Un cadavere sulla spiaggia

Il cadavere di una donna, tra i 25 ed i 35 anni di età, è stato ritrovato lungo la spiaggia di Santa Marinella nella zona sottostante le prime case di lungomare Marconi. Immediatamente allertati da una donna che passeggiava sulla spiaggia sono intervenuti il magistrato di turno della Procura di Civitavecchia ed il medico legale che dopo un primo esame della salma, in avanzato stato di decomposizione, ne ha disposto la rimozione. La donna era nuda, ad eccezione del reggiseno e delle calze, aveva capelli rossi corti ma il cadavere, con le mani rattrappite e privo di parte del cuoio capelluto, non presentava evidenti segni di violenza. Si suppone che la donna non fosse del posto anche se gli inquirenti stanno vagliando i nominativi delle persone scomparse da oltre un mese, tanto il periodo presumibile di esposizione all’azione dell’acqua marina

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Firmano tutti, Santa Marinella non c’è

Spunta il sottosegretario Gianni Letta sul continuo rimpallo di competenze tra Regione e Comune (presidente Polverini, sindaco Alemanno) sul destino della discarica che raccoglie i rifiuti di Roma e sulla necessità di trovare uno o più nuovi siti. Soprattutto, sul dove farli. E Letta dà incarico alla presidente della Regione Polverini di togliere le castagne sul fuoco al sindaco Alemanno. ”Da questo momento abbiamo la competenza di occuparci del nuovo sito che sostituirà Malagrotta”. Lo dichiara la stessa Polverini, sottolineando che ”chiaramente è prematuro chiedermi se abbiamo già individuato le aree, perché altrimenti lo avremmo comunicato. Abbiamo già convocato una prima riunione urgente per valutare la situazione e ho avuto un incontro a Palazzo Chigi per comunicare a Gianni Letta anche la posizione del Comune di Roma (e cioè che nel territorio romano non esistono aree idonee per aprire una nuova discarica ndr ). La competenza da questo momento è regionale”.

Polverini ha aggiunto di aver chiesto al sottosegretario ”rassicurazioni” se diventa necessaria “una procedura di commissariamento d’urgenza in particolare per Malagrotta, della quale ora ho la gestione”. Rispondendo ai cronisti se il nuovo sito sarà nel Comune di Roma, Polverini ha risposto: ”Confermo di aver ricevuto la nota del Campidoglio (in cui in pratica si esclude questa possibilità ndr.) e che abbiamo una riunione operativa. Da questo momento in poi qualsiasi mia parola ha un peso e non intendo comunicare nulla fino a che non avrò piena consapevolezza di ciò che avviene”.

Interviene Alemanno: “Condivido il passo che il presidente della Regione ha compiuto a Palazzo Chigi per valutare la procedura d’urgenza per l’individuazione del sito alternativo a Malagrotta. Come già detto nel nostro studio presentato in Regione, sarà molto difficile individuare questo sito nell’ambito di Roma Capitale senza creare gravissimi danni ambientali, urbanistici e sociali. Si valuti piuttosto il territorio della sua provincia. Ed è necessario adottare procedure d’urgenza per ridurre al minimo l’ulteriore proroga dell’utilizzo della discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa che dura in proroga dal 2003″.

E’ questa l’ultima puntata del braccio di ferro tra Regione-Comune sulla nuova discarica del dopo-Malagrotta, dopo l’ultima valutazione consegnata dal Campidoglio alla Regione, in cui veniva stabilito che nel territorio romano non erano presenti aree idonee. La valutazione aveva riguardato otto macroaree situate nel territorio comunale, analizzate secondo gli aspetti ambientali, gli aspetti idrogeologici, di difesa del suolo e gli aspetti territoriali.

Fra queste porzioni di territorio, quattro macroaree erano già state individuate da precedenti studi del dipartimento ambiente e protezione civile della Regione Lazio ed erano: macroarea 2, che raggruppa le località: la Barcaccia, Pantano, Fonte di Papa, Santa Colomba, Vivaro, Marcigliana; macroarea 13, con le località Monte della Chiesola, Pantano monastero, Mastaccio, Castel di Guido; macroarea 15, con le località Castel malnome, monte Carnevale, valle Galeria, fosso Galeria, ponte Malnome; macroarea 28, con Quartaccio. A questi si aggiungono i quattro siti di Procoio, Monte di Massa, Santa Palomba e Porta Medaglia, individuati dal dipartimento tutela ambientale di Roma Capitale in base agli stessi criteri presi in considerazione per l’individuazione delle macroaree.

