L’Ancora cerca casa

roulotte1.jpg   Dopo aver rotto con Bacheca e Marongiu l’Ancora non ha ancora trovato un posto dove accasarsi in vista delle prossime elezioni amministrative. Girando e girovagando per i vari tavoli delle trattative Fratturato ed i suoi vedono passare i giorni e con i giorni vedono sfumare la possibilità di essere chiamati a decidere qualcosa. Probabilmente, per la foga di rinunciare ad ogni costo, alla fine saranno costretti ad accontentarsi dell’ultima carrozza, sulla quale salire magari con uno sforzo di reni e poter iniziare la prossima consiliatura magari da uno strapuntino. E’ molto singolare. Proprio l’Ancora che per prima aveva iniziato a strappare ed a rompere,  oggi si ritrova fuori dai tavoli che contano. Esigenza o orgoglio. Questo lo sapranno con certezza soltanto loro. Quello che amareggia è che nessuno finora ha saputo gestire una trattativa preelettorale costruttiva. Troppo nervosismo, poca disponibilità a cedere. La politica si costruisce giorno per giorno, non è una guerra per bande. Mostrare i muscoli senza averli a volte è controproducente. Chi salta questo giro potrebbe addirittura scomparire. Se la posta in gioco fosse solo questa in molti la gara l’avrebbero già persa.

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Il problema è l’orticello

orto1.jpg  Il proliferare dei sindaci non è la causa del male di Santa Marinella ma ne è l’effetto. La ragione sta nel fatto che i politici non hanno mai affrontato i problemi che si sono, nel tempo, trovati davanti con cognizione di causa, con sguardo ampio e proiettato al futuro. Hanno sempre badato a zappettare, vangare ed innaffiare il proprio orticello. Perchè l’orto può dare belle soddisfazioni ma mai diventare un’industria. Dall’orto posso ricavare i miei 2/300 voti e con quelli, coltivati con saggezza e pazienza, andare avanti. Nessuno pensa di portare il proprio orto da un’altra parte, a socializzarlo. Così si rimane piccoli. Ad ogni orto bisognerà quindi attaccare, come i vagoni ad una motrice, gli altri orticelli. Ma chi comincerà? Chi sarà il primo?

Ne resterà soltanto uno?

