“Articolo quinto, chi c’ha i sordi in mano ha vinto”; mai proverbio popolare fu così azzeccato. E così dopo due alluvioni e mezza, una catastrofe ambientale, un declino economico da paura e mezzo secolo senza una casa comunale ci tocca sorbirci anche il Bacheca bis, il ritorno al futuro di un sindaco che nessuno voleva ma che tutti hanno votato. E’ difficile fare un’analisi su due piedi, ma alcuni dati sono assolutamente manifesti ed incontrovertibili. Il popolo santamarinellese ha votato, come sempre e come probabilmente farà sempre, protestando durante gli anni di mandato amministrativo ma esprimendosi sempre nella stessa maniera. Il popolo santamarinellese non vuole cambiare, è abbastanza scontento ma non vuole affrontare il cambiamento vero. Il popolo santamarinellese premia chi governa e chi ha già governato; se non hai sentito il profumo del potere passare tra le tue dita non potrai mai aspirare a governare; risposte piccole ma immediate, il popolo qui si nutre di questo e utilizzo il verbo nutrire perché proprio qui e come non mai la politica è passata attraverso le fauci delle persone. Sarà simpatico allora capire ma soprattutto toccare con mano in che modo quelli che hanno battezzato, per esempio, la multiservizi cittadina riempiendola di amici, possano trarre d’impaccio le cinquanta famiglie che stanno scivolando verso un baratro, nemmeno troppo lentamente. Ma cosa si dovranno rimproverare quei lavoratori e le loro famiglie? Nulla, se non il fatto che pur di galleggiare non hanno saputo scegliere e non hanno avuto il coraggio di manifestare il proprio disappunto verso chi li trascinava a fondo. Il caso della SMS equivale a quello di tante altre categorie di cittadini, come nel lavoro e come nella scuola, come per esempio nel settore dei servizi alla persona o a determinate fasce sociali. Ricordate la guerra dei centri anziani? Una questione di campanili e bandiere, giocata sulla schiena, in senso letterale, degli anziani della Città che avevano trovato qualche oasi per poter trascorrere poche ore di una giornata sempre più lunga e che sono stati presi ostaggio da una politica miope ed arruffona. Domattina Santa Marinella avrà un cielo diverso ma molto uguale a quello dei giorni passati, un cielo che non mi appartiene. Anche quest’occasione è stata sprecata da un copione troppe volte visto e l’astensionismo è aumentato non a causa della disaffezione dei cittadini dalla politica ma semplicemente alimentato dalla mancanza di una proposta veramente nuova, che avesse la capacità di intrigare i cittadini fino a portarli a scommettere sul loro futuro. Questo è lì’obiettivo vero dei prossimi cinque anni e la speranza, mai sopita, dovrà abbeverarsi anche alle risorse di tutti quelli che alla politica si sono affacciati e che non paghi del risultato se ne sono andati via fischiettando con le mani in tasca. Per ricostruire Santa Marinella ci vuole tanto e il fatto che il suo progetto di rinascita sia stato battezzato con lo stesso nome che hanno le pasticche che si danno ai ragazzi in discoteca mi mette paura . Ma questa paura me la dovrò far passare, io sono stato sempre da una parte sola e da quella parte ho fatto un grande lavoro per la mia Comunità, un lavoro che non finirà qui.
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