Livore, paura e tanta rabbia. Questo è il risultato di un inizio anno sotto tensione, sotto lo scacco di una probabile raccolta di dimissioni che potrebbe far chiudere l’esperienza Bacheca anzitempo. La chiacchiera girava ed ancora circola nei soliti ambienti, quelli dei “so tutto chiedi a me”, quelli del “mel’ha detto uno che conta”. Insomma la caccia alla firma c’è stata, la caccia alla firma è in corso ed è la conseguenza logica di un atteggiamento sbagliato, quello di chi promette tanto, di chi è convinto di poter prendere in giro il prossimo fino alla fine dei giorni. Il gruppone di maggioranza non è mai stato coeso, già dalle ore immediatamente successive alla proclamazione dei risultati chi c’era ricorda non una festa ma ben due celebrazioni: a pochi minuti dalla vittoria già la maggioranza era spaccata in due coalizioni. Come amo dire si è cercata e fatta una coalizione per vincere senza preoccuparsi di poter governare. Allora, già è poca la voglia di fare qualcosa per questa derelitta città e per i suoi disperati cittadini ed ora la scusa si è trovata, perfettamente. In molti hanno notato, per un evenienza del genere, il mio profilo basso e quello altrettanto defilato dei miei amici e sodali. In molti ci hanno immaginati con il nasino rosso e la bottiglia di spumante in mano festeggiare la disgraziata caduta di chi ha preso in giro ormai per due anni la città. Semplicemente non avevamo interesse che l’orsetto andasse a casa insieme ai suo complici, tutto qui. Oggi è il 24 gennaio, la data del giro di boa come descritto nella circolare ministeriale apposita: le dimissioni andavano presentate entro oggi per andare a votare nella “finestra elettorale” che andrà tra il 15 marzo e il 15 giugno. Quindi se le dimissioni dei “catilinari”, come amava definirli Malaparte, venissero depositate da domattina si andrebbe incontro ad un lungo commissariamento, almeno fino ad ottobre prossimo ma sicuramente fino alla prossima primavera. Insisto, se venissero depositate, perché ho la certezza che sono già state raccolte e sono state usate da chi sa muoversi i queste paludi per un suo fine. Allora noi, io ed i miei amici, non ci siamo prestati a questo gioco e sottolineiamo ancora come non abbiamo avuto interesse, benché in città si dica il contrario, ad una mossa simile. Non abbiamo avuto interesse perché qualora si fosse votato a fine marzo la compagine che sta maldestramente seduta a via Rucellai si sarebbe ricompattata, allora sotto il simbolo di Berlusconi presidente ed ora sotto quello di Renata governatore, sfruttando la scia lasciata da altri di ben altro spessore, fermando a casa qualche testa calda e caricando tre o quattro vecchie seppie insabbiate. In pratica la mozzarella lasciata in frigo che ora tenta di far finta di governare la città invece di scadere naturalmente, come scritto sulla sua busta, nel 2013 avrebbe avuto la scadenza prorogata al 2015. Bell’affare del piffero, vero? Santa Marinella ha bisogno di altro, di aria fresca. Inutile mischiare le carte se i giocatori intorno al tavolo sono sempre gli stessi. Intanto nella maggioranza timori e delusioni aumentano in maniera esponenziale, i coltelli si affilano e vengono tirati fuori i denti. L’orsetto promette un ripulisti a fine marzo, un bel rimpasto con i risultati elettorali alla mano. Chi è stato eletto con voti altrui, e sono tanti tra i gentiluomini seduti in maggioranza, ora avverte, come dice lo spot tv, un fastidioso prurito intimo. Il risentimento aumenta, e con il risentimento aumentano i motivi per passare dal notaio, che aspetta tutti a braccia aperte. Nessuno riesce a fare tesoro delle proprie sconfitte e, qualsiasi cosa se ne dica al contrario, dover chiamare tredici signori davanti ai giornalisti per dichiarare, con le orbite oculari infiammate, che va tutto bene è comunque una dichiarazione di pubblica resa. Un lungo commissariamento, al contrario, potrebbe avere l’effetto di fermare le bocce e restituire a questa città, nella necessaria tranquillità, il compito di selezionare una classe dirigente vera, aristocratica per merito e non per parentela, non asservita a nessun potere e libera dalla necessità di dover mettere insieme un pranzo ed una cena. Non è poco, serve tempo ma la città e la sua gente ormai se lo meritano.
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chissà forse se avessimo già tolto la spina a questa amministrazione avremmo evitato danni ancora peggiori nel futuro imminente .Forse. Può essere giusta anche l'analisi di Cristiano in due mese non si crea un'alternativa ma in in un anno si . Dunque……………
questa giunta nn ha centrato bene quali siano i problemi di santa marinella, dove c’è una voragine a livello sociale e di comunità in tal senso. Nn ha esempi, adesso, Santa Marinella.