E finalmente è arrivata l’ora, cominciamo ad arredare questa benedetta casa dei cittadini. Effettivamente la storia del tavolo è una via di fuga geniale, a dir poco grandiosa. Faccio un po’ di bordello e poi, quando me ne chiedono il conto, rispondo saccente “ apriamo un tavolo”. E’ una risposta brillante perché rimette sul tavolo, appunto, tutte le carte nel momento in cui proprio io, che finora ho tenuto il mazzo, dovevo calare le mie, dovevo spiegare perché avevo giocato in quella maniera e come uscire da questo vicolo cieco. La cosa sorprendente non è l’atteggiamento del baro di turno ma quello degli spettatori, che poi nella nostra storia hanno un ruolo tutto particolare perché sono quelli che mettono sul tavolo le loro fiches e le fanno giocare da altri, sono quelli che rischiano il posto di lavoro, vivono in una città piena di munnezza, si fanno seppellire dal cemento, assistono inermi a quotidiane razzie. Molto masochisti o anestetizzati da questo gioco perverso continuano a mettere i loro dischetti di plastica sul tavolo nel tentativo di controllare le carte a chi tiene il mazzo. Siamo arrivati al capolinea e il nostro beneamato vuole riaprire il tavolo, incurante degli avvertimenti che negli ultimi sei anni sono stati lanciati da più voci. Si, signori e miei concittadini, sono sei anni che i posti di lavoro della multi servizi sono segnati e quello che chi ha un pochino più di sangue freddo nelle vene si sarebbe aspettato di vedere è un rovesciamento di questo tavolo con annesso fracassamento di sedie. Qui la mia capacità di comprensione si deve fermare, quello dell’atteggiamento dei lavoratori della multiservizi, come quello dell’atteggiamento dei lavoratori di Gesam e di tutte le categorie che qui in Città sono particolarmente nel cerchio del mirino, è un problema che va ben oltre ogni comprensione umana, che potrebbe avere una sua logica solo alla luce di qualche elemento importante che loro stessi conoscono e che a me è sconosciuto ma ho paura che questo risvolto riguardi la pura fantascienza. Rimaniamo con i piedi per terra, la linea rossa della multiservizi non a fine anno ma più semplicemente mercoledì prossimo, data nella quale dovrà essere approvato per forza il decreto legge sulla pubblica amministrazione, che ad ora non ha fatto registrare emendamenti di proroga o sanatoria alla Camera ed è arrivato senza scossoni al Senato. Come accade in ogni bella storia santamarinellese il giusto lieto fine prevede che il tavolo non sarà stato rovesciato, il banco non avrà calato le sue carte e tulle le fiches appoggiate là saranno irrimediabilmente perse
Archivio tag: Gesam
E sussurra canzoni tra le foglie
Finalmente tutti contenti, destra e sinistra, sopra e sotto, prima e dopo, finalmente tutti compatti a votare la mozione contro la Gesam, la dannazione di Santa Marinella. Ma cosa è stato votato, cos’è una mozione se non un documento che ha il compito di proporre ed indirizzare i lavori del consiglio comunale in una certa maniera? Stamattina chi faceva il lavoro di raccolta dei rifiuti urbani era la Gesam e nessuno correva dietro ai camioncini a controllare dove venivano conferiti i rifiuti. Certo un fatto sensazionale è accaduto, ieri sera, quando per la prima volta dopo cinque anni la maggioranza consiliare ha “scaricato” la Gesam, ha preso le distanze da un sistema che ha portato tutta la città sotto una pesante coltre di munnezza, nel caos e nella disorganizzazione di un modus operandi nefasto e per farlo non ha scelto il modo dignitoso né quello politico ma ha imboccato l’uscita di sicurezza aperta da una richiesta della minoranza per scatenare un nostrano “si salvi chi può”. Se questa mozione non fosse stata presentata e calendarizzata avremmo mai assistito a questa presa di distanza? Certo, col se non si fa la storia, certo non avremmo mai immaginato tutto quello sciorinare di nastri bianchi e rossi intorno a quello che secondo il delegato ai rifiuti era un lavoro perfetto, condizionato sollo dall’inciviltà dei santamarinellesi. Certo, ancora, non avremmo mai nemmeno immaginato che il cambio di rotta di sindaco e delegato, che fino ad un paio di settimane fa sostenevano che chi solo pensava che il sistema non fosse idoneo ne efficace faceva demagogia e populismo, sarebbe avvenuto portando come colonna sonora una serie di atti di indagine che una