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Pro Loco: ne resterà soltanto una?

Su più mezzi d’informazione locali sono di recente apparse notizie sulla costituzione a Santa Marinella di una presunta “Pro Loco di Santa Marinella” a cura di alcuni cittadini della città.

Dobbiamo puntualizzare, come “Pro Loco di Santa Severa e Santa Marinella”, attiva sul territorio da oltre venti anni, che la costituzione di un’associazione con tale denominazione risulti illegittima.

Infatti le Associazioni Pro Loco vengono regolate dalla Legge Regionale n.13 del 6,8,2007 all’art.15, che al punto 4 recita:

“Presso ogni provincia competente per territorio è istituito l’albo provinciale delle associazioni pro-loco. Per l’iscrizione all’albo devono ricorrere le seguenti condizioni:

a) che che nello stesso comune non esista altra associazione già iscritta all’albo, a meno che nel comune stesso siano presenti più località fortemente caratterizzate e distinte sotto il profilo turistico; in tal caso l’iscrizione all’albo può essere consentita sentita l’UNPLI regionale.

b) … “

e, al punto 7:

“la denominazione “pro-loco” è riservata esclusivamente alle associazioni iscritte all’albo”

Per quanto su esposto ci siamo rivolti per un consiglio all’UNPLI nazionale e regionale, che, confermando l’irregolarità della nuova associazione, ci ha consigliato di informare i preposti uffici della Regione e della Provincia, cosa che è stata fatta.

Il fatto di non essere a conoscenza della sede di tale associazione ci ha impedito di poterci

rivolgere direttamente alla stessa.

Ovviamente non siamo contrari alla nascita di un’altra associazione di promozione turistica, tuttavia contestiamo, a norma della suddetta legge, l’utilizzo del termine “Pro Loco”.

Pro Loco di Santa Severa e Santa Marinella

il presidente p.t.

Severino Tamburrini

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Alessandro scende in piazza

Egregio Direttore,

mi consenta di replicare, con la presente, all’articolo apparso in data odierna sul quotidiano “la Voce” dal titolo “La Maggioranza fa polemiche con lo scopo di nascondere alla città la propria incapacità”. Nell’articolo in questione, l’opposizione consiliare della Perla del Tirreno replica ad un pezzo, redatto dal sottoscritto e pubblicato sul trimestrale “Il Popolo del Litorale”, un giornalino su Santa Marinella, voluto e realizzato, dall’associazione “Insieme per il Popolo della Libertà”, che fa capo, appunto, al sindaco Roberto Bacheca.

Innanzi tutto desidero ringraziare la minoranza per l’epiteto di “novello Vittorio Feltri nostrano”, di cui sono assolutamente indegno data la calibratura del personaggio al quale mi hanno paragonato, ma al di là questa superflua parentesi personale, volevo sottolineare che quando mi è stata presentata l’opportunità di avere uno spazio su quel giornalino, opportunità per la quale mi è doveroso ringraziare il Sindaco Bacheca nonché il direttivo dell’associazione ed in particolare il collega Roberto Boccoli, sono stato molto entusiasta in quanto, finalmente, ho avuto uno spazio nel quale esprimere una libera analisi sulla situazione politica cittadina. Ho descritto tale situazione, se pure parzialmente, dal mio punto di vista che ho maturato come spettatore esterno delle vicende politiche di questi anni, ed in particolar modo negli ultimi due, in cui ho svolto il collaboratore giornalistico nella nostra città. Ebbene, io credo che chi proviene da un’esperienza così negativa e devastante, a mio avviso, per Santa Marinella, come quella dell’amministrazione Tidei, onestamente, dovrebbe evitare di parlare di politica fatta di proclami, di polemiche sterili, di poca partecipazione sociale, di guerre a colpi di manifesti e demagogici annunci, ma anche di clientelismi; una serie di elementi, questi, che sono stati importati nella nostra città proprio da quella coalizione di centro sinistra e che hanno per un notevole periodo di tempo spaccato il tessuto sociale cittadino, una spaccatura che si dimostra e si è manifestata maggiormente, proprio nel centrosinistra, che, guarda caso, si è presentato alle elezioni frantumato in gruppi e gruppetti che come schegge impazzite dicevano e dicono tutto e il contrario di tutto, oggi uniti solo, appunto, quando c’è da attaccare Bacheca o da presentare una denuncia contro l’amministrazione comunale. Che questa opposizione non abbia veramente più nulla da dire, lo dimostra il fatto che per replicare a me, è stato necessario, per l’ennesima volta, rispolverare il noiosissimo elenco di opere pubbliche di cui rivendicano – quasi sempre immeritatamente – la paternità. Cari consiglieri di minoranza, è comprensibile la vostra nostalgia per il bel (un aggettivo che vale solo per voi, ovviamente) tempo in cui avete amministrato: ma sono passati anche 6 anni… perché non provate ad andare un poco avanti? Francamente, non se ne può proprio più di sentire gli stessi concetti, ripetuti e ripetuti come un disco rotto, per anni.

