E’ molto bello condividere con gli amici la lettura di un libro, l’ascolto di un brano musicale o la visione di un film. In un momento nascono mille interpretazioni ed altrettanti punti di vista, a volte ridondanti ed altre volte invece molto stimolanti. Su altre questioni invece non c’è oggettivamente la possibilità di rendere troppe interpretazioni dello stesso fatto, si rischia di essere faziosi, di indurre in errore, di raccontare cose che aumentano la grande confusione che c’è in giro, mischiandola ad un arte molto particolare di unire il detto al non detto. Due esempi su tutti. Il delegato al bilancio Minghella ci spiega con la dovuta saccenza che la tassa sulla munnezza non aumenterà, sarà identica a quella che si pagava in passato con la sola ininfluente modifica che consiste nel fatto che sarà commisurata non al 75 percento del costo del servizio ma al 100 percento. Quindi, poiché la somma non è che ininfluentemente il rapporto tra l’addendo e il suo consecutivo, se pago di più non significa che pago di più ma semplicemente ed in maniera lapalissiana che pur versando di più la somma relativa rimane costante. Tutto chiaro, o no? Basta che qualcuno ci dica che nulla è aumentato, specialmente in un settore dove la tempesta dolce della differenziata doveva portare evidentemente a risparmi di tipo colombiano, e noi siamo tranquilli. Anche sul versante scuole la musica che sentiamo è la stessa e molteplici sono le interpretazioni della sua armonia. L’assessore competente sprizza di gioia dichiarando ai quattro venti di essere andata incontro alle esigenze delle famiglie. Peccato che l’amministrazione comunale non abbia ascoltato le famiglie, o meglio magari solo qualche famiglia si, con la solita logica della divisione tra figli e figliastri, e che abbia adottato la solita linea di emettere un ordinanza salvo rimangiarsi la stessa ordinanza con un provvedimento immediatamente successivo ed opposto emesso a ventiquattrore di distanza. Peccato che i rappresentanti dei genitori, organo elettivo deputato allo scopo, di questo tira e molla nulla abbiano saputo: con chi ha parlato allora l’assessore? In ogni caso a proposito di scuole, impariamo queste lezioni quasi quotidianamente e riusciamo finalmente soltanto ora a comprendere che anche trasformare una sconfitta in una vittoria è un’arte, dire per contraddire è un’ arte, tirare a campare è un’arte. Ma quando il tiro al bersaglio, quando il gioco della politica viene fatto sulle famiglie, sui ragazzi e sulle loro esigenze diventa anche particolarmente fastidioso. Verranno certamente tempi migliori, verrà gente che sa dire nero quando è nero e bianco quando è bianco. Nel frattempo noi ci addestreremo a capire quando questi signori scherzano e quando dicono suol serio facendo uno slalom continuo tra i fatti ed il loro contrario. Anche questa è Santa Marinella, gente!
E cantava le canzoni ( che sendiva sempre a lu mare)
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