Multiservizi: serve un colpo di scena entro venerdì

“Due righe, ci bastano due righe entro venerdì mattina”. Il presidente del consiglio d’amministrazione della Santa Marinella Servizi, la società multiservizi comunale, è stato chiarissimo. All’assemblea dei dipendenti organizzata dalla CGIL stamattina erano in tanti, tutti preoccupati per il futuro occupazionale. La società impiega circa settanta persone e dalla sua creazione deliberata nel 2006 ha sempre “campato alla giornata”. Mai un piano industriale ma contratti di servizio rinnovati mese per mese. Adesso anche i rubinetti si sono chiusi. Il Comune di Santa Marinella non ha ancora rinnovato i contratti di servizio scaduti lo scorso dicembre ed i dipendenti della multiservizi stanno lavorando senza alcuna copertura finanziaria né alcuna certezza legale che possa garantire quanto stanno facendo. Per l’assessore al bilancio Venanzo Bianchi è tutto sotto controllo. “La multiservizi è il Comune stesso – ha ripetuto più volte ad una platea polemica e rumoreggiante – il problema non esiste. Abbiamo affidato ad un consulente legale la stesura di un contratto di servizio. Nel 2009 abbiamo fatto dodici proroghe mensili. Quest’anno ne stiamo varando una sola, di circa tre mesi, dopo la quale andremo a firmare un contratto lungo almeno un anno”: Contrasti tra cda ed amministrazione, cosa inaspettata e non prevista da nessuno, hanno alzato il velo su un difetto di comunicazione che pare endemico nella nuova e giovane gestione del sindaco Bacheca. Contro le parole rassicuranti dell’assessore che ha parlato più volte di “tempesta in una bacinella” si stagliava come una lapide il messaggio affisso dal presidente della multiservizi Bruno Ricci che informava i dipendenti che in assenza di certezze da parte dell’amministrazione entro venerdì mattina i servizi sarebbero stati tutti sospesi. “Il cda – ha detto Ricci – no ha notizie in merito e non c’è copertura finanziaria per gli stipendi di febbraio, mentre quelli di gennaio li pagheremo con l’incasso delle fatture emesse a dicembre. Su tutto lo spettro dei distacchi. Gira voce che alcuni dipendenti della multiservizi, tutti addetti agli uffici, potrebbero essere stabilizzati; tre o cinque persone – impazza il totonomi – che stanno per essere distaccati presso il Comune e poi avvolti nel circolo vizioso della burocrazia fino a diventare ufficialmente dipendenti di via Rucellai. L’assessore Bianchi ha smentito decisamente le voci. All’anomalia di un’assemblea sindacale che vedeva il datore di lavoro avere il primo posto in scena ha contribuito anche quanto dichiarato da Bianchi che si è scagliato contro il sindacato, UIL questa volta, reo a suo dire di un esposto alla Corte dei Cinti che ha costretto l’amministrazione comunale a rivedere il metodo d’impiego del personale. L’anomalia denunciata nell’esposto riguarda un problema di subordinazione gerarchica dei dipendenti della multiservizi che lavorano spalla a spalla con i dipendenti comunali e da loro prendono ordini. “E’ un problema da risolvere – ha ribadito Bianchi – con il nuovo contratto e con un pro9getto di ristrutturazione che stiamo studiando da poco. Un’ipotesi di trasformazione del rapporto potrebbe on riguardare solo tre o quattro persone ma tutti i quattordici dipendenti che ora lavorano negli uffici”. Le due righe di conferma della copertura finanziaria non sono ancora arrivate. Lunedì i dipendenti della multiservizi potrebbero scendere in strada davanti alla sede comunale. In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo tutti chiedono certezze.

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Mancano i soldi? I Comuni rimediano con le multe stradali

Ogni italiano munito di patente ha pagato in media 76 euro, ogni vigile ha compilato verbali per 43 mila euro – I Comuni italiani fanno cassa con le multe stradali, che fruttano di più delle addizionali Irpef. Il risultato è che gli italiani pagano una vera e propria tassa occulta. È quanto emerge da un’indagine condotta dall’Adnkronos consultando i bilanci dei Comuni italiani. Nel 2008 sono state fatte 12,6 milioni di multe, 1.427 all’ora e 24 al minuto. Ogni italiano munito di patente ha pagato in media 76 euro mentre ogni vigile ha compilato verbali per 43 mila euro.

