Nel blu dipinto di blu

Anche Santa Marinella sta cedendo alla moda dell’azzurro. Entro qualche mese tutti i parcheggi del centro storico si avvieranno a diventare a gettone. Non è chiaro ancora se si tratterà di “grattini” o macchinette ma anche noi avremo il nostro dafare con i parchimetri. Non possiamo rimanere indietro, Roma sfanga ogni anno dalle strisce blu quasi 30 milioni di euro, mica bruscolini.
Chissà poi perche blu? Un legame recondito e freudiano ci deve essere. Sangue blu, auto blu, strisce blu. Simboli di qualcosa di esclusivo, di intoccabile. Io parcheggio perchè me lo posso permettere, insomma.
Purtroppo non finirà qui. Iachini, il vampiro della Perla, ci attende al varco. Oltre ai parcheggi a pagamento, dopo la botta dell’Ici, ha preparato l’aumento della tassa sui rifiuti e l’inroduzione dell’addizionale Irpef comunale.

Volare, oh, oh
pagare oh oh oh oh

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Flaminia, datti una mano

Fuoco incrociato addosso a Flaminia Assumma. Il bottino? La sua partecipazione al Consorzio quale consigliere di amministrazione, considerata una cosa superflua dopo il suo ingresso in pompa magna tra le fila dei consiglieri di maggioranza. Effettivamente se ne può fare anche a meno, qualcosa si può dividere, socializzare come avrebbero detto gli ex camerati. Lascia la poltrona, lo scranno o la prebenda? Secondo noi non mollerà nulla al grido “Finche vinco gioco io!”. Qualcuno non è comunque daccordo, considera la questione molto delicata anche dal punto di vista morale. Il Qualcuno andrà domattina a chiedere al Faraone di porre fine a questa aberrazione che fra l’altro collide in maniera forte con la normativa consiliare che proprio l’Assumma ha voluto e votato.
Provo ad azzardare un ipotesi? Qualcuno dice che spesso ci prendo…
Allora, finirà che chi solleverà la questione dell’incompatibilità finirà per uscire a sua volta dalla maggioranza, sconfitto. Nel mentre, al Faraone piacendo, l’inciucio istituzionale andrà avanti ad libitum.

Quanto sei bella, Roma!

Finalmente ce l’ha fatta, è riuscito a coronare il suo sogno: tornare a Montecitorio.
Infatti uno dei dodici punti, quelli che daranno la scossa a Prodi recita così:
10. Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di Governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate.
Il che significa che il nostro PdC richiama a sè tutti i suoi parlamentari ed impone loro “l’obbligo di frequenza” per evitare altre imboscate che lo mandino definitivamente a casa. Il che significa ancora che chi ha obblighi di governo (ministri e sottosegretari di stato) non potrà ricoprire la carica di parlamentare. Il che significa ancora che il Nostro, primo in linea di successione – come si usava dire una volta della gente di sangue blu – avrà davanti a sè ben tre possibilità di entrare con passo di carica alla Camera. Queste tre possibilità si chiamano Rutelli, Melandri e Gentiloni.
Cosa succederà alla Perla?
Che il Nostro sarà troppo distratto dalle cose di Roma e dovrà per forza di cose lasciare il comando al suo vice, mentre registreremo ancora una volta una sonora sconfitta di chi aveva la possibilità di azzerare tutto e ricominciare da capo con un minimo di dignità ed invece dovrà subire questa ed ogni altro tipo di situazione immaginabile.
Comunque, e di cuore, auguri Pietro.

