Quanta gente? Non lo so. A me è sembrata tanta. Non solo le solite facce ma anche tanti curiosi. Scarso il tam tam, pessima l’occasione domenicale prefestiva ma tantissima la voglia di assalire i due esperti che ci siamo portati dietro (dr. Ghirga e ing. Bruschi) che hanno ribadito il solito motivo. La salute è nostra, soltanto nostra e noi ci possiamo determinare in questo senso. La legge è probabilmente dalla parte sbagliata, quella della Telecom. Il buon senso? Non abita più a Santa Marinella da un pezzo. La gente era anche molto scocciata di sentirsi dire sempre le stesse cose. Non se ne può più di ricorsi al Tar, esposti, denunce. Questi sono atti da caso limite. A me sono saltati agli occhi due particolari importantissimi. Il primo riguarda il coinvolgimento delle comunità cittadine nelle scelte amministrative importanti. Da due anni Telecom scriveva al comune per farsi concedere un sito dove installare una sua antenna ed il comune non ha mai risposto alla Telecom. Questo ce lo doveva spiegare il Faraone l’altro giorno quando è venuto a darci una lezione di vita davanti ai cancelli di via Ortigara ma non ce l’ha detto (come non ci ha mai detto tante cose). In fondo oltre un mese fa lo stesso Comune aveva ricevuto l’ordinanza con la quale il Tar sospendeva il suo diniego ai lavori, ma la cosa si è saputa solo a lavori iniziati e perchè qualcuno è andato in giro a rompere…Non c’è quindi alcuna forma di partecipazione. La musica non è cambiata; forse la poltrona di via Rucellai è dotata dello straordinario potere di far sentire chi ci appoggia le sue auguste natiche depositario di un potere assoluto di diretta derivazione divina. La seconda questione è quella della rilocalizzazione. Se si spostasse il sito su via delle Colonie a noi non piacerebbe lo stesso. Il problema per i ragazzi delle medie non sarebbe assolutamente cambiato. Daltronde il dottor Ghirga ha spiegato chiaramente che gli effetti delle esposizioni prolungate ai campi elettromagnetici non si conoscono ancora. I primi studi sono partiti nel 2001 e soprattutto negli adolescenti il sistema neurologico è più indifeso in quanto in via di sviluppo. Sono notizie non confortanti, insieme a quella secondo la quale l’antenna Telecom non servirebbe alla telefonia cellulare ma ad internet, al Wi Max, i collegamenti senza fili. Questa è una chicca, non ce l’ha detta nessuno ma nasce da una mia personale deduzione che si basa su quattro elementi.
Per me queste ragioni sono sufficienti per affermare che si tratti di WiMax, una tecnologia molto più potente della cellulare e che potrebbe rientrare tra le deroghe al piano delle antenne predisposto dal comune del quale parlava l’ordinanza del Tar.
La questione, in questi termini, è molto difficile.
Manca, comunque, tra le voci che hanno strillato in questi giorni quella dell’unico candidato sindaco finora autonominatosi. Forse le feste fanno scemare l’impegno politico, anche la foga va in vacanza. O forse non ci sono ne salsicce ne pennette da distribuire. O forse, anzi quasi certamente, quando i ferri da battere, caldissimi, toccano le persone nell’intimo ci si rende conto della propria impotenza e si fa finta di nulla.
Fare politica è una cosa, vivere per la gente, senz’altro, un’altra.
Buon anno, ne abbiamo tutti bisogno
A cosa servono le regole e farle rispettare se poi basta così poco, con rispetto parlando appunto, per non rispettarle? Il mostro in foto è l’antenna da 24 metri che la telecom sta installando nel giardino di sua proprietà in via Ortigara 9.
Intorno le case, molto più basse dell’antenna; di fronte la scuola media con i suoi seicento abitanti giornalieri.
Basta