La prissione

mo dice che er sinnico co li sordi sua

pe misura a chi c’ha la “bua”

ha comprato un machinario

più veloce de ntreno sur binario

 

perchè quello vecchio, che s’è rotto

nder misurà la prissione annava sotto

er limite prescritto dai dottori

nder quale ndevi annà sotto oppure fori

 

ma dico io prima de buttallo ar secchio

nsarebbe mejo

provallo n’apparecchio?

 

rispose er sinnico questo è vero

io l’ho provato sull’assesori mia

che la pressìone c’è l’hanno a zero

 

ARSENIO


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e del sole che trafigge i solai ( che ne sai)

etafiglie1Lo ammetto, ci avevo creduto anche stavolta, stavolta che ero convinto qualcosa potesse cambiare. Tutti attendevamo una vera rivoluzione e la rivoluzione, si sa, non la fanno i partiti o i movimenti politici ma la fanno le persone. La diga da rompere, la boa da passare era proprio quella del 24 febbraio, la data delle votazioni. E non mi si venga a dire che le votazioni politiche o regionali qui non contano perché altrimenti il fiato sprecato sinora è stato veramente speso invano. I risultati devono contare per forza perché le persone chiamate alle urne sono le stesse che dentro le urne ( non cinerarie, spero) torneranno tra novanta giorni. Questi benedetti risultati non vanno però gestiti come altri dati quando, tra ragazzi al bar, si parlava soltanto di misure. Abbiamo assistito allora alla fiera della fregnaccia, con leaderini o presunti tali che si affannavano a far comprendere come il bicchiere mezzo vuoto valesse molto di più di quello completamente pieno. Le facce appese poi parlano da sole, nessuno qui a Santa Marinella è stato in grado di gridare veramente alla vittoria. C’è un pericolo forte che aleggia nell’aria. Ce ne accorgiamo leggendo sul web e sul giornale dichiarazioni disperate di qualcuno che ormai deve dire addio alla poltrona ed allora tenta l’ultimo colpo di coda e si accorge che quella Città che ha maltrattato per tanti anni, quella Città piena di debiti ed immondizia è veramente piena di debiti ed immondizia. Non vale strillare e tentare di convocare commissioni, decentrare uffici se fino a qualche giorno fa si erano bollate come fesserie tutte le voci, politiche e popolari, che chiedevano maggiore attenzione alle esigenze della gente. Soluzioni e speranza, questo chiede e vuole la gente, gente che ha sempre più bisogni e non vede nulla al di là del proprio naso, gente a cui non interessa se sarà Bersani a guidare il nuovo governo ma vede come il fumo agli occhi lo sperpero di denaro pubblico che fa bella mostra di sé ogni giorno in questa tormentata Santa Marinella. Quando vedono, ripeto, i leaderini, i protagonisti delle vecchie e delle nuove castine, accapigliarsi con i tabulati elettorali in mano capiscono con tristezza e terrore che non è cambiato nulla. C’è una fortissima preoccupazione, la buona e sana gestione comunale è alla base di tutte le politiche che incidono direttamente sui servizi alla persona e scavano più o meno profondamente nel portafoglio delle famiglie. Non si può più sbagliare, bisogna saper governare ed il sentimento che prevale tra la gente anche qui a Santa Marinella, soprattutto qui, è quello dell’incertezza sul futuro e su tutto quello che ci riguarda. Il clima è impazzito ed i cori da stadio fuori dai seggi non calmeranno nessuno. E’ necessario interrogarsi sulle reali necessità di questa nostra gente, sui modi per sollevare prima il morale e poi l’economia, sulla reale prospettiva di far ripartire una società intera e ricostruire una Comunità felice mentre tutti si affannano a discettare di urbanistica e lottizzazioni. Si sa, il mattone tira come il famoso pelo che tanto tempo fa era in competizione con la pariglia di buoi, il mattone è il lubrificante di tutti gli accordi della castina ma su questo lubrificante rischia di scivolare la prossima generazione e quelle a venire. I cori lasciamoli allo stadio, la politica è un’altra cosa.