Ma la conclusione era stata netta: “Sulla base di questo studio, Roma Capitale ha notificato alla Regione la propria valutazione sulla non esistenza di aree idonee all’interno del territorio comunale per la realizzazione di nuovi impianti integrati per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, provenienti dalla raccolta della Capitale”. E ora la parola passa alla Polverini.

Da Riano ad Allumiere, insorgono i sindaci. Una lettera-appello inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. In calce la firma di 30 sindaci della provincia di Roma “che – spiega una nota – hanno aderito in poche ore dopo la notizia che il Comune di Roma non ha trovato un sito alternativo a Malagrotta sul proprio territorio. Siamo certi che nelle prossime ore e nei prossimi giorni altri sindaci si uniranno a questo appello”. Tra questi sindaci, ce ne sono anche quattro di centrodestra. Hanno aderito alla lettera i primi cittadini di Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Velletri, Ciampino, Pomezia, Ladispoli, Allumiere, Cerveteri,Monterotondo, Nettuno, Castel Gandolfo, Castel Madama, Formello, Campagnano, Genazzano, Grottaferrata, Bracciano, Manziana, Canale Monterano, Colonna, Zagarolo, Palestrina, Gallicano, Ardea, Riano, Morlupo, Ponzano, Rocca di Papa.

“Il Comune di Roma sta giocando sporco” dichiara il sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio, infuriato dopo avere appreso della comunicazione del Campidoglio alla Regione dove si attesta l’indisponibilità del territorio capitolino ad ospitare un impianto per il dopo Malagrotta. Il problema, infatti, rischia sempre di più di ricadere sui comuni della provincia e si era già parlato in passato di Allumiere come luogo dove spedire i rifiuti di Roma.

Il Pd attacca Alemanno: Per il segretario romano Pd, Marco Miccoli: “L’irresponsabilità e l’immobilisimo di Alemanno anche sulla questione dei rifiuti rischia di portare la Capitale ad un’emergenza di tipo napoletano. Chiedere più soldi e poteri per la Capitale, come ha fatto Alemanno, e poi pensare di portare i propri rifiuti fuori dal suo territorio è una scelta folle e che non porterà da nessuna parte. Non credo assolutamente che i Comuni intorno a Roma accetteranno di buon grado i rifiuti della Capitale soprattutto dopo che finanziamenti e nuove competenze sono state assegnate solo a Roma. Alemanno si prenda le sue responsabilità e non fugga dai propri doveri. Faccia il sindaco e non il don Abbondio”.

Secondo il consigliere regionale Carlo Lucherini (Pd), “La moina tra il sindaco di Roma e la presidente Polverini è già cominciata. Dopo il “passaggio di competenze” dal Comune di Roma alla Regione si ha infatti la brutta sensazione che il sito per sostituire Malagrotta sarà individuato in provincia. E scegliere Riano o Allumiere, tanto per fare due nomi già ampiamente circolati negli ultimi mesi, sarebbe un gravissimo errore, una manifesta ingiustizia che le popolazioni dell’hinterland romano non accetteranno mai”.

da Repubblica.it

E’ nata la Pro Loco

Lo scorso 16 dicembre, con un atto pubblico, Salerno Raffaele, Martini Alessandro, Possenti Elisa, Galli Simone, Mollichella Valeriano, Di Natale Francesco, Fratturato Tiziana, Spalvieri Stefano, Giacomini Roberto e Lombardi Roberta hanno costituito l’Associazione turistica “Pro Loco di Santa Marinella”.

La “Pro Loco” nasce  con una base volontaria senza scopo di lucro, con rilevanza pubblica e  finalità di promozione sociale, turistica e di valorizzazione del territorio, con potenzialità naturalistiche, culturali, storiche ed enogastronomiche della nostra cittadina.

