I replicanti

“Io ne ho viste cose, che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi b balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser”. I replicanti a cui mi riferisco però non sono quelli narrati nella storia di Blade Runner ma più prosaicamente i nostri comunicatori cittadini che non hanno mai nulla di nuovo da offrire e si limitano a replicare (da qui il nome di cui sopra) ad ogni piè sospinto, giocando di rimessa, sempre in difesa e mai in attacco. Hai voglia tu a sottolineare che serve il mestiere, che paghiamo troppo per avere praticamente nulla, che la comunicazione del comune ci costa sette euro sette a riga. Il problema non è di quei poveri ragazzi: hanno trovato la poltrona vuota ed hanno collocato le loro auguste chiappette al caldo. La bandiera italica ha al centro lo stemma “tengo famiglia” e non l’ho detto io, faccio il giornalista e mi voglio limitare a raccontare questa stranissima città. La differenza epocale che qui sentiamo tutta è tra il “governo del fare”, sponsorizzato dall’inossidabile Cavaliere ed il governo del chiacchierare, strana realtà santamarinellese. E se almeno sapessero raccontare le cose, se ci sapessero intortare per bene potremmo essere soddisfatti. Oggi mi passano per una stra-vittoria la concessione di un contributo per la raccolta differenziata (stavolta “grazie Lollo” non ha funzionato, siamo alla Provincia non in Regione, a chiedere con il cappello in mano). Dov’è il trucco? Che dall’epoca del Faraone queta dovrebbe essere la terza o la quarta volta che qualcuno ci accorda un contributo per un progetto che non siamo stati in grado di far partire semplicemente perche non esiste. La cosa più grave è che andremo in consiglio comunale, forse venerdì, per battezzare la gara di appalto per far sostituire l’Ama concedendo contemporaneamente una proroga alla stessa Ama perché la gara d’appalto di cui si parla da due anni ancora non è stato in grado di farla partire nessuno. La politica, innanzitutto, si deve pensare, meditare, concepire. Senza la politica l’amministrazione è semplicemente burocrazia. La politica si pensa e si comunica in una maniera che non deve essere soltanto in grado di far conoscere le scelte di chi governa a chi viene governato ma anche di trascinare la gente a condividere certe scelte. Se non si fanno però scelte vere si rischia di far degenerare la politica a quella che qualcuno proprio qualche giorno fa ha definito “un teatrino cortigiano”. Adesso qualcuno replichi pure a queste mie affermazioni. L’unica cosa che non si potrà smentire è che la gente della mia città è stata ancora una volta presa in giro, su un tema di importanza epocale, perche qualcuno che doveva operare e comunicare certe scelte, non oso dire addirittura “condividerle” aveva altro da fare. “Quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia” ha detto il replicante, quello autentico.

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Grazie Lollo

Il mantra viene ripetuto e recitato alla fine di ogni comunicato stampa, di ogni discorso, di ogni delibera per ringraziare ed ingraziarsi l’unica, probabilmente, persona che dal suo scranno di opposizione in consiglio regionale riesce a spedire milioni di euro a Santa Marinella. C’è da rifare il tetto della scuola? Grazie Lollo. C’è da comprare il pulmino per lo scuolabus? Grazie Lollo. C’è da fare baldoria al Castello? Grazie Lollo. Bisogna portare i vecchietti in gita? Grazie Lollo. Dobbiamo imparare tutti a recitare questo rosario, potrebbe tornare utile in qualsiasi occasione, magari che ne so, prima di aprire la bolletta della luce basterebbe dire un paio di volte il mantra dorato e per magia la fattura sarà sotto i venti euro. Volete provare? Poi ci raccontate, dai. Nel frattempo Lollo sa cosa succede veramente a Santa Marinella? A noi piacerebbe poter dire tutte le mattine mentre apriamo anche il secondo occhio, davanti alla macchinetta del caffè che ne so, grazie Bacheca, grazie Fratturato, grazie Bianchi (quello che adesso ha solo pensato graziear…. si mortifichi da solo, l’ho visto e se lo prendo lo nomino subito assessore). Poi usciamo di casa e non sappiamo chi dobbiamo ringraziare per aver ridotto la città in questo stato. Lo avevamo detto e scritto: l’amministrazione del dopo – Faraone sarebbe stata sanguinaria ma mai avremmo pensato che sarebbe stata sanguisuga. Sapevamo che sarebbe stata dura ma adesso in molti rimpiangono l’onorevole dal baffetto nero come Zorro. Quando andiamo in giro, in auto o a piedi, dobbiamo fare lo slalom tra mille buche, cassonetti dell’immondizia sfondati, cumuli di detriti, discariche abusive, parcheggi selvaggi, un cimitero che è una repubblica a parte, la multiservizi sull’orlo del fallimento, il porto terra di conquista, i servizi sociali impazziti con l’assessore che non dialoga più con i funzionari, i cittadini che vengono sfrattati perche non si erogano più i sostegni economici, le borse lavoro accantonate, l’urbanistica che si morde la coda rinunciando allo sbandierato PRG per favorire l’edilizia di rapina ambientale, il ponte di via Lazio che dopo l’assestamento (se n’è accorto nessuno?) doveva essere ultimato ed invece è morto da solo. Per non parlare del personale comunale, delle promozioni facili facili ma solo per qualcuno, della pletora di consulenti ed addetti, dell’esercito di amici degli amici, dove per essere assunti non solo in amministrazione ma anche nelle aziende dell’indotto non serve un curriculum ma basta il culum. Che ne sa Lollo di tutto questo, lui è impegnato a correre per la sua rielezione e rinvierà ogni cosa, come le vicende cittadine, a dopo il prossimo primo aprile, data storica: saranno usciti i risultati delle regionali, sarà stato licenziato Jacobazzi, sarà stata recitata la seconda udienza del processo a Marongiu, sarà cominciata la primavera, anche se nessuno se ne sarà accorto, tutti impegnati a recitare il mantra. Grazie Lollo, grazie Lollo. Ma un pochino d’orgoglio a questo ragazzo non viene proprio? Riuscirà a fornirci un motivo per cambiare il testo della preghiera rituale? Eppure “grazie Bacheca” suona anche meglio.

