Un po’ di pessimismo in tutto quello che facciamo è naturale, dicono sia una forma di auto protezione per garantirci, per cautelarci. Il pessimismo congenito è invece tipicamente santamarinellese, si evidenzia soprattutto nel periodo immediatamente successivo alle elezioni e si esprime nelle persone che hanno fino a ieri protestato per un sistema sbagliato, per uno stato di cose che non va, per un metodo di governo quasi illegale e poi hanno votato sempre nella stessa maniera e direzione. Una nuova Santa Marinella sarà possibile solo quando i cittadini acquisteranno il giusto grado di consapevolezza, avranno capito che il tunnel nel quale ci siamo introdotti è ancora lungo e profondo, che c’è ancora molto da fare ma che non si può più delegare. Abbiamo dati drammatici con file di creditori che bussano alla porta di via Rucellai per pignorare non i beni del Comune ma i “nostri” beni, cantieri aperti e che funzionano a singhiozzo perche imprese che lavorano e devono a loro volta pagare gli operai che a loro volta devo portare “il pane a casa” e pagare le bollette prendono i soldi a singhiozzo, quando a una non all’altra. Il mugugno è figlio della pazienza, io quando sono stato preso per il culo la seconda volta la pazienza l’ho persa, come tutti sapete. Il risultato è un mondo maledetto, orfano di quel potere buono che sana i conflitti, che fa dimenticare gli odii e che aiuta a crescere intere generazioni. Oggi si va a governare per riuscire a contare qualcosa, per “incidere”, senza considerare la variabile che rende gli amici “delusi” tutti potenziali nemici in vista. Un meccanismo micidiale che si ripete di amministrazione in amministrazione. Il difetto è tutto nella digestione, dicono alcuni, nella incapacità di poter mandare giù tutto ed il contrario di tutto. L’ottimismo deve comunque trionfare, va contrastata la disintegrazione della società cittadina che porta ognuno contro l’altro, quel bipolarismo manicheo che trasforma in cattivi tutti quelli che non solo non si sentono buoni ma che fanno finta di voler fare i buoni. Pensiamo a colori e cominciamo a sorridere, martedì la città ricomincerà a vivere, in un modo o nell’altro, martedì saremo tutti costretti a fare i conti con il nostro prossimo futuro.
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Non mi capita spesso di essere d'accordo con ciò che dici, ma questa tua rappresenta veramente quello che penso da qualche settimana ad oggi. E' confortante sapere di non essere soli.