“Il nostro intento –illustra il neo eletto Presidente Raffaele Salerno- è quello di: promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’informazione per i turisti con l’apertura di appositi spazi; organizzare iniziative utili e mirate per incrementare il turismo e per sviluppare la conoscenza delle attrattive del nostro territorio e dei luoghi limitrofi; operare per migliorare la gestione dei servizi di interesse turistico. Contribuire al miglioramento della qualità della vita di Santa Marinella – continua ilpromuovere la cultura dell’accoglienza e dell’informazione per i turisti con l’apertura di appositi spazi; organizzare iniziative utili e mirate per incrementare il turismo e per sviluppare la conoscenza delle attrattive del nostro territorio e dei luoghi limitrofi; operare per migliorare la gestione dei servizi di interesse turistico. Contribuire al miglioramento della qualità della vita di Santa Marinella – continua il Presidente – significa analizzare le esigenze di carattere sociale, individuarne le necessità e promuovere attività atte a soddisfare tali esigenze: manifestazioni culturali, convegni, concerti, gestione per circoli  da organizzare nell’ambito del comune di Santa Marinella e in sinergia con l’Amministrazione comunale”.

Raffaele Salerno

Il futuro inizia dalle regole

C’è una spiegazione per tutto, c’è sempre una spiegazione. Proviamo a fare un passo indietro, nella speranza che una visione più ampia del problema possa rendere chiari gli schemi ideali che ci sono sotto. Lo spunto principale è scritto qui:”L’iniziativa economica privata è libera e non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale”. Non è un epitaffio né una cosa buttata giù da me: è l’articolo 41 della nostra Costituzione. La Carta fa spesso riferimento al concetto di “utilità sociale”, lo considera un po’ come il prezzemolo, un po’ come quello che il vecchietto nella famosa pubblicità amava definire “il sale della vita”. Adesso che a forza di fare passetti indietro siamo con il sedere sul poggio della collina possiamo guardare giù con una visione più ampia e trovare subito sotto di noi gli amici di Alibrandi. Non ce l’hanno con i costruttori, non ce l’hanno con chi vuole fare impresa. Se ci guadagna qualcosa, come è giusto che sia, buon per lui. Rivendicano, e forse non lo sanno, la funzione sociale della libera imprenditoria italiana. Qual’è il fall-out di questa iniziativa economica da realizzare nel loro rione? La risposta è molto difficile, i punti di vista sono assolutamente opposti. Se chi fa impresa si considera un raider non ha nulla da recriminare: arriverà a Santa Marinella, si farà un gran pacco di fatti suoi, costruirà i suoi trecento loculi, arrivederci e forse grazie. La situazione di Alibrandi non è questa. Durante la prima riunione un assessore ebbe, in un momento di concitazione, a profferire una frase assolutamente emblematica di un certo modo di pensare. Si stava comparando l’offerta che questo imprenditore illuminato faceva alla città in corrispettivo del diritto ad edificare. La cosa, all’assessore, deve essere sembrata assolutamente poco conveniente, rispetto alla richiesta che i pochi cittadini presenti al dibattito avanzavano, tanto da farlo sbottare in un poco elegante:”dobbiamo pensare anche al guadagno dell’impresa”. Il guadagno dell’impresa, caro assessore, esiste ed è notevole. Sfuggono ai più alcuni concetti di base, tanto avvezzi siamo ormai ad un concetto di edilizia negoziata tanto mercantile quanto esso stesso sintomo di un potere statale che cede sempre più il passo ad un arrembaggio alla cosa pubblica fatto di insignificanti baratti e di strappi sempre ormai troppo frequenti alle regole. Perché l’asso nella manica è sempre uno: su quelle aree non si può costruire. Non stiamo parlando di modificare un indice di qualche unità, di ridurre un distacco di mezzo metro. Striamo trasformando il piombo in oro, terra acquistata a due soldi perché inedificabile diventa cemento e la pietra filosofale è la giunta comunale, la corte dell’orsetto che da tre anni parla solo di urbanistica, ha come unica unità di misura il metro cubo e ragiona in funzione dei vari promotori. La funzione sociale di un impresa venuta ad edificare a Santa Marinella dovrebbe essere tutt’altra. Hanno ragione gli abitanti di Alibrandi, come domani quelli di Valdambrini e poi quelli del rione Fiori e di tutti gli altri quartieri di Santa Marinella e di Santa Severa a chiedere innanzitutto maggior rispetto e poi che il lavoro di questi soggetti sia motore di sviluppo. Nessuno ragiona in termini di urbanistica, di scienza di utilizzo del territorio, di vivibilità e di futuro. Se esistono centinaia di abitazioni inutilizzate ed invendute, forse migliaia, perchè dovremmo derogare alle regole e far costruire altre case in luoghi dove ciò non è previsto? Come ha detto, assessore, ci regalano un ponte? Beh, forse è lo stesso ponte che voi stessi avete più volte promesso e mai siete riusciti a realizzare, voi dite per mancanza di soldi, io sostengo per mancanza di interesse. I soldi ci sono, basta non sprecarne ed ove non si trovassero si potrebbero sempre istituire tasse di scopo che, a differenza delle rapine realizzate con i vari autovelox nascosti, i cittadini sarebbero ben lieti di pagare a fronte di utili opere pubbliche. Gli abitanti di Alibrandi hano ragione, ne hanno tanta; basta con i vecchi sistemi, basta con le vecchie facce. La gente cresce e sa ragionare con la propria testa, non si accontenterà più di un parcheggio, di un piccolo bar e di un asfittico parco pubblico, oggetto magari fra qualche anno della concessione ad un amico dei soliti amici. Le regole certe e durature fanno la trasparenza, aumentano la competitività, aiutano il progresso ma soprattutto non scavano il solco profondo che esiste oggi tra gli amici e i non amici, tra chi può fare e chi deve solo guardare. Si vuole fra costruire per forza ad Alibrandi? Siano gli abitanti del rione a scegliere con quali opere compensare il danno che questa trasformazione del territorio recherà al loro quartiere, ne hanno diritto.