Un opera veramente grande

Faraonico è l’aggettivo giusto per definire l’ultimo progetto presentato dal sindaco e che riguarda in maniera quasi invadente il problema dello sviluppo cittadino. Si tratta di realizzare la prima stazione spaziale interstellare. Il progetto, naturalmente di dimensioni imponenti, coinvolgerà anche i comuni limitrofi e verrà realizzato con il sistema del project financing per non gravare sulle già esauste casse comunali. Daltronde è impensabile rinunciare per ragioni finanziarie ad un progetto che ci vedrà primi in Italia, se non in Europa, con la scusa di dover dare quattro soldi in più per il canile comunale. Tornando al progetto ed alla sua finanziarizzazione è previsto che per i primi 50 anni a goderne siano i nostri amici delle galassie vicine. Trascorso il periodo di ammortamento dell’investimento, ed acquisita la tecnologia necessaria, anche noi poveri “burini” dello spazio potremmo usare la strutura per le nostre vacanze intergalatiche.
La società che si occuperà della realizzazione delle strutture, pare una joint tra venusiani e calabresi, lascerà alla nostra città, come parziale compenso per la cessione delle aree e delle volumetrie, non il solito e scontatissimo centro commerciale ma addirittura una superstrada. L’arteria, costruita con disegno e concezione futuristica, è stata definita dal sindaco essenziale in quanto collegherà il castello di Santa Severa con la località chimata Pian della Carlotta.
A cosa serve non l’ho ancora capito. I più esperti strizzano l’occhio e parafrasando Mogol dicono che “lo scopriremo solo vivendo“.
Mah!

Due pesi e due misure

La stampa ha informato i cittadini di Santa Marinella che Tidei avrebbe “rinunciato” al porticciolo “Danny point” o almeno si “sarebbe fatto carico delle perplessità dei surfisti”, dopo la ferma posizione dell’assessore Marongiu.
Disponibile ad accogliere i suggerimenti dei suoi alleati dell’UDC, il sindaco Tidei da mesi si mostra sordo alle proteste motivate di moltissimi cittadini in relazione al progetto sulla sede comunale. Tra l’altro tale atteggiamento chiuso a ogni democratica partecipazione contrasta nettamente con quanto di recente annunciato nel documento dal titolo “Santa Marinella….e il suo futuro”, dove presentando 35 interventi sulla città, è sempre il sindaco Tidei a parlare di “lavoro aperto” e di “necessaria condivisione”. Mentre si apprende che il sindaco si aspetta “il contributo di analisi da tutti e su tutte le ipotesi presentate”, non si comprende perché tale contributo di analisi sulla finanza di progetto sia stato in modo netto e sprezzante rifiutato dal sindaco stesso.
Forse in questa città esistono ora cittadini di serie A (gli alleati dell’UDC e i consiglieri della Margherita, quegli iscritti o simpatizzanti DS che ancora lo appoggiano) e cittadini di serie B: non solo gli appartenenti alle altre forze politiche, ma molti cittadini comuni che hanno espresso nelle scorse settimane il loro fermo, preoccupato e motivato rifiuto verso la scelta operata dalla giunta. Ora che si è addirittura formato un comitato, vorremmo che sindaco e giunta prendessero di nuovo in considerazione l’ipotesi richiesta a gran voce: fermate la scellerata macchina che voi stessi avete avviato sul Project financing. Costi quel che costi.
Chiediamo inoltre una presa di posizione pubblica di consiglieri e assessori sulle richieste del comitato stesso, a cominciare dall’Assessore al demanio Marongiu, che ha dimostrato tante e tali capacità persuasive nei confronti del sindaco Tidei su ciò che molto gli sta a cuore.

Il Comitato cittadino per il No al progetto di Finanza sulla sede comunale

Una candela per Santa Severa

Il lungomare di Santa Severa, la frazione-gioiello della perla del tirreno, è al buio. Secondo Angelo Grimaldi, noto alle cronache per essere il più rompi…. tra i consiglieri d’opposizione, si tratta di una semplice dimenticanza. “Sono contento che la nostra amministrazione abbia inteso partecipare alla manifestazione mondiale per ricordare il secondo anno dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Quindi come tanti comuni in tutt’Italia e in tutto il mondo, abbiamo spento tra le 18 e le 18,30 la nostra illuminazione pubblica. Qualcuno si è però scordato di riaccenderla”
Ah, birbantelli !!!!! Appicciatelo!

Rinuncia o non rinuncia ?