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Grandi manovre…incrociate

C’è semo quasi, è tutto un gran fermento

ce se semo quasi a quanno sarà er momento

che quarche pseudopolitico dalle reggionali

vedrà nde la sfera i risultati delle communali

 

ma intanto qua ar paese

e de questo c’ho le prove

in tanti han le pretese

de esse cose nove

 

impicceno, imbrojeno, a tuttotonno

cosi che da fa crede ar monno

che sò arrivati i novi è puri

che tingeran di rosa i tempi futuri

 

e spazziano co accordi a destra e a manca

cercanno de capì chi è poi che sbanca

che quanno poi se assoda dell’elezioni il verso

tengono quello bono e strappeno quello che ha perso

 

er baffo per esempio ha steso dar notaro

un bell’accordo scritto, se legge bene in chiaro

programma e fine delle coalizzione

che insieme provvederanno all’amministrazzione

 

poi alla fine della pergamena

se legge er nome suo come colui che “mena” (porta)

ma l’altro (nome) apparirà come un uccel notturno

in quel della serata a fine primo turno ( serata del 27 maggio)

 

così chiunque poi sarà er vincitore

lui minimo farà er l’assessore

e ar posto della campana graduata ( senza titolo)

con una mossa quanto mai azzardata

 

c’è porrà er sindacalista sardegnolo

che tanto pe non rimanè solo

intanto che se schiara la questione

provà lo stesso nel regno de baffetto de baffone

 

 

ARSENIO


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Niente a che vedere col circo (nè acrobati nè mangiatori di fuoco)

nevicata21Proviamo a fare due conti ed a guardarci intorno e ci rendiamo conto che a recitare la parte degli arrabbiati siamo rimasti noi del Blog e gli amici di Fare Rete. Siamo vicini alle elezioni, gente, e fare la faccia truce non tira, la rabbia è una malattia da cani ed i cani, una volta che abbiamo tirato fuori la cravatta ed il vestito della festa, vanno tenuti fuori dalla porta, abbaiano, puzzano e sporcano dappertutto. Eppure gli arrabbiati sono utili per tutto il resto dell’anno, funzionano da testa d’ariete. D’altronde i santamarinellesi sono persone semplici, lo abbiamo sempre detto, e a ragionare su più di due fronti si disorientano. Quindi o di qua o di la, senza possibilità di scegliere, provare, assaggiare, l’imperativo è ed è sempre stato quello di tentare di semplificare al massimo, di opporre il bianco al nero e tirare avanti. Si apre la stagione dei grandi sorrisi, delle strette di mano virili, del “se non hai cambiato il numero ti chiamo la prossima settimana”. Ma santo cielo, non mi hai filato per cinque anni, il numero è sempre quello, se devi dirmi qualcosa dimmelo ora. O no? Il problema vero è che di cambiare veramente non ha voglia nessuno e nessuno però si è mai messo a fare due conti. Nessuno cioè ha mai provato a fare due conti con la propria coscienza e tentare di capire quanto è costato, negli ultimi vent’anni, questo scellerato modo di fare politica ai santamarinellesi. Nessuno si è mai reso conto che abdicare certe importanti scelte è comodo, come è comodo lasciare deleghe, anche pesanti, in bianco e come è comodo starsene in casa, al calduccio, senza smazzarsi ed impegnarsi in guerre che sembrano sempre contro i mulini a vento. I programmi sono sempre gli stessi come la stessa è la voglia dei politici di non rispettare nemmeno le elementari promesse, senza abbandonarsi alla governabilità dei massimi sistemi, semplicemente mettendo in un cassetto il programma sbandierato già dal giorno dopo le elezioni come per non rovinarlo, pronti a tirarlo fuori al successivo svolazzare di schede. Anche il requisito della credibilità, della spendibilità di certi personaggi,è una cosa che a loro non interessa, convinti come sono che gli elettori si possano anestetizzare con qualche piccolo favore, un paio di biglietti in omaggio per la prossima festa…”e l’omo campa!”. Certo, nessuno mette in dubbio che governare qualsiasi cosa, anche una Città fatta di poeti e navigatori come questa, sia una gran rogna, gestendo una catasta di debiti e dovendo far ripartire una progettazione ed una programmazione che nell’ultimo quinquennio sono state assolutamente dimenticate. Per questo, insieme agli amici di Fare Rete, abbiamo teso una mano a tutte le persone che hanno voglia di rimboccarsi le maniche, affinché insieme e non contrapposti, potessimo avere la possibilità di progettare e realizzare in breve tempo almeno uno dei cinque punti che costituiscono il nostro programma elettorale, il primo presentato in Città. Anche e proprio per questo ci apprestiamo nei prossimi giorni a lanciare il “Laboratorio Santa Marinella”, autentica iniziativa innovativa che permetterà di costituire un punto di dialogo permanente tra i cittadini. Roba da poco? Rispetto al nulla che abbiamo visto finora lasciateci pure esagerare, ve lo meritate.