Per quanto riguarda poi la situazione attuale, è innegabile che per risanare una città, non bastano certo cinque anni, ma forse nemmeno dieci, così come è innegabile che si stanno facendo degli sforzi sovraumani in questo senso e che, nonostante la difficilissima congiuntura economica mondiale e più in particolare un territorio con problematiche irrisolte da decenni, che spesso non dipendono neanche dalla politica, l’attuale amministrazione comunale, ci stia riuscendo.

Ecco perché, direttore, nel mio articolo, ho voluto esprimere con forza un concetto: se ogni provvedimento strategico per Santa Marinella, che possa portare posti di lavoro e benessere, come ad esempio il porto o lo sblocco di terreni edili o, se vogliamo, anche l’affidamento in gestione di un impianto sportivo, ecc, ecc. viene sistematicamente bloccato dal partito del “no”, (nel nostro caso, forse sarebbe più appropriato dire “coalizione”, in quanto formata da Udc, Pd e “Un’altra città è possibile”), si crea un danno grave per la città e per i cittadini. Voglio inoltre rispedire al mittente l’accusa ridicola in merito ai cittadini che li hanno votati, che secondo i consiglieri di minoranza sono stati da me considerati “voci petulanti di fronte alle quali tapparsi le orecchie”, poiché appare evidente che i nostri rappresentanti agiscono autonomamente rispetto al voto che gli è stato dato, anzi, forse molti di quei cittadini che nel 2008 hanno conferito a loro la fiducia, oggi se ne sono pentiti amaramente. E’ per questo che se le opposizioni proseguiranno con la politica dei ricorsi, nella convinzione di fare il bene della città, continueranno ad essere, per me e per tanti altri santamarinellesi, un inutile ostacolo allo sviluppo della Perla.

Ringraziandola per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

Alessandro D’Alessio

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Piani integrati: la maggioranza della maggioranza è passiva

Importante successo dell’assemblea pubblica sui Piani Integrati di Intervento (PII) organizzata dalla lista civica “Un’altra città è possibile”, sabato 22 gennaio, presso la sala Flaminia.

Il pubblico, davvero numeroso e partecipe, ha seguito con viva attenzione le relazioni dei consiglieri Stefano Massera e Paola Rocchi, ma soprattutto quella del Prof. Giovanni Caudo, docente presso la facoltà di architettura di Roma Tre. La relazione di Caudo non si è limitata a spiegare in cosa consista l’ innovativo strumento urbanistico dei Piani Integrati, dal punto di vista legislativo e tecnico, ma è entrato nel merito dei cinque PI in via di approvazione, fra i 14 piani recepiti nel 2007 dalla giunta Tidei ed “adottati”  dall’odierna maggioranza. I cinque piani integrati analizzati nel dettaglio sono stati  Baia Serena e Baia Serena- Galoppatoio, Sporting 2000, in zona “Prato del Mare”, Benigni in zona Alibrandi e Riccucci, in zona Quartaccia, in base a quanto prevede una delibera di giunta dell’ottobre 2010.