In serata un comunicato del sindaco Tidei riferisce che lui stesso non ha abdicato al progetto di Danny Point (il porticciolo alla Toscana) semplicemente perche non è stato lui a proporlo, ma gli è – diciamo noi – stato surettizziamente “infilato” in mezzo alle carte. Lui stesso se ne dichiara perplesso!!!
E’ questa comunque, sempre secondo Tidei, una buona occasione per far discutere la gente.
E’ vero, la gente sta discutendo. Forse gli unici che non sentono la gente discutere sono quelli seduti a via Rucellai.
Ma a proposito, anche il nuovo municipio con il suo codazzo di project ed accessori è nel fascicolo che il sindaco ci ha propinato come “il futuro di Santa Marinella”.
Se qualcuno glielo fa notare può darsi che il sindaco dissenta anche da quello, può darsi che ne disconosca la paternità, come ha fatto con il Danny Point.
Ma lo ha fatto, poi, con il Danny Point? Il porticciolo si farà o non si farà?
Boh.

Bianchi: il futuro non siete certo voi

Ho letto con curiosità il comunicato di Benci “Bianchi ha paura del futuro”e mi sono posto una domanda; ma Carlo Benci è l’attivista dell’allora PCI che insieme a Paolo e Pietro Cangini faceva le battaglie politiche per la tutela dei lavoratori, per la democrazia, per la tutela del territorio o è il Carlo Benci delegato, pagato, del Sindaco nel Consorzio dell’acquedotto e che tutti i giorni staziona nella sede comunale a guardia di chi entra ed esce per poi riferire al Capo?
Mi domando se non sia Carlo Benci a rimpiangere “gli antichi fasti della balena bianca” con cui ha allegramente convissuto come oggi, forse più proficuamente, convive con una Amministrazione che pianifica solo sfruttamento del territorio e crea la Multiservizi solo per sottopagare e condizionare i lavoratori.
Se sono queste le mancanze che rimprovera a me ed a chi militava in quella che Lui chiama “la balena bianca” dichiaro il mio orgoglio di aver partecipato, anche se purtroppo con ruoli molte volte secondari, ad amministrazioni che rispetto alla attuale, non erano quei lupi che Benci vuol far credere ma meno di agnellini.
Per sostenere la sua tesi, Benci, denuncia i problemi dell’approvvigionamento idrico, delle fognature, dei fossi, dei parchi ed altri problemi volutamente dimenticando di dire che se oggi Santa Marinella non ha problemi per l’approvvigionamento idrico e per la gestione della rete idrica e fognatizia lo deve a chi, come il sottoscritto, con lungimiranza e pianificazione, fin dagli anni ottanta, si è prodigato perché fosse finanziata e realizzata la condotta Torreimpetra- Civitavecchia, e poi per la organizzazione dell’attuale gestione che l’Amministrazione ha trovato pronta e pianificata per la firma della convenzione. Per non parlare di tutte le opere ed i finanziamenti lasciati pronti e pianificati con il solo merito dell’attuale Amministrazione di dover tagliare il nastro.
Sbaglia Benci quando individua in noi il “partito del no a tutto” senza evidenziare che la Maggioranza , confusionaria e contraddittoria, è ed è stata sempre chiusa a qualsiasi contributo mio e della Minoranza. Se non percepisce questo modo di fare prenda atto della morte della partecipazione e della democrazia.
Una cosa concordo con Benci, si è vero ho paura di quello che viene proposto come cambiamento e modello di sviluppo, di come viene gestita la Multiservizi, della Politica comunale sul Porto, del progetto di finanza per la nuova sede comunale, della politica che sperpera risorse pubbliche e quindi di tutti i cittadini, non ho paura per me , ma per Santa Marinella, per la sua immagine, per il suo futuro, per l’aggressione al territorio per il decadimento dei principi della democrazia per cui anche Benci diceva di battersi fino a quando non è stato accolto alla corte del Sindaco.
Non è la paura dl cambiare che accomuna i consiglieri comunali di centro, di destra e di sinistra ma l’amore per la città, per il rispetto reciproco e per la democrazia, tutte cose che oggi vengono negate e messe a rischio.
Venanzo Bianchi

