Ancora una possibilità, ancora una speranza

cowboy20upI cittadini sono anche elettori ed oggi gli elettori santamarinellesi sono stanchi, smarriti e nauseati. Assistono più indifferenti che impotenti ad una sorta di guerra civile che non nasconde più le divisioni che esistono all’interno della maggioranza che siede in consiglio comunale. Maggioranza ormai unita solo sulla carta ma divisa, profondamente, in tante fette quanti sono gli orticelli da coltivare. Non c’è politica nel dibattito all’interno del PdL, i temi di cui si discute in maggioranza non sono politici anche perché non esiste nessun dibattito politico all’interno del PdL santamarinellese. Nessuna assemblea pubblica, nessun congresso saprà mai rimpiazzare le chiacchiere nelle oscure stanze; nessuno è capace di salire sul podio e raccontare alla città la sua voglia di governare, il suo desiderio di cambiare volto a questa città. L’ultimo treno, l’ultima occasione è stata persa quando chi governa ha rinunciato a discutere con i cittadini dello spostamento degli uffici municipali a via Valdambrini. Nessuno, tra i cosiddetti leader del centrodestra, ha avuto il coraggio di confrontarsi con i cittadini, eppure una pacata e profonda discussione su quello e sugli altri temi importanti di questa infelice stagione oggi è indispensabile. Le uniche dichiarazioni, ipocrite, ce le sentiamo ripetere quando questo o quello parla di maggioranza coesa e unita, quasi ad esorcizzare una fine impietosa ed ingloriosa che dovrà avvenire non per volontà popolare ma solo perché qualcuno, probabilmente insoddisfatto, avrà il buongusto di rovesciare il tavolo da gioco spargendo le carte sul pavimento del saloon. Ristabilire un collegamento con gli elettori che hanno loro regalato la città ed il privilegio di governarla, accendere la dialettica interna, eliminare le lacerazioni pseudo dominanti che frazionano la maggioranza ed impediscono di svolgere un’efficace azione di governo sono gli imperativi da cogliere immediatamente per dare al carrozzone elettorale la sembianza di un partito vero e moderno, senza fughe in avanti. La crisi che divide la maggioranza è la stessa crisi che imbriglia da oltre vent’anni la città. Sull’agenda di governo non esiste nessun provvedimento rivoluzionario e la vita amministrativa continuerà sempre piu piatta e scialba, limitandosi alla sussistenza quando con quattro colpi magistralmente assestati un pugno di uomini decisi sarebbero in grado di cambiare volto alla città. Argomenti come piano regolatore, porto, spiagge, commercio, viabilità, scritti a grandi lettere sul programma sono ormai tabù, sono parole impronunciabili, di fronte alle quali chi potrebbe veramente fare la differenza si limita ad alzare le spalle additando nell’aria vuota presunti colpevoli d’inedia. Quale migliore soluzione che mandare allora i nostri ragazzi in gita nelle città d’arte? Questo si che è un provvedimento epocale, nella speranza che questi ragazzi, con il cervello attivo e reattivo che si ritrovano in questa città piatta e scialba non vogliano più tornare. Se dovessimo iniziare veramente sulla strada delle riforme queste dovrebbero partire dall’intimo di chi governa, dalla morale di chi è stato eletto per comandare affinché le riforme stesse fossero un proprio convincimento e null’altro, a meno di non voler rinunciare al ruolo che gli elettori hanno assegnato a chi siede in maggioranza, rinunciare al ruolo ma non agli onori, lo spettacolo che desolatamente abbiamo visto per tanti anni.. La possibilità di calciare il rigore decisivo ancora esiste: aprire un dibattito sui grandi temi, abbiamo detto, sarebbe importante e farebbe crescere la credibilità di chi ormai la faccia l’ha persa in ogni campo, a patto di accettare ogni critica e di fare tesoro dei propri, tanti, errori.
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Il futuro è quasi oggi, meno poltrone, tanti posti in piedi

Una sforbiciata a consiglieri provinciali, comunali e assessori nonché la possibilità per le Regioni, di sopprimere le comunità montane, che dal prossimo anno non riceveranno più un soldo dallo Stato. La scure sulla politica locale entra in Finanziaria con un emendamento del governo. È un anticipo del Codice delle autonomie, il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 19, che riordina le funzioni degli Enti locali e tende a eliminare i “doppioni”.