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Er Grande Fratello

l’annuncio der sindaco assessore e delegato

è che la lotta al crimine han cominciato

e che ste telacammere individueranno

er responsabile dei reati che c’è saranno

 

stavorta co più pretese

e senza badà a spese

l’han piazzate su tutto er teritorio

pe scrutà popolo paese e pur ciborio

 

e tutte l’immaggini saranno inviate

ar commanno delli viggili p’ esse scrutate

dalle stesse guardie che fino adesso e pe fortuna

ngniela facevano a scrutanne manco una

 

e poi sta sorta de investigatori

che confonneno le vacche co li tori

dovrebbe da attivare

le pattuglie pronte a intervenire

 

dice che dopo na prima applicazione

s’è arrivati a na considerazzione

su tutti i monitor senza eccezzione

appariva na cazzata dell’amministrazione (opere incompiute)

 

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Lollobrigida lascia il PdL: grazie Lollo

lollo“Lascio il Pdl e scelgo Fratelli d’Italia. Perché merito, partecipazione e rapporto con il territorio sono valori imprescindibili per chi crede in un partito strutturato e capace di interpretare le istanze della maggioranza degli italiani. Il Pdl non è riuscito in questi anni ad essere tutto ciò, evitando di investire nelle forme di confronto per la selezione della classe dirigente: dai congressi alle primarie, passando per la scelta delle candidature. Dal congresso fondativo in poi, i ruoli di partito sono stati relegati solo a poco più che incarichi rappresentativi, senza che si fossero messi a disposizione degli stessi gli strumenti basilari per fornire punti di riferimento organizzativi ai tanti militanti e iscritti”. E’ quanto dichiara l’esponente di ‘Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale’, Francesco Lollobrigida.

 

“E’ mancata la possibilità – prosegue – a tutti i livelli, di avere indirizzi politici chiari che evitassero degenerazioni o sanzionassero metodi e comportamenti non in linea con quanto anche il segretario Alfano aveva promesso al momento della sua nomina: onestà, regole e partecipazione”.

 

“Voglio ringraziare – conclude Lollobrigida – nel dimettermi da coordinatore provinciale, tutti i membri del coordinamento, i quadri, gli amministratori e i militanti del Pdl, sia quelli che decideranno di accompagnarmi in questa nuova esperienza, sia coloro che resteranno, perché è soprattutto grazie a loro che dal 2008, in provincia di Roma, i risultati conseguiti sono stati sempre significativamente superiori alla media nazionale, ed in particolare alla città di Roma”.

 

 


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Suonava nell’orecchio come una pezza di seta ( lacerata da dieci coltelli)

