Per stupire mezz’ora basta un libro di storia

minestroneNessuno scandalo, nessuno strepito dietro la notizia che il castello di Santa Severa verrà gestito direttamente dal suo proprietario, cioè la Regione Lazio, e che questa si appresta a fare la gara europea per la sua assegnazione a qualche entità commerciale che avrà l’obbligo di metterlo a reddito. Certo, se leggiamo bene tra le righe un pizzico di sapore piccante in una non-notizia come questa c’è e si capisce anche perché il nostro beneamato sia così adirato. Qui è casa sua, qui non si fa così, qui se c’è da assegnare un immobile pubblico a qualcuno bastano due telefonate, una stretta di mano ed una serie di ordinanze sindacali uguali e contrarie, un po’ come per noi maschietti fare la pipì controvento, e via così. Abbiamo visto parchi, palestre, manifestazioni, e campi sportivi andare all’offerente più simpatico, adesso che senso avrebbe fare addirittura una gara europea per risolvere una cosa che può essere definita tra amici, o meglio tra i famosi amici degli amici. A fare gare ad evidenza pubblica, magari europee, c’è il rischio che qualche cittadino si monti la testa, arrivi a pensare che il mondo non è tutto azzurro come quello dei Puffi, che non vada sempre come dicono loro. Eppoi loro, i piccoli Puffi, non sono sfortunati, è solo che non hanno capito che la politica, quella vera, è un filo rosso che unisce la microcellula all’organismo più grande, non hanno capito che una volta potevano dire “grazie Lollo” e adesso anche Lollo gli ha chiuso la porta in faccia, che nulla è magicamente dovuto e che le relazioni istituzionali colmano anche il gap generato dal diverso colore politico. Mantenere buoni rapporti sarebbe servito a non farsi piovere sulla testa certe notizie; adesso strillare non serve a nulla, è la solita dimostrazione di arroganza, di bambinite acuta che non giova alla città né al prestigio dell’istituzione. E la prova della frattura grande che c’è tra Comune e Regione è in un altro avviso, passato naturalmente sottotono. Qualche giorno fa il Presidente Zingaretti aveva annunciato di aver emesso un bando attraverso il quale l’Arsial, proprietaria dei terreni ex Santo Spirito di cui il nostro territorio comunale è pieno, concederà in uso temporaneo ma abbastanza lungo, i propri terreni a chi ne faccia richiesta, dando priorità agli agricoltori ed ai disoccupati. Naturalmente nell’elenco dei comuni interessati dalla questione la Perla è assente ma una giunta di agenti immobiliari ha provveduto sul tamburo ad emettere un avviso pubblico nel quale si dava annuncio a chi avesse terreni incolti che poteva darli a chi li avrebbe utilizzati, e viceversa chi li voleva utilizzare poteva suonare a via Rucellai, dove qualcuno avrebbe fatto da sensale. Pensare in piccolo, agire da piccoli, questo il nuovo motto dell’amministrazione comunale. In mezzo alle liti che già divorano il chiassoso popolo del sindachetto ci sono cittadini senza speranza e senza prospettive, e noi, che non possiamo più stare a guardare.

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