gatto-silvestro

Il primo che chiede avrà; il secondo?

E’ un metodo discutibile ma già ben sperimentato, basta creare un’emergenza, far finta di non essere in grado di gestire nemmeno l’ordinario e poi intervenire alla buona. Il caso dell’affidamento dell’Orto Botanico cittadino è il paradigma dello stesso modo di fare che chi oggi governa solo tre anni fa contestava al Faraone ed ai suoi soci (che poi sono gli stessi che governano oggi…ma questa è un’altra storia). Allora si contestavano gli affidamenti delle zone verdi, si ragionava intorno al fatto che il Castello di Santa Severa fosse stato regalato ad un imprenditore senza nemmeno una delibera di giunta, ci si arrabbiava perché la gestione a braccio di figli e figliastri non fosse propriamente sinonimo di trasparenza e buon andamento della cosa pubblica. La musica non è cambiata; la giovane maggioranza appena insediata ha iniziato a sparare cannonate a palle incatenate, ha elargito proroghe sulle concessioni scadute, ha dato locali a pochi euro il mese, affidato gestioni senza alcun concorso ai soliti (pochi e molto) noti in nome di uno slogan coniato, appunto, dal Faraone e da questi figli del Faraone, fatto proprio e cioè il famoso “costo zero”. In nome del costo zero con gli spettacoli al Castello si incassavano migliaia di euro, si gestivano chioschi bar mentre altri cittadini pagavano migliaia di euro di affitto per le loro aziende e così via. Il caso sotto gli occhi di tutti oggi è quello dell’Orto Botanico ma lo voglio analizzare con una doverosa premessa. La questione dell’affidamento alla Pro Loco, la mia predica in merito, non intende coinvolgere Severino Tamburrini ed i suoi soci: loro hanno semplicemente bussato e qualcuno, come dicono le Scritture, gli ha aperto (a questo punto, per rimanere in tema, a noi piacerebbe che qualcun’altro porgesse l’altra guancia: capiterà mai?). Lo schema, dicevamo, è quello solito. Basta lasciare abbandonata un area che fino a due anni fa ospitava spettacoli ed attività pubbliche varie. Per due anni l’Orto Botanico è stato incolto e desolato, addirittura senza più il cancello era diventato il mercato all’aperto dell’unica attività economica fondamentale di Santa Marinella, lo spaccio. Si è cominciata a ventilare l’ipotesi che qualcuno, senza dimostrare un curriculum corroborato da dati storici, potesse stimolare un “programma per la valorizzazione e l’ottimizzazione” e addirittura “sollevare il comune da onerosi costi di manutenzione” e quindi si è sparata, senza metterla a concorso, la concessione che non è mai, in questo tipo di pratiche, di breve durata ma deve arrivare per logica almeno subito dopo le prossime elezioni (guarda caso!). Dopo la storiella adesso arriva la predica, che racconterà come queste persone di bella penna e poca fantasia dovrebbero ricordare che stanno mettendo a disposizione di privati dei beni pubblici, acquisiti con denaro pubblico e con lo stesso denaro pubblico finora bene o male mantenuti. Per questa ragione la loro aggiudicazione secondo la Legge, ancorché temporanea, non potrà che soggiacere, nel rispetto dei principi di trasparenza, efficienza e buon andamento della Pubblica Amministrazione, ai criteri dell’evidenza pubblica. E’ imprescindibile quindi che, sulla base del rispetto dei criteri di trasparenza e correttezza, si proceda all’emissione di un bando pubblico affinché chiunque sia interessato possa presentare domanda di assegnazione sulla base di ben definiti ed evidenti criteri che garantiscano la redazione di una graduatoria fondata su i principi di trasparenza, pubblicità ed imparzialità.