Piano integrato di Alibrandi: la risposta dei cittadini

Martedì 21 dicembre si è svolta al Rione Alibrandi un’altra riunione per discutere del cosiddetto piano integrato Benigni, oltre 30mila meri cubi di nuove costruzioni che dovrebbero essere autorizzate in zona bianca di piano regolatore (dove non si potrebbe costruire), in cambio di un ponte che collega il Rione con Via Latina, un parco attrezzato con all’interno un locale di circa 100mq concessi dalla proprietà costruttrice.

La precedente assemblea del 26 ottobre era stata organizzata dall’Amministrazione per spiegare il progetto.

 Considerati i tanti dubbi e le preoccupazioni che l’incontro aveva suscitato fra i cittadini, è sorto un comitato spontaneo che ha scritto una petizione, ha raccolto oltre 250 firme e ha chiesto di incontrare il Sindaco.

L’Amministrazione informava il comitato di aver comunicato al proprietario di riproporre il progetto modificato su delle indicazioni dettate dell’amministrazione.

In data 14 dicembre, il comitato veniva messo a conoscenza del nuovo progetto che però è quasi identica alla prima: è proposto solo “uno sconto” di circa 5% sui metri cubi da costruire come residenze (che diventano circa 28.693 mc), multi servizi/commerciale/multisala che diventano 7173 mc), una rotonda non prevista inizialmente sull’area destinata a parco e 2000 mc. di edilizia pubblica.

La nuova proposta è stata presentata al quartiere appunto nella riunione del 21, ma il risultato è rimasto lo stesso: stesse le preoccupazioni, stesse le perplessità e stesso il disaccordo degli abitanti del quartiere.

Secondo un pensiero comune ai numerosi cittadini intervenuti all’assemblea, si teme che le condizioni di Alibrandi, invece di migliorare, peggioreranno, per il notevole aumento di nuovi appartamenti (si stima oltre 150) da costruire, con l’inevitabile degrado delle condizioni della viabilità, già critica, e di tutte le infrastrutture o i servizi del quartiere.

I convenuti all’assemblea hanno  notato una notevole sproporzione fra il vantaggio del costruttore e ciò che andrebbe a ricevere la città in generale e Alibrandi in particolare.

Del resto la proposta dell’Amministrazione non è sostenuta da uno studio sulle esigenze urbanistiche e ambientali del quartiere.

