La proposta di Emanuele

Il 2013 si avvicina e le turbolenze politiche cominciano a farsi sentire, tenere la barca in rotta quando cominciano le prime avvisaglie di temporale, è sempre difficoltoso, guardare avanti e lontano non è sempre possibile, bisogna fidarsi dell’equipaggio, della barca e degli strumenti per non andare a scogli.

Ogni giorno scendono in campo nuovi candidati a sindaco, ognuno con la propria soluzione, portati dai vari poteri deboli che vogliono ancora lucrare sulla vita di questo paese, pronti a diventare caste e difendere i loro quattro soldi di privilegi anche se in contrasto con le necessità e la politica di largo respiro che occorre a Santa Marinella.

Riunioni carbonare, fatte da quattro gatti, cercano di trovare un sindaco spendibile dentro segrete stanze, incapace di rispondere ad alcuni necessari sentire della nostra comunità ma che comunque, attraverso la somma di vari clienti, dovrebbe essere in grado di trovare il totale dei voti necessari per vincere le prossime elezioni.

Cosi le alleanze ancora una volta si fanno come somma di clienti e non come somma di programmi e prospettive.

Personalmente non ho mai creduto che la politica possa essere la somma di clienti o di vassalli ma debba rappresentare un compromesso alto, fra le esigenze della comunità e debba essere in grado di sentire quali sono i mali e le potenzialità di un paese, per determinare come garantire il migliore futuro possibile all’intera cittadinanza.

Se oggi le forze politiche si preoccupano del fenomeno dei grillini, questo dovrebbe portare tutta la classe dirigente o almeno la più sensibile di Santa Marinella a pensare che in seguito a queste richieste ci sia necessità che non sono solo demagogia ma istanze che vanno tutelate e rafforzate, nate già nel 1993 dopo tangentopoli e fatte purtroppo decadere nel frattempo.

Pensare che la corruzione in molti casi sia strettamente legata alla consuetudine con il potere e che per tale motivo è necessario parlare di rinnovamento della classe dirigente, credo che dovrebbe essere patrimonio di tutti e non una necessità che ogni volta vada affermata.

Pensare che il paese non possa essere governato da chi è incompatibile con lo sviluppo necessario alla città – perché altrimenti la politica è il veicolo che porta allo scontro tra gli interessi reali d’indirizzo della vita politica amministrativa del paese con la necessità personale di business, dovrebbe essere un principio acclarato e non ogni volta riaffermato. Mettere l’orsetto vicino al miele e poi lagnarsi che il barattolo del miele è finito, mi sembra da sprovveduti anzi da uomini delle caverne.

Personalmente mi sono prodigato in quest’ultimo anno e tenterò di spendermi ancora, per fare in modo che il circolo del PD di Santa Marinella-Santa Severa sia portatore di questi criteri di scelta e che sia rappresentato da un sindaco con tali caratteristiche e che tale linea politica non sia messa in discussione dalla paura di perdere le prossime elezioni amministrative.

Certamente oltre che la ricerca di una classe politica preparata e all’altezza della situazione, finalmente in grado di avere quella giusta autorevolezza che permetta alla cittadinanza di pensare e credere che le mille parole dei programmi si trasformino in fatti, è necessario cominciare a ipotizzare lo sviluppo di questa città in maniera differente, cominciando a ricercare soluzione alla crisi economica che attanaglia l’edilizia, purtroppo uno dei maggiori business del nostro paese.

Oggi, più che mai, abbiamo compreso che la corsa alla speculazione edilizia- costruire troppo e in alcuni casi nel peggior modo possibile- significa in questa situazione storica di crollo delle vendite, aver fatto deprezzare il patrimonio di ogni cittadino con la conseguenza che noi piccoli proprietari ci ritroviamo tutti più poveri.

Aver compromesso la bellezza del territorio e nello stesso tempo non aver saputo creare i servizi a supporto di questa crescita edilizia e demografica, rappresenta un gap che va al più presto colmato, anche in un momento in cui vi è una notevole difficoltà a recuperare quelle risorse economiche necessarie a realizzare le opere pubbliche che sono rimaste al palo da tanti anni. Naturalmente qualunque proposta politica deve essere ben cosciente che l’economia di Santa Marinella è strettamente legata al settore edilizio e che vi sono intere famiglie che grazie a questo lavoro vivono e crescono.