magistratura, svegliatasi improvvisamente e con un sussulto, sta ancora compiendo ( e secondo fonti ben informate non ha ancora completato). Ma perchè trasformare quello che non è solo il fallimento di una giunta, di un’amministrazione ma il manifesto di un nocivo modo di intendere la politica e la cosa pubblica in genere nella caccia all’untore, addebitando la colpa del fallimento di questo sistema ai dirigenti comunali? Eppure non è difficile essere di destra, volere le cose giuste fatte nel modo giusto. Certo se non si ha carattere, non si conosce cosa sia il senso dell’onore né quello del dovere è facile poi sentirsi in colpa e giocare, o tentare di giocare, a scaricare le proprie colpe su qualcun altro. Il problema dei rifiuti, l’olezzo della munnezza, rimane in capo ai cittadini, i soli untori di loro stessi. Non è un problema politico, è una questione di cultura e nessuno si pone mai una domanda, quella fondamentale. Perché siamo arrivati a questo punto? Il problema nasce da una leadership forte solo sulla carta ma incapace di affrontare alcunché e quindi nemmeno risolvere i problemi, e la stessa questione è alimentata da un’adesione acritica che i consiglieri di maggioranza hanno sviluppato nei confronti di un pensiero unico mai stratificato in nome di una governabilità cittadina ormai assolutamente formale (dicono loro) o più prosaicamente nello stabile e consolidato uso di occupare una poltrona per fare o tentare di fare un gran mazzo di fatti propri.. Non esistono idee dominanti, anzi non esistono proprio idee, non c’è passione, non c’è interesse, non c’è cura nelle cose. E’ un copione che dovremo abituarci a vedere spesso, tanti i nodi che stanno venendo al pettine. C’è chi al porto cerca lavoro, magari a Port Mobility per conservare il culone al caldo, e c’è chi il lavoro lo perderà o lo ha già perso. I cantieri cittadini sono fermi e stanno partendo le azioni di risarcimento del danno, la questione del porto cittadino è appesa ad un filo, quella della multi servizi è arrivata al traguardo del 30 settembre, il finale tragicomico della vicenda municipio e la beffa che ne verrà fuori, tutte questioni risolvibili se affrontate con piglio e decisione ma buone, adesso, soltanto ad aumentare la produzione animale del comprensorio che passerà dalle bufale ai capri espiatori. E non abbiamo ancora visto nulla, speriamo solo di poterlo continuare a raccontare…
Fiori nuovi, stasera esco (ho un anno di più)
Questa società è profondamente divisa, questa Città sta soffrendo l’ingordigia e l’approssimazione di una classe dirigente che guarda solo ai fatti propri e non si spende per il prossimo. La questione della “munnezza” sta diventando semplicemente esplosiva. La pensata, la soluzione machiavellica è stata quasi geniale. Non avendo la possibilità di gestire una discarica in proprio, non sapendo come si potesse fare per ovviare alla grave problematica dei rifiuti cittadini allora applicando alla lettera il principio evangelico che faceva moltiplicare pani e pesci si è ben pensato di creare una discarica diffusa, di trasformare ogni angolo di strada, ogni androne, ogni portone, ogni rampa carrabile in una mini discarica in maniera, molto bachechiana, di spostare la polvere dal centro del salotto a sotto il tappeto. Ma mentre nel Santo Vangelo i pani ed i pesci si sono moltiplicati per sfamare una moltitudine, questi pani, i nostri pani, e questi pesci, sempre nostri, sono finiti in tasca ed in bocca a pochi, i soliti pochi. Adesso sono finiti anche i bersagli su cui un sindachetto inferocito dalla propria incapacità sparava a palle incatenate. La colpa del fallimento del progetto di raccolta differenziata è stata data circa un anno fa, se ricordate, ai romani, non quelli antichi con la toga bianca – cosa che ci sarebbe pure stata bene – ma quelli moderni, quelli che pagano dodici mesi di Imu, di addizionale Enel, di Tarsu per venire qui a passare i dieci giorni peggiori della loro vita. Abbattuto quel bersaglio e visto che le cose peggioravano è toccato ai cittadini essere l’oggetto delle ire del sindachetto che essendoci le elezioni e dovendo essere rivotato per questioni di sopravvivenza biologica, ha preferito prendersela con gli operai della Gesam. Allora via a minacce, reprimende, segnalazioni, lettere di richiamo. Ma come vivono questa cosa gli operai, nostri concittadini anche