Tu per me sei luna e stelle

mortadellaIn teoria dovremmo spingere tutti dalla stessa parte, in teoria, dico e scrivo. In teoria dovremmo tutti amare questa meravigliosa città e la lucida follia dei suoi abitanti. Sempre in teoria, naturalmente. Poi assistiamo, ma ormai non più basiti, a vicende come quelle degli scuolabus che sembrano tratte piu che da uno spaccato di vita quotidiana da una serie di racconti gotici di fine ottocento, dalla trama di qualche pulp a bassissimo costo. In soldoni abbiamo ammirato la scorsa settimana la maggioranza consiliare che ha autodeliberato di esternalizzare il servizio di scuolabus. Fin qui tutto nei canoni, da questi signori ne abbiamo viste di peggiori, ne abbiamo sentite di peggiori e sappiamo che qualcosa di molto molto brutto sta per arrivare. Quello che ci esalta sono le squallide motivazioni di una delibera che ha sempre e comunque la sua importanza nell’ottica del sistema di questa città. Premesso che abbiamo buone possibilità di ritenere che l’aggiudicataria della gara sarà t’attuale concessionaria del trasporto pubblico locale, è suggestivo che dopo cinque anni nei quali la maggioranza ha tentato di convincere prima se stessa e poi i quattro gatti che la stavano a sentire che tutto andava bene, oggi sembra che la chiave di volta per assicurare sviluppo, occupazione ed economia di gestione dei servizi pubblici locali sia proprio questo appalto. La minoranza, sempre più risicata, affronta la questione con la sua ormai proverbiale timidezza, senza comprendere che in fondo il cuore del problema non è né la qualità né l’economicità del servizio quanto il patto di stabilità: riassegnare in outsourcing il servizio di scuolabus libererà qualche centinaio di migliaia di euro che potranno essere spesi dagli allegri gaudenti che siedono a via Rucellai in posti dove le pezze ormai devono essere improrogabilmente collocate. Questo la minoranza non l’ha detto perché probabilmente non l’ha capito, perché è troppo occupata a trovare la direzione giusta, quella ricerca dell’ago della bussola che le ha impedito di vincere elezioni che erano già state vinte a tavolino, perché troppo occupata a mediare e limare tra quei personalismi che se a Renzi o Berlusconi consentono di arrivare alla meta, a Santa Marinella ancora sono l’ostacolo che va scavalcato per non cadere in personalismi e ruggini ataviche che non portano da nessuna parte. Ma c’è qualcosa che ci fa alzare le antenne sul problema del servizio dei pulmini. Tutta la faccenda sembra assurda, un gran polverone per un servizio che non utilizza quasi nessuno, per un servizio che vista la topografia scolastica di un territorio anomalo come quello di Santa Marinella e considerato il fatto che da almeno quarant’anni non si costruisce un aula scolastica, dovrebbe far recitare un mea culpa agli attuali, perenni ed inossidabili governanti di questa ridente Perla e far addirittura regalare il servizio a quelle quattro famiglie che ancora hanno bisogno di una mano per far decollare le proprie giornate. Il problema di fondo, il cuore del problema degli scuolabus, è che l’appalto di questo servizio è destinato a fare la stessa fine di tutti gli appalti che quest’amministrazione, o la sua genetica e spiritosa mutazione, ha assegnato e distribuito a piene mani fin dal 2008. E’ facile scorrere l’elenco degli appalti ancora in corso da quella data e senza bisogno di arrivare a citare casi di scandalo come le recenti incursioni della magistratura nelle vicissitudini del contratto sulla munnezza o il colpo di coda della ditta incaricata della mensa scolastica che tra i rilievi delle autorità competenti ed il pessimo giudizio che di tale servizio hanno praticamente tutti i piccoli clienti e le loro (paganti) famiglie si è addirittura autoprorogata il contratto alla sua naturale scadenza. Vi aspettavate una splendida, ricamata e ricca sceneggiatura ma vi avevo avvertito che si trattava di un pulp di serie B perché se dovrete fare una passeggiata per la città e sarete costretti a ricordare l’appalto del ponte di via Lazio, inaugurato ma mai finito, come il sottopasso dei Carabinieri, il lungomare di Capo Linaro, la rete fognaria di Santa Severa e la biblioteca comunale, i punti verdi di qualità e l’ampliamento di via delle Colonie. Ecco, quando si sente parlare di appalto si pensa subito ad un bel nastro tricolore tagliato ma poi chi controlla i lavori non riesce a fare il suo dovere fino in fondo, i tempi di consegna vengono ritualmente sforati e la città rimane a guardare come la brama di popolarità a basso costo e l’inettitudine di chi ha la presunzione di circondarsi d’incapaci per far brillare di luce propria una stella che non riesce ad accendersi sta riducendo un tessuto urbano che avrebbe bisogno di pochi interventi, mirati e risolutivi e non chiacchiere. La città di questo ha paura, che l’appalto dei pulmini faccia la fine di tutti gli altri e che anche un servizio di bassa necessità e di bassa qualità diventi un disservizio, definitivamente risucchiato nel magma dell’ingestibilità alla quale questi signori ci hanno abituato.

2 votedvote
Share/Bookmark

Lascia un Commento