Il Prof. Caudo ha spiegato che le amministrazioni delle grandi città si stanno avvalendo ampiamente dei  Piani Integrati, i quali consentono incrementi anche considerevoli delle cubature, rispetto a quanto previsto dai Piani Regolatori Generali, in cambio di opere pubbliche a spese dei privati. Il successo di tale strumento si deve soprattutto al fatto che le Pubbliche amministrazioni, sempre più a corto di risorse finanziarie, demandano al privato parte delle infrastrutture necessarie. Non si parla naturalmente di opere urbanizzazione primaria e secondaria (come strade, fognature, marciapiedi o ponti) ma di vere e proprie strutture di servizio da costruire ex novo come scuole, uffici pubblici e sale teatro. Il “contratto” tra la pubblica Amministrazione e soggetti privati si fonda sul “vantaggio economico” ricavato dal privato rispetto a quanto previsto dal Piano regolatore. Se il Piano Integrato prevede solo un aumento della cubatura, il vantaggio si calcolerà su questo aumento e sarà già di una certa consistenza, ma se il Piano Integrato prevede il cambiamento di destinazione di un’area (che passa ad es. da agricola ad edificabile) il beneficio del privato rispetto al Piano Regolatore sarà molto più consistente. Una Pubblica Amministrazione che abbia a cuore l’interesse collettivo sarà particolarmente battagliera e scrupolosa nel calcolare questo vantaggio, cercando di strappare al privato una percentuale sui benefici finanziari che va da un minimo del 30% fino al 50 o 60%. Inoltre il bando con cui una Pubblica Amministrazione offre ai privati la possibilità di proporre i Piani Integrati dovrebbe essere molto chiaro sulla formulazione degli obiettivi che il pubblico vuole conseguire, di quali opere cioè avrebbe esattamente bisogno, con quali caratteristiche e dove.

Sul caso specifico di S. Marinella, Caudo ha notato che il testo del bando sui Piani Integrati del 2007 consiste in un modello standard in cui manca pressoché totalmente una formulazione chiara sia degli obiettivi specifici adatti per S. Marinella,  che delle esigenze che l’amministrazione si propone in termini di standards urbanistici.

Riguardo al caso specifico dei 5 piani integrati approvati con delibera di Giunta tre mesi fa, da un punto di vista squisitamente tecnico e del tutto esterno, il prof. Caudo ha individuato diverse anomalie. Intanto il vantaggio del costruttore non viene calcolato in base al criterio sopra esposto. Sono anzi presentate cifre incoerenti e poco credibili ad uno sguardo più attento. Altra anomalia è che opere di urbanizzazione primaria e secondaria (come il ponte per Alibrandi) sono considerate ”opere di mecenatismo” e calcolate come tali, mentre aree adiacenti alla ferrovia o all’autostrada “di rispetto” per legge, vengono “generosamente” adibite a giardino e fatte passare per aree a servizio. Secondo un calcolo davvero molto approssimato, considerando praticamente al minimo sia il beneficio economico del privato, che una richiesta della Pubblica Amministrazione assai modesta e davvero insoddisfacente(30%), solo sui cinque Piani Integrati presi in esame, il Comune di S. Marinella incamera  3milioni e 350mila euro in meno, soldi sottratti  alla collettività per generosa concessione ai privati da parte della Giunta Bacheca che ha votato al delibera.

A quanti milioni di euro questa amministrazione intende rinunciare, visto che i 14 piani integrati prevedono, nel loro insieme, una colata di cemento superiore ai 220mila mc.? L’ultima ma fondamentale osservazione di Caudo è che S. Marinella, arrivata ormai a 18.000 abitanti, non ha urbanisticamente superato la tipologia dell’aggregato di case e quartierini “assemblati” ma non collegati, male serviti e poverissimi di quelle infrastrutture che farebbero finalmente di S. Marinella una cittadina e dei suoi abitanti una comunità. Bisognerebbe quindi, per lo meno, affiancare ai Piani Integrati un regolamento sugli stessi e una revisione generale del Piano regolatore, per avere almeno un’idea di come utilizzare in maniera proficua i Piani Integrati

A tutti è risultato estremamente chiaro come questa maggioranza non stia affatto difendendo gli interessi della collettività, ma abbia passivamente accolto le richieste dei costruttori, senza nemmeno una contrattazione di mera circostanza. I consiglieri di minoranza si ripromettono di attivare tutte le iniziative politiche del caso per riaprire e modificare l’iter sui Piani Integrati, di rivedere i termini delle delibere di giunta, di continuare ad informare e coinvolgere la cittadinanza su quello che sta accadendo.