VOCE IRRINUNCIABILE – Le entrate per le infrazioni degli automobilisti sono infatti una voce irrinunciabile per far quadrare i conti e le amministrazioni comunali indicano in bella evidenza il gettito previsto per i prossimi esercizi nei bilanci di previsione. Una cifra crescente che viene stimata tenendo conto delle entrate degli anni precedenti e, soprattutto, delle voci di spesa da compensare. Il Comune di Verona, per esempio, dalla vo­ce «sanzioni al codice della stra­da» conta di in­cassare quest’anno 13,2 milioni di euro contro i 10 milioni del 2009. Il Comune di Salerno prevede un aumento del gettito delle multe che pas­sa dagli 11 milioni del 2009 ai 15 milioni del 2010. E la tendenza rimane inalterata se, invece dei Comuni più grandi, si prendono in considerazione quelli minori.

QUADRATURA DEI BILANCI – Il meccanismo favorisce evidenti forzature. Se al 30 giugno le multe incassate sono inferiori alla cifra indicata nei bilanci di previsione, nella seconda parte dell’anno si trova il modo di «far quadrare i bilanci». In tutti i bilanci dei principali Comuni italiani, andando a scomporre il flusso delle entrate da sanzione del codice della strada, si evidenzia un aumento consistente delle multe comminate nella seconda parte dell’anno.

VIOLATA LA LEGGE – L’articolo 208 del Codice della strada prevede che i proventi delle multe vadano reinvestiti in attività a favore della sicurezza e della prevezione degli incidenti stradali. Una prescrizione che viene spesso disattesa. Come evidenzia uno studio della Fondazione Caracciolo dell’Aci sui piccoli Comuni e polizie locali: «il 50% dei Comuni non utilizza le risorse derivanti da suddetti proventi come previsto per legge». Altrettanto evidente è la mancata applicazione della direttiva Maroni del 14 agosto 2009, che impone di installare gli autovelox su strade ad alto rischio di incidenti.

TRUFFE – Cresce anche il rischio di truffe ai danni degli automobilisti. Come nel caso dei sensori collocati sui semafori: la Cassazione con una sentenza del 30 ottobre 2009 ha dichiarato nulle le multe in caso di assenza del vigile urbano. Ma i verbali continuano ad arrivare. Basta aver oltrepassato un incrocio con il rosso scattato da 4 decimi di secondo su una strada congestionata con la circolazione che procede a passo d’uomo, per subire una multa di 160 euro e la decurtazione di 6 punti sulla patente.

PIÙ CARE – Dal 1° gennaio 2009 sono aumentati gli importi previsti per violazione del Codice della stada:

- divieto di sosta da 36 a 38 euro

- divieto sosta con pericolo da 74 a 78 euro

- eccesso di velocità fino a 10 km/ora da 36 a 38 euro

- eccesso di velocità tra 11 e 40 km/ora da 148 a 155 euro

- mancato uso cinture sicurezza o seggiolini da 148 a 155 euro

- sorpasso vietato semplice da 70 a 74 euro

- sorpasso vietato con pericolo da 143 a 150 euro

- sorpasso vietato con veicoli pesanti da 281 a 295 euro

- passare col semaforo rosso da 143 a 150 euro

- violazione generica della segnaletica da 36 a 38 euro

- mancata precedenza a incroci da 143 a 150 euro

- guida in stato ebbrezza da 500 a 12 mila euro

- guida sotto effetto stupefacenti da 1.500 a 12 mila euro. (fonte: Adnkronos)

da corriere.it

Il sindaco ideale

Consigliere regionale con i voti del centrosinistra, sindaco con quelli del centrodestra. La tecnica del dottor Pasquale Giacobbe, medico di base e primo cittadino di Pozzuoli, la città dei mitici Campi Flegrei, nel far resistere il proprio piede nelle classiche due scarpe, merita una menzione particolare. Perché Giacobbe ha elevato la furbizia a pratica politica complessa facendovi ricorso anche nella fase estrema della destituzione, per incompatibilità, dall’incarico regionale.

