Early school leavers. Potrebbe essere il nome della band ingaggiata dall’instancabile duo Marcozzi – Befani per organizzare un concertone sul lungomare oppure l’ultimo successo strimpellato in mezzo alle bancarelle appena inaugurate. Si tratta invece di uno dei malesseri di questa splendida città, uno di quelli con le conseguenze più nefaste, un’isola inesplorata nel lungo girovagare della caravella comunale che distribuisce a man bassa risorse ma non si occupa mai dei propri figli meno fortunati. Il fenomeno dell’abbandono scolastico precoce e del suo mancato contrasto da parte di chi dovrebbe aiutare le famiglie qui a Santa Marinella è assolutamente sconosciuto, è un tabù non ancora misurato. Un indagine più accurata, che potete cominciare a fare da soli, nel vostro vicinato, tra le vostre amicizie, vedrebbe un numero sempre più importante di ragazzi, tutti tra i 18 ed i 24 anni, che hanno lasciato ogni tipo di studio, molti nemmeno con la licenza media, e non hanno conseguito quello che per i nostri “padroni” europei è un titolo di classe 3C short, un pezzetto di carta che li aiuti ad introdursi nel mondo del lavoro; non sono iscritti né a scuola né al collocamento, vivacchiano sulle spalle delle famiglie e non hanno, già a questa giovane età, alcuna prospettiva. Scusate se insisto ma fate questa brevissima indagine. Che c’entrano questi ragazzi, questi che potrebbero essere i nostri figli, con tutto lo sciorinare di effetti di luce, manifesti roboanti e tagli di nastro tricolore? Un bel nulla e la cosa che fa male è il fatto che nemmeno chi di dovere si è mai preso la briga di quantificare questo fenomeno né sta spendendo un euro o un po’ di tempo per tentare di arginarlo. Non è possibile scaricare la colpa di questa piaga ormai dilagante come una marea alle sole famiglie né alla scuola che purtroppo funziona malissimo. Anche chi ha la borsa sempre pronta per aiutare figli e figliastri dovrebbe tentare di fare qualcosa di forte per risvegliare questi ragazzi dal loro torpore. In fondo si tratta soltanto di un grandissimo disorientamento sociale e molto si può fare per tentare di incollare questi ragazzi, per fargli trovare una giusta collocazione nel tessuto di questa frantumata società. il futuro è iniziato ieri, non lasciamo questi nostri figli troppo indietro.
Archivi del mese: novembre 2013
A me basta una chitarra ( per girar tutta la terra )
Una guerra scatenata contro il portavoce del sindaco è una guerra persa in partenza. Certo, per chi cerca la notizia ghiotta, e la cerca con una nobile foga, il fatto era veramente importante ma ha quel retrogusto canino, quello del cane che siccome morde l’uomo non farà mai notizia, che ormai non ci fa nemmeno più sorridere. Per chi fosse stato ancora più distratto della norma tento di riassumere: un’agenzia governativa assegna un buon rating al sito comunale di Santa Marinella per una sua presunta “trasparenza” e questa cosa viene strombazzata dal portavoce del sindachetto ai quattro venti. Un cittadino particolarmente curioso non ci sta’ e scrive sulla sua pagina di internet che l’attestazione governativa è dovuta alla presenza dei link giusti ma che non entra nel merito dei contenuti. Quindi il solito fuoco di paglia da parte di un’amministrazione comunale che si è specializzata nel produrre e vendere fumo mangiandosi contemporaneamente il poco arrosto che era sulla griglia. Chi è stato più attento tra i nostri lettori ricorderà con sommo dispiacere che proprio noi del blog avevamo iniziato a pubblicare, senza costo alcuno per l’amministrazione, tutte le delibere di giunta dell’era del sindachetto. L’operazione “casa di vetro” messa in piedi dal Faraone, che anticipava l’ obbligo di pubblicità legale dell’amministrazione via internet, aveva reso accessibili a tutti gli internauti gli atti dell’amministrazione, dalle delibere di giunta alle ordinanze ed agli atti del consiglio comunale. Insediata la più vecchia tra le giovani amministrazioni cittadine questo filo con i cittadini fu interrotto, si spera solo per pigrizia, e quindi per far comprendere o almeno assaggiare cosa succedeva nella torre più alta di Santa Marinella cominciammo noi a pubblicare gli atti che uscivano da via Rucellai. Al di là o meno della bontà giornalistica di una notizia del genere bisogna comprendere pure queste persone, che per giustificare uno stipendio signorile si spaccano in quattro . la Corte dei Conti è semnopre in agguato ed a via Rucellai ogni volta che ha affondato i denti ha fatto male a qualcuno. Cosa possiamo inventarci? Abbassiamo il target e dopo i tagli di nastro per le grandi incompiute passiamo alle affettate di porchetta, feste e festini hanno sostituito gli infiniti cantieri, tanto uno scatto di digitale vale l’altro e via, quindi, a srotolare il nastro tricolore intorno alle bancarelle. d’altronde stiamo parlando di un ufficio speciale, mica un ufficio stampa qualsiasi, parliamo dell’ufficio delle buone notizie e qui a Santa Marinella di buone notizie, porchette a parte, non se ne trovano davvero. V’immaginate voi come poter scrivere della situazione della munnezza? E cosa dire della prospettiva dei parchi cittadini? Dell’occupazione dei lavoratori della multi servizi, del Porto, del Municipio, delle licenze commerciali, dell’aggressione del cemento, della pluririmandata apertura dei vachi a mare e via cantando. ce ne sarebbero di grandi notizie, solo a volerle scrivere. Accontentiamoci del soldino di cacio, del premio per il miglio sito, che almeno non puzza come la munnezza che ci è rimasta dentro casa.