Ciò renderebbe possibile una verifica in tempo reale sulle modalità di assegnazione e sui requisiti personali e professionali dei vari beneficati ed eviterebbe ipotetiche tentazioni di favoritismi a tutto vantaggio dell’intera collettività. Un azione di trasparenza, alla base della cultura della legalità e di un agire a questa conseguente, che contribuirebbe a sconfiggere la dilagante percezione di un azione amministrativa fondata solo su discrezionalità e clientelismo.

Questo sarebbe agire in termini di legalità, senza riempirsi la bocca di belle parole, senza alzarsi in piedi al suono dell’inno nazionale; quella legalità che è scritta nella Carta Costituzionale ed è impressa nell’anima di tutti i cittadini, tutti meno qualcuno.

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Il PD riflette sul 17 marzo

Il circolo del Partito Democratico di S. Marinella condanna, senza se e senza ma, il vile gesto compiuto da mani ignote, che nottetempo hanno fatto scempio di arredi, fiori e corone depositate il 17 marzo u. s. al “Monumento ai Caduti”, in occasione della celebrazione per l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Quest’accadimento dovrebbe far riflettere tutti i cittadini di S. Marinella, non è pensabile ascrivere questo fatto a semplice vandalismo, l’obiettivo è strategico per tante ragioni: la piazza è intitolata “Unità d’Italia”; vi è il monumento ai tanti caduti per la costruzione di un Paese libero e democratico; la piazza era stata teatro di una manifestazione auto convocata da associazioni e partiti di Centro_Sinistra.

E pensare che il 17 marzo ’11 era cominciato bene, i cittadini che hanno avuto l’occasione di incamminarsi lungo la via Aurelia dalla passeggiata a piazza Civitavecchia sono stati accompagnati da uno sventolare di palloncini tricolori che il circolo PD di S. Marinella hanno voluto donare ai propri cittadini.

Qualche timida iniziativa di esposizione del tricolore da parte dei negozianti, su propria iniziativa e non sollecitati dall’Amministrazione Comunale com’è avvenuto nelle cittadine limitrofe, ha aiutato a imprimere una connotazione festosa dell’avvenimento.

Ma la sorpresa è arrivata con la forte partecipazione di tanti cittadini all’iniziativa “popolare” a piazza dell’Unità d’Italia, segnale tangibile di una forte richiesta di stare insieme.

Parimenti, il circolo del PD di S. Marinella deve registrare la totale assenza delle Istituzioni Locali per rendere la giornata del 17 Marzo un avvenimento da ricordare.

Il Sindaco, la Giunta e tutti gli Amministratori in quella giornata sono scomparsi, come risucchiati in un vortice più forte di loro.

Non abbiamo potuto vedere il Sindaco con la fascia tricolore, non è stato fatto uscire il Gonfalone Comunale, alla cerimonia in piazza “Unità d’Italia” non si è affacciato neanche un vigile a testimoniare un’adunata di cittadini, eppure il 17 Marzo era stato, per Decreto Legge, considerata giornata festiva.

Comunque a S. Marinella in occasione dell’anniversario dell’unità d’Italia qualcosa si è fatto, ma il giorno dopo, in piccolo, fra quattro mura, per non disturbare, per pochi intimi.

Di fronte alle legittime e giustificate critiche, il Sindaco risponde in maniera spocchiosa, accusa l’opposizione di riscoprirsi improvvisamente “patriota”, mentre fino a ieri adorava la bandiera rossa con falce martello (un assessore ha detto solo bandiera rossa).

Dovrebbero pensarci un po’ il primo cittadino e la sua squadra a fare certe affermazioni, poiché nel passato di ognuno di noi c’è una bandiera Bianca, Rossa, Verde, Arcobaleno che sventola e che ha contribuito alla costruzione di questa nostra patria e che non sono certo quello che hanno fatto più male a questa nostra patria.

