Grandi manovre…incrociate

C’è semo quasi, è tutto un gran fermento

ce se semo quasi a quanno sarà er momento

che quarche pseudopolitico dalle reggionali

vedrà nde la sfera i risultati delle communali

 

ma intanto qua ar paese

e de questo c’ho le prove

in tanti han le pretese

de esse cose nove

 

impicceno, imbrojeno, a tuttotonno

cosi che da fa crede ar monno

che sò arrivati i novi è puri

che tingeran di rosa i tempi futuri

 

e spazziano co accordi a destra e a manca

cercanno de capì chi è poi che sbanca

che quanno poi se assoda dell’elezioni il verso

tengono quello bono e strappeno quello che ha perso

 

er baffo per esempio ha steso dar notaro

un bell’accordo scritto, se legge bene in chiaro

programma e fine delle coalizzione

che insieme provvederanno all’amministrazzione

 

poi alla fine della pergamena

se legge er nome suo come colui che “mena” (porta)

ma l’altro (nome) apparirà come un uccel notturno

in quel della serata a fine primo turno ( serata del 27 maggio)

 

così chiunque poi sarà er vincitore

lui minimo farà er l’assessore

e ar posto della campana graduata ( senza titolo)

con una mossa quanto mai azzardata

 

c’è porrà er sindacalista sardegnolo

che tanto pe non rimanè solo

intanto che se schiara la questione

provà lo stesso nel regno de baffetto de baffone

 

 

ARSENIO

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Niente a che vedere col circo (nè acrobati nè mangiatori di fuoco)

nevicata21Proviamo a fare due conti ed a guardarci intorno e ci rendiamo conto che a recitare la parte degli arrabbiati siamo rimasti noi del Blog e gli amici di Fare Rete. Siamo vicini alle elezioni, gente, e fare la faccia truce non tira, la rabbia è una malattia da cani ed i cani, una volta che abbiamo tirato fuori la cravatta ed il vestito della festa, vanno tenuti fuori dalla porta, abbaiano, puzzano e sporcano dappertutto. Eppure gli arrabbiati sono utili per tutto il resto dell’anno, funzionano da testa d’ariete. D’altronde i santamarinellesi sono persone semplici, lo abbiamo sempre detto, e a ragionare su più di due fronti si disorientano. Quindi o di qua o di la, senza possibilità di scegliere, provare, assaggiare, l’imperativo è ed è sempre stato quello di tentare di semplificare al massimo, di opporre il bianco al nero e tirare avanti. Si apre la stagione dei grandi sorrisi, delle strette di mano virili, del “se non hai cambiato il numero ti chiamo la prossima settimana”. Ma santo cielo, non mi hai filato per cinque anni, il numero è sempre quello, se devi dirmi qualcosa dimmelo ora. O no? Il problema vero è che di cambiare veramente non ha voglia nessuno e nessuno però si è mai messo a fare due conti. Nessuno cioè ha mai provato a fare due conti con la propria coscienza e tentare di capire quanto è costato, negli ultimi vent’anni, questo scellerato modo di fare politica ai santamarinellesi. Nessuno si è mai reso conto che abdicare certe importanti scelte è comodo, come è comodo lasciare deleghe, anche pesanti, in bianco e come è comodo starsene in casa, al calduccio, senza smazzarsi ed impegnarsi in guerre che sembrano sempre contro i mulini a vento. I programmi sono sempre gli stessi come la stessa è la voglia dei politici di non rispettare nemmeno le elementari promesse, senza abbandonarsi alla governabilità dei massimi sistemi, semplicemente mettendo in un cassetto il programma sbandierato già dal giorno dopo le elezioni come per non rovinarlo, pronti a tirarlo fuori al successivo svolazzare di schede. Anche il requisito della credibilità, della spendibilità di certi personaggi,è una cosa che a loro non interessa, convinti come sono che gli elettori si possano anestetizzare con qualche piccolo favore, un paio di biglietti in omaggio per la prossima festa…”e l’omo campa!”. Certo, nessuno mette in dubbio che governare qualsiasi cosa, anche una Città fatta di poeti e navigatori come questa, sia una gran rogna, gestendo una catasta di debiti e dovendo far ripartire una progettazione ed una programmazione che nell’ultimo quinquennio sono state assolutamente dimenticate. Per questo, insieme agli amici di Fare Rete, abbiamo teso una mano a tutte le persone che hanno voglia di rimboccarsi le maniche, affinché insieme e non contrapposti, potessimo avere la possibilità di progettare e realizzare in breve tempo almeno uno dei cinque punti che costituiscono il nostro programma elettorale, il primo presentato in Città. Anche e proprio per questo ci apprestiamo nei prossimi giorni a lanciare il “Laboratorio Santa Marinella”, autentica iniziativa innovativa che permetterà di costituire un punto di dialogo permanente tra i cittadini. Roba da poco? Rispetto al nulla che abbiamo visto finora lasciateci pure esagerare, ve lo meritate.