accertati dalla magistratura è stato costretto, dopo l’ennesima levata di spallucce dell’orsetto, a ricorrere al pignoramento dei crediti che il comune di Santa Marinella vanta nei confronti del gestore dello stabilimento comunale in passeggiata. Quindi se il castello rimanesse alla regione ne potremmo essere tutti più che soddisfatti. Sfoggio elettorale insomma per l’on. Robilotta che inizia proprio da Santa Severa il suo road show in previsione delle prossime regionali. Meno sfoggio, a proposito dei quattro gatti del titolo, per l’amministrazione che ha visto perdersi per strada il convitato di pietra della serata, ovvero l’assessore all’urbanistica  Angelo Grimaldi. Non c’era, ufficialmente affaccendato in questioni di Stato, ufficiosamente scalzato da due fattori, la presenza del rivale Degli Esposti, ormai passato dall’orbita Ricci a quella Bacheca e ancora più ufficiosamente ormai fuori dai giri che contano. All’urbanistica per conto di, ormai è subissato dalle richieste, imperative, di tutti. Non riuscendo ad accontentare praticamente nessuno (il settore è di quelli delicatissimi da maneggiare, praticamente esplosivo) sta per finire all’angoletto, rintuzzato persino dal giovane Pepe senza che nessuno della sua stessa maggioranza faccia nulla per togliergli le castagne dal fuoco. Un’assenza polemica quindi alla quale però non seguiranno fatti concreti. Giunta che vince non si cambia, recita l’adagio; il rimpasto quindi è assolutamente urgente.


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Ci siamo: pronti a saltare?

Siamo a un punto di svolta. la tensione in maggioranza è tanto palpabile quanto ormai inutile. Non si tratta di tensione positiva, di spinta ideale, di carica emotiva verso qualcosa o qualche grande obiettivo. Si tratta di energie cattive spinte, come c’era d’aspettarsi, tutte contro tutti. La questione del via alla lottizzazione della Quartaccia porterà ad un altro bagno di sangue. Non dobbiamo dimenticare che proprio un anno fa il Faraone cadde anche per via di quel piano urbanistico e chi lo ha fatto cadere oggi è ancora in maggioranza. Non dobbiamo dimenticare che, oggi come allora, chi ha fatto cadere il Faraone ha fatto precedere le sue azioni da uno sfoggio di muscoli. Correre ai ripari non si può proprio, è una cosa che non dipende da noi; possiamo soltanto continuare a guardare le cose, spettatori ma, fortunatamente nel nostro caso, non proprio muti. Un’altra cosa è evidente, e cioè la spaccatura che divide la maggioranza in due gruppi contrapposti. Uno, quello che fa capo a Ricci, che vuole, ad esempio, la nomina del Direttore generale del comune contro il parere dell’altro. L’altro gruppo, quello che fa capo a Marongiu che vuole ridimensionare il ruolo imprenditoriale della famiglia Fronti. Non si spiegherebbe altrimenti l’attacco frontale che proprio a Fronti ed alla sua decennale gestione dell’Unione Sportiva, con annessi e connessi, è stato fatto condurre a Rodolfo La Rosa. Lo stesso gruppo, quello di Marongiu, che ha una visione tutta autoreferenziale ed incoerente con il resto della maggioranza, dello sviluppo di questa meravigliosa città. In mezzo il sindaco che, con i pochi fedelissimi rimasti, fa quadrato e tenta a sciabolate di rintuzzare gli attacchi che provengono da una parte e dall’altra. Sullo sfondo passa come sulla parete di un cinema, la pellicola di questa stagione politica. Il film è in bianco e nero ed è muto ma non in omaggio alla cinematografia espressionista degli anni venti. Il sonoro è stato tolto per evitare di sentire le urla, vistosamente incazzate, di tutti quelli ai quali era stato promesso e non avranno, di quelli che erano stati convinti e non vedranno, avevano creduto e si pentiranno. Chi governa la città non dialoga più con queste persone: ormai hanno votato e non servono più, ma la ragione per la quale non si fanno conferenze stampa, non si dialoga più con la gente e che non si ha nulla da dire. E questo è un segno che certi tempi stanno tornando.


