Uno contro l’altro; e noi?

L’altro giorno avevo stimolato il popolo del blog a cercare un leader naturale ed avevo concluso con l’affermazione che questo leader, oggi a Santa Marinella, non fosse presente o almeno non fosse evidente. Non manca solo il leader ma è sparito anche il ruolo dei partiti anzi, sono spariti i partiti. Sono attraversati da una crisi che non è politica ma un vero e proprio fallimento organizzativo e gestionale, annullati dal loro stesso immobilismo. E che la situazione sia stagnante è una realtà sotto gli occhi di tutti. Cosa si attende? Che qualcuno faccia la prima mossa ma possibilmente senza disturbare il sonno di nessuno. Allora da una parte attendono, con ansia e trepidazione, la discesa in campo del Faraone. Nel caso in cui il candidato fosse lui sono tutti disposti a turarsi il naso e ad erigere un muro contro il vecchio che tenta di avanzare di nuovo; se il Faraone non si candidasse si andrebbe alle urne ognuno per conto suo. Dall’altra parte, la sinistra, è la stessa musica. Nessuno vorrebbe fare una lista con lui ma tutti vorrebbero, in un modo o nell’altro, danneggiare il Greco, quello con la barba bianca.
Basta! Non può cambiare nulla se non cambia chi deve fare cambiare le cose. ( letta così è un casino, vero? ma abbiate pietà, è anche tardino ). Si rischia l’avvitamento a tentare di andare alle elezioni sempre contro qualcuno. Bisogna cambiare registro ed andare alle elezioni per qualcosa, in favore di qualcosa, e se cerchiamo un argomento valido il solo futuro della nostra città vi pare poco? In fondo sono passati due mesi dal giorno fatale, dalla data a partire dalla quale sembrava che con un colpo di mano potesse cambiare tutto e invece non è cambiato nulla. Il tempo passa e stiamo perdendo l’occasione di cambiare tutto veramente, di dare un volto nuovo ed una nuova vita a questa città.
C’è un accerchiamento sempre più pressante da parte dei gruppi di potere che hanno governato, stanno governando e vorrebbero indisturbati continuare a governare non con l’appoggio del popolo ma manifestando un vero e proprio disprezzo per la gente. Quel che è rimasto dei partiti, ben poca cosa, è in grado di produrre solo generali, senza nemmeno luogotenenti.
Serve una vera rivoluzione morale, culturale, materiale. La rivoluzione, cantavo da ragazzo, è come il vento ma sembra che, nonostante questo vento, a nessuno girino più le pale.
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Per l’Enel non è mai tardi

Gentilissimo Direttore, ho letto su “La Voce” di sabato 24 novembre una presa di posizione dell’ex delegato ai servizi sociali del Comune di Santa Marinella, Eugenio Fratturato. L’articolo riguardava la concessione ottenuta dal Comune di Civitavecchia – grazie al lavoro del neoeletto Sindaco Moscherini – di un congruo risarcimento dall’Enel per l’impatto che le attività della centrale elettrica avranno sulla città.
Ciò che mi domando è: dov’era l’allora delegato Fratturato, consigliere di maggioranza, quando si tenevano le riunioni del comitato cittadino NO-COKE? Io ricordo diverse incontri tenutisi nella ex sala cinema sotto la chiesa di S. Giuseppe, ma non ricordo di aver visto alcuna persona dell’allora maggioranza. Oltre una numerosa partecipazione popolare, le uniche figure istituzionali presenti sono state gli ex sindaci, Zampa, Vergati e De Fraja, che sono intervenuti con proposte serie ed intelligenti.
Perché l’allora maggioranza, compreso il suddetto delegato ai servizi sociali, non ha provato ad ottenere, durante l’intero loro mandato, ciò che il Sindaco Moscherini ha ottenuto in così poco tempo? Mi preme a questo punto ribadire per coloro che hanno velleità di ricoprire cariche istituzionali nella prossima amministrazione, che l’interesse di Santa Marinella sta nel fare e non nel dire. Caro Eugenio, sarebbe stato meglio che avessi “fatto” qualcosa quando eri un amministratore, piuttosto che “detto” qualcosa ora che sei un politico.
Comunque si è fatto bene ha ricordare che quelle attività avranno un impatto non solo sul territorio di Civitavecchia, ma bensì su tutti i comuni del comprensorio. Pare giusto, quindi, che anche il Comune di Santa Marinella partecipi ad un risarcimento dell’Enel verso il territorio e la popolazione. Con quei soldi, oltre ad istituire un fondo comunale a favore dei cittadini che potrebbero avere eventuali problemi causati dalle attività della centrale, si potrebbero creare delle zone verdi per contrastare l’emissione di anidride carbonica e soprattutto diminuire le tasse comunali, l’ICI sulla prima casa in particolare modo.
Domenico D’Andrea