Quando finalmente la Regione Campania si è decisa – mesi dopo l’ingresso dell’incompatibile in aula – a notificargli la decisione di espellerlo dal consesso per via del suo doppio incarico, Giacobbe si è dato alla fuga. Dagli uffici comunali è scomparso e anche dalla sua abitazione. Il messo notificatore non ha potuto far altro che accertarne l’assenza, l’irreperibilità. “Macché assente, ero malato, cioè in ferie. E solo per una settimana e per questi ultimi tre giorni”, dice il sindaco ricomparso in tempo a rendere la sua furbizia vincente ed esemplare. Perché la notifica, che adesso è stata ricevuta, è compiuta fuori tempo massimo e consentirà al sindaco di resistere nel seggio fino alla scadenza naturale del prossimo marzo. Quel che voleva.

La tecnica di Giacobbe, che d’ora in poi sarà studiata e forse emulata altrove, riserva all’autore anche un altro premio. Da luglio, come la legge gli concede, pur consapevole della propria incompatibilità, ha optato di ricevere, tra le due buste paga in gara, quella più pesante: quella cioè da consigliere regionale. A cui è stato chiamato nel maggio scorso in sostituzione di un suo ex compagno di partito, Roberto Conte, destituito perché condannato.

Giacobbe si era candidato nel 2005 con la Margherita, ed è subentrato grazie ai voti raccolti sotto quel simbolo quando il suo tragitto politico aveva già mutato segno. Nel 2008, grazie al sostegno del centrodestra, era infatti stato eletto a sindaco di Pozzuoli. Sapendo far di conto Giacobbe ha capito che la sua forza sarebbe derivata dalla capacità di resistere nell’ubiquità: un po’ al comune un po’ al consiglio regionale; un po’ di destra e un po’ di sinistra. Quando il suo nuovo partito ha comunicato la decisione che i sindaci, nel caso vogliano sottoporsi alla prossima gara regionale, devono assolutamente dimettersi dalla carica di primo cittadino, lui non ha fatto una piega. Non solo non si è dimesso da sindaco, ma ha reso difficile anche la ricezione della notifica della Regione Campania per quel secondo incarico.

Irreperibile, fuori sede, in una parola: scomparso. La fantastica fuga, giacché alla furbizia gli italiani offrono sempre grande considerazione, gli è valsa una seconda deroga ad personam: il partito di Berlusconi gli concederebbe, nel caso voglia, di candidarsi al consiglio regionale senza doversi dimettersi. Le regole sono fatte per essere derogate, e i furbi, che non sono fessi, vincono sempre. Lei Giacobbe si candiderà al consiglio regionale? “Se il partito me lo chiede…”. E non si dimetterà da sindaco come prescrive la legge: “Assolutamente no”.

Appunto.