Un’accelerazione voluta dal ministro dell’Economia Tremonti, ma non condivisa da tutti. Critiche le ha già espresse il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, che continua a seguire una strada diversa, tenendo aperto il dialogo con gli enti locali. E già protestano Legautonomie e Uncem, l’Unione delle comunità montane. Ma tant’è il taglio delle poltrone è buono per reperire nuove risorse.

 

 

 

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© Riproduzione riservata (29 novembre 2009)tremonti

 di Barbara Ardù da Repubblica.it

Liceo, città e cittadinanza

Si è conclusa, nella sede di S. Marinella del Liceo Scientifico Galilei, la settimana dell’educazione allo sviluppo sostenibile, che, quest’anno, l’UNESCO ha dedicato al tema “Città e cittadinanza” (9/14 novembre 2009). E’ il secondo anno consecutivo che il Liceo partecipa a questa iniziativa che dà modo agli studenti e agli insegnanti di aprirsi ai grandi temi dell’attualità. Una sorta di finestra sul mondo per catturare l’attenzione degli studenti su argomenti non strettamente curriculari e proposti e discussi da esperti esterni.

“Gli studenti hanno ascoltato le lezioni con interesse – dice l’insegnante Clelia Di Liello, che ha curato l’evento – Certamente qualche distratto c’è stato, ma la nostra scuola crede fortemente nel valore educativo e formativo di esperienze di questo tipo. I ragazzi assorbono più di quanto lascino credere: ha colpito l’esperienza di Valerio Sebastiani, presidente dell’Associazione Identità legalitaria, che ha raccontato di aver aperto a S. Marinella uno sportello antiusura; si è dibattuto vivacemente, anche con qualche nota polemica, sui diritti d’autore, sui limiti e sulle possibilità di scaricare via internet musiche o film; sono stati proposti scrittori e testi della letteratura africana; il ricercatore dell’ENEA, dott. Loris Pietrelli ha tenuto una lezione sulla necessità e sui modi di risparmiare l’acqua, la dott.ssa Susanna Messina ha interessato gli studenti della classe quinta illustrando la divisione dei poteri secondo la Costituzione. Commovente è stata infine la testimonianza diretta del signor Giacomino, pluridonatore del sangue nell’ambito dell’incontro con l’Avis.”

La Settimana è stata inaugurata dalla Dirigente, prof.ssa Maria Zeno che ha illustrato il più ampio Progetto Costituzion@nch’io, nel quale la Settimana è inserita e per il quale il Liceo Scientifico di Civitavecchia-S. Marinella è in rete con l’ IIS di “Viale Adige”, Dirigente Scolastico Stefania Tinti, e l’ IC di “Via Toscana, 2, Dirigente Scolastico Maria Rita Ferrari.

La Dirigente ha dichiarato con soddisfazione che COSTITUZION@NCH’IO è uno dei 104 Progetti selezionati in Italia nell’ambito della sperimentazione ministeriale dell’insegnamento “Cittadinanza e Costituzione”.

Oltre alla già citata associazione, hanno partecipato le associazioni Fnism con Liliana Di Ruscio, Scuolambiente con Beatrice Cantieri, Amnesty International con Tina Coppola e Cecilia Polce, L’Agone Nuovo e Avis.