La coppa del Faraone

Cvd, come volevasi dimostrare. Il Faraone è sempre in testa, qualunque tipo sia il sondaggio, la votazione o lo scrutinio. Un vero mago delle urne. L’unico problema la sua vera e propria mancanza di collegamento con la realtà. Trecento e passa tastate sul Pc hanno decretato un’altro plebiscito per l’uomo del monte, anzi della montagna. Ma questo non ci basta, non basta a spiegare il suo distacco dalla gente, la sua chiusura in quella che qualcuno dei suoi fedelissimi ha negli ultimi tempi denominato “la casa di vetro” pensando ad un concetto, per la verità molto astratto, di trasparenza. La casa di vetro, invece, è il posto dove, amabilmente, ci si stacca dalla realtà, ci si isola. E questo lui ha saputo farlo bene. Il solito bollito.(107 clik)

Piazza d’onore all’inossidabile Eugenio Fratturato. Nulla da dire, consenso quasi militare, progressivo, scientifico. Lì il discorso popolarità è l’esatto opposto; il soggetto in questione è molto vicino alla gente e troppo distante dal palazzo. Sempre in pista. (101 click)

Terza posizione (qualcuno sentendomi dire queste due parole avrà avuto un brivido…oddio ci risiamo) per la new-entry AMLattanzi, che proprio ieri ha inaugurato il suo ufficio elettorale. Programma urlato ma con contenuti troppo generici. C’è molto lavoro da fare e soprattutto c’è da trovare una squadra vera. Il populismo paga se accompagnato da mezzi ingenti. Da rivedere meglio domenica prossima. (47 clik)

Paola Rocchi, ovvero il primo nonsindaco della Perla. Lei dice di no, in fondo non ci spera e non ci pensa ma a forza di non pensarci si troverà inconsapevolmente in gara, tirata, spinta o strattonata. Lo dicono tutti i pollici che per suo conto hanno schiacciato i tasti. Deve prendere la rincorsa. (15 clik )

Grande accoppiata Anniballi Bordicchia, che significa tutto e niente. Uno è quasi vergine, rifuitato dalle urne nel 2005 ha saputo fare opposizione, a modo suo, senza alcuna speranza ma con abnegazione (non ti arrabbiare, guarda sul vocabolario cosa significa, non è una parolaccia) ed ora vuole tirare la linea ed incassare il risultato. L’altro è molto bravo ad attendere, aspettare. Lo ha fatto durante il suo governo e lo ha rifatto, con la scusa del mancato inserimento in lista, anche nel periodo successivo. Da controllare tutti e due (13 click)

Gli altri? Forse hanno un elettorato poco avvezzo alla telematica. Non si spiegherebbero altrimenti i 7 punti di Max Fronti o i due di Bob Marongiu. Ma questa è la vita.

Ricordate: le liste si chiuderanno con 16 nominativi. Esserci non sarà di per se un successo.
Tutti sono bravi a fare un sorrisetto di circostanza per strada, ma adesso la gente, il popolo, vorrà vedere finalmente qualcosa.

Come promesso ricomincia la settimana, ricomincia la votazione. Fuori quelli rimasti al palo e dentro i nomi richiesti, o meglio, raccomandati dalla gente del blog.
Pronti? Via!