Lista Civica “Un’altra città è possibile”

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Torna il Subbuteo

Ricordate il Subbuteo, l’avvincente calcio in miniatura che accompagnava i pomeriggi dei ragazzi degli anni settanta e ottanta?

A Santa Marinella è attivo il Subbuteo Club “Punicum” che da tre anni ha riportato questo indimenticabile gioco nella nostra città riunendosi ogni venerdì sera alle ventuno per svolgere le normali attività della stagione calcistica…a punta di dito: il mondiale, il campionato, la Champion’s League e la Coppa UEFA in un clima di spensierata serenità ed amicizia.

Il “Punicum” è inserito nel circuito nazionale e chiunque voglia entrare a farne parte può inviare una mail a oscpunicum@gmail.com indicando nome, cognome e città di provenienza; inoltre è parte attiva del forum internet “subbuteo70” all’indirizzo http://subbuteo70.forumfree.it/ .

Questo forum è un punto d’incontro e di organizzazione molto importante: infatti è gestito dai giocatori del prestigioso club romano “Lupa capitolina”, un’ istituzione ed un punto di riferimento per tutti coloro che amano questo splendido gioco.

Sul forum sono presenti i molteplici aspetti del Subbuteo: si possono trovare delle sezioni dedicate ai pittori di miniature, altre ai collezionisti ed inoltre ogni club ha il suo spazio per poter descrivere le attività svolte, i tornei organizzati, le classifiche, i risultati delle partite, la goliardia e i vecchi cari sani sfottò immancabili in ogni dopo-partita.

Sembrerà strano, ma una vecchia squadra lasciata in mansarda qualche anno fa potrebbe valere ben più di duecento euro!

Perchè anche i politici donatori di sangue non fanno il narcotest?

La recente notizia del coinvolgimento di uomini politici locali nell’inchiesta sul consumo di droga da poco svolta dalla magistratura ha dato il via ad una accesa caccia alle streghe. Il già fragile equilibrio di autorevolezza e rispetto nei confronti dei nostri rappresentanti locali ha subito un duro colpo e ha dato un solido appiglio a tutti quelli che ne auspicano la caduta politica. Nonostante le polemiche, sterili e non, per sventare il rischio di essere in balia di governanti dediti alle droghe, siano esse leggere o pesanti, è emersa la necessità di sottoporre le cariche comunali ad un test antidroga volontario. La finalità è semplicemente quella di allontanare i sospetti e rassicurare la città sull’operato di chi la rappresenta e, secondo Alvaro Balloni, responsabile del Polo Civico di Civitavecchia “fornendo ai cittadini, proprio in un momento in cui la fiducia nel corretto funzionamento delle istituzioni sembra essere giunta a livelli estremamente bassi, quel minimo di garanzia e di fiducia indispensabile a ricucire i rapporti sfilacciati tra rappresentanti e rappresentati e ad evitare illazioni e deprecabili generalizzazioni, che sicuramente non aiutano a stabilire quel clima di autentica collaborazione che occorre per attivare i tanto auspicati progressi di crescita e sviluppo della comunità locale”. Fu proprio Alvaro Balloni a presentare una mozione in cui si invitavano i consiglieri comunali a sottoporsi volontariamente ai test antidroga e a renderne pubblici i risultati. Ma se a Civitavecchia il problema sembra essere quello degli elevati costi di questi test, a cui si potrebbe facilmente ovviare qualora l’Amministrazione stipulasse una convenzione con strutture sanitarie serie, limitando i costi e aumentando la garanzia dei risultati, a Santa Marinella, per evitare i test, ci si barrica dietro l’etichetta di “donatori di sangue”. Sebbene quasi la totalità della maggioranza e della minoranza si siano dichiarati estranei alla vicenda relativa all’uso di sostanze stupefacenti, solamente Massimiliano Fronti e Mauro Trebiani si sono sottoposti alle analisi per il Narco-Test e ne hanno reso pubblici i risultati negativi, “per ribadire che è necessario dare un segno tangibile di credibilità, onestà e trasparenza politica”. Anche il Sindaco Roberto Bacheca ha dichiarato la sua estraneità ai fatti incriminati, aggiungendo l’inutilità dei test per lui e per gli altri esponenti della maggioranza, donatori di sangue da anni. Eppure, secondo il Decreto Legge Sirchia, del 3 marzo 2005, sui “Protocolli per l’accertamento dell’idoneità del donatore di sangue e di emocomponenti”, allegato 7 parte A e B, tra gli esami obbligatori ad ogni donazione e i controlli periodici, non compaiono i test antidroga specifici. Ad ogni donazione il donatore è sottoposto infatti ad un esame emocromocitometrico completo e alla validazione biologica: su ogni donazione, l’esito della determinazione del test ALT con metodo ottimizzato non deve essere superiore a due volte il limite normale. Ogni donazione deve risultare negativa ai seguenti esami: sierodiagnosi per la lue, HIV Ab 1-2, HBs Ag, HCV Ab, HCV NAT. Alla prima donazione il donatore è sottoposto almeno ai seguenti controlli immunoematologici: a) determinazione ABO, test diretto e indiretto; b) determinazione del fenotipo Rh completo; c) ricerca degli anticorpi irregolari anti-eritrocitari. Su ogni unità raccolta successivamente debbono essere confermati il gruppo ABO e Rh, nonchè la ricerca degli anticorpi irregolari nel caso di stimolazione immunologica del donatore. Gli esami per il donatore periodico invece comprendono: creatininemia, glicemia, proteinemia ed elettroforesi sieroproteica colesterolemia, trigliceridemia e ferritinemia. Secondo il Decreto Sirchia e le informative sul sito nazionale dell’Avis, l’eventuale assunzione di droghe è evidenziata soltanto da un’autocertificazione, e quindi un’autoesclusione, in base alle risposte date sul modulo da compilare per diventare donatore e in base alle confessioni fatte al medico incaricato della visita e dell’intervista preventiva agli esami di routine pre-donazione. Alla luce di ciò, e alla luce della recente caccia alle streghe alimentata dalla cultura del sospetto e della sfiducia, perché Bacheca, e chi la pensa come lui, non fa seguire la parole: “i nostri valori politici sono distanti anni luce dall’eventuale consumo di droghe, e fanno bene gli amministratori pubblici a combattere tali fenomeni” dai fatti, con la pubblicazione della negatività dei suoi Narco-Test? A volte per tranquillizzare la cittadinanza e far tacere le polemiche è bene anche sapersi mettere in gioco.

