Eppure a Santa Marinella si sta bene. Non ci si deve lamentare di un posto che a dispetto di chi lo ritiene scaduto come qualità vacanziera ti consente di stare a due passi dalla Capitale e contemporaneamente sentirti in un paese esotico, chessò una qualsiasi Repubblica delle Banane, uno stato canaglia da black list umanitaria ma con mare sole e belle donne. Basta chiudere gli occhi e ci si ritrova catapultati in un secondo dall’altra parte del globo. Poveracci che vengono manganellati dalla Polizia, commercianti prepotenti che spadroneggiano impossessandosi con le loro cassette della frutta di intere vie urbane, altri che prendono i parchi e li trattano come se li avessero ricevuti in regalo, mondezza per le strade, accessi a mare chiusi a protezione di qualche importante proprietà privata, il porto sotto embargo e i quattro pezzi di storia cittadina espropriati. Non manca nemmeno un piccolo despota saccente che si circonda di una corte di nani (senza le ballerine, purtroppo) e pensa di essere un Cesare. Proprio come un Cesare di altri tempi è convinto che il suo popolo bue beva di tutto. Allora perche non adottare la tattica ormai storica del “panem et circenses”? Via a donazioni a larghissime mani a tutta la sua beneamata e benvolente corte. feste e festicciole? Ci pensa la Giunta Comunale. Date un occhiata alle delibere che sono su internet. Sembra più che un organo di governo il comitato paesano che dispensa a palate soldi non suoi per ogni tipo di evenienza, purché a far domanda siano sempre i soliti. E vuoi vedere che nel minestrone delle bellissime feste riciccia pure l’autopedale? La famosissima e splendida corsa di macchinette per ben otto anni è stata tenuta sotto polvere ma potrebbe uscire da un momento all’altro proprio per convincere un popolo ritenuto di finissimi coglioni che questi individui sono capaci di combinare qualcosa, dopo cinquanta mesi di buio pesto. A differenza dei Cesari, che oltre al circenses dispensavano a piene mani il panem questi il pane ce l’hanno tolto. Se le ultime quattro o cinque amministrazioni comunali si sono distinte per la disinvoltura con la quale hanno consentito a qualcuno di farsi comodamente i fatti propri l’amministrazione dell’Orsetto ha avuto la splendida idea di infilarci le mani in tasca. Il bilancio che si apprestano a presentare sabato in consiglio comunale, quello previsionale del 2012, varato con l’anno che ha superato il giro di boa, non contiene un euro di investimenti e copre le magagne, le tante sue magagne, con al voce ormai omnicomprensiva di anticipazioni di cassa che è arrivata alla famelica cifra di ben 13 milioni di euro. Le tanto decantate opere pubbliche non hanno un prezzo finale, come i sogni della famosa carta di credito, né ci è dato da sapere se sono state saldate e dove sono stati o verranno reperiti tali fondi. Una soluzione poi alla fine si troverà, quella di risanare tutto il divertimento, il famoso circo di cui sopra, attraverso l’IMU, la più alta aliquota del litorale. Possiamo allora ben dire che chi gioirà di queste belle feste, a parte gli incassatori dei lauti contributi, avrà tutto il diritto di sentirsi un gran coglione?
Considerazioni condivise anche da chi, da più di tre anni, cerca di svegliare un popolo troppo chiuso nei propri piccoli interessi famigliari. Comunque insistiamo, prima o poi qualcosa succederà. Non è fatalismo ma un'enorme una forte speranza.