La proposta politica per il 2013 dovrà preoccuparsi non certo delle famiglie dei costruttori ma delle loro maestranze, dovremo tentare di programmare una riconversione professionale di parte di questi lavoratori e far in modo che la vittoria di tale sfida ci garantisca di ipotecare il futuro.

Ritardare questa scelta significa non tener presente che il default Irlandese, quello probabile greco e le difficoltà spagnole, passano anche per aver speculato in settori come quello edilizio che oggi sono fortemente in crisi e non aver dato sostegno ad altri settori che potevano oggi risultare strategici.

Tale difficoltà nel nostro paese purtroppo s’intreccia anche con una diminuzione della popolazione italiana.

Un PIL la cui crescita è pari a zero determina il ritorno a casa o la migrazione in zone con crescita economica maggiore della popolazione extraeuropea o proveniente dall’est, popolazioni che in questi ultimi anni sono state sostegno della produzione e in alcuni casi risposta alle sofferenze economiche del paese.

Sono cosciente che le difficoltà della politica di Santa Marinella sono da inquadrare in un ambito nazionale, ma anche certo che l’attuale giunta e l’attuale Sindaco, hanno ripercorso gli stessi errori politici del passato, con l’aggravio che oggi più che mai le cause della crisi e la necessità di cambiare rotta sono divenute ancora più palesi; solo i comandanti sprovveduti di questa Santa Marinella non sono stati in grado di vedere gli scogli che, posti davanti alla plancia, ostacolavano il cammino.

Le scelte politiche per la rinascita di Santa Marinella si scontrano con un territorio limitato, con una cultura che prevedeva uno sviluppo soltanto passando dalla terra, dall’artigiano ai settori commerciale, impiegatizio o edilizio, tendenza che assolutamente va invertita.

Pensare a coltivazioni ittiche e verificare quali possibilità vi sono che queste siano ecocompatibili è una strada da percorrere magari a braccetto con una struttura organizzata di pescatori.

Far divenire Santa Marinella il paese degli specchi, dato il clima, e trovare il modo di far si che tutti gli edifici pubblici e l’illuminazione pubblica siano alimentati solo da energia alternativa, è un programma di sostenibilità ambientale ed economica da perseguire.

Recuperare fondi europei: per la difesa del mare e ripensare a un’intera rete fognaria che sia in grado di garantire un corretto deflusso delle acque nere, dei depuratori che funzionino anche se posti in luoghi infelici e bisognosi di una spesa energetica notevole per far salire l’acqua dal livello del mare a quello delle colline, è una sfida da vincere!!

Non possiamo continuare a essere silenti e sordi alla chiusura sporadica e giornaliera della balneazione delle spiagge di Santa Severa e Santa Marinella. Solo quest’amministrazione non è stata in grado di controllare e di far rispettare gli accordi con l’ente gestore della struttura fognaria ed è stata costretta a chiudere alla balneazione, lo scorso anno, la spiaggia centrale di Santa Marinella e quest’anno quella di Santa Severa. Non dobbiamo e non possiamo di certo arrivare all’estrema conseguenza di decidere se chiudere le attività balneari e mettere in crisi un’asset della nostra economia o tutelare la salute pubblica, come succede a Taranto a seguito di politici inetti,…… vero?

Rimettere a posto dei punti qualificanti la città come la passeggiata, piazzale Costici, il promontorio dietro il porto.

Mantenere e completare il lungo mare a Santa Severa. Valorizzare i quartieri Quartaccia e Alibrandi.

Reinventarsi l’uso del Castello di Santa Severa, facendolo divenire il borgo della cultura, dell’artigianato, del bere e mangiar bene, facendolo divenire virtuoso esempio di un Castello in grado di manutenersi e di migliorare il suo aspetto con gli introiti delle attività svolte all’interno delle sue mura.

Sono tutte queste azioni e molte altre che la politica del 2013 dovrà mettere in conto e di tutte queste dovrà saperne cogliere la complessità ma anche gli enormi vantaggi.

Sono convinto che se la politica e i politici del 2013 sapranno indirizzare le proprie energie nel cercare le soluzioni migliori per tutti e non per pochi, difendere interessi pubblici e non quelli particolari, liberare le energie sane del paese e non ricercare il piccolo affare e l’inciucio per accontentare il cliente di turno, questa nostra piccola città avrà un roseo futuro.