loro? Malissimo, la vivono malissimo, ancora scottati del fatto che in campagna elettorale hanno ricevuto decine di visite di candidati ma nessuno si è mai più mosso per loro, per i loro diritti più elementari quale quello alla salute. Arrivano a lavorare intorno alle 5 di mattina, con il cantiere completamente al buio, respirano tutto il giorno le polveri del terriccio che sta intorno all’impianto, su un area che a dar retta al più grosso allevatore di bufale della zona, quello che ha l’ufficio in via Rucellai, per intenderci, doveva essere tutta asfaltata già da oltre un anno. Vivono in mezzo agli scarichi dei liquami contenuti nei mezzi, liquami che invece di finire nel depuratore che sta accanto all’impianto, causa rottura perenne di una tubazione, si aspetta che vengano lentamente assorbiti dal terreno. Vivono male i loro problemi di incolumità fisica perché il loro luogo di lavoro, a costante rischio biologico, non è salubre come dovrebbe; mancano per esempio ancora le docce che furono promesse loro due campagne elettorali fa e che sono previste nel loro contratto di lavoro e nel contratto di appalto tra Comune e Gesam. Vivono male il loro lavoro perché hanno attrezzature inadeguate, perché gli stipendi vengono pagati in ritardo e perché gli accantonamenti del loro tfr non risultano ancora versati nel fondo PreviAmbiente, anche questo previsto per legge e per contratto. Eppure danno il massimo, eppure sono forzati a fare due ore di straordinario al giorno, perché l’azienda non ha la forza di assumere il personale che occorrerebbe a garantire il servizio ma si fa arrivare dei rincalzi direttamente da Pomezia, rincalzi che in questi giorni di estate diventano sempre più numerosi. E noi, poveri produttori di bufale che non riusciamo a generare lavoro sul territorio di Santa Marinella, ci troviamo nell’eccelsa condizione di soddisfare con lavoro inventato da noi stessi dei territori nemmeno troppo vicini. Come poter dare un augurio di cuore ai nostri concittadini e villeggianti, che domattina, Ferragosto 2013, nell’uscire di casa dovranno fare lo slalom tra le cataste di bottiglie di plastica? Non lo so, so solo che la situazione è ormai sfuggita di mano a chi era pagato per gestirla e naturalmente sta ricadendo sulle spalle di noi tartassatissimi cittadini, E la cosa buffa è che il sindaco non se la può nemmeno prendere con la “passata amministrazione”, la gatta da pelare è ormai completamente calva e gli unici cittadini che non si possono lamentare sono quelli che sperano, in questo stato di cose, ancora nelle promesse .
Vedrai che qui si sta bene ( anche qui )
Un contratto c’è, e questo lo sapevamo. Qualcuno lo ha letto e lo ha studiato ma a farlo non sono state le persone giuste. Ce lo hanno fatto vedere i consiglieri di minoranza, in una riunione dedicata alla stampa locale che il tam tam cittadino ha fatto diventare uno speaker corner in miniatura, un momento di confronto con i pochi cittadini che si sono presi la briga di sapere qualcosa di più su un servizio che pagano e che non riescono ad ottenere. Il nodo è proprio questo, la Gesam, la società che ha in appalto il servizio di igiene urbana, è inadempiente; addirittura si viene a sapere che la Città potrebbe chiedere di più di quello che attualmente “non” si fa ma nessuno si prende la briga di farlo, nessuno controlla, nessuno sanziona, nessuno impone, si paga, male, e basta. Non si tratta di burocrazia o burocratismo, ci sono piccoli e grandi esempi che fanno comprendere come chi ha ricevuto il mandato di governare questa Città non può, non sa o non vuole farlo. Tra tutti gli eventi che sono venuti fuori nella discussione è emerso che qualche cittadino, sicuramente un abitante estemporaneo, è andato a chiedere la consegna degli appositi contenitori per fare la differenziata ma questi erano terminati (?) e si è anche venuti a sapere che la Asl ha concesso una proroga fino a fine mese per la bonifica dei siti sotto sequestro. Intanto la strada che da via delle Colonie arriva al Liceo Scientifico si riempie giorno dopo giorno di rifiuti che evidentemente ormai, invece che essere conferiti, vengono semplicemente spostati da un punto all’altro del territorio comunale. nel frattempo a piazza Trieste si balla, con i soldi di chi ancora non si sa. L’unico punto dove si dovrebbe ballare e non si balla ancora è via Rucellai.