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E’ arrivata l’alternativa

E’ vero, un’alternativa reale oggi c’è e se proprio siete veramente curiosi andatevela a leggere nel giornalino che da domani mattina troverete nei soliti posti dove si lasciano, in una sorta di papercrossing tutto santamarinellese, le iniziative a basso costo di tutti quelli che vogliono dire qualcosa. Sapete che di cose ce ne sono da dire e a cadenza abbastanza ravvicinata su questo giornalino qualche cosa di importante verrà raccontata. Chi non riesce a resistere, chi non riesce a metterci le mani sopra o chi non si vuole spostare da casa se lo può scaricare da questo link o da quello che troverà nel blogroll di questo sito volta per volta. A chi fare gli auguri per questa nuova iniziativa? Come al solito e data l’occasione penso proprio che gli auguri vadano fatti a tutti i cittadini di questa sfortunatissima Perla. Speriamo di riuscire presto a cambiare, naturalmente in meglio.

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E dalla nebbia il sole, della vergogna

Nebbia sulla costa e nella nebbia ombre che si muovono furtive. Partecipare e non farsi notare, apparire ma senza farsi vedere. Riusciamo ad imparare sempre molto da chi non avrebbe nulla da insegnare. Clamorosa la presenza davanti alle telecamere del Tg1 a villa Lessona domenica scorsa. Tutti i nostri amici in Italia, e forse grazie al satellite nel mondo, hanno potuto vedere come sono fatti di faccia i nostri amministratori. Tutti a fare a gara per mostrarsi devoti e deferenti verso i poveri “vecchietti”, una mano tesa verso gli altri e l’altra poggiata sul cuore, ritti in piedi per l’inno nazionale. Stesso copione due giorni dopo per i funerali a San Giuseppe? Credevamo di si, speravamo di si. In realtà non si è affacciato nessuno. Stessa musica, o quasi, per la manifestazione di ieri al liceo scientifico dove era previsto un parterre di amministratori a dare lustro ad interventi importanti e dove invece è stato chiuso un buchetto con un siparietto di meno di un ora. Quattordici persone che compongono la maggioranza riescono a trovare un po’ di tempo da dedicare alla città? La domanda non è forte, retorica, è reale molto molto interrogativa. Sicuramente hanno molto da fare ma noi non riusciamo a capire cosa fanno, a parte le rotatorie stradali e il perdere tempo ad azzuffarsi tra sindaci, tentare di strappare il primato delle opere pubbliche. Anche questa è una cosa divertente: la piscina comunale l’abbiamo fatta noi, no l’abbiamo fatta noialtri. Il problema è che è ancora chiusa, da oltre due mesi non ci lavora nessuno e non si capisce cosa bisognerà fare ancora per farla aprire. Sicuramente per iniziare ad usarla servirà quantomeno un altro sindaco. Senza parlare, ancora, del ponte di via Lazio. Ecco, quello magari è l’esempio di come su un opera pubblica si giochi anche a scaricabarile. Il ponte, dopo la sua brillante riuscita, forse non vorrà mettere la bandierina nessuno. Cos’altro combinerà questa giovane e frizzante amministrazione comunale? Si parla di un’ondata di promozioni in arrivo tra il personale, di gestione di servizi in outsourcing, di acquisti di attrezzature da fare in modo massiccio. La nebbia sale, e dietro la nebbia si muovono ombre, sempre più incerte. Manca l’unico sentimento che dalla notte dei tempi spinge l’uomo a migliorarsi: la vergogna.

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