Il circolo PD di S. Marinella

“Un’ altra città è possibile” con il comitato antidiscarica di Allumiere

La lista “Un’altra città è possibile” appoggia e sottoscrive la raccolta di firme per la delibera di iniziativa popolare, promossa dal comitato cittadino di Allumiere contro la discarica (http//antidiscarica.wordpress.com). La petizione intende soprattutto impegnare il Comune di Allumiere a non accettare compensazioni economiche ai danni ambientali provocati dalla discarica e a non cedere ad alcun ricatto occupazionale. Si vuole con tutta evidenza evitare di ripercorrere la strada della conversione a carbone di Tor Valdaliga Nord, che fu osteggiata dagli enti locali a tutti i livelli, dai cittadini e persino da un referendum consultivo, ma l’unico obiettivo raggiunto da questa grande mobilitazione fu quello di alzare il prezzo delle compensazioni, accettate da ben cinque Comuni (tra cui quello di S. Marinella).

ENEL aleggia su questa ipotesi di discarica anche per una seconda ragione: la possibilità di bruciare CDR (combustibile da rifiuto) nella centrale. L’obbiettivo che la partecipatissima assemblea svoltasi ad Allumiere il 18 marzo si è posto non si limita infatti a bocciare l’ipotesi di discarica ma si propone di abbandonare la strategia degli inceneritori e di modificare il piano dei rifiuti della Giunta Polverini: smaltire i rifiuti nello stesso ambito provinciale in cui sono stati prodotti. Roma rischia infatti di soffocare il resto della provincia, esportando i suoi rifiuti anche nei comuni “virtuosi” come Allumiere, in cui la raccolta differenziata ha raggiunto il 80%. In realtà, ha affermato il consigliere provinciale di SEL Gino De Paoli, la scelta di Allumiere sarebbe addirittura a monte dello stesso piano dei rifiuti su base provinciale. Il protocollo d’intesa tra La Russa e Alemanno non sarebbe altro che un’ulteriore tassello: il sito scelto per la discarica è infatti una servitù militare su cui la Regione non ha giurisdizione. Per questa ragione la maggior parte degli interventi dei numerosi rappresentanti istituzionali e sindacali ha insistito sul ritiro di questo protocollo.

Il pericolo denunciato dall’onorevole Tidei è che, malgrado il voto unanime del Consiglio regionale del Lazio del 9 marzo 2011 contrario all’ipotesi di discarica ad Allumiere, la Polverini sia costretta ad approvare la discarica per decreto governativo d’urgenza. A Roma potrebbe infatti verificarsi l’emergenza di Napoli ed a quel punto la volontà degli enti locali sarebbe completamente superata.

Per quanto riguarda gli inceneritori, ricordiamo che la legge regionale di iniziativa popolare, promossa dalla campagna “Non bruciamoci il futuro”, su cui la Lista “Un’altra città è possibile” e il Circolo del PRC di S. Marinella si spesero fortemente con assemblea e banchetti per la raccolta di firme, è stata bocciata dalla giunta Polverini malgrado il numero delle firme richiesto sia stato ampiamente raggiunto.

Il consigliere regionale Peduzzi ha denunciato come il piano rifiuti della Regione Lazio punti decisamente su discariche ed inceneritori quando già si brucia più di quanto viene prodotto, mentre sulla differenziata non si investe una lira. La contrarietà alla discarica non si limita a non volere i rifiuti in casa propria ma intende rigettare proprio gli interessi di AMA, ACEA, Alemanno e Cerroni a cui la Regione dà la priorità.

I cittadini si organizzano ma hanno anche il sospetto che sia troppo tardi, che qualcuno abbia già deciso sulle loro teste e che occorrerà fermare i compattatori con le mani, come ad Acerra e Chiaiano, nel parco del Vesuvio. Per questo è indispensabile un movimento compatto e unitario sia ad Allumiere che nel comprensorio.

Lista civica “Un’altra città è possibile”

Festa in sordina, tra atti vandalici ed un sindaco stanco

Ci è stato segnalato che nella notte ignoti hanno divelto il cartello
“piazza dell’unità d’Italia” e i vigili sono stati già informati.