Era li per caso…

Un pomeriggio di novembre capito dalle parti del blog di Degni per vedere che novità ci sono, e trovo un campionato locale di sindaci ad eliminatorie, con voto telematico. C’è anche il mio nome e la cosa mi sembra curiosa e per certi versi pure divertente, sia perché trattasi di gioco, sia perché, non avendo mai sognato di fare il sindaco da grande, la cosa assume quel certo retrogusto gustoso che hanno sempre le sorprese. Da ragazzina al massimo mi toccava il ruolo di Yanez, mai quello di Sandokan. Sono esperienze che segnano.
A questo punto non mi resta che ringraziare le 11 persone che mi hanno votato. Le immagino personcine perbene, del genere che non salirebbero mai su un autobus senza biglietto, non abbandonerebbero mai un cane in autostrada, sorridono spesso e leggono minimo due libri l’anno, o almeno qualche giornale ogni tanto. Dai risultati del campionato locale sindaci ad eliminatorie, noto anche che nelle due posizioni di testa figurano politici di spessore. Il paese è in buone mani, me ne rallegro.
A parte gli scherzi, vorrei molto seriamente prendere a pretesto il gioco di Cristiano per fare alcune riflessioni, sul momento un po’ surreale che stiamo vivendo. E’ una cosa un po’ lunga, scuserete.
Se non ricordo male la giunta Tidei cade con poco decoro nei primi giorni di ottobre. Che un paio di settimane dopo, le coalizioni non fossero ancora definite, né tantomeno i sindaci designati, a me sembrava una cosa normale: era ancora troppo presto. Ma ora che di mesi ne sono passati quasi due, molte cose continuano a sembrare piuttosto bloccate, sospese in aria come un dirigibile che non parte. Compresa la invincibile armada annunciata dal ex sindaco. Non so cosa ne possano pensare i “vecchi” della politica, ma a me sembra un po’ strano. Ma certo non incomprensibile, anzi, a pensarci su, purtroppo logico, quasi inevitabile nelle condizioni in cui ci troviamo.
Il fatto è che oggettivamente stiamo vivendo un momento molto delicato e, altrettanto oggettivamente, abbastanza confuso. A cominciare dal neonato Partito Democratico. Vorrei che qualcuno mi smentisse, ma da quello che so, e che sento,di fatto c’è al suo interno una spaccatura tale che al confronto la Fossa delle Marianne è una buchetta da bambini.
Per essere precisi: ai tideiani si contrappongono degli antitideiani così convinti e assolutamente avversi alla politica, alle scelte e allo stile di Tidei da non sentirsi proprio per niente rappresentanti da lui. Figuriamoci se si sognano di accettarlo come candidato sindaco, o qualcosa del genere. Come finirà questa vicenda? Con la divisione locale di un partito appena nato, e già soffocato nella culla? Sarebbe davvero un grande risultato per Tidei, designato di fatto dai vertici dei DS per rappresentare il territorio. Sarebbe davvero una bella rappresentanza, la sua.
La situazione confusa all’interno del PD non è però, secondo me, l’unico fattore a produrre una grande cautela generale. Piuttosto io vedo un’altra evidenza: la fase storica che stiamo vivendo nella nostra città è così preoccupante e delicata che necessita di molta prudenza, di molta accortezza. Il sindaco dovrà essere una scelta estremamente meditata e del tutto condivisa. Dovrà essere uno bravo, capace di mostrare qualità umane di alto spessore e capacità amministrative, perchè il suo compito sarà sicuramente difficile. Basterebbe riferirsi alle recenti e discordanti dichiarazioni dell’ex sindaco e dell’attuale commissario in fatto di finanze: il primo le ha definite in ordine, il secondo preoccupanti (oh che terribile dilemma stabilire ora a chi dei due giovasse non dire la verità).
Dell’esperienza amministrativa appena trascorsa, sono disposta a salvare persino alcune cose, (tra cui qualche iniziativa all’inizio del mandato, il sostegno concreto alle istituzioni scolastiche – l’ho visto e sarei un’ipocrita a negarlo- la fondazione della scuola di musica, le attività museali del castello, l’avvio di collaborazioni con le università romane) ma non a caso nessuna di queste attività ha legami con la gestione del territorio, del demanio, dell’edilizia, del personale. E’ qui, su questi nodi cruciali, che la giunta Tidei ha completamente, e vorrei proprio dire drammaticamente, fallito e di fatto è caduta, con un rumore assordante di cocci, lì a dimostrare con totale evidenza come le cose fossero ormai rotte da tempo dentro la maggioranza, e soprattutto fuori, nel consenso della gente. Il fenomeno più chiaro che abbiamo visto in questi due anni e mezzo è stato solo il prolificare di cantieri, quello di Valdambrini è gigantesco: che ci voleva a imporre una Valutazione di Impatto Ambientale? Non avrebbe significato per forza un rifiuto; avrebbe probabilmente solo imposto soluzioni in termini di viabilità, sicurezza idrogeologica, presenza di una scuola. Ma no, in questa città prima vengono gli interessi dei pochi e poi quelli della collettività. Forse, e se non disturbano chi conta.
Del resto queste cose non le vado dicendo solo io, tutt’altro. Circolano in molti ambienti e circolano soprattutto nel cosiddetto “Tavolo del lunedì”. E’ qui che io sono approdata quando, da semplice cittadina, cercavo delle notizie “vere” e documentate sulla sede comunale (e non la solita propaganda di cui abbiamo avuto piene le tasche). E’ qui che io ho visto gente disinteressata e capace, per la maggior parte di sinistra ma anche di altre provenienze politiche, opporsi al malgoverno o lottare per migliorare le cose. E da qui, dal “Tavolo del lunedì” che io vedo una possibilità (che dovrà trasformarsi in atto), la possibilità più seria e valida per un governo diverso della città, onesto nei fatti e non nelle chiacchiere, attento al rispetto delle regole e alla risoluzione dei problemi, attento ad affermare, sopra gli interessi particolari, gli interessi della città. E il candidato sindaco? Ci vuole pazienza, nel designarlo. Dovrà essere necessariamente una scelta meditata, di gente responsabile che vuole fare le cose con accortezza per amore della nostra città, per il futuro dei nostri ragazzi. Gli unici degni e importanti interessi da tutelare.
Paola Rocchi