da www.repubblica.it

Aspettando Godo…t

Livore, paura e tanta rabbia. Questo è il risultato di un inizio anno sotto tensione, sotto lo scacco di una probabile raccolta di dimissioni che potrebbe far chiudere l’esperienza Bacheca anzitempo. La chiacchiera girava ed ancora circola nei soliti ambienti, quelli dei “so tutto chiedi a me”, quelli del “mel’ha detto uno che conta”. Insomma la caccia alla firma c’è stata, la caccia alla firma è in corso ed è la conseguenza logica di un atteggiamento sbagliato, quello di chi promette tanto, di chi è convinto di poter prendere in giro il prossimo fino alla fine dei giorni. Il gruppone di maggioranza non è mai stato coeso, già dalle ore immediatamente successive alla proclamazione dei risultati chi c’era ricorda non una festa ma ben due celebrazioni: a pochi minuti dalla vittoria già la maggioranza era spaccata in due coalizioni. Come amo dire si è cercata e fatta una coalizione per vincere senza preoccuparsi di poter governare. Allora, già è poca la voglia di fare qualcosa per questa derelitta città e per i suoi disperati cittadini ed ora la scusa si è trovata, perfettamente. In molti hanno notato, per un evenienza del genere, il mio profilo basso e quello altrettanto defilato dei miei amici e sodali. In molti ci hanno immaginati con il nasino rosso e la bottiglia di spumante in mano festeggiare la disgraziata caduta di chi ha preso in giro ormai per due anni la città. Semplicemente non avevamo interesse che l’orsetto andasse a casa insieme ai suo complici, tutto qui. Oggi è il 24 gennaio, la data del giro di boa come descritto nella circolare ministeriale apposita: le dimissioni andavano presentate entro oggi per andare a votare nella “finestra elettorale” che andrà tra il 15 marzo e il 15 giugno. Quindi se le dimissioni dei “catilinari”, come amava definirli Malaparte, venissero depositate da domattina si andrebbe incontro ad un lungo commissariamento, almeno fino ad ottobre prossimo ma sicuramente fino alla prossima primavera. Insisto, se venissero depositate, perché ho la certezza che sono già state raccolte e sono state usate da chi sa muoversi i queste paludi per un suo fine. Allora noi, io ed i miei amici, non ci siamo prestati a questo gioco e sottolineiamo ancora come non abbiamo avuto interesse, benché in città si dica il contrario, ad una mossa simile. Non abbiamo avuto interesse perché qualora si fosse votato a fine marzo la compagine che sta maldestramente seduta a via Rucellai si sarebbe ricompattata, allora sotto il simbolo di Berlusconi presidente ed ora sotto quello di Renata governatore, sfruttando la scia lasciata da altri di ben altro spessore, fermando a casa qualche testa calda e caricando tre o quattro vecchie seppie insabbiate. In pratica la mozzarella lasciata in frigo che ora tenta di far finta di governare la città invece di scadere naturalmente, come scritto sulla sua busta, nel 2013 avrebbe avuto la scadenza prorogata al 2015. Bell’affare del piffero, vero? Santa Marinella ha bisogno di altro, di aria fresca. Inutile mischiare le carte se i giocatori intorno al tavolo sono sempre gli stessi. Intanto nella maggioranza timori e delusioni aumentano in maniera esponenziale, i coltelli si affilano e vengono tirati fuori i denti. L’orsetto promette un ripulisti a fine marzo, un bel rimpasto con i risultati elettorali alla mano. Chi è stato eletto con voti altrui, e sono tanti tra i gentiluomini seduti in maggioranza, ora avverte, come dice lo spot tv, un fastidioso prurito intimo. Il risentimento aumenta, e con il risentimento aumentano i motivi per passare dal notaio, che aspetta tutti a braccia aperte. Nessuno riesce a fare tesoro delle proprie sconfitte e, qualsiasi cosa se ne dica al contrario, dover chiamare tredici signori davanti ai giornalisti per dichiarare, con le orbite oculari infiammate, che va tutto bene è comunque una dichiarazione di pubblica resa. Un lungo commissariamento, al contrario, potrebbe avere l’effetto di fermare le bocce e restituire a questa città, nella necessaria tranquillità, il compito di selezionare una classe dirigente vera, aristocratica per merito e non per parentela, non asservita a nessun potere e libera dalla necessità di dover mettere insieme un pranzo ed una cena. Non è poco, serve tempo ma la città e la sua gente ormai se lo meritano.

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Liberati rinuncia alla delega e presenta il suo sito

L’associazione “Pittori in Mostra” è stata fondata a Santa Marinella nell’anno 2006 con lo scopo di riunire tutte le menti creative dell’arte per dare un impulso nuovo, moderno, giovane, indipendente, sganciato da sollecitazioni politiche, sia interne, che esterne di ogni tipo. Un’associazione con unico interesse l’ARTE.

L’associazione “Pittori in Mostra” dalla sua fondazione ad oggi ha collaborato con il comune e con tutte le amministrazioni siano esse di destra o di sinistra, con l’intento di portare a Santa Marinella ” L’ARTE” come storia e interesse culturale specifico.

In tutto questo periodo l’Associazione si è impegnata per organizzare mostre, attività artistiche in ogni luogo di Santa Marinella:

piazze, biblioteca, Casetta Rosa(storica palazzina dataci in uso dal Comune per le attività artistiche), è stata ospite di molte associazioni culturali con risultati eccellenti ed entusiasmanti. L’Associazione “Pittori in Mostra” ha portato con le sue iniziative, decine di pittori da tutta Italia, che hanno esposto le loro opere nel nostro comune, facendo confluire centinaia di visitatori locali e di altri comuni limitrofi.