Credo, che questo sia il crinale su cui il circolo territoriale del PD debba continuare a muoversi, per entrare in sintonia con il paese, sono sicuro che vi siano le risorse e le energie umane per vincere in questo modo e spero prima di tutto di poter dire a Maggio 2013: – “nel comune di Santa Marinella ha vinto la buona politica”- e pertanto inizi la volata finale che ci porterà alle elezioni amministrative del 2013 ma vinca alla fine solo il cittadino e questa meravigliosa “ città di Santa Marinella”.

Emanuele Piendibene

 

 

2 votedvote
Share/Bookmark

Quando è così (e hai fatto il callo alla malinconia)

Se mi chiedeste a bruciapelo cosa ho visto oggi in Consiglio Comunale vi risponderei che ho assistito alla resa incondizionata della maggioranza di fronte alla catastrofe naturale del suo bizzarro ed inadeguato modo di gestire la cosa pubblica. Non mi ha stupito l’atteggiamento ineducato del sindaco che fa spallucce ed esce dall’aula ogni volta che parla un esponente della minoranza. Non mi ha stupito l’impreparazione di una maggioranza che per approvare il provvedimento sul finanziamento della piccola pesca, presentato come al solito sul filo di lana, ha dovuto mendicare il numero legale alla minoranza né mi stupisce più l’incuria con la quale vengono gestite le interrogazioni consiliari. Oggi la maggioranza ha dichiarato di aver ucciso con le proprie mani il cavallo di battaglia di questa stagione amministrativa che si è ingloriosamente trasformato in un cavallo di troia. Ho scoperto che non solo la mia Città è piena di “munnezza” ma che la colpa è dei Romani, antichi e moderni, che non rispettano le normative locali e quali nuovi Barbari devastano tutto. Il responsabile della operazione miracolosa, Marco Maggi, ha dimenticato di sottolineare che questi barbari pagano l’Imu più alta d’Italia e che non c’è stato alcun tipo di comunicazione rivolta a chi non abitasse d’inverno a Santa Marinella, nonostante i centomila euro stanziati a questo scopo dalla Provincia. Ma questo come al solito lo penso io che sono prevenuto. Il delegato del sindaco, microfono in mano e voce commossa, ha snocciolato una serie di perle memorabili. La Gesam, la società appaltatrice del servizio per sedici milioni di euro, è inadeguata, ha confermato Maggi, lo stesso che qualche mese fa plaudeva a tutto ed a tutti oggi se la prende con i veri zozzoni, i Romani, dando la colpa del disastro ambientale che lui stesso ha contribuito a causare all’estate ed ai turisti. Ha elencato poi i punti critici della Gesam nella pulizia delle strade, nello sfalcio delle erbe e nello svuotamento delle campane stradali. “Sono incazzato con loro, la sensazione è quella di tenere per mano un bambino” ha detto con voce emozionata sottolineando il fatto di essere stato abbandonato dalla Polizia Locale e dagli amministratori di condominio ma nascondendo di dire che tutta l’operazione è partita alla rinfusa per giustificare il cambio di ditta appaltatrice e per non perdere i contributi provinciali. Il solito modo molto leggero di gestire le cose ha portato alla solita conclusione raffazzonata. Fallimento, quindi, dell’operazione differenziata, conti sottosopra, personale comunale in subbuglio, opere pubbliche costosissime ed incompiute, milioni di contributi polverizzati, nessuna programmazione, devastazione urbanistica del territorio. Questo il regalo dell’amministrazione Bacheca per i cinque anni di nulla e promesse, regolarmente andate a vuoto. Presunzione e pressappochismo hanno governato questa Città portandola al suo livello più basso negli ultimi quarant’anni e depauperando le risorse del territorio. Oggi la prima confessione di impotenza e di incapacità ha lasciato il segno.

