E’ vero, e’ vero. Gli allarmismi sono sempre inutili. Gettano panico tra le persone perbene e costringono tutti gli altri ad aprire gli occhi. Di chi è la colpa dell’allarmismo? Naturalmente della stampa che, a seconda della velocità con cui batte la coda, passa repentinamente da “seria e professionale” a “faziosa e venduta”. In un isola felice come Santa Marinella perché la gente si dovrebbe allarmare? Con l’affollamento di tecnici presente in giunta comunale nn riusciamo a chiudere un cantiere, i lavori pubblici sono tutti subappaltati e spesso le ditte che realizzano i lavori subiscono pesanti sanzioni per l’irregolarità assicurative e di sicurezza sul lavoro dei propri dipendenti. Ancora per questa stagione i (pochi) turisti potranno fare lo slalom tra il monumento alla decrepita cultura che è il perenne cantiere della biblioteca comunale, i lavori sui marciapiedi che, terminati lo scorso anno, oggi vengono riaperti a dimostrare che al santamarinellese medio piace veder lavorare. Da un’amministrazione che non ha presentato un programma elettorale, da una giunta che è stata nominata in ragione del diritto feudale (memorabile la dichiarazione pubblica di un assessore che un paio di mesi fa ha detto che avrebbe lasciato l’assessorato solo quando la forza vitale non lo avesse più sostenuto, facendo intendere che il suo predestinato successore andava trovato nella sua discendenza secondo i dettami della antica Lex Salica), da un consiglio comunale che non ha iniziativa e, ormai delegittimato, si limita a votare i provvedimenti obbligatori ed a ratificare gli atti di giunta, non possiamo aspettarci di più. Il dibattito politico dell’estate 2014 verte tutto sull’utilizzabilità o meno delle cabine dello stabilimento comunale ed il relativo “regalo” da fare o meno e sono anche disposto a rovinare il finale di questo tipico giallo tutto in salsa cittadina rivelando che, dopo sfoggiar di muscoli e imbruttimento di facce, a fine stagione arriverà la proroga contrattuale a sanare ogni e rispettiva posizione. D’altronde praticamente tutti i gestori di spazi pubblici hanno vissuto di proroghe, a volte anche ventennali; perché proprio questi ragazzi devono essere privati di un’emozione del genere. Raccontare queste cose, spiegarle nei loro reconditi dettagli, è creare allarmismo? Io credo che creare allarmismo sarebbe se qualcuno di noi andasse in giro cercando di convincere la gente che quelli che vogliono amministrare la città sono una massa di pippe, proprio come i giocatori della nazionale, che si fanno strapagare e non vogliono tirare in porta, che se la prendono con l’arbitro quando perdono, riescono a tagliare i nastri quando iniziano i lavori ma poi non sapendoli gestire non riescono mai ad inaugurare nulla nei tempi previsti. Questo significherebbe gettare discredito, far perdere ai cittadini fiducia nelle istituzioni che queste pippe rappresentano. Noi non vogliamo creare allarmismo, anche perché la maggioranza dei santamarinellesi ha votato queste persone e quindi proprio da queste calciatori si sente rappresentata. Qui nasce il fenomeno del bifrontismo degli abitanti della Perla, che di giorno inneggiano all’amministrazione e la sera, su Facebook o dissimulandosi tra il nuovo “movimento” che ho voluto battezzare come “i Poeti della Perla”, ne parlano male, con sagacia, senza isultare, ma lo fanno con determinazione e documentazione. Posto che il movimento dei Poeti si allarga sempre di più con new entry e che io non ho mai lavorato sotto pseudonimo, significa che questa dissidenza locale ad oggi ammonta già a ben sei teste, pensanti ed abbastanza libere. Un democristiano qualsiasi vent’anni fa ci avrebbe fondato un partito, con sei teste. Voi da che parte state?