Le ultime manifestazioni fatte alla ” Casetta Rosa” da novembre 2009 al 10 luglio 2009 sono state molteplici,ne vorrei ricordare alcune come

• Mostra collettiva pittura scultura ( 27 pittori 127 opere) a favore UNICEF con un contributo pari a 600.00 euro per i bambini bisognosi con un’offerta devoluta alla parrocchia San Giuseppe di euro 60.

• . Commemorazione del centenario sul Futurismo.

• Esposizione dei presepi dei ragazzi del 261° distretto scolastico di Santa Marinella.

Tutto ciò premesso,il Presidente Angelo Liberati ritiene conclusa l’attività di detta associazione in Santa Marinella per i fatti avvenuti il 10 luglio 2009.

In quella data uno sconsiderato delegato, forse sollecitato da qualche assessore, o da altri personaggi raccomandati a fare solo del male, ha messo in condizioni il Presidente Liberati e la sua associazione “ PITTORI IN MOSTRA “a lasciare la Casetta Rosa con la minaccia di un’ intervento dei vigili urbani (vedi articoli su Tele Santa Marinella , Oggi Civitavecchia, La Perla del Tirreno di Cristiano Degni e altri articoli posteriori al fatto).

Se in questa Amministrazione c’è gente incompetente e immatura che il Sindaco non è capace di prendere a calci, mi sento in dovere di non continuare nella mia collaborazione nell’Associazione “PITTORI IN MOSTRA” ne nella mia funzione di DELEGATO alle mostre.

Liberati Angelo “come artista” che dal 1998 si è attivato sempre e in tutti i modi per portare l’Arte a Santa Marinella promuovendo ogni sorta di esposizione e mostre, invitando pittori, amatori e pubblico ad intervenire a questi eventi. Tutto ciò con molta fatica,dispendio di tempo e risorse economiche personali. Eppur se offeso ed umiliato continua con il suo messaggio:” ARTE, ARTE, ARTE”.

Liberati Angelo presenta www.pittoriinmostra.it,

un sito rinnovato, moderno, di facile accessibilità che tutti possono consultare, e possono leggersi e su cui possono liberamente collaborare.

Il sito è curato dalla nostra Web master LUISA MIULLI – Luisa_miu@hotmail.it

La nostra sede sociale – Via Umbria n.9 Santa Marinella

WWW.pittoriinmostra.it – Fax 0766.510823- cellulare 3397132343

Assessore dove sei?

Le spiegazioni offerte dall’assessore all’Istruzione del Comune di Santa Marinella non convincono i genitori dei piccoli studenti ancora alle prese con i lavori dentro l’istituto scolastico “Pirgus”. Marongiu come Ponzio Pilato, se ne lava le mani”. Non ha mezzi termini il presidente del consiglio d’istituto Fabio Anniballi. ”L’assessore dimostra di non conoscere affatto la situazione delle scuole di Santa Marinella. Per quel che riguarda il refettorio della Pirgus non sa neanche che il giorno stesso in cui si dedicava ad uscire sui giornali per giustificarsi ovvero addossare ad altri le sue responsabilità, era in atto un incontro tra l’architetto Craba,il dirigente scolastico Ferrari, i membri del consiglio d’istituto e il responsabile della ditta Romana srl”. L’incontro di cui parla Anniballi è avvenuto presso i cantieri della scuola per verificare l’andamento dei lavori. Secondo quanto emerso in quella sede ed affermato dalla responsabile del procedimento Craba non c’è alcuna garanzia che la consegna del refettorio avverrà in tempi brevi. “Per quel che riguarda l’ampliamento del plesso – insiste Anniballi – ho incontrato il direttore dei lavori presso l’ ufficio tecnico che lamentava “ l’assenza” dell’amministrazione comunale al cantiere. Cosa intendeva dire per “assenza”? Forse non verrà ripagata la sua stessa serietà e puntualità?” E questo basta ad accendere gli animi dei duecento genitori che da settembre attendono la fine di questa storia e lo sgombero di questo eterno cantiere. Sostiene ancora il presidente del consiglio d’istituto “A questo punto Marongiu dovrebbe farsi carico di informare lui stesso le famiglie con un incontro e avere il coraggio di affrontare i gravi disagi con cui convivono gli alunni e i docenti”. Nei prossimi giorni ci saranno assemblee organizzate dai genitori per decidere i passi successivi da affrontare, sempre animati dalla massima determinazione e dal desiderio di vederci chiaro. “Ho avuto rassicurazioni dal sindaco Bacheca che entro la fine di questo mese alla ditta inadempiente sarà tolto il mandato. E’ anche a lui in qualità di responsabile della salute cittadina che mi rivolgo – dice ancora Anniballi – perché i nostri figli hanno diritto a frequentare una scuola e non un cantiere”.