   highlander.jpg    La febbre elettorale ha sintomi chiarissimi. Malditesta ed afonia, presupponenza e tanta testardaggine. I “cosiddetti” leader non dialogano tra loro e si lasciano dietro scie mefitiche. I maldipancia che si sono scatenati nell’ultimo bimestre di regno della dinastia dei faraoni si ricominciano ad evidenziare in maniera assassina. La politica cittadina è spaccata in almeno sei tronconi corrispondenti ad altrettante corti nelle quali i rispettivi signori tentano di portare a casa il risultato, salvare il salvabile e tornare sulla poltrona, considerata purtoppo come proprietà privata e quindi loro spettante per indiscutibile diritto. In soccorso di questi signori potrebbe giungere soltanto la matematica che avrebbe la indiscussa funzione di collante, la medesima del fantasma del Faraone ma da quando questi ha detto (dico detto, non fatto) di non avere intenzione di candidarsi il popolo Santamarinellese, o meglio chi si arroga il diritto di rappresentarlo, ha deciso di spaccarsi in mille rivoli come la lava di un vulcano. Cosa succedera? Qui entra in gioco la matematica. Di politici di corso, a Santa Marinella, ce ne sono una ventina, tutti a leccarsi i baffi nella speranza di rimettersi seduti intorno a quel tavolo, ognuno con le proprie ambizioni ed i propri malesseri. Il sistema elettorale vigente è uno stramaledetto maggioritario; questo significa che a prescindere dal numero di voti che ognuno possa ricevere basterà prenderne uno in più della seconda lista per ottenere sindaco e tutto il cucuzzaro. Quindi, matematicamente (ma chi mi conosce sa che questa non è la mia materia preferita) se i venti volponi si dividessero equamente nelle sole due liste concorrenti dieci sarebbero eletti in in maggioranza e cinque in minoranza, ma siederebbero comunque li. Soltanto cinque rimarrebbero a bocca asciutta. Se le liste fossero tre il numero degli eletti scenderebbe proporzionalmente alla loro suddivisione, in pratica ne rimarrebbero fuori, su venti papabili, otto o nove. Se le liste fossero cinque probabilmente il risultato si travolgerebbe e dentro potrebbero finirne meno di otto, tra maggioranza ed opposizione, e così via.  Connor MacLeod aveva imparato questa durissima realtà dal saggio Juan Sanchez Villa-Lobos Ramirez: quando ci si comincia a scontrare ne rimarrà soltanto uno. Forse Ramirez era stato, nelle sue vite precedenti, consigliere comunale nella Perla. Ma è la triste realtà. La corsa che ci apprestiamo a vedere non è per servire il popolo ma è per gratificare come minimo un proprio narcisismo personale. Questo li induce inevitabilmente ad essere egoisti, a non dialogare, a non spendersi, a non fare mai passi indietro. La gente aveva chiesto di voltare pagina e nessuno è stato in grado di farlo. Ma se proprio maggioritario deve essere può darsi che il turpe inciucio elettorale possa anche non compiersi: basterà votare chi è nuovo per davvero, dare una possibilità a chi non l’ha mai avuta. Stavolta la strada nuova dovrà perforza far meno paura di quella vecchia. Altrimenti chi ha mandato a casa il faraone lo avrà fatto solo per cambiare poltrona e non per cambiare la città. Allora è megli che rimanga a casa, per il nostro bene.

Bacheca fa la convergenza

Le congiunte forze politiche: Alleanza Nazionale, La Rosa Bianca, la Nuova Democrazia Cristiania, Alternativa Sociale, e le liste Civiche “Giovani per il Territorio”, Associazione Diportisti, Movimento Studentesco Forum Universitari, sottoscrivono un documento convergente sulla candidatura a Sindaco di Roberto Bacheca, e si impegnano a creare una commissione di lavoro e trattative per incontrare le forze politiche e civiche della città che vogliono convergere su un progetto di forte rinnovamento basato sul cambio di metodi amministrativi che hanno caratterizzato in passato la nostra città. Il comitato esecutivo è intenzionato a presentare entro una settimana il programma elettorale da porre ai cittadini, la lista dei candidati consiglieri ed il simbolo che rappresenterà la suddetta lista di centro-destra.

Alleanza Nazionale, Nuova Dc, La Rosa Bianca, Associazione diportisti, Giovani per il Territorio, Movimento Studentesco Forum Universitari, Alternativa Sociale.

I ringraziamenti di Paola

A due giorni dalla mia candidatura a sindaco, ringrazio tutti quelli che mi hanno voluto testimoniare la loro stima, anche personalità che stanno operando in gruppi  e liste diverse dalla mia.

 Ho fiducia che le parti sane di questa città, anche lavorando in diversi schieramenti, ognuno per suo conto e svolgendo il ruolo che sarà loro assegnato dalle consultazioni elettorali, sapranno imprimere una svolta politica ed amministrativa a Santa Marinella. Se ne sente davvero il bisogno.

Ringrazio di cuore gli amici che nel Tavolo del Lunedì hanno ritenuto opportuno indicare il  mio nome. Ho accettato (nonostante ciò rappresenti una rivoluzione nella mia vita, non prevista, né cercata) poiché ho avvertito la  forza di un gruppo, dove ognuno può mettere la sua esperienza, il suo entusiasmo, e non ultima la sua limpida storia personale. Neppure un minuto si è parlato di poltrone da spartire (ma solo di cose da fare per il bene della città), nemmeno un attimo ho avuto l’impressione che qualcuno perseguisse un suo fine personale. Quello che ho sempre respirato al Tavolo è solo ed esclusivamente passione civile, desiderio di lavorare per il bene comune. Non è un caso che le ultime assemblee siano sempre molto partecipate, e che la lista “Un’altra città è possibile” stia suscitando interesse presso molti cittadini che altrimenti si sarebbero allontanati dalla politica. Come in ogni circostanza della vita, abbiamo ora delle difficoltà da affrontare relativamente ad alcune defezioni, di cui sono personalmente molto dispiaciuta.