Tra gli insulti e i dolori di una città ( da ammazzare)
Facciamo finta che il sequestro delle discariche abusive non sia mai avvenuto, che tutto vada bene e che possiamo tornare ad occuparci degli spettacoli serali; facciamo finta che il vero problema di Santa Marinella sia l’isola pedonale al centro e che la bomba ecologica ad orologeria che qualcuno ci ha sapientemente piazzato sotto il letto possa svanire magicamente appena apriremo gli occhi domattina. Dobbiamo fare finta per forza perché a leggere i giornali, la famosa stampa libera e democratica, in realtà non è successo nulla. Ci saremmo aspettati strilli e strepiti, inchieste e scoop, manifestazioni di piazza da parte della minoranza ormai veramente “minoranza” e invece nulla. Fate un salto a via Perseo, fateci due passi e vi renderete conto che non si tratta di un sequestro qualsiasi, non sono i due sacchetti di calcinacci che ogni tanto la Polizia Locale sequestrava qualche tempo fa, ci sono cose assolutamente fuori posto e fuori luogo, c’è un ragionamento da seguire che non può sfuggire a chiunque abbia tra le orecchie parcheggiata un minimo di materia cerebrale. Ci sono per esempio tutti i cassonetti ritirati dalle strade di Santa Marinella metodicamente riempiti di immondizia proprio sotto gli occhi di quegli operatori che qualche mese fa erano stati promossi da questo inutile sindaco quale controllori della raccolta dei rifiuti. Ma cosa hanno controllato loro, se qualcuno proprio sotto i loro occhi accumulava, nel tempo, montagne di rifiuti conferiti illegalmente? C’è un non sense che continua a frullarmi intesta, c’è la stampa che è sempre indignosa e pronta a cercare il pelo nell’uovo, la stampa che oggi scrive e domani nega , quella che a settembre 2010 plaudiva al sindachetto per aver nominato il “grande fratello” cittadino onorario della Perla nulla ha detto delle telecamere puntate sui cumuli di rifiuti, nessuno si è andato a sbobinare mesi e mesi di riprese; come mai?. Qui c’è il link, andatevi a leggere quello che scrivevano i giornali e poi, nella vostra passeggiata per via della Stella Polare, alzate la testa sopra i mucchi di immondizia e guardate la telecamera che in teoria li doveva inquadrare. Cieca, a detta degli operatori non ha registrato mai nulla perché priva, o privata successivamente, del collegamento alla rete elettrica. Quindi la gente, consapevolmente, continuava a compiere il delitto di inquinamento perché sapeva che i proclami del sindachetto sarebbero stati la solita fuffa. Nessuno, nemmeno tra quelli che hanno percepito il lauto compenso dell’altrettanto gravido appalto, ha mai dato uno sguardo all’impianto, anche solo per avere la soddisfazione di sapere che il suo lavoro, pagatissimo, era di una qualche utilità per la collettività. Resta da chiederci una cosa sola, questa fuffa che ormai ci viene somministrata quotidianamente, che ci ha riempito le case e le strade di grandi progetti e belle notizie è da gettare insieme all’indifferenziata o c’è un cassonetto apposta per smaltirla? C’è poco da ridere, scusatemi, mi sono fatto prendere la mano e nei prossimi giorni prometto che continuerò ad occuparmi di questa tristissima storia dell’immondizia, delle telecamere e degli strani ed irrituali appalti dell’allegra combriccola. Ve lo devo, anche se non ve lo meritate.