E adesso?

Fino ad ora 266 voti espressi nel mini sondaggio per il successore del Faraone.

Cosa significa? In realtà molto, molto poco. Esiste un leader naturale a Santa Marinella? Sicuramente, almeno in quella lista, il leader naturale non c’è. Per leader naturale intendo un personaggio che, senza se e senza ma, sia spendibile, riconosciuto. Non voglio scomodare il nostro amico Cosmo ma il “Kali-yuga”, l’età oscura di questa splendida città non è ancora finita. Siamo figli del kali-yuga. La discesa morale e materiale di un’intera popolazione non è terminata e forse nessuno ha ancora assimilato la consapevolezza di questa discesa. C’è una luce in fondo al tunnel, ma questa è ancora talmente fioca che non può essere vista da tutti. E su questa oscura, paradossale situazione aleggia una strana coincidenza.

Si susseguono incessanti, in tutti gli schieramenti, le riunioni, le consultazioni, gli incontri, le salcicciate. L’imperativo è agitarsi, incontrarsi, ma senza concludere assolutamente nulla. Non viene stilato un documento. Ci si parla, naturalmente con la massima paraculaggione e diffidenza, ma è d’obbligo non concludere nulla. Non viene redatto un documento, non viene stesa una piattaforma in modo che la prossima volta si riparta esattamente dallo stesso punto. A che servono allora queste grandi ed immense perdite di tempo? A darsi un alibi!

Quando sarà il momento di calare gli assi tutti si dovranno rendere conto che in ogni mazzo di carte, da che mondo è mondo, ce ne sono solo quattro di assi, e da che tempo è tempo sono sempre gli stessi quattro, gli assi, come in ogni buon mazzo che si rispetti.

La politica, amici, è su un letto di morte e già puzza forte. Il disgusto è guardare dentro ogni capannello e rendersi conto che è pieno sempre dello stesso vuoto. Gli interessi in gioco sono alti, e sono altri. Alla fine sarà cambiato tutto per non cambiare affatto e noi saremo sempre qui a dirci le stesse cose.

Intanto il tempo passa e di programmi, belli o brutti che siano, non se ne sente parlare e non credo se ne sentirà mai.

Il Faraone, lui si, stavolta vuole un programma “vero”.

A noi basterebbe parlarne, con serietà e tranquillità. Ma nessuno ha il coraggio di organizzare un dibattito.

Il tanfo sta risalendo e non possiamo fare nulla per fermarlo.

O no?

Di chi è la colpa?

