Siamo arrivati al giro di boa, anzi lo abbiamo superato. Questo è il periodo nel quale ogni amministrazione che si rispetti comincia a raccogliere quello che ha seminato, vede realizzarsi i propri progetti. Ma qui a Santa Marinella è tutto diverso, parafrasando un grande poeta potremmo dire che “la musica è finita, gli amici se ne vanno”. Progetti non ce ne sono né ci sono mai stati. In tre anni non si è fatto altro che aprire i famosi cassetti e tirare fuori cose che altri avevano ideato, progettato e finanziato. Non si è fatto nulla di nuovo anzi, la famigerata raffica di accordi di programma, i piani d’intervento, che deve sommergere di cemento la città è stata votata in giunta durante la precedente amministrazione, a dimostrare il filo ideale (e poi tutto sommato anche molto tangibile) che ha legato il Faraone con il suo degno successore e sodale. Una parola non è mai stata pronunciata: tagli. In un periodo di vacche magre come questo mai si è provveduto a ridurre i costi, sia dell’amministrazione che della stessa politica, anzi si è regalato contributi a pioggia, si sono mantenute le solite prebende, i consueti privilegi e hanno sofferto le categorie più deboli. Quanti i servizi soppressi? Tantissimi, non abbiamo visto più i famosi “nonni vigili”, tanto per citare uno dei molti servizi soppressi. Il risanamento dei conti deve passare per forza attraverso una rigorosissima politica di tagli, eseguiti in maniera organica, ma mai si deve pensare di sopprimere i servizi che la gente chiede. Un altro esempio è sotto gli occhi di tutti. Il costosissimo contratto del nuovo gestore della nettezza urbana è decollato da oltre un mese ma per strada si vedono soltanto le divise dell’Ama. Qualcuno si è chiesto mai perché? E’ un questione di giustizia, giustizia sociale. Certo, servono le palle; per governare veramente le chiacchiere non bastano o almeno non bastano più, allora il turismo e la cultura sono soltanto poltrone da scaldare e non scudi sui quali esaltare le virtù proprie di questa terra e della sua gente.