da www.centumcellae.it

Bravo Massimiliano…

la passeggiata a Santa Severa me la faccio tutte le mattine ma forse penso ad altro. I cambiamenti che mi racconti non li ho notati ma te l’ho detto, sono molto distratto. Mi compiaccio del tuo successo, mi pare strano che debba elogiarti da solo ma ne sono contento ugualmente perché sei un mio amico ed anche una brava persona. Mi dispiace però che la tua bravura ed iperattività abbia messo in ombra ben due assessori, residenti a Santa Severa ed incapaci in tre anni di amministrazione di fare quello che tu, semplice delegato, con uno schiocco di dita hai fatto in un paio di settimane mettendo in discussione anche l’operato dei dirigenti della Multiservizi e degli uffici tecnici comunali. Sono anche sicuro che non ti riferisci a me quando parli di chi osa sempre criticare e stare contro: le mie responsabilità me le sono sempre prese, senza bisogno di dovermi cambiare maglietta per potermi esprimere al meglio, ho fatto le mie battaglie e le ho vinte sempre tutte, quello che voglio e che desidero fare lo scrivo quassopra, quasi tutti i giorni e lo sai. Mi spiace che tu consideri questo nostro blog come una prigione; la cosa mi ricorda molto quel signore che mi rimproverava di voler “salire sulle antenne” per cercare consenso elettorale. Il tempo ha dimostrato a tutti di che pasta sono fatto, pasta fresca non riciclabile. A proposito di aggregazione, e il Capodanno in piazza? dai…era solo una battuta!

Cris

Caro Cristiano…

…scrivo dopo qualche settimana perchè sono abituato a dare risposte non sui proclami ma su fatti concreti. Per questo ti invito a fare una passeggiata a Santa Severa,vedrai sicuramente alberi potati e strade pulite,cantieri aperti per le acque meteoriche E UN AGGREGAZIONE SENZA PRECEDENTI….. io sono un riciclato…. ripescato dalle file di un altra lista questa è sicuramente la verità incofutabile, vuol dire che chi era nel carrozzone del sindaco ad esultare dopo il risultato elettorale,non è stato altrettanto bravo quando è stato il momento di amministrare, programmare e portare idee a sostegno della comunità.Sicuramente è piu facile criticare e stare sempre contro, ma non me ne volere qualche volta bisogna prendersi anche delle responsabilità, dire quello che si vuol fare e come…. altrimenti si rischia di rimanere dentro un blog.