La-lumacaE’ certamente vero che a forza di fare passi indietro c’è il pericolo di cadere dall’altra parte del burrone ma anche facendosi guidare dalla supponenza, andando dietro personalissimi convincimenti mai suffragati da prove o mai verificati non si va da nessuna parte. E’ quello che ormai da anni succede proprio a Santa Marinella dove specialmente nel campo della politica locale esistono mille preconcetti ma soprattutto ognuno, specialmente tra quelli che amano definirsi attori principali di questo teatrino, crede di sapere sempre tutto di tutti. Quindi capita che un mio amico mi racconti durante le ultime feste natalizie di essere stato additato come transfuga e/o traditore perché dopo aver aiutato uno dei contendenti alle amministrative del 2008, resosi conto di essere stato abbondantemente preso per il culo ( non è né sarà mai il solo) ha deciso di abbandonare ogni sua velleità e di non partecipare più alle periodiche pizzate, con annessa predicozza, né andare ad omaggiare il suo vecchio capobastone. Semplicemente questo mio amico è tornato dietro la sua pariglia di buoi ad arare il suo orticello e ha assunto quell’atteggiamento che proprio una trentina di anni fa fu battezzato come “riflusso”, è rifluito dentro casa sua probabilmente abbastanza schifato da certi atteggiamenti clientelari e devozionali che inquinano la politica cittadina. Orbene, come direbbe un signore con i capelli bianchi, questo mio amico, questo nostro concittadino è stato tacciato quale traditore, passato “al nemico”. Se non si frequenta più un certo giro si deve stare per forza dall’altra parte, se non si fanno più certi ragionamenti si sta lavorando con l’avversario, se si sparisce da quel basso palcoscenico che è la politica cittadina sicuramente si sta “remando contro”. Una terza posizione ( l’ho scritto minuscolo, attenzione) non è mai ammessa, o di qua o di là perché siamo tutti considerati burattini nelle mani di qualcun altro. L’autonomia di pensiero, e la successiva autonomia di azione, non è mai ammessa perché c’è sempre qualcuno che deve pensare per te, non per toglierti un ingombrante fardello ma semplicemente perché ritiene che tu non ne abbia la facoltà. Altro esempio eclatante è quello dei cenobi politici nei quali vengono prese le decisioni che questi signori, a volte più necrofori che negromanti, ritengono epocali. Sono conventicole sempre più ristrette, allo scopo di evitare qualsiasi tipo di dibattito e di discussione, di analisi e di crescita. Le decisioni che escono fuori dal conclave di turno sono sempre inappellabili e prevedono che il gruppo di persone a cui sono indirizzate le segua con pedissequa attenzione. Chi se ne distanzia è coma sopra esposto un traditore dell’altrui pensiero. Noi dobbiamo cambiare le cose, noi vorremmo cambiare le cose e visto che i programmi non si possono cambiare perché di decennio in decennio sono sempre gli stessi, come sempre gli stessi sono gli attori di questa grande farsa, proviamo ad iniziare dal manico. Ci piacerebbe che almeno i metodi fossero diversi, che la supponenza si sciogliesse per strada, che i cittadini fossero interpellati, convocati, ascoltati, convinti, mai insultati o additati. Noi pensiamo di essere diversi e già per il semplice fatto di pensarlo lo siamo.

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La demmocrazia delle vorpi

volpiUn giorno tre vorpi, de un certo paese

de certo un pò furbe ma senza pretese

parlanno nder bosco de democrazzia

ognuna cercava de indica la via

 

parlò poi pe prima er vorpone più vecchio:

” ma cò che coraggio te guardi allo specchio

se chiudi la strada pe annà giù allo stagno

a chi solo ieri te era compagno?”

 

e così dicenno se chiuse er giubbetto

pe nasconne lo scudo (crociato) che aveva nder petto.

je fece poi eco na vorpe rossiccia

che poi era quella che ha acceso la miccia

 

miei cari compagni ma famo li seri

ve stimo perchè semo insieme da “ieri”

ma quello che viene e che c’è vole male

se ne ritornasse all’ospedale

 

perchè riciccia ogni cinquanni

a ricordacce i nostri malanni

e poi c’accusa, chiunque lui sia,

de patì de Democrazzia?

 

così dicenno richiuse l’ombrello

dove ripose la farce e er martello.