Non c’è un’analisi sui flussi del traffico e sui servizi, cosa che i cittadini di Alibrandi ritengono necessario considerando anche che nelle zone adiacenti sono state approvate altre lottizzazioni per migliaia di MC.

Per questo, a conclusione dell’assemblea, gli intervenuti hanno concordato sull’esigenza di incaricare  un tecnico che possa valutare in modo molto attento tutte le problematiche, incarico che il quartiere è disposto ad affrontare anche a proprie spese, se l’Amministrazione continuerà a non farlo.

Solo dopo tale analisi attenta sarà possibile riformulare una proposta che i cittadini sperano possa essere accolta dall’Amministrazione. Per lo stesso motivo auspicano che l’Amministrazione non voglia accellerare i tempi e portare a breve il piano integrato all’approvazione del Consiglio Comunale, senza la condivisione del quartiere, i cui cittadini da decenni chiedono una vera riqualificazione.

Vogliamo ricordare le dichiarazioni del sindaco dopo l’approvazione delle nuove norme tecniche al Piano Regolatore Generale: Con questo intevento non permetteremo altri scempi urbanistici e Santa Marinella tornerà ad essere una città vivibile.

Caro sindaco speriamo che il Rione Alibrandi faccia parte del comune di Santa Marinella.

Delegazione Rione Alibrandi

Di nuovo in scena

Domani la scuola va teatro: in veste di attori o spettatori, gli studenti di S. Marinella del Liceo e della Scuola Media insieme a godersi lo spettacolo!… non senza una morale!

Quindi lunedì 20 dicembre alle 10,o0 la sala Odescalchi, il Liceo Scientifico Galilei presenta lo spettacolo teatrale FOOL di Neil Simon ai giovani studenti della Scuola Media di Piazzale della gioventù. Un invito che il Liceo ha rivolto ai giovani adolescenti della città per regalare loro due ore di leggerezza e di allegria: nella fantomatica cittadina di Marinella, segnata dalla maledizione dell’insipienza e dell’ignoranza, un maestro testardo ed innamorato saprà infine trovare l’antidoto necessario per superare ogni difficoltà di apprendimento.

La regia è di Iolanda Zanfrisco, gli attori sono Alessio De Luca, Alessia Cozza, Marco Osservanza, Vanessa Bassanelli, Zephir Trionfo, Elisa Pomponio, Francesca Scipilliti, Chiara Illuminati, Eleonora Ceccarelli, Ludovivo Serra, Riccardo Degni, Elisa Pomponio.

Sarà presente la dirigente, professoressa Maria Zeno per un saluto agli studenti ed un augurio di buon Natale. Il lavoro è patrocinato dal Comune di S. Marinell

La Minoranza e il disco rotto

Abbiamo letto sulla stampa che in una recente assemblea con il PDL, Bacheca

avrebbe ripetuto quello che lui e i suoi ripetono da due anni come un disco

rotto, e cioè che “l’opposizione non fa proposte”. A parte che la democrazia

distingue i ruoli (la Maggioranza ha il compito di governare e la minoranza

quello di controllare, non necessariamente di “fare proposte”) la verità e che

da due anni e mezzo non facciamo che indicare alternative, ma

sistematicamente la Maggioranza non le ascolta, le ignora e disprezza il nostro

contributo. Gli esempi di ciò che abbiamo suggerito sono ormai numerosi.

Sul Direttore Generale abbiamo detto di rinunciarci subito, poiché sarebbe

stata solo una costosa ed inutile cambiale elettorale a spese dei cittadini di

Santa Marinella. Hanno aspettato due anni, e 200mila euro buttati al vento.

Per quanto riguarda il Bando e la gara per la raccolta differenziata, avevamo

semplicemente chiesto (con tanto di lettera all’ esecutivo) di aggiungere due

esperti della materia nella commissione per l?aggiudicazione del bando. Il

consiglio è stato ignorato, con il risultato di un nostro esposto in Procura

per presunte irregolarità e un ricorso al TAR di una ditta esclusa.

