C’è un fermento importate e deciso nell’aria che traduce un tentativo alquanto puerile di chiudere quattro anni di nulla assoluto con i fuochi artificiali, un anno da vivere quasi pericolosamente e da riempire di sogni ovattati, l’anno fatidico che precede le elezioni amministrative. Due i fenomeni da analizzare. Da una parte il proliferare di nuove e nuovissime associazioni, i funghetti, che radunano gente assolutamente anonima, che per quattro anni ha preferito stare alla finestra, magari nel tentativo di essere chiamata a raschiare il barile e che ora tenta di sparare sulla Croce Rossa aprendo pagine su Facebook, organizzando pizzate e feste in maschera, partecipando ai consigli comunali prendendo appunti . Manzoni scriveva che chi il coraggio non ce l’ha non se lo può dare, anzi lo faceva dire a quel poveraccio di prete che per sbarcare il lunario era costretto a farsi grigio e quasi invisibile ma che poi venne tirato in una storia più grande di lui. E’ facile scendere in campo adesso, con un’amministrazione comunale agonizzante ed in stato confusionale, e comunque ben venga qualsiasi iniziativa che siano in grado di scuotere almeno un poco le coscienze. Dall’altra parte ci sono i funghi stagionati, spuntati nella primavera di quattro anni fa ed ormai muffi e velenosi. Questi funghi hanno trovato un passatempo goliardicamente efficace: giocano a chi la spara più grossa, si fanno fotografare sorridenti ed abbracciati davanti a cantieri infiniti nel tentativo di convincere gli abitanti di Santa Marinella che quella dietro la loro testa sia un opera pubblica mentre hanno disseminato la città di monumenti alla confusione mentale e poi festeggiano abbracciandosi l’un l’altro, nascondendo le mazze ferrate ed i coltelli da un’altra parte. Il sorriso che in maniera emiplegica gli è rimasto stampato in faccia nasce dal sentimento di primazia che li ha sempre avvolti, dalla convinzione che Santa Marinella sia la famosissima vigna dei coglioni e che soltanto loro possano inebriarsi di quel vino. Adesso sta venendo al pettine il problema più grande, l’inabilità di certi soggetti a gestire la cosa pubblica, ad interessarsi di questioni che non siano soltanto i fatti loro. La fase due, tante volte annunciata non è mai partita. La giunta è avvitata su se stessa intrappolata tra il baffino di Allumiere ed il biondino di Subiaco. Non potendo occuparsi del bene dei loro concittadini questi prodi si danno alla declamazione poetica. Via allora alle case delle farfalle tanto care agli assessori dalla doppia giacchetta, ai musei a quattro stagioni, ai corsi di lingua mai decollati, alle città a tema, dallo sport alla scuola mentre il villino di via della Libertà, esempio di come certi individui vogliano bene alla loro città e considerino il patrimonio pubblico, rimane in attesa di un compratore, certamente già individuato ma che attende in silenzio la maggior rovina, mamma del minor prezzo. Questi signori, lo ricordo ai meno attenti, sarebbero rappresentati dai funghi vecchi muffi ed avvelenati, si stanno cominciando a muovere, avanzano richieste, non solo pretendendo di essere rivotati ma addirittura di essere rieletti. Con questo dimostrando non solo una totale mancanza di dignità personale ma un’aura di paraculaggine che rasenta la fantascienza. E’ presto forse per tracciare un bilancio di questi tristi ed allucinati quattro anni ma un dubbio merita sicuramente una importante ed immediata risposta : il vecchio è sempre peggio del nuovo? Perche chi ci segue da più tempo, no dico dall’inizio ma almeno con maggiore dedizione a questo punto avrà capito perfettamente che dietro ogni casa delle farfalle c’è sempre un bel parcheggio con le strisce blu, che quando chiuderà la multi servizi almeno un paio di dirigenti troveranno un approdo sicuro in acque dolci e calme, che comunque bisogna stringere i denti ma soltanto per poco: la nuova IMU magicamente sanerà ogni increspatura del bilancio comunale. E che se andiamo avanti così non ci consolerà più nemmeno il poter dire che avevamo previsto tutto.