Perchè non ti comprai ( e adesso non ti vendo)
Si era molto adirato il nostro carissimo sindaco quando il consigliere di minoranza Dani alla fine di un acceso alterco aveva profferito un “mortacci vostri” più come moto di sdegno che come offesa alla pietà dei defunti. Ma in molti, in maggioranza. celebrarono questa situazione come un’offesa diretta a loro stessi ed ai loro cari. Mi piacerebbe che adesso quel plotoncino di sdegnati mi accompagnasse a fare un giretto per il cimitero cittadino. Io ci sono stato già ed ho rischiato una sanzione per aver fotografato delle situazioni assolutamente indegne non solo di un cosiddetto “paese civile” ma proprio del cimitero di quella città dove i consiglieri comunali di maggioranza dimostrano, a parole, di avere tanto affetto per i loro cari ormai estinti. Non vi parlerò dei chili di minuterie in rame razziate nel corso delle tre scorribande notturne che sono state compiute tra le lapidi e le cappelline, ne starò a farvi l’elenco dei gradini rotti, impianti scoperti, immondizie accatastate o passaggi pericolosi. Non si riesce a comprendere come mai ci ha tanta pietà per i defunti non ne abbia altrettanta per i vivi. Certo, direte voi, questa è l’amministrazione dei sigilli al contatore delle luci votive, ricordate la storia macabra di qualche anno fa, quando l’Enel tagliò l’energia elettrica all’impianto cimiteriale e le lucine sulle lapidi smisero di funzionare oltre a mandare in blocco tutti gli altri servizi? Per i nostri solerti amministratori era tutto sotto controllo. Oggi, stamattina, eravamo a meno nove, non gradi di temperatura esterna ma nove era il numero dei cittadini ai quali era consentito morire prima di venire inumati in un altro Comune. L’emergenza abitativa si è fatta sentire anche tra i bianchi marmi del cimitero di Santa Marinella; non ci sono più loculi a disposizione. Se Mauro Trebiani si era tanto arrabbiato, quasi un anno fa, perché lamentava che quest’amministrazione mancava di programmazione non avendo provveduto per tempo all’appalto per la costruzione di nuovi loculi, oggi nessuno può dargli torto. La civiltà, si diceva una volta, si specchia nel culto dei propri morti, e qui a Santa Marinella di dimostrazioni di civiltà non ne possiamo dare, né dal punto di vista estetico poiché tutto il complesso cimiteriale ha un aspetto abbandonato, anche nella parte nuova, né da quello organizzativo. Se il segnale che questi brillanti amministratori ci stanno inviando in maniera subliminale è quello di attendere, per morire e pagare c’è sempre tempo, sarà pure una cosa di buon auspicio. A me pare piuttosto la solita dimostrazione di superficialità. Come quando a fine agosto in consiglio comunale Marco Maggi raccontò compiaciuto che per dare un giudizio sull’intero sistema di raccolta differenziata sarebbe stato necessario attendere il 21 di settembre, data di messa a regime dell’intero territorio cittadino. Probabilmente Marco, che è uomo d’onore, ha dimenticato di menzionare oltre al mese o al giorno, anche l’anno di partenza dell’ormai famigerato “terzo step”, quello della copertura globale di tutta la Città. Il pressapochismo ha fatto si che il progetto ci fosse ma che nessuno si riuscisse a coordinare in modo tale che l’inerzia di uno fosse stimolo per il fancazzismo dell’altro. Alla fine nulla si è mosso a causa, dicono, del mancato adeguamento del cantiere di raccolta dei rifiuti. Non ci credo, ritengo invece che la macchina, la meravigliosa macchina messa in piedi ed in moto da questi splendidi ragazzi dei nostri assessori e consiglieri comunali sia partita con il giusto tempismo, siamo solo noi che sommersi dai rifiuti non ci siamo accorti della differenza. Lo so, non è cosa da poco, ma loro sono quelli bravi!