Credo che il tutto sia da attribuire ad errori di comunicazione, e non a diversità di intenti. Spero quindi che i contrasti siano presto risanabili, e che la lista  “Un’altra città è possibile” possa vincere le prossime elezioni comunali e possa governare bene e con serenità.

Paola Rocchi

Parlano i numeri

Ci hanno raccontato che la Multiservizi sarebbe servita a far uscire personale dai ruoli del comune per renderne la gestione meno gravosa economicamente e più snella dal punto di vista amministrativo. vediamo i numeri. A dicembre 2005 il Comune impiegava 116 persone a tempo indeterminato e 34 a tempo determinato. Passata la cura multiservizi a dicembre 2007 la situazione del personale era pressappoco la stessa. 116 unità in servizio a tempo determinato e 9 a tempo indeterminato. la multiservizi segnava, sempre a fine 2007, il numero di 44 assunti a tempo indeterminato e 2 a tempo determinato. La scioltezza della macchina amministrativa dov’è, ma soprattutto a quali condizioni è stata creata una società che doveva assorbire i lavoratori del comune e che invece ha generato solo posti di lavoro facedno rimanere la situazione del comparto pubblico dell’azienda-comune inalterata? A parte quei 44 che hanno trovato lavoro, un’operazione del genere a chi è giovata?

Se Tidei lascia, Fronti continua l’opera

fronti.jpg      “Sto studiando un’aggregazione con regole ferree sul programma e soprattutto sul metodo”. Massimiliano Fronti è pronto a scendere in campo come protagonista principale della prossima competizione elettorale per le amministrative. “Ho fatto parte di un progetto amministrativo  che ritengo ancora valido – ci dice – e ho intenzione di continuare quello che è stato fatto aggiustando il metodo ed il tiro. Noi correremo da soli, investendo sul futuro, nel segno della continuità rispetto a quanto di buono è stato fatto finora. La soluzione che proponiamo, come direttivo dell’associazione Uniti per lo Sviluppo, è quella di rompere con determinati tavoli che si sono intrattenuti negli ultimi mesi, utilizzando metodi antichi e poco trasparenti. La nostra proposta partirà da un programma chiaro, da un’analisi critica profonda rispetto a quello che è stato fatto. In fondo non abbiamo sbagliato tutto in questi due anni.” E riguardo le voci che vogliono ques’aggregazione partecipata anche dal gruppo di centro che fa capo a Carlo Mucciola? “Ne possiamo parlare. Siamo aperti a tutti purchè vengano rispettate le regole che ci siamo dati nel direttivo, sul programma e sul metodo”.

Ci stiamo faraonizzando

La febbre elettorale sta salendo. Ce ne accorgiamo dall’irreperibilità degli odierni protagonisti principali, tutti impegnati a scambiarsi opinioni e forze in campo come fossero figurine. Non gira più nessuno, nessuno ti chiede più “cosa pensa di me la gente’”.Il lavoro è tanto, ma inutile. Fino a quando questi signori continueranno a preparare la pappa convinti che qualcuno con il bavaglino al collo in un modo o nell’altro la mandi giù si continuerà a governare la città con coalizioni zoppe e malandate. le consultazioni preliminari sono importanti, importantissime, ma nessuno ha provato a farle con l’attore principale della vita politica cittadina: la gente. Ormai tutti hanno dimenticato che a parte i giochi di potere a far cadere il faraone ci ha pensato la gente, dimostrando il totale scollmento tra la strada ed il Palazzo. L’unica opportunità di questa mesta campagna elettorale sarà quella di far partecipare la gente alle scelte importanti della città, primo rendendola consapevole degli apparentamenti che si stanno maturando in queste ore. Il potere, esercitato senza il consenso popolare, è dispotismo, tirannia o, per dirla alla santamarinellese, faraonismo. Questa pur breve ma disastrosa esperienza qualcosa dovrebbe averci insegnato, almeno in teoria. Ma in pratica sembr che il Faraone abbia ragione. Il potere si insegue per il potere stesso, è considerato un fine e non un mezzo. Da qui il proliferare di candidati. La via, seguita in questa maniera, non ha sbocco.