Crediamo che sia un atto di vandalismo  grave, a conferma di quello che
tutta  la minoranza  aveva
già segnalato con un’ interrogazione, cioé la stato di abbandono della zona
centrale della nostra città. A proposito di Unità d’Italia, non possiamo
inoltre tacere sullo spettacolo
che ha offerto in questi giorni l’Amministrarzione, che riguardo le
celebrazioni del 150° non ha mostrato alcuna passione civile, né tanto meno
entusiamo.. Come sappiamo
l’Ammnistrazione  ha inserito qualcosa solo fra i festeggiamenti per la
festa
di San Giuseppe, il 18 e in modo del tutto estemporaneo. Il 15 marzo abbiamo

ricevuto l’ invito a partecipare alla
conferenza  come relatori (argomento: “il tricolore e l’inno di mameli”) ma
a queste condizioni non abbiamo accettato, e abbiamo fatto bene. Leggere la
dichiarazione di Bacheca secondo cui il sindaco si sarebbe preoccupato di
inserire i festeggiamenti per l’Italia Unita  fra quelli previsti per il
patrono al fine di “non raddoppiare i costi”  è davvero deprimente. A parte
che sarebbe bastato pochissimo (coinvolgere le scuole, i commercianti, la
minoranza per tempo e sul serio) per fare di più con pochissimi “costi”, ci
chiediamo come mai il sindaco non si sia preoccupato dei “costi” quando ha
dovuto deliberare 7000 euro di contributo per un torneo di calcetto
proposto dall’organizzazione nazionale dei papaboys, come è successo di
recente.
Fra un Presidente della Repubblica, che nonostante i suoi anni e l’abitudine

ad affrontare platee importanti,  si commuove parlando della responsabilità
di chi governa, e un sindaco di 30 anni che parla di “costi” quando c’è di
mezzo un anniversario come quello che abbiamo festeggiato, di sicuro c’è una
distanza stellare. Ma forse il sindaco non ha mostrato entusiamo per il 17
marzo, perché
è stanco del suo ruolo. In questo caso la soluzione la conosce.

Paola Rocchi e Stefano Massera

Sinistri tricolori festeggianti

Qualche giorno fa, a seguito di una premonizione sciamanica scrivevamo “A questo punto, non volendo profetizzare strane alchimie, ci mancano solo centrosinistri, progressisti, ambientalisti e neocomunisti che festeggiano il 17 Marzo “sventolando il tricolor…” …. rimanete connessi!”

Strana coincidenza, la sera stessa arriva un comunicato: La lista civica “Un’Altra Città è Possibile”, l’associazione degli ex combattenti e reduci, il Circolo del PRC/Federazione della Sinistra danno appuntamento a tutti i cittadini, i partiti politici, le associazioni, il 17 marzo 2011, alle ore 10.00, presso il Monumento ai Caduti in piazza Unità d’Italia, per ricordare il grande significato di questa ricorrenza e per deporre una corona di fiori, in onore di tutti coloro che hanno combattuto per regalarci un paese unito e democratico. Intervenite numerosi!

 

Ma di quale festa parlano, ma di quale paese unito e democratico? Ce ne accorgiamo dalle parole spese dagli intervenuti di quale paese parlano, il centro città è tempestato di palloncini tricolori a firma Pd, manifesti affissi da Rifondazione e & Co. con bandiera tricolore e sinistrorsi misti in corteo con bandiere sulle quali fino a 10 anni fa sputavano sopra. Ma cosa dicevano Gramsci e Togliatti sull’argomento lo sapranno?

A questo punto ci chiediamo, è un infame pentimento o vile opportunismo? Come può essere che per decenni il solo mostrare il tricolore era sinonimo di fascismo, ed invece ora no? Qualcosa non torna. La latitanza dell’amministrazione comunale, specialmente per il fatto di essere di centrodestra è indifendibile. Destrorsi indifferenti, democlericali cerchiobbotisti, sinistrorsi pentiti. Alla fiera dell’opportunismo mancano solo le lacrime. Bella Festa.