Quando è così (e hai fatto il callo alla malinconia)
Se mi chiedeste a bruciapelo cosa ho visto oggi in Consiglio Comunale vi risponderei che ho assistito alla resa incondizionata della maggioranza di fronte alla catastrofe naturale del suo bizzarro ed inadeguato modo di gestire la cosa pubblica. Non mi ha stupito l’atteggiamento ineducato del sindaco che fa spallucce ed esce dall’aula ogni volta che parla un esponente della minoranza. Non mi ha stupito l’impreparazione di una maggioranza che per approvare il provvedimento sul finanziamento della piccola pesca, presentato come al solito sul filo di lana, ha dovuto mendicare il numero legale alla minoranza né mi stupisce più l’incuria con la quale vengono gestite le interrogazioni consiliari. Oggi la maggioranza ha dichiarato di aver ucciso con le proprie mani il cavallo di battaglia di questa stagione amministrativa che si è ingloriosamente trasformato in un cavallo di troia. Ho scoperto che non solo la mia Città è piena di “munnezza” ma che la colpa è dei Romani, antichi e moderni, che non rispettano le normative locali e quali nuovi Barbari devastano tutto. Il responsabile della operazione miracolosa, Marco Maggi, ha dimenticato di sottolineare che questi barbari pagano l’Imu più alta d’Italia e che non c’è stato alcun tipo di comunicazione rivolta a chi non abitasse d’inverno a Santa Marinella, nonostante i centomila euro stanziati a questo scopo dalla Provincia. Ma questo come al solito lo penso io che sono prevenuto. Il delegato del sindaco, microfono in mano e voce commossa, ha snocciolato una serie di perle memorabili. La Gesam, la società appaltatrice del servizio per sedici milioni di euro, è inadeguata, ha confermato Maggi, lo stesso che qualche mese fa plaudeva a tutto ed a tutti oggi se la prende con i veri zozzoni, i Romani, dando la colpa del disastro ambientale che lui stesso ha contribuito a causare all’estate ed ai turisti. Ha elencato poi i punti critici della Gesam nella pulizia delle strade, nello sfalcio delle erbe e nello svuotamento delle campane stradali. “Sono incazzato con loro, la sensazione è quella di tenere per mano un bambino” ha detto con voce emozionata sottolineando il fatto di essere stato abbandonato dalla Polizia Locale e dagli amministratori di condominio ma nascondendo di dire che tutta l’operazione è partita alla rinfusa per giustificare il cambio di ditta appaltatrice e per non perdere i contributi provinciali. Il solito modo molto leggero di gestire le cose ha portato alla solita conclusione raffazzonata. Fallimento, quindi, dell’operazione differenziata, conti sottosopra, personale comunale in subbuglio, opere pubbliche costosissime ed incompiute, milioni di contributi polverizzati, nessuna programmazione, devastazione urbanistica del territorio. Questo il regalo dell’amministrazione Bacheca per i cinque anni di nulla e promesse, regolarmente andate a vuoto. Presunzione e pressappochismo hanno governato questa Città portandola al suo livello più basso negli ultimi quarant’anni e depauperando le risorse del territorio. Oggi la prima confessione di impotenza e di incapacità ha lasciato il segno.
Porta a porta quando parte?
autocompattatori fatiscenti e in numero insufficiente, totale mancanza di una lavacassonetti (da quando GESAM eroga il servizio i cassonetti non sono mai stati lavati, ma noi paghiamo per quel lavaggio), campane della differenziata rotte e sempre stracolme, circondate dai rifiuti, per non parlare della carenza di cassonetti nelle strade, parzialmente sopperita con l’acquisto di cassonetti in metallo di seconda mano cedutici dal Comune di Allumiere che, nel frattempo, è passato alla differenziata (per fortuna). Ricordiamo che sulla modalità di gara, vinta dalla GESAM (ditta che mai si è occupata in precedenza di rifiuti), pendono dubbi e ricorsi, denunciati con forza dall’opposizione.
Chiediamo dove sia finita la raccolta porta a porta che doveva cominciare il primo giugno.
Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa.
Circolo PRC-FdS “Benedetti Michelangeli” di S. Marinella
Scopare bene è la prima cosa
Lo ricordate? lo cantava Antonello Venditti, la canzone era, credo, “dimmelo tu cos’è”. Anche la gesam, allora, scopa bene almeno stando a leggere le parole del sindaco. “Non posso far altro che constatare con piacere – afferma il Sindaco – gli ottimi risultati dal punto di vista della pulizia della città che la GESAM sta operando sul territorio comunale.
I risultati che la società sta ottenendo sono sotto gli occhi di tutti. Auspico e credo che si possa continuare su questa strada, considerato che la discontinuità con il passato è di gran lunga evidente a tutti. Ho ricevuto numerosi apprezzamenti dai cittadini – conclude il Sindaco – e questo ci conforta sul grande traguardo che la nostra amministrazione ha raggiungo cambiando, dopo dieci anni, la gestione dei rifiuti, come da impegno preso in campagna elettorale”.