Anche Dani ringrazia Tidei, a modo suo

L’ex sindaco Tidei ha finalmente capito che è troppo bravo per noi santamarinellesi.
Ed è proprio bravo ad andarsene definitivamente, anche perché i suoi sondaggi gli hanno fatto capire che in pochi ancora si sentono di dare fiducia alle sue parole, è rimasto nudo con la sua prosopopea. D’altra parte proprio su questo blog avevo ben delineato quale sarebbe stato il destino dell’ex appena cacciato e subito autoriproposto: “dopo i primi sondaggi capirà ed eviterà un’altra umiliazione”.
Lui le battaglie non le fa, le vince.
Se c’è da perdere manda avanti qualcun altro.
Per quanto riguarda la frammentazione politica della nostra città a cui si riferisce negativamente Tidei, anche questa situazione è stata indotta da chi non ha messo sul tavolo le idee ma solo gli interessi, gli stessi che oramai non riescono a rendere credibili chi quei interessi ha coltivato nel settore edile, nel settore turistico e nelle assunzioni nebbiose, nella pratica amministrativa.
Abbiamo capito che il politico professionista, per quanto onorevole non avrà mai interesse a cambiare i meccanismi che regolano la politica e la sua carriera.
Ora non rimane che il passo successivo e fondamentale per la nostra città, liberare i voti. Farli uscire dall’assedio del ricatto del lavoro, del proprio piccolo interesse, dei poteri subiti, dalla politica “birra e salsiccia”. I cittadini di Santa Marinella sono pronti ad un’amministrazione di stile europeo? Ad salto di dignità e votare i competenti? Gli onesti? Gli appassionati? I senza interessi? Sono convinto di si, siamo di fronte alla scelta di un sindaco nostro, senza interessi personali in città, umile, credibile e che sia convinto che “un’altra città è possibile”.
Giovanni Dani

Il PD ringrazia Tidei

“Sono qui per comunicarvi l’ irrevocabile intenzione di ritirare la mia candidatura a Sindaco di questa città”, con queste parole l’avvocato Pietro Tidei ha espresso nel pomeriggio di lunedì le sue intenzioni alla Segreteria del PD, ribadendo con forza che questo non avrebbe tolto nulla all’impegno che ha sempre profuso per il suo partito e che, con la caparbietà di sempre, si sarebbe battuto per il successo del Partito Democratico e delle forze di Sinistra a S.Marinella. La notizia ha destato un lungo dibattito nel Direttivo del Circolo Comunale di Santa Marinella che con rammarico e con manifestazioni di rinnovata stima ha dovuto prendere atto delle intenzioni dell’ex Sindaco, nella considerazione di come egli, anche in questo frangente, abbia dimostrato limpidezza di pensiero e linguaggio e, per un personaggio della sua levatura, una grande umiltà. La stessa umiltà, che da Sindaco uscente, ha dimostrato, dichiarandosi disponibile a sottoporre la sua candidatura alle elezioni Primarie, pur di non mettere in difficoltà il Partito Democratico nei confronti delle altre forze della Sinistra. Per questi sentimenti, non certo per il passo indietro compiuto, il Direttivo di Circolo del Partito Democratico ringrazia l’avvocato Pietro Tidei.

ufficio stampa PD Santa Marinella