Con te nuda sul divano ( faccio stelle di cartone)

C’è gioia a via Rucellai, c’è aria di festa nelle stanze e nei corridoi del palazzo municipale santamarinellese. Ridotte a zero le imposte locali? No. Moltiplicata l’occupazione? Nemmeno. Il Consip ha detto che il Comune sa risparmiare ed è preciso nell’assolvere i propri pagamenti. Il risparmio è un obbligo legale, così come il dover pagare alla scadenza i propri debiti. Dov’è il motivo di tanta allegria, di tanta festa, di tanta pubblicità? E’ semplicemente una cosa normale, forse troppo normale, talmente normale da dover essere festeggiata mentre oggi la gente in Città si chiedeva stupita perché la festa di stasera, voluta da una coppia di consiglieri, gestita da un associazione con numerosi parenti di amministratori al suo interno, fosse costata ai cittadini parecchie migliaia di euro, una celebrazione in rosa che ci lascerà al verde. C’è effettivamente molto di già visto e già sentito in questa festa di chiusura della solita ed impalpabile stagione balneare santamarinellese. Da una parte si festeggia la parsimonia del Comune e con l’altra mani si distribuiscono gli euro mentre sono sempre di più le famiglie che hanno bisogno di sostegno al proprio reddito per campare con il mino di dignità possibile ed arrivare in piedi a fine mese. La festa di stasera doveva costare molto meno ed essere intitolata non ad un colore ma alla più naturale delle cose, doveva essere la festa della normalità. A Santa Marinella abbiamo bisogno urgentemente che tutte le cose tornino ad essere normali. Quando questo accadrà sarà già di per se un gran successo.

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