Massimiliano Calvo

montezemolo

Montezemolo si organizza: parte dal Lazio ItaliaFutura

Luca di Montezemolo si organizza, punta al territorio compreso quello del nord “occupato” dalla Lega. Operazione prepolitica, ancora. Ma certo per il suo think tank, “Italia Futura”, è l’inizio della svolta, la fine della stagione romanocentrica. L’avvio della nuova fase. Le fondamenta per le “liste civiche” montezemoliane – se mai ci saranno – verranno messe quest’anno. Perché sta partendo ora l’articolazione regionale di “Italia Futura”. Strutture locali in tutte le venti regioni. Ogni mese, a cominciare dal prossimo, ne verrà lanciata una. Le prime saranno il Lazio, le Marche e la Campania.

In campo quasi tutti imprenditori, un pezzo di società civile. Per avanzare proposte, elaborare progetti, contrastare la deriva populista partendo dal basso, dal locale. Comunque non dalla politica in senso stretto. Potranno aderire anche politici, provenienti da entrambi gli schieramenti, ma ad una condizione: aver fatto gli amministratori e gestito processi di cambiamento.

Nel Lazio, tra gli altri, Andrea Mondello, ex vicepresidente di Confindustria e poi, per sedici lunghi anni, presidente della Camera di commercio della Capitale, oggi tra i promotori dell’Api, l’Alleanza per l’Italia. Nelle Marche Maria Paola Merloni, deputata del Pd, figlia di Vittorio Merloni, patron dell’Indesit, ma anche Cleto Sagripanti che sfidò Federica Guidi per la guida dei Giovani imprenditori.

Foltissima la pattuglia campana: Gianni Punzo, presidente dell’Interporto, socio di

Montezemolo nei treni per l’alta velocità. E poi Agostino Gallozzi, ex presidente della Confindustria di Salerno; Carlo Pontecorvo, proprietario della Ferrarelle; Luciano Cimmino, presidente del gruppo Carpisa-Yamamay, Giovanni Fiore, costruttore.

Sono della partita anche Maurizio Rossi, proprietario della tv ligure Primocanale, Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura, Nicola Di Bartolomeo, ex presidente della Confindustria Puglia. Tra i simpatizzanti non ancora “arruolati” ci sono Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e Ivan Lo Bello, presidente della Confindustria Sicilia, leader degli imprenditori contro il “pizzo”.

“Italia Futura” va nel territorio e si ristruttura al centro. Sarà costituito una sorta di “governo ombra” di responsabili di area: ai Trasporti, Ennio Cascetta, professore a Napoli ma pure al Mit di Boston, collaboratore della “Fabbrica del programma” di Prodi e assessore nella Giunta Bassolino; ai Media, Riccardo Tozzi, produttore cinematografico, fondatore della Cattleya; alla Storia e società, il giovane storico Miguel Gotor; alle Piccole imprese e artigianato, l’imprenditore Stefano Micelli; alla Sanità Walter Ricciardi, professore al Gemelli; all’Economia, il giovane Marco Simoni della London School of economics; alla Pubblica amministrazione, Alberto Stancanelli, già collaboratore di Franco Bassanini poi capo di gabinetto del ministro Luigi Nicolais; alla Mobilità sociale Irene Tinagli, economista dell’Università di Madrid.