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Consulta addio!

Il motto è sempre quello: basta chiedere. Stanchi dell’indecisionismo del giovanissimo primo cittadino della Perla, stanchi dell’inutilità e della presuntuosità di personaggi e vecchie istituzioni quelli che sanno come si fanno veramente le cose sono scesi in campo rimboccandosi le maniche. La Consulta deegli ex Sindaci, progettata ed istituita dal vecchio Faraone (ma tutti una volta varata avevano giurato di averla inserita nel proprio programma elettorale) fatta probabilmente di senili ambizioni subirà una virile sforbiciata. Al suo posto un triumvirato sarà a fianco dell’orsetto per aiutarlo nelle sue prime ed importanti decisioni. Se Cesare, Pompero e Crasso avevano traghettato Roma antica dalla Repubblica all’Impero, Ricci, Bordicchia e Urbani riusciranno a portare il municipio da piazza Gentilucci a via delle Vignacce? Per noi sarebbe uno storico risultato se già riuscissero a far finire quest’anno a questo sindaco. Ma sarà difficile. per ora l’unica occupazione di cui questa impalpabile amministrazione si sta occupando è quella delle poltrone e quando non ce ne sono ne inventa di nuove. 


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Chi viene e chi va

Squadra che vince non si cambia. Allora dopo tutti i cambiamenti che ci aspettano in questo umido settembre qualcuno dovrà spiegare all’orsetto che non ha ancora vinto nulla, ma andiamo per ordine, innanzitutto inizio a spiegarmi io.
La maggiorparte di voi si sarà accorta che non è ancora Natale ma nella Perla si stanno precipitando, a cavallo del loro camello, tre Re Magi. Si tratta dell’Architetto Sgriscia, del vicesindaco Landi e di Ugo Gentili, un trio eccezionale, favoloso, anzi…direi “faraonico” che si catapulta dal monte al mare per dare una mano agli amministratori della Perla ormai in evidente affanno. Uno dei tre rappresenta una vera e propria “cambiale elettorale”, una specie di titolo di credito a corso speciale che i socialisti rivendicano per aver aiutato Achille Ricci a perdere le ultime elezioni amministrative. Proprio l’ex sindaco è molto ambasciato. Ha tirato fuori dal cilindro la commissione di garanzia sull’attuazione del programma ma i suoi alleati gli hanno bocciato l’idea mettendosi a ridere. Forse Ricci era proprio l’unico a dimenticare che la lista dell’orsetto non aveva un programma elettorale e quindi la commissione cosa avrebbe dovuto garantire, se stessa? Una commissione dotata di cotanta autoreferenzialità esiste già e si chiama giunta municipale, non c’è bisogno di mettervi accanto null’altro. Allora il canuto ex sindaco ha ripiegato su un’altra posizione di pregio, quella del direttore generale, figura che il nostro comune ha avuto soltanto in abbinamento con il comune di Al lumiere ma che ora, da solo, non può gestire se non per mezzo di un garbuglio che l’ufficio diritti smarriti di via Rucellai sta studiando da qualche mese. Inutile dire che Ricci vuole spingere su questa prestigiosa poltrona un suo fedelissimo ma che, dati i rapporti di forza esistenti all’interno della maggioranza, non può fare la voce grossa. D’altronde un altro tassello inserito in quello che è diventato il più grande ufficio di collocamento del Tirreno farebbe perdere di peso al grande tessitore, al vero sindaco della Perla, quell’Aldo Sbaffo che ora reclama a gran voce la prerogativa di aver rinsaldato la crepa esistente fra Ricci e Marongiu ed aver tenuto per mano, fin dall’epoca del Faraone, i suoi due pupilli, i famosi due Roberti della Perla, che ora vorrebbero essere considerati interdipendenti fino ad arrivare ad alternarsi nel caso, ormai non più una chimera, di prematuro scioglimento della giunta del maghetto. Finora ho detto di chi arriva ma vorrei rappresentarvi anche di chi parte. Il rimpasto ormai è necessario; Harrypotte non ha ne lo stomaco né il carisma del Faraone, che ha annunciato il primo rimpasto a ottobre del 2006, lasciando le ultime vocali della famigerata parola echeggiare nell’aria per un anno intero, fino ad essere rimpastato proprio lui. Chi di rimpasto ferisce di rimpasto perisce e l’orsetto lo sa bene, lui che ha guadagnato la sua prima porpora assessorile proprio facendo finta di dare retta a chi voleva rimpastare il suo mentore Bordicchia. Chi va? Diciamo meglio, chi proprio non potrà tenere il suo posto? Sicuramente Marco Degli Esposti, che verrà additato come responsabile del fallimento dell’estate al Castello di Santa Severa ( in questo lo scontro con Angelo Grimaldi sicuramente non gli ha giovato). D’altronde, che se ne dica, le carte bollate si sono mosse ed i risarcimenti si prevedono a cinque zeri. Se c’è chi pagherà materialmente (noi) qualcuno dovrà pagare politicamente (sicuramente un assessore) e ci sarà chi si fregherà le mani facendosi venire le vesciche dalla contentezza (Ferrara ovvero il padrone del castello a cui sembra – ancora – piaccia fare solo quello). Pronto ad entrare al suo posto Giambattista Boelis, che voleva fare l’assessore fin dall’inizio ma che, elegantemente, ha fatto un inchino ed una mezza giravolta, una finta diciamo, dettata soltanto dalla sua grande esperienza, la stessa esperienza che gli ha ordinato di stare buono buono, tanto molto presto anche lui si sarebbe seduto in giunta. Un altro che dovrebbe lasciare la famosa saletta di via Rucellai è Venanzo Bianchi, del quale voci mai smentite danno prossimo il collocamento nella Holding di Napoleone Moscherini in quota Acea. Al suo posto? Un altro assessore esterno in quota a Forza Italia. Certo, le proporzioni politiche vanno rispettate, questa è la maggioranza dei farmacisti. Per ultimo viene il solitario La Rosa, molto allineato in privato ma sempre critico in pubblico, tanto da far chiedere alla gente se abbia veramente capito che sta governando, o meglio tentando di governare la città e se soprattutto sappia da che parte stare.
Noi? Noi si, noi lo sappiamo da che parte stare. Lasciateci in pace, ormai siamo tutti con il prossimo sindaco. 
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Il grande partito dei perplessi