Su Edilizia e piani integrati abbiamo ripetutamente chiesto di programmare

prima le opere pubbliche e fare un regolamento. La Maggioranza va avanti al

contrario con trattative private (caso per caso, senza programmare). E’ così in

arrivo una colata di cemento, anche all’ex cementificio, su cui non ci

coinvolgono in nessun modo.

Sul problema del Trasferimento uffici abbiamo presentato addirittura un

preventivo (oltre un anno fa) per l’affitto di moduli prefabbricati di alta

qualità, in previsione della ristrutturazione della sede di via della Libertà.

Ci hanno deriso tramite stampa, mentre “trattavano” perdendo tempo con la

Treddì del centro commerciale di via Valdambrini.

Sul Punteruolo rosso abbiamo con insistenza consigliato di potenziare l’

ufficio, di chiedere fondi alla Regione, di indicare una strategia complessiva.

Ora, a strage di piante compiuta, arrivano o 75mila euro. E la strategia?

Ancora la dobbiamo capire.

Sui Fossi, abbiamo di recente proposto a gran voce di trovare risorse in

bilancio e pulirli. Ci hanno risposto che “ormai si sono puliti da soli”.

Sul Porto abbiamo chiesto di ritirare la scellerata delibera del 28 dicembre

2009 (Consiglio irregolare) e ricominciare da capo. Al contrario hanno

preferito il braccio di ferro e siamo finiti al TAR, il cui pronunciamento a

nostro favore è stato evitato solo per una furbizia formale della Maggioranza

consigliata dagli avvocati.

Sui Mercatini estivi avevamo suggerito in commissione e in Consiglio comunale

qualità e niente tende in Passeggiata, ed invece ci hanno preso decisamente in

giro.

L’elenco sarebbe in realtà ancora lungo. Aggiungiamo solo le ultime

proposte: una mozione per rendere libero e gratuito l’accesso alla Spiaggia la

Perla del Tirreno, e un’ altra mozione a favore di degenti e lavoratori RI.REI,

mentre stiamo preparando un Regolamento per l?intitolazione di strade e vie,

visto che la Maggioranza procede senza darsi un criterio.

Ci sembra quindi davvero sconclusionato il loro giudizio per cui non “facciamo

proposte”?. La verità è che non hanno argomenti e si riducono ad usare sempre lo

stesso ritornello, per coprire quello che è un loro vuoto d’idee.

La Minoranza

E che problema c’è?

La fredda cronaca ormai non interessa, basta dire che stamattina si è sfiorata la strage, una disgrazia annunciata da tanto tempo. Se non ci fosse stato il muro della villa, se l’albero fosse caduto sulla strada, se il semaforo fosse stato rosso, se…, se… Gli eventi sono frutto dell’incuria; lo stato di pericolo di quelle alberature era noto da oltre un anno, da quando l’amministrazione comunale era stata sollecitata a provvedere da una lettera circostanziata e da molti solleciti verbali. Un’altra campana che suona un allarme che, come al solito, nessuno ascolterà. Tanti altri sono i segnali che suonano su tutto il territorio comunale e fra questi la situazione del fosso tra via dei Fiori e via Elcetina è assurdamente importante. La pressione della terra bagnata ha fato crollare nell’alveo del fosso una porzione del muro di contenimento del terrapieno: una diga in calcestruzzo ostruisce uno dei fossi più importanti e pericolosi della città e nessuno fa nulla per pulire il letto del rivo. In aggiunta anche l’altra parte del muro di cemento si sposta pericolosamente verso il basso ogni giorno che passa. Non ce la sentiamo più di stare solo a guardare e sperare. E’ difficile credere che si possa tirare a campare pensando solo al bunga bunga in salsa santamarinellese che qui si chiama più prosaicamente triccheballache; esistono anche per gli amministratori dilettanti dei doveri di salvaguardia della pubblica incolumità e dei beni patrimonio degli enti locali che vanno al di là di ogni tipo di pigrizia mentale ed indolenza caratteriale. Sarebbe simpatico sentire adesso i vari assessori pronti a denunciare il “terrorismo mediatico” cosa ne pensano di questa situazione. No, ho sbagliato, non sarebbe simpatico ma semplicemente squallido sentirli solo aprire bocca. Non c’è nulla da dire ma tanto da fare. Per questo non abbassiamo la guardia, mai.