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Trai due litiganti…

Continua il botta e risposta tra il vecchio ed il nuovo sindaco di Santa Marinella, Pietro Tidei e Roberto Bacheca. La città attende da tempo un confronto pubblico che probabilmente non si farà mai. “C’è davvero da rimanere allibiti e stupefatti della recenti dichiarazioni del Sindaco di S.Marinella, il giovane e bugiardo Bacheca – dice l’onorevole del Pd – Possiamo iniziare dall’ultima, secondo la quale altri vivrebbero anzi camperebbero con la sola politica. Il ragazzo finge di non sapere che alla sua età non ha mai lavorato, senza arte nè parte, studente fuori corso da sempre, vissuto sulle spalle del padre, l’unico stipendio che percepisce è quello della politica, cioè quello di Sindaco. Per questa ragione difende con le unghie e con i denti quella poltrona, visto che se la perde ritornerà a fare il disoccupato di sempre. Per quanto mi riguarda sono un avvocato cassazionista, ex dirigente d’azienda in quiescenza che non ha bisogno di una piccola poltrona per tirare a campare. E questa è la differenza tra il sottoscritto e il nulla-facente Bacheca. Entrando poi nel merito ribadisco che tutte le opere da lui elencate non sono farina del suo sacco ma eredità ricevuta in dono dalla passata amministrazione, a cominciare da Via Ortigara, sottopassi, parcheggio multipiano alla stazione, piscina comunale, ampliamento di Via delle Colonie ecc.

Se ne è capace ne elenchi una, una soltanto di quelle opere che ha progettato, finanziato e realizzato la sua amministrazione. Una città ricca di potenzialità sta purtroppo agonizzando tra sottosviluppo, disoccupazione e assenza di iniziative. Migliaia di giovani senza lavoro, scuole che non funzionano, palazzine comunali che rischiano di crollare, uffici comunali allo sbando con insoddisfazione totale dei dipendenti, ponti che appena realizzati ed inaugurati sono già fuori uso, sporcizia generale, in ogni luogo, un cimitero per il quale era pronto l’ampliamento, ormai vicino al collasso. Questa è la città che lascerà questo giovane pinocchio quando se ne andrà cacciato dal voto popolare.

Per quanto mi riguarda non ho mai chiesto né brigato con alcuni consiglieri in carica a differenza dei congiurati che sono nella sua maggioranza che invece con soldi, promosse e ricatti hanno interrotto un lavoro proficuo che in soli due anni aveva prodotto progetti, realizzazioni ed una grande progettualità capace di creare lavoro e sviluppo. Entrando poi sulle questioni urbanistiche vorrei ricordare al giovane pinocchio smemorato che la ns. amministrazione non ha mai approvato una sola variante urbanistica con aumenti di cubature. Anzi, come nel caso Quartaccia ha ridotto notevolmente gli indici edificatori e le concessioni edilizie approvate hanno riguardato solo ed esclusivamente le previsioni del Piano Regolatore Generale vigente e risalente al 1976, senza che nessuna amministrazione abbia mai avuto il coraggio di cambiarlo, fatta eccezione per la ns. che aveva già insediato il comitato dei tecnici con il compito di una revisione generale del P.R.G. Da ultimo un invito formale al Sindaco: venga ad un pubblico confronto con il sottoscritto quando vorrà e dove vorrà, visto che già più di una volta è fuggito come un coniglio. Lo aspetto fiducioso.” Di parere contrario il sindaco di Santa Marinella. “L’anziano mi chiede – afferma Bacheca – di partecipare ad un incontro pubblico per discutere sulla politica amministrativa della città. Ci ho riflettuto a lungo, e come ho affermato anche in conferenza stampa con una battuta, non sarò di certo io a portare il pubblico a questo “signore” considerato che l’unica volta che ha provato ad organizzare un convegno contro la mia amministrazione, si è ritrovato a parlare davanti ad una platea di…trenta persone. Al contrario, quando il sottoscritto e l’amministrazione comunale hanno promosso un incontro politico e amministrativo, hanno partecipato ben quattrocento cittadini.