soldato.jpg    Tutti all’attacco. La guerra elettorale è appena iniziata. L’obbiettivo è la conquista del centro, non del centro politico che non esiste più  ma di quella parte di elettorato che si cattura  partendo dalle proprie posizioni e dirigendosi a gran velocità al centro dello  schieramento per occupare prima possibile e con il gran fragore del caso le posizioni del più grande partito di Santa Marinella, quello degli eterni indecisi. Ormai è chiaro che tutti i “grandi politici” hanno perso il controllo della situazione, nessuno escluso. Ne è prova il proliferare di liste e listucoli, candidati grandi e piccoli. La mancanza di entusiasmo nella gente, di coinvolgimento, è nausea e disaffezione o paura? C’è, e non possiamo negarlo, una grande paura, sommata ad una grande incertezza data dall’ingigantimento e dal mutamento “dell’offerta ellettorale”. Come in qualsiasi diagramma di marketing stiamo assistendo ad un cambiamento generale delle etichette, delle marche dei “prodotti”, di un riposizionamento degli articoli offerti, di un “re-branding”. Tradotto in italiese dobbiamo sottolineare e rammentare come fosse bello il tempo che fu quando erano evidenti  i buoni ed i cattivi, i nostri e loro. Oggi sono tutti mischiati, emigrati e confusi da una parte e dall’altra. Il nuovo partito, il terreno da conquistare, sarà quello dei delusi. Delusi prima dal passato, dalla coppia Ricci e Bordicchia, sedotti ed abbandonati poi dal presente, il promettente (nel senso delle mille fandonie) Tidei ed oggi spaventati da un futuro che non conoscono. Non lo conoscono semplicemente perchè tutti i candidati si accontentano del presente, un presente che conoscono e in cui, solo loro, si trovano benissimo. Perchè faticare per assicurare alla propria città, alla propria gente un futuro migliore?


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