-Poveri noi..cari cittadini,a differenza delle altre denuncie delle quali ci siamo occupati, in questo caso ci troviamo a non avere elementi per muovere accuse dirette all’attuale amministrazione ,ma non per questo possiamo esimerci dal porre una domanda su una situazione VERGOGNOSA che si e’ venuta a creare nella nostra amata cittadina,una centralina telefonica distrutta(via G.Cesare) ,aperta e per di piu’ con dei fili fuoriusciti usati molto probabilmente(anche se c’e chi ha visto),per telefonare con la linea di qualche ignaro e sventurato cittadino di S.Marinella.Ripeto,la nostra non vuole essere un accusa diretta al comune,ma bensi’ un monito affinche’ si ponga fine a questo scempio,a questa selvaggia rapina alle tasche di qualcuno che magari si vedra’ arrivare una bolletta salatissima..Noi auspichiamo che ci sia chi interviene al piu’ presto,e che magari risponda alla nostra domanda iniziale..”di chi e’ la colpa?”
Alessio De Persio

Savoia a chi?

In merito alla richiesta di risarcimento danni avanzata dai signori Savoia, sarebbe opportuno che il popolo italiano fosse chiamato a dire la sua su tale sconcezza. Non solo una classe politica imbelle ha consentito il rientro in Italia di chi ha avuto il merito di aver portato il nostra paese alla distruzione, ma ha dato dimostrazione, come la parola di un Savoia sia solo espressione verbale priva di valore e dignità. Avevano professato il loro “amore” per la cara patria, dando la parola che non avrebbero mai richiesto risarcimenti od altro, come quando tradirono nel 1915 la triplice alleanza, quando consentirono di dichiarare la guerra nel 1940 a fianco della germania, quando arrestarono in casa loro un primo ministro che era stato convocato per ragioni istituzionali e che invece fu caricato su un autoambulanza e fatto prigioniero, ma sopratutto quando con il tradimento dell’8 settembre, gettarono il paese nel caos, nella distruzione, fuggendo vigliaccamente, lasciando i nostri padri alla mercè del tedesco e provocando la dolorosa guerra civile che ancora oggi lascia aperte le ferite nel popolo italiano. Vigliacchi, io vi chiederò i danni per quello che avete causato alla mia famiglia con il vostro ignobile comportamento e fuori dall’Italia che avete dimostrato di non meritare.

claudio

Ma de che!

La faccia come il culo! Adesso vogliono pure i danni. Hanno dimenticato e rimosso la condotta codarda di una guerra infinita, il voltafaccia dell’otto settembre, il dramma di milioni di italiani lasciati all’improvviso senza patria e sanza ordini, la loro vergognosa ed ignobile fuga. Ma quali danni, fateci il piacere. Se questi sono Italiani io voglio la cittadinanza di Paperopoli. (Cris)
I Savoia chiedono 260 milioni di euro allo Stato italiano. 170 milioni di euro è la richiesta di Vittorio Emanuele; 90 milioni quella di suo figlio Emanuele Filiberto, più gli interessi. Vogliono il risarcimento dei danni morali per i 54 anni di esilio. Inoltre i Savoia vogliono la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana. Lo rivela un servizio che andrà in onda questa sera su Rai Tre a Ballarò.La famiglia Savoia “ha chiesto ufficialmente i danni al Governo Italiano”, anticipa la redazione del programma televisivo. “La richiesta è arrivata circa 20 giorni fa con una lettera di sette pagine inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Romano Prodi dai legali dei Savoia Calvetti e Murgia. Tra i motivi della richiesta di risarcimento illustrati nella lettera e spiegati da Emanuele Filiberto in un’intervista all’interno del servizio ci sono – spiega la redazione del programma – “i danni morali dovuti alla violazione dei diritti fondamentali dell’uomo stabiliti dalla Convenzione Europea per i 54 anni di esilio dei Savoia sanciti dalla Costituzione Italiana”.”Secca la replica del governo attraverso il segretario generale della presidenza del consiglio Carlo Malinconico che spiega -conclude la redazion di Ballarò. “Il Governo non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia, ma pensa di chiedere a sua volta i danni all’ex famiglia reale per le responsabilità legate alle note vicende storiche”.
da repubblica.it