 

 

 

 

 

C’era un tempo in cui, coloro che oggi fanno i “patriottici” i Tricolori li bruciavano in piazza. Sentirsi Italiani era una vergogna, un insulto.

C’era un tempo in cui, i poliziotti impedivano ai giovani missini di portare la Bandiera in piazza, era ritenuta una “provocazione”.

C’era un tempo in cui, un giovane 16enne missino foggiano salì sul pennone del Comune di Trieste, allora sotto amministrazione britannica, per appendere il Tricolore. Gli spararono, lo uccisero. Nessuno si sdegnò.

C’era un tempo in cui un simpatico signore cattolico, si vantava di NON essere italiano, essendo egli nato a Trento. Vendette gli italiani agli Stati Uniti. La chiamarono “Liberazione”.

C’era un tempo in cui il suo partito, col Trattato di Osimo, svendé parte del territorio nazionale alla Yugoslavia. Il 90% della Provincia di Gorizia,per esempio. La stessa città fu amputata di una sua porzione ,divenne Nova Gorica, Jugoslavia.

C’era un altro signore molto pacioso e sorridente,che sognava un Repubblica Socialista Sovietica sotto il dominio dell’Urss. Scatenò una guerra civile. Il sangue del fratello contro il sangue del fratello.

Il partito di questo signore combattè armi alla mano per rafforzare le mire dello Jugoslavo. Politicamente e militarmente, servirono altri paesi, in nome della loro ideologia internazionalista.

C’era un tempo in cui questi due signori fecero la Costituzione. Scopiazzando il meglio del periodo che avevano condannato e combattuto, ma vedendosi bene dall’applicarlo…

C’era un tempo in cui i sindacalisti CGIL gettarono a Bologna sui binari il latte destinato a donne e bambini esuli da Istria e Dalmazia. E ad Ancona, vennero accolti dai Giovani Comunisti a pietrate, increduli.

Oggi i loro eredi sventolano la “Retorica” dell’Unità d’Italia, mentre l’hanno sempre disprezzata e umiliata.

Erano gli stessi che sputavano addosso ai Reduci al ritorno dalla Grande Guerra.

NON sono la NOSTRA Italia, in verità per noi NON sono neanche l’Italia.

L’Italia NON si serve con le parole, ma nei fatti.

 

 

 

PuntoZero, si è approssimato a questo evento con la sobrietà che da sempre lo contraddistingue. Con la visione di film per i più giovani, letture, studio. Martedì scorso da buoni italiani, ci siamo recati a Ladispoli dove l’amministrazione ha dato la possibilità di assistere ad un recital sulle ragioni del Regno del Sud e confrontandoci abbiamo cercato le ragioni, le cause, abbiamo imparato molte cose, le date, il sacrificio e gli eroismi di tutte le parti in causa. Siamo giunti ad una conclusione molto amara.

 

 

 

“Il patriottismo di questi giorni è una roboante parata di cartapesta. Scartata la confezione retorica, resta in mano ben poco, e questo poco è insufficiente a far parlare dell’Italia come di un’esperienza riuscita di cui andare fieri. 17 marzo 2011: il patriottismo senza patria. ”

 

Ci auguriamo che il prossimo anno, si faccia meglio. Molto meglio, sperando di trovare anche i sinistri tricolori sventolanti presso un Giardino dei Martiri delle Foibe, finalmente degno di questo nome.

 

 

 

AzionePuntoZero

 

 

047

A proposito…(della discarica ed altro)

Ieri pomeriggio si è tenuta ad Allumiere un’ Assemblea Pubblica contro la sciagurata proposta di creare la “Nuova Discarica” di Roma (al posto di Malagrotta) nel sito della Farnesiana.