La sua replica – continua Bacheca – è un’evidente dimostrazione di nervosismo e concitazione, oltre che di palese maleducazione. I suoi attacchi personali sono a dir poco vergognosi, ma tutti i cittadini ormai conoscono l’atteggiamento dell’ex Sindaco e non c’è da stupirsi più di tanto. Io al contrario di lui ho sempre più tenuto alla mia dignità personale e politica che alle poltrone, come ho anche ribadito in conferenza stampa. Noi non scendiamo così in basso, mentre lui è in un evidente stato confusionale, limitato alle sua pochezza di dover svolgere opposizione in una città di 15 mila abitanti”.Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Fratturato: nessuno è in vendita. La maggioranza fa quadrato

Era convocata per ribattere colpo su colpo alle insinuazioni che l’ex sindaco Tidei aveva rivolto sabato pomeriggio all’attuale amministrazione di Santa Marinella ma la conferenza stampa di ieri pomeriggio ha preso un’altra piega. Presenza obbligatoria di tutti i consiglieri tranne Marongiu giustificato per ragioni di lavoro e sorrisi a trentadue denti su tutte le facce. “Non ci risulta nessuna caccia alla firma di sfiducia – ha esordito il sindaco Bacheca – piuttosto in questi giorni ci siamo chiesti ed interrogati su come certe notizie possano uscire. Non c’è mai stata una paura, da parte mia e dei consiglieri comunali, per una presunta dichiarazione di sfiducia. Qualora questi tre consiglieri di cui parla la stampa esistessero veramente venissero allo scoperto e gli eviterei la caccia al quarto uomo dimettendomi immediatamente”. In questo modo tutta la maggioranza ha messo una pietra sopra alle voci che volevano che l’avventura di Roberto bacheca fosse giunta al capolinea. Poi l’attenzione è stata tutta rivolta alla elencazione delle confutazioni a quanto dichiarato sabato dal deputato del Partito Democratico. “Tidei deve fare chiarezza soprattutto con lui stesso – ha detto Bacheca – prima mi dice che copiamo il suo programma terminando le opere pubbliche che lui stesso ha iniziato, poi il giorno dopo dice che non ne abbiamo fatta mai nemmeno una. Mi fa piacere l’intervento dell’onorevole Tidei perché ogni volta che lui parla male della mia amministrazione ricevo sempre tante attestazioni di stima dai cittadini, che m’invitano ad andare avanti. Mi spiace solo che la minoranza sia assoggettata da questo personaggio. Ho notato una strana coincidenza tra il ricacciare di questo tizio e la nostra bocciatura al suo project financing per la sede comunale”. Anche il vicesindaco Eugenio Fratturato ha voluto dire la sua. “Tutti noi consiglieri comunali – ha detto – siamo vicini al sindaco e lo incitiamo a non mollare mai. Saremo con lui fino all’ultimo, nessuno di noi è in vendita”. Stampa questo articolo Stampa questo articolo

A processo per spionaggio il boss della Burani

Un valzer di intercettazioni, di microspie e di telecamere nascoste, un sistema in cui venivano spiati senza tanti riguardi colleghi, dipendenti e rivali: è questo il tema del processo che si aprirà a novembre davanti al tribunale di Milano, secondo quanto disposto ieri su richiesta del pubblico ministero Maurizio Romanelli. Un processo che costituirà uno spaccato interessante su un fenomeno – quello delle intercettazioni abusive – che sembra diventato quasi endemico, tra spiate ed hackeraggi in grande stile e intrusioni artigianali.