Lo stupore della notte spalancata sul mar (ci sorprese che eravamo sconosciuti io e te)

Cominciamo a scaldare i motori, le elezioni si avvicinano giorno dopo giorno; anche noi del blog e tutti i nostri più cari e validi amici saremo della partita. Cominciamo a parlare di voti e cominciamo a farlo a modo nostro, sempre controcorrente ed in maniera antipaticamente non convenzionale. Per esempio, ricordate le preferenze che ognuno dei soloni che siedono tra i banchi di maggioranza ha registrato a proprio nome? Si cominciano a sparare numeri a vanvera, complice il Comune di Santa Marinella che nella foga di eseguire un caldissimo restyling del sito internet istituzionale si è dimenticato il link con i dati dell’ufficio elettorale. Ve li forniamo noi, nella nostra giocosa maniera. Cominciamo a fare un ipotesi ed a lanciare qualche numero sul tavolo. Il consigliere ultimo degli eletti nella lista che ha vinto le elezioni (o che è arrivata prima, come diciamo noi) è Stefano Gagliano. Il sistema elettorale in vigore allora, ed in vigore adesso fino alla validazione istituzionale dei dati del censimento di quest’anno, è quello maggioritario misto con premio di maggioranza che prevede l’assegnazione di tredici seggi alla lista che arriva prima più quello del sindaco. Al resto del mondo ne toccano sette per un totale di ventuno poltronissime. Allora il gioco che propongo è questo. Immaginiamo di mettere in fila tutti i candidati, dal primo che ha preso più voti di tutti fino all’ultimo che sarebbe Gagliano in quanto ultimo degli eletti nella lista maggioritaria. Considerati ed intoccati i quattro candidati sindaco che hanno ottenuto il posto di diritto (Bacheca, Rocchi, Mucciola e Fronti) tra il primo degli eletti che è Fratturato e l’ultimo che è Gagliano dovrebbero collocarsi altri quindici consiglieri, la maggior parte della lista di Bacheca. Naturalmente non è così. Tra Fratturato e Gagliano risultano ben ventisette persone. Ecco l’elenco. Primo dicevamo è arrivato Fratturato con 299 preferenze, poi Degli Esposti con 287 voti, subito dopo Rossanese con 276 voti. Il quarto degli eletti è Andrea Bianchi con 219 voti, a pari merito con Marongiu anche lui 219. Dopo viene Trebiani per 211 voti e a seguire Boelis, 171 voti. Ancora dietro, siamo alla ottava posizione, c’è Pino Galletti con 165, quasi gli stessi di Dani che ne ha presi 161. Subito dopo Grimaldi con 158 preferenze seguito da Benci con 157. Adesso cominciano i paradossi. Il dodicesimo della lista, tra i più votati nel 2008 a Santa Marinella è Vergati della lista Mucciola con 155 voti mentre Romitelli, consigliere comunale, lo segue a pari merito. Stesso discorso per altri due candidati della lista Mucciola, Fiorelli con 154 voti e Iachini con 150. Dopo loro c’è La Rosa con 147 seguito da due della lista Fronti, Conteddu con 143 voti e Toppi con 135. La lista Mucciola semina tra i più votati anche Gasparri con 133 preferenze personali, con Fronti era Ferullo che ha portato a casa ben 131 preferenze e poi Siviero, 127 voti per la lista Mucciola. Al ventiduesimo posto di questa strana elencazione c’è Massera, consigliere comunale con 126 voti, seguito da Maggi con 121 e da Assumma, lista Fronti, con 120 come De Antoniis. Calvo, lista Fronti, 119 voti e poi Marcozzi, lista Mucciola, 114 preferenze. Chiudono l’elenco Pepe, 113 voti e Gagliano, appunto, con 109. Spettacolare e paradossale, vero? Di dati simili da qui fino all’apertura delle nuove urne ne snoccioleremo tantissimi. La nostra abilità è appunto quella di accumulare notizie, elaborarle e collegarle tra loto, ormai ci conoscete e sapete che è il nostro punto di forza. Paradossale dicevo è il fatto che nominalmente in queste 29 posizioni la lista del sindaco non abbia la maggioranza consiliare. Poi con mosse degne del miglior Faraone ci ha pensato lui a sparigliare i giochi trascinando nelle sue spire la maggior parte dei nomi che abbiamo letto e visto in gioco contro di lui. Sappiamo che il nostro (ormai per poco) sindaco ha ben sviluppato un concetto matematico della politica e cioè che il consenso si ottenga sulla base dei numeri. Pochi, tra i nomi che vi ho appena elencato, hanno saputo resistere alle sue offerte e questo ormai è un dato storico. Per noi la politica è un’altra cosa, è impegno sociale, programmazione, confronto e sviluppo. Cose che con i numeri ci azzeccano poco, ma lo sapete, siamo diversi e non è poca cosa.