All’Assemblea erano presenti oltre agli esponenti politici, locali, regionali e provinciali le delegazioni dei comuni del Comprensorio. Per Santa Marinella erano presenti i Consiglieri di minoranza del PD Mucciola e Bianchi e una parte del Direttivo locale del Partito Democratico: Carlo Vichi, Francesco Magliani, Paola Fratarcangeli, Paola Narducci e Luisa Miulli e l’Associazione Enrico Berlinguer.L’affluenza di cittadini ha fatto registrare il “tutto esaurito” perché il tema in questione è fondamentale importanza per la salute e la vita degli abitanti del Comprensorio. A questo proposito, l’Amministrazione Comunale di Santa Marinella,dopo la brutta figura rimediata per la “Splendida iniziativa” del 17 marzo per la festa dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il sindaco ricomincia a collezionare comunicati fiume, su quello che farà … farà…farà.

Non ci crediamo più.. !! Andate a leggere i passati soliloqui e constatate i risultati .

I cittadini sono stanchi e disillusi. La città non è mai stata così grigia, sciatta e sporca.

Adesso lo aspettiamo con un atto forte e soprattutto pubblico . Una presa di posizione ufficiale contro la discarica di Allumiere che, a differenza di questo suo “silenzio assordante”, detti una linea ufficiale.

I cittadini santamarinellesi sperano che il Sindaco e l’Amministrazione si schierino fortemente con “NO ALLA DISCARICA DI ALLUMIERE” come hanno fatto ragionevolmente tutti i comuni del comprensorio interessato.

E se mai il Sindaco non si schiererà, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e il già precario equilibrio economico locale,speriamo comunque che questa opera non venga mai realizzata nel NOSTRO COMPRENSORIO ricco di bellezze naturali e paesaggistiche e già gravemente provato.

Non si scherza sulla salute dei Cittadini!!

Il Partito Democratico Santa Marinella

Associazione Enrico Berlinguer.

 

 

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RiRei: la versione ufficiale della Regione

Dopo una lunga e articolata discussione, il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Bruno Astorre (Pd), ha respinto con 24 voti contrari, 14 a favore e 10 astenuti, la mozione che avrebbe dovuto impegnare la Giunta a intervenire nell’annosa questione del Consorzio di cooperative sociali e reinserimento (RI. REI.). La mozione, sottoscritta dai consigli Giuseppe Rossodivita (Lista Bonino-Pannella), Francesco Storace (La Destra), Rocco Berardo (Lista Bonino-Pannella), Roberto Buonasorte (La Destra), Ivano Peduzzi (Fds) e Angelo Bonelli (Verdi), era finalizzata alla revoca dell’affidamento al Consorzio Ri.Rei dei sei Centri ex Anni Verdi (Onlus) dislocati a Roma e provincia che ospitano oltre mille utenti disabili con patologie gravi, in cui lavorano più di cinquecento operatori.

 

 

 

Si tratta di una vicenda costellata di denunce, di accuse di disservizi e la mala gestione, di interventi della magistratura e dell’Agenzia di sanità pubblica, di proteste e interrogazioni consiliari. Oggi, però, oggi non si è trovata alcuna soluzione in Consiglio. Infatti, anche una seconda mozione, sottoscritta da alcuni consiglieri dell’opposizione, è stata ritirata poco prima delle operazioni di voto dal suo primo firmatario, Esterino Montino, il quale, in qualità di capogruppo del Pd, ha annunciato anche il voto contrario del suo gruppo alla mozione Rossodivita-Storace.

 

Ufficio Stampa Consiglio regionale del Lazio

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La prostituzione della politica

Ieri 16 marzo 2011 abbiamo assistito attoniti al vile e miserabile meretricio che alcuni politicanti da 30 denari hanno fatto dei Diritti inviolabili della dignità della persona. Sono stati infatti calpestati e negati i diritti dei cittadini più deboli ed indifesi quali sono i disabili psichici ricoverati nei centri affidati nel 2006 dalla triade Battaglia-Montino-Marrazzo al consorzio RiRei. Uomini e donne malati soli ed indifesi, a cui la vita ha donato un destino crudele. Uomini e donne sfortunati con un presente di sofferenza e senza un futuro, che dovremmo avere tutti il dovere e l’obbligo morale di difendere e tutelare e che invece sono divenuti mera merce di scambio politico per la cooperativa Unisan-Legacoop che ha fatto del loro dolore la più bieca delle speculazioni economiche.