La femmina che stava sin ora in disparte

mettendo in campo la sua acuta arte

 

e quello spirito un pò sopraffino

che c’ha solo chi era contadino

e che s’è elevato e mo fa lavori

che trattan le vite di poeti e pittori

 

” secondo me nc’avete raggione

de lascià fori chi già lottò er padrone

in guerre furiose e con mille varianti

dove er cannone s’appicciava davanti

 

così dicenno a lor votò contro

sapenno che poi al dovuto riscontro

un voto seppur di persona coi ” toni”

vale meno de quelli de du cojioni

 

e questa “Dottore” è la democrazzia

che uno ne lascia e due ne pija

 

 

ARSENIO


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Imu: per Giulio è incostituzionale.

giulio_tremontiL’idea shock è dell’ex ministro Giulio Tremonti, che nel corso della trasmissione In Onda, su La 7, condotta da Nicola Porro e Luca Telese, spiega: «L’Imu viola la Costituzione per la rivalutazione di colpo e di imperio delle rendite catastali a cui è incardinata, che peraltro non coincidono necessariamente con il valore degli immobili». Questo fa dell’imposta una sorta di «patrimoniale permanente», peraltro inflitta in un periodo di gravissima crisi. «Il debito di imposta – spiega Tremonti – resta negli anni invariato mentre i valori immobiliari precipitano, creando uno scollamento dai principi costituzionali di capacità contributiva e di eguaglianza tra i cittadini. Si crea di fatto una discriminazione tra chi, godendo di alti redditi, potrà conservare la proprietà dell’immobile e chi, non avendo redditi sufficienti per pagare l’Imu, sarà costretto a venderlo. In questo modo l’Imu va in direzione radicalmente opposta alla carta costituzionale: non favorisce l’accesso alla proprietà dell’abitazione e non tutela il risparmio», diventando addirittura un’«imposta contro il patrimonio. Disumana per le famiglie e suicida per l’economia, che resta bloccata».

 

Una ribellione? «No, una semplice valutazione di costituzionalità», minimizza Tremonti. Secondo cui l’Imu contravviene ad almeno tre articoli della Costituzione: il numero 3 (quello che celebra l’uguaglianza tra cittadini), il 47 (sia nella parte che «incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme» sia in quella che «favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione») e il 53 («tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva»). Il rimborso dell’Imu può essere richiesto da un cittadino singolo o in class action (i moduli sono scaricabili dal sito del movimento di Tremonti, www.listalavoroliberta.it, che durante la trasmissione è andato in tilt per l’enorme numero di accessi: oltre 10mila le richieste); se il Comune non risponde entro 90 giorni si può fare ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che se ritiene ammissibile un ricorso può trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale per costringere quest’ultima a esprimersi. «Basta che la Consulta dia ragione a un ricorrente per rendere il rimborso alla portata di tutti», dice Tremonti prefigurando uno scenario a suo modo rivoluzionario.

 

Naturalmente sullo sfondo c’è la figura di Mario Monti, sulla quale Tremonti va giù duro: «L’Imu era stata introdotta dal governo Berlusconi, ma a partire dal 2014, a invarianza di gettito, senza toccare la prima casa e senza rivalutazione della rendita catastale. Una cosa ben diversa dall’Imu di Monti. Il quale quando dice che l’Imu è un frutto malvagio ereditato dice il falso. E facendo della moralità la sua bandiera politica, ciò è immorale». Tremonti stuzzica Monti e la sua formazione-matrioska («sviti Monti ed esce Casini, lo sviti ed esce Fini, lo sviti ed esce Montezemolo…»), si bea della sua sovraesposizione mediatica («più va in tv meglio è per noi»), irride la sua credibilità internazionale («è apprezzato perché fa gli interessi degli altri Paesi») e fingendo un lapsus definisce la sua l’«agenda Merkel».

da IlGiornale.it


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Buon anno, naturalmente solo a tutti i lupi

orchetti“Dobbiamo camminare ad occhi aperti verso una trappola, con coraggio, ma con poca speranza di salvezza. Perché, signori, può darsi che periremo tutti in una battaglia lungi dalle terre dei vivi, e che, quindi, anche se Barad-dur soccomberà, non vivremo per vedere una nuova era. Ma tale, penso, è il nostro compito. Meglio, comunque, che perire ugualmente – ed è certo ciò che accadrebbe se rimanessimo qui ad aspettare – sapendo che non vi sarebbero nuove ere”

J.R.R.Tolkien – 1954


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