Quanta vita hai contagiato (quanta vita brucerai)

818186 DERAGLIAMENTO DI UN TRENO MERCI.Ci siamo, ci siamo, l’appuntamento elettorale si avvicina con velocità stellare. La Città è in fermento e si aspetta qualcosa di grande e soprattutto qualcosa di nuovo. C’è un esercito che scalpita, pronto ad entrare in azione e già è iniziata la divisione dei ruoli, la spartizione delle poltrone e circolano per le strade di Santa Marinella circa sessanta o settanta assessori che prendono misure, allestiscono palchetti e stringono mani ed accordi con facce impegnate ed agende finora intonse ma che presto si riempiranno di nomi e numeri di telefono. “Restiamo in contatto” oppure “Ci posso contare, vero?” sono gli slogan che venngono disseminati per le vie della Perla senza risparmio. Il problema è e sarà sempre quello, si voterà con la testa o con la pancia? La risposta dovrebbe essere molto politica ma c’è un confine da varcare. Non abbiamo saggi che possano impartire lezioni a nessuno, anche il capello fluttuante del casaleggio in salsa santamarinellese ha svuotato le liste del suo padrone in attesa di qualche colpo di mano ( e di rimbalzo dell’ennesimo colpo di culo) e nel frattemp0o tutti si parlano addosso. La speranza di vita è sempre più bassa, si muore ormai con dignitoso silenzio di ogni tipo di malattia strana e quando con gli amici di FareRete ho proposto l’istituzione di un piano regolatore ambientale nessuno si è alzato per condividerne almeno il principio ispiratore, non dico il progetto. C’è un problema rifiuti che ci comincia a strangolare come il problema occupazione e quello delle aziende speciali, nel nostro caso la multi servizi cittadina, considerate da tutti, nella loro suprema ignoranza di teorie e metodi, come navi condannate al naufragio quando di soluzioni ce ne sarebbero tante da applicare. Qual è quindi il problema da superare? Quello dell’autentico settarismo santamarinellese, quello della grandissima invidia che rode ogni benpensante, quello dello stare sempre in assetto da combattimento armati gli uni contro gli altri, pronti sempre a criticare e mai a considerare. La più grande industria cittadina, quella che più dei lavoratori ha impegnato il sonno ed il tempo dei migliori cittadini santamarinellesi si è occupata da decenni nella costruzione di steccati, fossati e ponti levatoi come se fossimo tutti guerrieri medievali. le esperienze di governo che si sono succedute negli ultimi trent’anni hanno trovato il più grande scoglio alle azioni di governo proprio nella fronda interna che corrodeva forze ed entusiasmi. Dobbiamo cercare quindi tutti assieme di cambiare mentalità, di gestire questa nuova opportunità, la nuova partita da giocare come se potessimo almeno fingere di guardare tutti, e intendo tutti i cittadini di questa meravigliosa Perla del Tirreno, nella stessa direzione. cambiare è urgente e per farlo ci vuole innanzitutto una grandissima disposizione d’animo ed un’altrettanto grande voglia di mettersi in gioco. Puntare su noi stessi è l’unico modo per far vincere tutta la Città.


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Questa qua è per te ( anche se non é un gran chè)