Dopo 3 anni di nostre denunce, accertamenti delle autorità competenti e l’avvio di diversi procedimenti penali per maltrattamenti ai disabili, oggi, i “Giuda” della legalità seduti immeritatamente in Consiglio hanno preferito astenersi pilatescamente dal votare una semplice Mozione che avrebbe ristabilito un minimo di Giustizia. Questi “illustri signori” hanno preferito sostenere la parte politica avversa. Quella parte politica che ha creato la RiRei e ne ha avallato lo squallore umano più turpe. Lo squallore del PD di Montino e company che rappresenta e tutela la Legacoop e i suoi enormi interessi economici e che a quanto pare non è per questi Giuda poi così tanto disdicevole.

Ma se la Mozione in se non aveva alcun potere decisionale, in quanto chiedeva soltanto alla Presidente Polverini di attuare la Determina regionale firmata nel 2009 sotto la Giunta Marrazzo che revoca l’esercizio sanitario del centro di Santa Severa per le gravi inadempienze igienico-sanitarie riscontrate dalle ispezioni, così come anche già ufficializzato nella nota stampa della stessa Presidente, è stata invece fondamentale per stanare i finti amici e soprattutto i veri nemici dei diritti umani e civili.

Col voto a chiamata diretta questi “signori” hanno finalmente un volto e un nome e nessuno di noi lo dimenticherà alle prossime elezioni. “Ringraziamo” quindi a nome dei nostri figli disabili i rappresentanti dell’UDC e della Lista Polverini, nella speranza che la ruota della vita possa rendergli presto merito…..

Profonda stima e riconoscenza invece a Francesco Storace che si è battuto in aula come un leone per tutelare i principi di legalità, all’avv. Giuseppe Rossodivita e a Rocco Berardo dei Radicali, a Isabella Rauti, a Chiara Colosimo e a Antonio Cicchetti del PdL, e a Ivano Peduzzi di FdS per l’impegno e la grande sensibilità dimostrata. Grazie di cuore per il sostegno e la costante protettiva presenza anche a tutti i giovani di CasaPoundItalia che in questi mesi di lotta non ci hanno mai lasciato soli.

La Festa per i 150 anni della Repubblica Italiana è nata sotto la triste ombra dei Diritti Costituzionali negati e violentati. Diritti inviolabili che lo Stato dovrebbe tutelare e garantire ai suoi cittadini e che invece oggi sono stati immolati all’altare del profitto.

Oggi la Politica ha chinato il capo davanti al potere e alle speculazioni delle lobbies delle cooperative che fanno ogni giorno del dolore dei disabili squallida mercificazione.

–Senza Valori e senza Identità la Politica è solo miserabile prostituzione!!!–

 

