Dopo la palla di vetro la sveglia

Un paio di estati  fa consegnammo al sindaco di Santa Marinella una palla di vetro, esattamente l’oggetto che lui reclamana sempre ogni volta che gli si contestava la mancata realizzazione di una delle innumerevoli promesse elettorali. “Non abbiamo mica la palla di vetro” diceva, e faceva spallucce. Oggi, dopo che la famosa sfera con la neve ed il presepe dentro è rimasta ad impolverire ci pensa Azione Punto Zero a fare chiasso, tentando di far uscire dal letargo l’assessore Boelis, sonno profondo con il quale ha definitivamente impantanato lo sviluppo turistico della nostra città.

 

“Per l’assessore al turismo di Santa Marinella, Giovanni Boelis, è ancora presto mettere mano al cartellone ed alla programmazione per la stagione turistica 2012. E’ dallo scorso Settembre che sollecitiamo l’Assessore a mettere mano alla questione, a seguito della precedente esperienza, relativa alla comunicazione del cartellone estivo del 2011 avvenuto il 27 giugno con una conferenza stampa in Comune. La nostra città in preda alla crisi economica che attraversa il paese ha tutte le prerogative per poter valorizzare l’offerta turistica e culturale, alleviando così i disagi di una situazione che si fa ogni giorno più pesante. E’ praticamente inaccettabile che un Comune con una posizione climatica e territoriale unica, in mezzo a due siti archeologici dell’Unesco, con il Castello di Santa Severa, un porticciolo, a dieci minuti dal porto più trafficato di crociere del mediterraneo, a 45 minuti dall’aeroporto di Fiumicino e ad un’ora da una delle città più visitate del mondo come Roma, debba soffrire la mancanza di turismo. Soprattutto poi per la quantitàdi romani che si recano in vacanza nella bella stagione! Ci sarebbe così tanto da far vivere la cittadina di turismo per almeno 8 mesi all’anno. Chiedemmo l’istituzione di una agenzia o in subordine un tavolo permanente sul turismo, che potesse integrare e armonizzare tutte le energie, le categorie interessate, le associazioni e tutti coloro – privati o enti pubblici, interessati all’operazione. Risposta? Il nulla cosmico sottovuoto spinto. In compenso, con il Castello di Santa Severa ed i suoi servizi museali siamo nel pantano più assurdo. Lo abbiamo strillato nel settembre scorso e lo ribadiamo oggi, in tempi non sospetti. Siamo stufi di vedere i nostri ragazzi migliori dover abbandonare il nostro paese solo perché vi è incapacità cronica a gestire e governare un settore che potrebbe dare sviluppo economico, occupazione. Magari il turismo, l’archeologia, la cultura, la valorizzazione territoriale e della costa potrebbe addirittura nutrirci di bellezza e amore per la nostra città. Ce la farà Boelis a capirlo? Questa settimana gli consegneremo una sveglia presso il Comune, ci auguriamo che suonando riuscirà nel miracolo …..”

copiato pari pari da http://azionepuntozero.blogspot.com

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salvadanaio-rotto

E’ uno di quei giorni che ti prende la malinconia (e fino a sera non ti lascia più)

Io c’ero quando un giorno del 2005 un sindaco nuovo nuovo e con un paio di baffetti neri esibiva ai giornalisti un assegno a sei cifre appena incassato dalla società Porto Romano, incassato a fronte di un obbligo derivante dalla convenzione relativa al porticciolo cittadino e che nessuno si era peritato di richiedere. Oggi il Tribunale ha richiesto quei soldi al mio Comune perché chi si doveva occupare di turismo, e segnatamente di promozione turistica, non ha fatto il suo dovere. L’amministrazione comunale spara parole a vanvera tentando di giustificare questo ennesimo fallimento, e la relativa pessima figura, con una congiuntura negativa dei massimi sistemi, a partire dalla crisi economica greca per planare sullo spread dei bund. Si sbandierano ai quatto venti le immagini dei tagli dei nastri ma dei continui fallimenti dei quattro poveracci con le chiappe saldamente legate sulle poltrone di governo della città non si può parlare. Mi fa sorridere quindi leggere le parole di un Venanzo Bianchi particolarmente irritato sul giornale, mi fa sorridere la risposta che da alla lecita domanda di Aldo Carletti, persona che conosco soltanto di vista ma della quale apprezzo la puntuale sagacia e la pacatezza unita ad un profondo spirito cittadino e che giustamente chiede conto dell’ennesimo fallimento; la colpa di un malgoverno non può essere di Carletti. Mi fa sorridere Bianchi, insisto, quando accusa Carletti di essere non un semplice cittadino ma un politico perché mi ricorda la lettera inviata nella primavera del 2007 dall’allora sindaco Tidei nella quale mi accusava di non fare il giornalista ma il capo dell’opposizione, ruolo che all’epoca ho rivestito con onore e che oggi continuo a rivestire con ancora più piacere e con l’onore che mi rende il fatto di non essere contiguo a questo tipo di amministrazione. Carletti coglie sul vivo il malsistema che vige a Santa Marinella, Carletti fa una riflessione che farebbe qualsiasi padre di famiglia: c’è un contenzioso e non se ne accorge nessuno o meglio, chi è deputato ad accorgersene, ad indagare, non fa il suo dovere fino in fondo, tanto a pagare saranno i cittadini, che pagheranno si dal punto di vista economico ma soprattutto da quello morale perché l’azione con cui la Società Porto Romano ha depauperato il Comune di Santa Marinella di centocinquantamila euro è un’azione che ha un significato più morale che economico. Per un’amministrazione comunale 15.000 euro l’anno non sono nulla. In realtà si tratta di un gioco di forza tra un soggetto, la Città, che crede di avere diritti ed un soggetto economico molto forte che i suoi diritti li fa valere. Il soggetto forte in questo braccio di ferro non è il soggetto pubblico, non è una collettività di cittadini. Lo Stato a Santa Marinella non esiste più, lo Stato ha abdicato , i cittadini fanno finta di non accorgersene, contro un altro tipo di potere, quello economico, e lo ha fatto nell’indifferenza generale, mantenendo uno status quo non più sopportabile. L’abbiamo appena provato con la Porto Romano e lo proveremo poi con tutte quelle aziende immobiliari che attraverso più o meno fantasiosi accordi di programma, sbandierati dai loro pedissequi servitori come utili o meglio indispensabili alla città, tenteranno d’imporci i loro interessi. Se le cose non cambieranno ci riusciranno senza grande sforzo.