Adesso, per parafrasare ancora venditti, diccelo tu cos’è che manca, comincia a raccontarci chi c’era in giunta comunale dieci anni fa, chi è rimasto seduto sulle stesse poltrone negli ultimi dieci anni, magari semplicemente cambiando di posto e per quale ragione il cassonetto della nettezza urbana che sta sotto casa mia dieci anni fa si è sfondato, sette anni fa ha perso anche il coperchio ed io, come tanti cittadini, sento dire che le cose sono cambiate ma non riesco ancora ad accorgermene.
Scopare bene, comunque, è tutta un’altra cosa.
Arriva Porta a Porta, tutti davanti alla tv
“Ho avuto occasione di iniziare ad occuparmi personalmente di come la nuova società, svolgerà il servizio, in relazione anche al metodo del “Porta a Porta”, che finalmente sarà avviato anche a Santa Marinella.
Il tempo trascorso è servito comunque ad acquisire le giuste informazioni affinché la società possa operare con serietà e competenza per pulire la nostra città come merita. Ho avuto un primo incontro con i tecnici della ditta vincitrice dell’appalto congiuntamente alla società che si occuperà della pubblicità e della comunicazione.
In tale occasione sono emersi lati assolutamente positivi su come la GESAM ( e non la Tekneko come erroneamente riportato nell’articolo di stampa ) imposterà il servizio.
Tra l’altro, senza che fosse compreso nel capitolato, la ditta ha deciso, a proprie spese, di provvedere alla pulizia totale della città, dal centro alle periferie dal 1° Marzo, accorgendosi evidentemente anche loro, come noi e come tutti i cittadini, della carenza del servizio passato.
In secondo luogo, alla fine del mese di Marzo, saranno apposte su ogni strada della città, cartelli che indicheranno il giorno e l’ora in cui la via verrà spazzata.
Infine sarà istituito un numero verde gratuito per le segnalazioni dei cittadini in caso di degrado o disservizi.
Ripeto una mia massima: i rifiuti non “crescono” da soli, e più che garantire in futuro il nostro massimo impegno nella pulizia della città e nei casi di criticità, non possiamo fare. Contiamo molto su quella larga fascia di civiltà che i cittadini hanno per evitare di degradare il territorio. Mi paiono gravi infine, le dichiarazioni dell’opposizione, ovvero di rivolgersi alla Procura di Perugia, poiché imputano a quella di Civitavecchia di non aver iniziato alcun’azione nei confronti della vicenda. Vorrei inoltre far notare che le competenze amministrative della gara spettano ad una commissione tecnica, e non alla politica, ne di maggioranza ne di minoranza. Come se non bastasse il TAR, sul ricorso che ne chiedeva la sospensiva, ha dato parere negativo, non trovando motivi ostativi alle motivazioni della commissione giudicatrice. Mi sembra quindi, che i consiglieri di opposizione abbiano già deciso il loro verdetto, nonostante le decisioni sopraindicate.
Prima di fare sterili ed inutili polemiche, che tra l’altro in due anni e mezzo sono state bocciate dalla cittadinanza sia in occasioni elettorali che nell’ambito delle procedure amministrative, vorrei che si desse la possibilità di veder operare la nuova società, dopodiché, tutti insieme, potremo giudicare la bontà del lavoro svolto.
La critica che sento più spesso riguarda il fatto che la nuova società non abbia una struttura “elefantiaca” come ad esempio, è l’AMA. Mi sembra evidente che questa caratteristica non ha certo contato nell’efficienza generale del servizio, visti i risultati ottenuti in questi ultimi anni”.
Il Sindaco Roberto Bacheca
Vedere la nuova società all’opera piacerebbe anche a noi, vedere Santa Marinella (Santa Severa compresa) pulita piacerebbe anche a noi ma più di tutto ci piacerebbe sapere il motivo, a gara vinta e incontestata, il perchè dei continui rinvii. Questo nessuno ce lo ha mai spiegato chiaramente, come nessuno ci ha detto la ragione vera del cambio in corsa della titolarità della delega ai rifiuti. La sensazione predominante è che i nostri concittadini l’unica Porta a Porta che riusciranno a vedere a Santa Marinella potrà essere il programma di Bruno Vespa in seconda serata, quasi tutti i giorni, su Rai Uno. Appicciàtela.