Privatizziamo anche gli assessori

Possiamo stare tranquilli. Gli oltre trenta progetti che il sindaco ha recentemente presentato, per ora in forma riservata, non esistono ne esisteranno mai. Lo stesso sindaco si è affrettato a precisare che non sono progetti ma proposte, il che significa che forse non si faranno mai. Bisognerà prima testarli fra la gente, farli assaggiare al popolo e poi, forse, si proverà a metterli su strada, ma non si faranno mai. Lo ha assicurato il sindaco. In effetti a scorgerli tutti (proveremo anche a pubblicarli qui sul blog, tanto per farli conoscere in giro) si nota un unico filo conduttore. L’amministrazione pubblica, secondo il codice Tidei, prevede il massimo disimpegno dai lavori pubblici, tanto che non si è nemmeno preoccupata di assegnare all’ufficio un assessore. I lavori si faranno tutti in project. Ci penseranno investitori privati, pagati in natura, e allo scadere del business si potrà ritrattare tutto. Il personale, poi, anche questo verrà gestito da un’altra società, la Multiservizi. Le entrate tributarie? Indovinato, c’è una società privata che lavorerà per due soldi al posto del comune. L’ufficio comunicazione non comunica più, fa propaganda (naturalmente non è la stessa cosa, o almeno crediamo). Se il comune non fa opere, non gestisce servizi, non impiega il personale e non regola le entrate perchè dobbiamo ostinarci a chiamare la congrega che si riunisce, sempre con il solito copione, nella biblioteca “consiglio comunale”? Chiamiamolo “consiglio d’amministrazione”. Può darsi che indicando le cose con il loro vero nome comincino a funzionare!

Carlo Benci: Bianchi ha paura del futuro

Qualcuno in città, memore forse di antichi fasti consumati all’interno del potere ingordo della “balena bianca” vorrebbe prepararsi ad una nuova campagna elettorale.
Venanzo Bianchi è uomo di potere, un potere antico che ha creato in questa città piaghe sociali, insoddisfazioni, disoccupazione ed emarginazione. Il personaggio, nella sua veste di amministratore di moltissime Giunte passate e tutte di centrodestra ha alle spalle un lungo percorso politico in questa città; un percorso che ha causato la distruzione delle poche attività economiche esistenti, ha abbandonato il territorio e l’ambiente all’incuria, ha delegato la possibilità di scelta ai padroni esistenti. Ricordiamo del suo patrimonio amministrativo: la rete idrica della città che non portava acqua a molte zone, specialmente nel periodo estivo; la rete fognaria che riversava nei fossi i liquami e costringendo interi quartieri a vivere aria malsana; la mancanza di ogni manutenzione per le spalliere della ferrovia; la città sporca in conseguenza di un servizio di raccolta dei rifiuti precaria; discariche abusive sulle colline vicino ai fossi con i conseguenti pericoli per la comunità e le tragedie causate; il totale disinteresse per gli accessi al mare che hanno precluso ai cittadini la possibilità di godersi l’unico bene di cui la città disponeva per loro; giardini pubblici non frequentabili; impianti di depurazione che non hanno mai funzionato. La città con grandi problemi ed i cittadini bisognosi abbandonati a se stessi. Questo è il patrimonio che Venanzo Bianchi e la destra cittadina hanno lasciato alla città. Ora Bianchi si presenta come una mammoletta immacolata, sempre in testa alle contestazioni, sempre pronto ad indicare la via maestra. La paura e le cose che cambiano e che lo accomuna, nella protesta, a Bordicchia ed ad alcuni settori della sinistra radicale gli pregiudicano un possibile ritorno al passato. C’è un nuovo Partito in città: il “Partito del no a tutto”: no al nuovo municipio, no allo sviluppo del porto, no alla “multiservizi”, no ai piani turistici per la fatiscente ex colonia marina, no, no e sempre no. Questo perché uscendo dall’immobilismo si mettono in discussione antiche gerarchie ed antichi poteri ma anche vecchi schemi ed antiche zone di influenze: da destra a sinistra. Il nuovo che avanza, seppure con fatica e con qualche contraddizione, evidentemente fa paura. E’ questo il male di cui soffrono Bianchi ed i suoi antichi e nuovi alleati, la paura.

Carlo Benci