E’ una vera tragedia, la tragedia dell’approssimazione e dell’incuria. E’ il posto dove vogliamo vivere ma che ci viene consegnato giorno dopo giorno in condizioni sempre più pietose ed inadatte a viverci. Quattro scatti, quelli che vedete su questa pagina, possono essere già forti, possono già fare la notizia, ma questa va contestualizzata, sempre, per evitare di perdere, con il tempo, il senso delle cose. Innanzitutto vi dico che
siamo a Poggio del Principe, una zona di una bellezza selvaggia, quasi unica, e che con lo sguardo ti fa volare da Fiumicino fino all’Argentario. Proprio lo sguardo salta tra un cespuglio di macchia mediterranea ed uno di mortella e tra questo una ecatombe ecologica, il solito sciorinio di rifiuti vari tra i quali spuntano alcuni cassoni in eternit, disposti in una maniera che sembra quasi rispondere ad un disegno architettonico, una specie di
monumento all’immondizia. Stavolta c’è di più, ci sono i segni di un intervento del Corpo Forestale dello Stato, che significa come l’area in questione sia stata oggetto, qualche tempo fa, di un sequestro giudiziario e che la sua bonifica, per ragioni che non spetta a noi sindacare, non è andata a buon fine. Intanto il monumento all’eternit è seminascosto nella macchia e da li continua a fare i suoi danni, e continuerà per
tantissimo tempo, fino a quando qualcuno, speriamo chi di dovere, si metterà in testa di rimuoverlo.