Montezemolo vuole infine provare a entrare nelle trincee leghiste. Il prossimo convegno di “Italia Futura”, dopo quelli sulla mobilità sociale, la scuola e i giovani, sarà sul federalismo. E per la prima volta a Milano, “capitale del rancore” e del “malessere”, per usare le espressioni del sociologo Aldo Bonomi. Nel nord, Montezemolo ha stretto un’alleanza tra think tank: “Italia Futura” con il trasversalissimo “Verso Nord”, promosso da Massimo Cacciari, Franco Miracco, spin doctor del ministro Giancarlo Galan, e Maurizio Fistarol, già sindaco di Belluno, poi deputato del Pd con cui, però, ha rotto. Obiettivo: un nuovo polo per le riforme. Perché – dicono – non tutte le strade del nord passano dal Carroccio. Ma questa è proprio la partita più difficile per l’ex presidente di Confindustria.

di Roberto Mania

da Repubblica.it

Fronti e Trebiani si chiamano fuori, ma sono i soli

I sottoscritti Massimiliano Fronti e Mauro Trebiani, consiglieri comunali dell’UDC di Santa Marinella, in riferimento alle notizie apparse in questi giorni sulla stampa relative al coinvolgimento di alcuni personaggi della “Politica Locale” indicati come consumatori di sostanze stupefacenti , al fine di fare chiarezza e prendere le distanze verso certi comportamenti, vogliono informare che sono stati gli unici esponenti del Consiglio Comunale di Santa Marinella ad aver effettuato e reso pubblico il fatto di essersi sottoposti alle analisi per il Narco-Test, con esiti ovviamente negativi.

Vorremmo ricordare che la nostra iniziativa fu tacciata di demagogia e strumentalizzazione politica da alcuni esponenti della maggioranza ed oggi,come allora siamo qui a ribadire che sia necessario dare un segno tangibile di credibilità, onesta e trasparenza alla politica.

La nostra iniziativa è stata presa in piena coscienza e come un atto dovuto verso chi ci sostiene e rispetto verso le istituzioni .

Riteniamo che sono sempre e comunque da condannare certi comportamenti, a maggior ragione se provengono da personaggi che sono legati al mondo della politica, i quali dovrebbero essere di esempio per le cariche che ricoprono.

La nostra è stata una scelta di coscienza e non un fatto politico, pero’ è stato, ed è un modo chiaro e netto di prendere le distanza verso certi comportamenti.

Noi, siamo disposti in qualsiasi momento a ripetere il test, e comunque stiamo ancora aspettando che altri seguano il nostro esempio.

Massimiliano Fronti

Mauro Trebiani

Consiglieri Comunali

dell’UDC di Santa Marinella

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Battilocchio non abbassa la guardia

Le prime sei pagine sono fitte di indirizzi: Augusto Battilocchio, sindaco PD di Allumiere da oltre un anno è in piedi sul fronte della protesta e sulla scorta delle notizie, non proprio rassicuranti, che arrivano dal Campidoglio e dalla Pisana ha messo nero su bianco la richiesta di un incontro urgentissimo con Renata Polverini. Al suo fianco ha chiamato i sindaci di tutti i comuni del comprensorio a nord della Capitale ed anche i presidenti delle Università Agrarie, enti locali e strumenti di governo del territorio a braccetto, indipendentemente dal colore politico, per ribadire se ancor ce ne fosse bisogno un no incondizionato ad ipotesi di sfruttamento del Comune di Allumiere o del territorio circostante per soddisfare le esigenze di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti del Comune di Roma. I toni iniziano ad essere duri, Battilocchio impugna la penna come un martello, ne ha per tutti. Prende di petto Alemanno ma non risparmia nemmeno Renata la governatrice. “Gli ultimi avvicendamenti – scrive il sindaco di Allumiere – hanno visto l’approvazione del Piano regionale dei Rifiuti proposto dalla Giunta senza un minimo confronto con i Comuni della Provincia; il Sindaco di Roma sostiene di non avere terreni idonei ad ospitare una discarica. Dopo aver incassato somme ingenti per Roma capitale, vuole disfarsi dei rifiuti allontanando il problema da casa sua sopraffacendo i Comuni provinciali magari attraverso l’uso dello strumento emergenza rifiuti come già avvenuto in Campania. Il Comune di Roma, tramite la Regione Lazio, deve individuare un posto dove scaricare i propri rifiuti considerata l’ ampiezza e la grandezza della città e del territorio che lo circonda. E’ noto che esistono siti e terreni idonei allo scopo e confidiamo che la Governatrice del Lazio sappia ben considerare e decidere nell’interesse della tutela della salute di tutti i cittadini della Regione Lazio”. I sindaci del comprensorio a nord di Roma cercano la soluzione condivisa di un problema che non è soltanto romano e sperano che il presidente della Regione li sappia ascoltare.