crisiE’ l’ora in cui si scoprono le carte, si svelano liste e programmi ma non basta promettere di costruire e realizzare cose, bisogna prestare attenzione alle persone, a tutte le persone. Questa Città è in una situazione di completa rovina, è stata condotta per mano con pazienza e dovizia verso un baratro profondo da amministratori senza cultura e senza scrupoli, senza capacità e senza pazienza. Per risorgere basterebbe poco, basterebbe ascoltare la gente, cominciare a frequentare i cittadini, infilarsi tra le persone e dialogare. C’è un Santa Marinella nascosta, c’è un pianeta inesplorato che si espande giorno dopo giorno ed è quello del disagio legato a fattori economici. I servizi sociali comunali non possono seguire le vicende delle famiglie che stanno più o meno lentamente impantanandosi nel le spire di una crisi sempre più crudele e asfissiante perché queste persone non hanno ancora un marchio di povertà, non aspirano ad averlo anche se vivono sotto la soglia considerata di minimo benessere. E tra queste persone ci sono quelle che stanno subendo una forte contrazione del reddito a causa di politiche di mobilità o crisi aziendali, quelle che sono diventate improvvisamente monoreddito, tutte quelle che potevano soddisfare esigenze impreviste di liquidità rivolgendosi al sistema creditizio e che per la stretta imposta dalla crisi non hanno più quegli ammortizzatori che consentivano comunque di tirare avanti. Queste persone che fino a qualche tempo fa occupavano posizioni di rilievo in una presunta scala sociale cittadina adesso per effetto di questa pluriennale congiuntura stanno scivolando verso il basso e perdono posizioni giorno dopo giorno. La crisi sarà temporanea, lo dicono gli esperti di economia e lo vogliamo sperare tutti. L’amministrazione comunale che verrà si dovrà adoperare quindi per creare, attraverso le proprie strutture e per mezzo di percorsi virtuosi di facilitazione, tutte le condizioni per riottenere il credito, per riqualificarsi professionalmente, per accrescere la scolarizzazione, per non uscire dai processi produttivi e non per ultima cosa per dare a tutti i giovani di Santa Marinella le stesse opportunità nel campo dell’istruzione, della pratica sportiva e delle attività di socializzazione, affinché quelli che oggi stanno per diventare gli ultimi non vengano emarginati da una società sempre più diversa dalla comunità inclusiva nella quale piacerebbe a tutti vivere.


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Ma l’entusiamo che è rimasto ancora (è brutta copia di quello che era)

carovana_tuaregDovevano essere quasi trenta, adesso dopo una più realistica scrematura sono rimaste una ventina e si ridurranno ancora. Sto naturalmente parlando delle liste di candidati che gli aspiranti sindaco della Perla stanno sdraiando in campo. Si tratta di numeri enormi, quasi 450 candidati, tantissimi alla prima esperienza e molti hanno mollato la spugna appena i presunti sindaci gli hanno presentato il conto., Qualcuno si è visto chiedere un “contributo” per le cene e per i manifesti ed ha preferito tornare da dov’era venuto. Gli altri, più coriacei, resisteranno e scenderanno, o saliranno, in campo per battersi fino all’ultima preferenza in una competizione che, pur avendo regole antiche, vede la sua prima edizione in Città con il modello proporzionale misto e quindi con il famigerato ballottaggio. Dovrebbe non essere una novità, dovrebbe non stupire più nessuno una discesa in campo così massiccia, una calata di barbari verso le agognatissime sedici poltrone ma come al solito, essendo io abituato a guardare attraverso le cose, a studiare i fenomeni, a non fermarmi alle apparenza, non posso restare muto di fronte ad una cosa che ha del paranormale. Vedremo in campo non meno di trecento candidati ed il numero è abnorme, soprattutto riflettendo intorno ad un fatto trascurato dai più. Sul palco della politica cittadina, a parte qualche incursione dalle colline (dell’argento) o da oltre Tevere, si sono sempre dibattute circa quaranta persone, sempre le stesse, chi in maniera costante chi a spot, ognuno secondo le proprie aspirazioni e con i propri tempi. E questi altri 260 giocatori da dove sono spuntati, che cosa li spinge a mettersi in gioco? Sicuramente un certo esibizionismo ed una vecchia concezione della politica come mezzo per arrivare al potere e non come servizio alla propria Comunità. Scorrendo gli elenchi dei consiglieri comunali che si sono succeduti nei cinquant’anni di vita del Comune troviamo tantissime meteore, persone che erano convinte di andare a contare qualcosa, che volevano essere ossequiate e che non trovando risposte a questo loro narcisismo hanno gettato la spugna. E gli altri? Se soltanto un venti per cento di quelli che oggi si sentono folgorati sulla via della politica rimanesse a fare qualcosa, pur non riuscendo ad occupare l’agognato scranno, se quel gruppo di candidati non abbandonasse la corsa e si impegnasse nei prossimi cinque anni, dimostrasse di non aver voluto essere inserito in lista nel tentativo di svoltare la giornata o di mettersi in mostra e cominciasse davvero a fare qualcosa per migliorare la sua Città allora potremmo dire che questa volta qualcosa è veramente cambiato. Siccome conosco i nostri polli, e le nostre galline, non me la sento di credere in molto che questo possa avvenire ma si sa, io sono quello pessimista, sono il bastone tra le ruote i tutte le amministrazioni comunali, sono la causa prima degli insuccessi degli ultimi e splendidi sindaci. Vi pare poco?


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