La Presidente

Angelamaria Contona

pennichella

Tra la Città e la politica

Più di qualche “scrutatore”, di qualche studioso e cultore della politica cittadina sostiene che con quest’ultima amministrazione si sia realizzato un totale appiattimento della presunta classe dirigente santamarinellese, si sia perso ogni orientamento politico e si sia valicato il confine della nebbia più profonda, con un grigiore denso e melmoso che dovrebbe avvolgere tutto. Personalmente non sono completamente d’accordo con questo tipo di analisi ed anzi ritengo che siano tantissimi gli stimoli che arrivano se non dalla politica dalla città, dai suoi meravigliosi abitanti, per dirla con una parola ormai abusata dalla società civile. Effettivamente è mancato l’appuntamento con un grande progetto, tale da rivoluzionare gli stanchi equilibri esistenti, è mancata una forte discontinuità con il passato, lontano ed anche recente. Non si è saputo, in parole povere, restituire alla politica la centralità che ha sempre meritato. Manca una guida forte, insomma, coadiuvata da una classe dirigente che merita di essere veramente alternativa ad un establishment ormai logoro, una classe dirigente nuova che senta con sempre maggiore urgenza la necessità di farsi portavoce di un sogno considerato ormai dai più come indispensabile. Non c’è più scelta, bisogna riattivare la macchina economica, investire in infrastrutture strategiche per stimolare la crescita. Non è mai esistito un “modello Bacheca” capace di unire la maggioranza e dirigerla verso un unico e nobile scopo, in maniera stabile ed univoca. Nessun tema importante è stato focalizzato, affrontato e risolto. E’ opportuno comunque che questa amministrazione comunale, se ne ha veramente la forza, vada avanti; la gente non fa il tifo per questo o quel sindaco ma richiede piuttosto attenzione e premura per poter realizzare quel riassetto dei rapporti formali ed istituzionali, quei progetti e quelle scelte che possano favorire lo sviluppo e la crescita della città, allontanando allo stesso tempo l’incertezza ed il clima d’instabilità che viviamo da troppo tempo. E’ lo stesso clima che in una fase difficile come quella che stiamo vivendo chiama la sua classe dirigente che abbia la presunzione di governare e non vivacchiare a scelte difficili, a grandi assunzioni di responsabilità. Sarebbe troppo facile e poco onorevole, ora e per chiunque, intercettare il malcontento, utilizzare lo zoccolo durissimo dei tanti scontenti, dei delusi dalle tante promesse. La politica è una cosa diversa e molto seria, che richiede per prima cosa un percorso fatto di studio e di approccio ai problemi teso a ricucire un robusto rapporto di fiducia con la città intera, costruire un patto tra i cittadini e chi li vuole guidare verso il futuro, un patto che sia in grado di costruire un consenso largo non intorno ad una singola persona ma ad una squadra di persone di altissimo profilo personale e professionale. Il lavoro sarà arduo e molto impegnativo ma il tempo è dalla nostra parte: i due anni che ci separano dalle prossime urne elettorali serviranno a studiare e lavorare per assicurare un futuro diverso e migliore ai nostri figli. Ne varrà sicuramente la pena.

venditti0907

Scopare bene è la prima cosa

Lo ricordate? lo cantava Antonello Venditti, la canzone era, credo, “dimmelo tu cos’è”. Anche la gesam, allora, scopa bene almeno stando a leggere le parole del sindaco. “Non posso far altro che constatare con piacere – afferma il Sindaco – gli ottimi risultati dal punto di vista della pulizia della città che la GESAM sta operando sul territorio comunale.

I risultati che la società sta ottenendo sono sotto gli occhi di tutti. Auspico e credo che si possa continuare su questa strada, considerato che la discontinuità con il passato è di gran lunga evidente a tutti. Ho ricevuto numerosi apprezzamenti dai cittadini – conclude il Sindaco – e questo ci conforta sul grande traguardo che la nostra amministrazione ha raggiungo cambiando, dopo dieci anni, la gestione dei rifiuti, come da impegno preso in campagna elettorale”.

Adesso, per parafrasare ancora venditti, diccelo tu cos’è che manca, comincia a raccontarci chi c’era in giunta comunale dieci anni fa, chi è rimasto seduto sulle stesse poltrone negli ultimi dieci anni, magari semplicemente cambiando di posto e per quale ragione il cassonetto della nettezza urbana che sta sotto casa mia dieci anni fa si è sfondato, sette anni fa ha perso anche il coperchio ed io, come tanti cittadini, sento dire che le cose sono cambiate ma non riesco ancora ad accorgermene.

Scopare bene, comunque, è tutta un’altra cosa.