Processo Marongiu – Gentili: prima udienza, primo colpo di scena

marongiuAperto e subito rinviato al 30 marzo 2010 il processo che vede imputati in concorso tra loro l’assessore Roberto Marongiu ed il dirigente dell’ufficio urbanistico comunale Claudio Gentili. I due sono stati rinviati a giudizio per abuso edilizio ed abuso d’ufficio insieme al rappresentante legale della società che ha edificato i manufatti ritenuti dalla Procura di Civitavecchia illegali ed alla proprietaria del terreno. L’udienza doveva semplicemente essere la prima del processo e quindi rappresentare una pura serie di formalità pur indispensabili e propedeutiche per il rito penale ma ha riservato un colpo di scena. Oltre alla società confinante che ha promosso il giudizio penale e quello amministrativo contro la costruzione sul lungomare Marconi di Santa Marinella dei tre villini in questione anche gli acquirenti degli immobili hanno depositato la loro costituzione nel giudizio. Praticamente i soggetti che hanno sottoscritto con la società Costa Tirreno lo scorso anno dei contratti preliminari alla stipula del rogito di trasferimento della proprietà oggi si sentono danneggiati dalla vicenda e chiedono i danni. Subito il difensore di marongiu ha eccepito l’irritualità del deposito e la mancanza di interesse nel processo da parte di questi soggetti che per bocca del loro legale hanno invece fatto notare di aver impegnato molti denari per le caparre, di aver acquistato il mobilio che ha arredato gli immobili, mobilio ora sotto sequestro da oltre diciotto mesi. Lo stesso pubblico ministero ha fatto notare al dottor Almerighi, presidente del collegio giudicante, che a chiedere li dissequestro fu per primo proprio il legale dei promessi acquirenti. Dopo una brevissima camera di consiglio il collegio ha deliberato l’accoglimento anche di questa partecipazione qualificata al procedimento penale in corso. Esaurite le questioni preliminari la prossima fase, scadenzata dal presidente alle date del 30 marzo e 20 aprile del prossimo anno, vedrà le audizioni del legale rappresentante della società parte offesa, del comandante della Polizia Locale di Santa Marinella Claudio Jacobazzi, del funzionario di polizia locale Angelo Sbaffo e dei consulenti tecnici d’ufficio e di parte civile. Gli imputati non hanno depositato richieste di audizione testi. Per il comandante Jacobazzi quello del 30 marzo potrebbe essere l’ultimo appuntamento pubblico in quanto, come deliberato dalla giunta comunale, dal giorno dopo dovrebbe andare in pensione per anzianità di servizio. Tutto il procedimento nato dall’edificazione dei tre villini sul lungomare di Santa Marinella e reso evidente dal sequestro giudiziario dei manufatti avvenuto a maggio dello scorso anno è stato per la città un caso più politico che edilizio, pur vedendo coinvolto in concorso il dirigente dell’ufficio urbanistico. La minoranza ha più volte chiesto le dimissioni dell’assessore Marongiu, coinvolto anche in un “affaire” relativo ad un’inchiesta riguardante un giro di intercettazioni ambientali manipolate ovvero abusive generato dalle confessioni rilasciate e poi ritirare da una “gola profonda” alla Procura della Repubblica di Milano. Tutte queste vicende, secondo l’amministrazione comunale di Santa Marinella, hanno riguardato la persona dell’assessore Marongiu e non la sua funzione politica e pertanto all’interno dell’amministrazione c’è sempre stata una forte difesa del suo ruolo, peraltro cardine, all’interno della giunta. Se nulla è cambiato finora è probabile che nulla cambierà almeno fino all’esito del processo penale che dovrebbe concludersi, visti anche i tempi serrati dettati dal presidente Almerighi, non prima della fine del prossimo anno.

La rivoluzione è come il vento

scure

Cominceranno a cadere teste, le rivoluzioni partono tutte così. Le prime a rotolare dal ceppo saranno quelle degli assessori, almeno due, tanto per dare un segno. E poi? Il nulla più completo, come al solito, come ci è stato mostrato, dietro alla cortina di fumo del diremo, del faremo e soprattutto dell’inaugureremo in questo scorcio di inizio millennio. Le rivoluzioni non sono fatte dagli uomini ma dalle genti, e cambiare un paio di nomi sulla tabella non migliorerà la situazione se non si riesce a coinvolgere la popolazione, i cittadini di Santa Marinella in un progetto nuovo, vero e diverso. Non cambierà nulla, quindi, ed alla fine del giro di carte l’orsetto avrà guadagnato un paio di nemici veri e due nuovi e falsissimi amici. Eppure in questa opaca stagione, nella breve edizione del “volemose tutti, proprio tutti bene show” una possibilità di fare il salto di qualità c’è stata, quella di inserire qualche elemento nuovo dotato di capacità e competenza, e di una cosa che non guasta mai, un nutrito seguito, c’è stata ma è stata disdegnata con la solita boria, con un sorrisetto ed una stretta di mano. Ognuno è artefice del proprio destino, verrebbe da dire ma non è così semplice da affermare quando il destino di qualcuno, più o meno sciagurato e bislacco, si lega con i lacci che immobilizzano questa meravigliosa città ormai da oltre dieci anni. Per fare la rivoluzione non basta girare due poltrone, serve la gente, quella che ora più schifata che mai è alla finestra in attesa che il nuovo finalmente avanzi. E questo è il momento, l’alternativa esiste veramente e lo possiamo dire fieri. Un’alternativa fatta di gente che non ha interesse, che non deve essere “sistemata”, che non ha voglia di contare ma più semplicemente e silenziosamente di fare, che vive la politica non come ostentazione ma come milizia a servizio della propria comunità. Quest’avanguardia è ora formata da gente in carne e ossa, che si è appena preso un impegno serio e leale nei confronti della propria città. Chi li ama li segua? Perché no, diciamo meglio, che a queste condizioni veder rotolare qualche testa avrà un senso e potrà addirittura essere divertente. Per ora.