Una rotonda sul mare ( il nostro disco che suona)

Eppure era facile, la soluzione l’avevamo sotto gli occhi. La colpa credo sia stata tutta nel nostro pressapochismo e nella smania di protagonismo che qualcuno di noi ha sempre avuto. Noi cercavamo progetti, manifestazioni, grandi eventi mentre loro zitti zitti pensavano a fare invece che a chiacchierare e siamo stati fregati in pieno. Turismo, ricettività, moltiplicazione dei posti, noi predicavamo e loro facevano. In tanti si sono lamentati per il bivacco di immondizia che è rimasto quattro giorni quattro in via della Libertà, pieno centro storico. Invece abbiamo a che fare con amministratori che sono veramente avanti, che hanno pensato anche al nostro futuro, magari senza dircelo. I prevenuti, i maligni, quelli di voi che con questa meravigliosa e giovane amministrazione comunale sono rimasti a bocca asciutta (e quindi ne parlano male) hanno pensato subito ad un problema igienico ambientale e invece no. In mezzo a quel putridume per quattro giorni ha fatto bella mostra di se un materasso matrimoniale che non era un rifiuto ma una grande opportunità. L’amministrazione comunale di Santa Marinella, per mano del suo inerte assessore al turismo, ha messo a disposizione il nuovo sistema alloggiativo santamatinellese, Chi intendesse fare una vacanza in città, invece di spendere denari in alberghi anche costosi, poteva a poco prezzo prenotare sotto l’albero max due persone anche con animale al seguito, naturalmente compilando l’apposita domandina su Facebook, visto che l’Urp non esiste e per chiedere qualcosa a qualcuno bisogna essere iscritti ad una pagina specifica e quindi essere amici di quegli amici li perche non tutti sono autorizzati ad accedervi. Bisogna essere moderni, spigliati e cercare di spendere poco. La puzza d’immondizia, per esempio, che in questa arida estate ha pervaso tutti gli anditi del territorio ha tenuto lontane le zanzare, evitando il contagio di malattie endemiche come la malaria. Chi poteva pensare a questa finezza se non i rabdomanti di via Rucelllai? Dopo aver tanto discettato sui grandi lavori abbiamo capito anche perché la sistemazione del sottopasso di via IV novembre non è stata portata a termine. Qualche paraculo pensava al fatto che volessero ritardare il fine lavori per tagliare un altro nastrino tricolore in limine alle elezioni amministrative, qualcuno scafato raccontava in giro che erano finiti i soldi. Invece hanno dato la possibilità, scavalcando due recinzioni, a chi era fisicamente idoneo di avvicinarsi al mare senza fare un giro di quasi 800 metri sotto il sole. E’ anche questo un modo di fare sport, visto che l’assessore competente ha avuto altro da fare. Non bisogna pensare male a prescindere, diamo tempo al tempo. Può darsi che queste persone, persone d’onore come Bruto, fra una quindicina d’anni ci svelino finalmente i loro piani. A me basta leggere ogni tanto lo striminzito programmino elettorale che mi fu somministrato pochi giorni prima del voto ( si sa bene, 28 giorni di campagna elettorale sono pochi per chi deve scrivere la strategia di vittoria su carta bianca). Ricettività, diceva il lapidario testo, favorire la creazione di nuovi percorsi turistici e di strutture adeguate anche in collegamento con i flussi determinati dall’attività crocieristica del porto di Civitavecchia. Chi glie lo va a dire al turista che è inciampato in questo spettacolo assurdo che noi il turismo lo intendiamo così? Chi va a spiegare a quest’amministrazione che chi considera un programmino elettorale pur striminzito che sia uno specchietto per allodole e basta, senza fare nulla per metterlo in pratica, ha come corollario la convinzione che i suoi concittadini siano tutti emeriti coglioni e come tali debbano essere trattati? Questo è il nostro centro storico, questa è la nostra vita, noi siamo indubbiamente tutti assolutamente stupidi, non stupiti ma stupidi, e basta.