Al centro dell’inchiesta del pm Romanelli ci sono tre diversi episodi, tutti accaduti a Milano nel corso degli ultimi anni. Il più rilevante, che è anche quello da cui ha preso il via l’intera indagine, riguarda Walter Burani, amministratore delegato della Marella Burani, celebre holding di moda, da qualche mese in acque assai cattive (tanto che il tribunale di Milano ne ha chiesto il fallimento). Nel maggio 2008 negli uffici di un dirigente della Burani era stata scoperta per caso una microspia. Dalla denuncia del manager era nata una inchiesta che aveva portato alla scoperta degli esecutori e del mandante della spiata: i due «operativi» erano due tecnici della Italcons, una delle aziende del settore, utilizzata anche dalla Procura di Milano per le intercettazioni giudiziarie. I due erano finiti in galera. E sotto inchiesta a piede libero era stato messo Walter Burani, che interrogato da Romanelli aveva ammesso di avere messo sotto ascolto il dirigente per verificare la fondatezza di alcuni sospetti. Ed il 10 novembre per Burani e i suoi due spioni arriverà il momento del processo. Ma la Procura non si era fermata, e aveva scoperto che il «caso Burani» non era l’unico in cui Italcons si era data da fare senza troppi scrupoli. La stessa società aveva fornito le sue prestazioni a un dentista milanese, piazzando su sua richiesta ben undici telecamere nel suo studio per tenere d’occhio pazienti e collaboratori: ed è un episodio piccolo ma significativo, perché racconta della facilità con cui anche un comune cittadino può decidere oggigiorno di mettersi a frugare illegalmente nella vita del prossimo. Per quella piccola vicenda viene incriminato e rinviato a giudizio anche uno dei personaggi più in vista del business delle intercettazioni a Milano: Vittorio Bosone, socio di riferimento della Italcons e titolare della Ies, società di fiducia della Procura. Anche Bosone nel frattempo è caduto in disgrazia, la Ies è fallita, lui è stato in carcere per bancarotta fraudolenta e il prossimo 26 febbraio dovrebbe arrivare la sentenza per quel reato. Ma il 10 novembre dovrà tornare in aula per rispondere dello spionaggio per conto del dentista e delle altre intercettazioni illegali che – si è scoperto – realizzava all’interno della sua stessa azienda a carico di collaboratori di cui non si fidava più.

di Luca fazzo da ilgiornale.it

Andrea si è accorto del ponte e di tutto il resto

nel

costatare l?apertura del Ponte di Via Lazio a seguito dell?ufficiale

inaugurazione da parte del Sindaco di Santa Marinella è stato contento nel

poter finalmente vedere che il suo quartiere potesse usufruire di una migliore

viabilità, anche se parziale. Purtroppo a pochi giorni dall?inaugurazione si è

verificata una situazione che mi ha iniziato ad indignare e a preoccupare .

Ma come è possibile che una strada appena aperta sia già in totale dissesto

con buche e voragini? La situazione è talmente incredibile che l?

amministrazione ha dovuto transennare una intera carreggiata facendo tornare

il ponte più piccolo di quanto era prima .

Credo che sia opportuno provvedere ,nella notte ,a rendere meno pericoloso

questo tratto di strada anche con dei diffusori di luce .

La speranza di tutti è che comunque si risolva definitivamente questo

pericolo per l incolumità di molti ignari cittadini che utilizzano questo

tratto stradale.

Sono altresì preoccupato per la superficialità con cui questa amministrazione

ha proseguito il progetto di realizzazione del Ponte di Via Lazio con il

conseguente allargamento della carreggiata stradale .Per questo motivo abbiamo

noi tutti consiglieri di minoranza presentato una interrogazione al Sindaco ,

vogliamo capire come intendono risolvere questo costante pericolo . Vogliamo

sapere se è stato rispettato il progetto iniziale e il capitolato .

Sono venuto a coscienza che alcuni cittadini nel vedere che posizionavano i

pali della luce pubblica a bordo della strada di Via Lazio sono intervenuti

inutilmente per evitare un altro errore poiché si dovranno nuovamente spostare

con spese aggiuntive per le casse Comunali quando si procederà all?allagamento

dell?intera carreggiata .

I cittadini tutti hanno notato solo un desiderio da parte di questa

amministrazione di procedere velocemente all?inaugurazione del Ponte senza

constatare prima se i lavori fossero stati fatti a regola d?arte.

Andrea Bianchi

consigliere comunale