Forse son stato esagerato (non farci caso se ancora puoi)

Eppure fino all’ultimo ci avevo creduto. Quando ho saputo che il consiglio comunale era stato rimandato ed era stato riformulato l’ordine del giorno speravo in un fantastico testacoda dell’amministrazione comunale e nel rivivere di una coscienza civica e politica che avesse convinto questi piccolissimi amministratori a calare le carte ed a giocare l’ultima mano con la dignità di uomini che in teoria dovrebbe appartenere loro. Eppure questa volta ci avevo creduto, sperando che dopo il buio dell’amministrazione guidata da Bordicchia e il periodo, pur breve, nel quale il Faraone ha strapazzato il nostro territorio e i nostri cuori il giovane sindachetto ed i suoi accoliti avessero imparato la lezione e potessero fare qualcosa per la loro terra, non solo spogliarla. Eppure ci avevo creduto anch’io quando ho fatto la campagna elettorale per loro, quando li ho fatti votare perché si erano definiti stufi di un certo andazzo, pronti a cambiare le cose e attenti ai bisogni della loro gente. Non è cambiato nulla, lo dico con un misto di amarezza e di disillusione certo comunque che anche questa prolungata agonia non ha addormentato la voglia di lottare che ha sempre distinto me ed i nostri amici. La questione del bilancio è sintomatica di una supponenza e di una splendida incapacità, qualità che hanno distinto i cinque anni più oscuri della storia cittadina. La grande illusione che tentavano di somministrarci in piccole dosi era concentrata nel far apparire sempre più lontano il dissesto finanziario al quale sono state condotte le casse comunali, nell’attribuire i loro numerosi fallimenti ai vai “bastoni fra le ruote” che man mano gli si paravano davanti. E’ importante non focalizzare però l’attenzione sulla recentissima vicenda finanziaria ma cercare di ricordare la serie continua e ininterrotta di porcherie che ha accompagnato le vicende di questa misera amministrazione già dall’aprile del 2008 fino ai giorni nostri. Come poter ricordare la splendida estate del loro primo anno di amministrazione, il fumo negli occhi gettato stampando i manifesti della programmazione estiva con i nomi di Claudio Baglioni e di Pino Daniele, virando poi sul quello splendido pezzo di prosciutto confezionato sotto forma di panino caldo caldo offerto ai ai loro sodali attribuendogli l’organizzazione del terrificante “teiccheballacche” al parco Maiorca con valanga di denari pubblici annessi passando per le amnesie dell’assessore, quello alto e lungo e talmente insignificante che non me ne ricordo nemmeno il nome, che si vantava in giro di aver trovato la ditta che avrebbe degnamente sostituito l’organizzazione di Ferrara al Castello di Santa Severa salvo farsi venire una feroce crisi di memoria quando in consiglio comunale veniva pressato e gli veniva chiesto il conto dei soldi buttati, del nome sputtanato, dell’estate bruciata dalla Città intera. Da allora una serie continua ed infinita di cazzate e improbabili progetti, una dietro l’altra in un crescendo rossiniano. Ecco, le vicende di quell’estate mi hanno fatto aprire gli occhi ed hanno messo in evidenza la mia ostentata sicurezza, la maniera con la quale mi autroincensavo quale guru della politica di pluriennale esperienza, della mia figura di influencer multimediale, per usare un termine carissimo ormai ai miei amici grillini, ed all’improvviso mi sono reso conto di non averci capito un cazzo, di essere stato usato per oltre tre anni quale ariete, prepotente, documentato, irruento ed abile per far cadere anzitempo un personaggio che con la politica c’è sempre azzeccato poco e sostituirlo con un altro personaggio che con la politica non c’è mai azzeccato per niente. Credo di aver prontamente pagato per questo mio pur piccolo peccato di vanità e per aver attribuito fiducia alle persone sbagliate. Ecco io, proprio io, avevo sperato fino all’ultimo che Bacheca ed i suoi compari avessero fatto “qualcosa di destra”, avessero scelto la data del sei dicembre per dichiarare a tutta la città, conti alla mano, il loro fallimento ed avessero deciso di chiedere scusa ai loro concittadini per il freno allo sviluppo, per la distrazione dei contributi Enel destinati alla salute dei cittadini, per la colossale, duratura e perseverante presa per il culo, che loro e solo loro definiscono come azione politica, per mezzo della quale si sono sentiti autorizzati a farsi i fatti propri per cinque lunghissimi anni ed a spogliare una Città intera di ricchezze ed aspettative. Certo, mi sarebbe piaciuto vedere in prima persona proprio questo ma chi è vigliacco di natura il coraggio non se lo può dare, chi non ha mai avuto nemmeno in piccolissime dosi il senso dell’onore non può trovarlo in un colpo solo. L’unica speranza che ci fa capire che qualcosa potrà cambiare è la constatazione che noi siamo veramente diversi e che ormai la maggioranza dei cittadini, tutti quelli che non hanno avuto mai regalato nessuna mancetta da queste persone, tutti quelli che non devono nascondere un’ordinanza di demolizione o avere per grazia ricevuta un cambio di destinazione o un aumento di cubatura, sono dalla nostra parte, che poi è e sarà sempre anche la loro.

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Un pensiero su “Forse son stato esagerato (non farci caso se ancora puoi)”

  1. ma sapete cosa sta succedendo alla lista un'altra città è possibile? stracciano il codice etuico per allearsi con l'UDC. E si! La lista nata da un gruppo di cittadini che poneva come punto ineludibile il fatto di essere avulso da interessi privati e quindi ha adottato un codice etico inattaccabile, si vede scippato da un manipolo di corsari che indice una riunione dalla sera alla mattina e decide di allearsi con PD e UDC per vincere alle prossime elezioni, nonostante i personaggi a quelle liste appartenenti non possano essere supportati dal nostro codice etico. ma niente paura hanno già una modifica del codice…. un bel codice etico ad personam. come fondatore di quella lista e come altri de "un'altra città è possibile" siamo rimasti allibiti in un primo momento e poi parlandone ci siamo accorti offesi da tale pirateria da inciucio.
    chiederemo una assemblea della lista e dei simpatizzanti per decidere se quel codice etico è imprenscindibile oppure se per vincere possiamo andare a supportare chiunque. il mio parere è che chi non crede in quel codice etico può fondare qualsiasi altra cosa ma non può considerarsi di "un'altra città è possibile". Giovanni Dani

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