L’estate degli amici di Sandro

La stagione estiva volge al termine, la crisi economica che ha investito il nostro Paese si è fatta sentire in tutti i settori, in particolare, gli aspetti ludici come le vacanze e il turismo, risentono degli inevitabili tagli ai bilanci famigliari.

Pertanto in una città come S. Marinella, che trae dal turismo una delle principali risorse per l’economia cittadina, sarebbe stato prioritario offrirsi ai turisti e ai “villeggianti” in una veste accogliente, sia per l’immediato sia per il futuro, sperando in una ripresa dell’economia; invece, questa stagione turistica è stata segnata da alcuni accadimenti che vanno nel senso contrario alle aspettative.

La crisi complessiva del governo della città, secondo noi, è da imputare all’incapacità di quest’Amministrazione che, a comparti stagni, sta utilizzando le risorse politiche (poche) ed economiche per fare, visto l’approssimarsi delle elezioni, la propria campagna elettorale con i “soldi” dei cittadini.

Abbiamo assistito a una sventagliata di prebende alle varie associazioni di riferimento, alle quali spettava il compito di allietarci le serate estive, purtroppo però, spesso, si è registrata, nei punti preposti agli appuntamenti, l’assenza degli utenti di queste iniziative, cioè i cittadini.

Al tempo stesso, sempre sui contributi stabiliti per tali manifestazioni, assistiamo a una interessante polemica tra chi li avrebbe dovuti avere ed ancora non li ha ricevuti e chi doveva erogarli, tutto ciò significa che la trasparenza non alloggia in questa giunta e che si fanno i bilanci sulle promesse che non si possono mantenere.

Successe anche ai tempi degli antichi romani, mentre i governanti erano intenti a fare feste e festicciole la città andò in fumo.

Abbiamo fatto vivere i cittadini tra cumuli d’immondizia e strade sporche, il totale fallimento di quest’operazione è sotto gli occhi e il naso di tutti; si dice inoltre, pretendendo una smentita dai nostri Amministratori, che l’abnegazione dei cittadini “virtuosi” sulla raccolta differenziata, venga vanificata in quanto ciclicamente l’arrivo di un “bilico” rimescola tutto per essere gettato in discarica.

I cantieri incompiuti hanno reso la vita dei cittadini esasperata, con vie chiuse, transenne in ogni dove, traffico impazzito a qualsiasi ora della giornata.

Ad esempio, il vecchio sottopasso denominato “ponte dei Carabinieri” è stato blindato, in attesa di una futura ristrutturazione, questa decisione ha costretto i pedoni, che usufruiscono della spiaggia centrale, ad allungare il tragitto sotto il sole di parecchio.

Qualche cittadino, in maniera autonoma, ha aperto un varco e si è trovato a camminare tra rifiuti, rovi e un forte olezzo proveniente dalla fogna, nessuno dei nostri amministratori ha avuto “l’idea” di rendere il transito degno di un paese civile; vicino a questa postazione sono stati inaugurati, in pompa magna, dei nuovi parcheggi, anche questi spazi sono pieni di sacchetti di rifiuti e ancora senza illuminazione, con evidenti problemi di sicurezza per le abitazioni adiacenti; la strada di collegamento, verso la stazione, è quasi impraticabile a causa di grosse buche e rami che invadono la carreggiata .

Nella settimana a cavallo di Ferragosto la città è stata invasa da “bancarelle” (con buona pace della società che gestisce questo tipo di attività), i cui operatori sono stati lasciati senza bagni pubblici per i loro bisogni fisiologici; inoltre le “bancarelle”, allocate anche nella “passeggiata”, hanno inibito ai cittadini uno dei più bei affacci sul mare di S. Marinella.

Ancora oggi, nei punti alti della città (Belvedere, Colfiorito) arriva acqua non potabile e maleodorante; a proposito di acqua, assessore al bilancio, quando ci sarà dato di sapere che cosa è successo riguardo alla vicenda “Medio-Tirreno”, poiché anche quelli sono soldi dei contribuenti?

 

Il Circolo Sandro Pertini, visto il quadro di riferimento della nostra città, si augura che veramente i fuochi di artificio, che hanno concluso la festa di metà Agosto, siano, simbolicamente, l’ultimo atto di un’Amministrazione incapace, spocchiosa, con evidenti segnali di disfacimento e che il prossimo appuntamento elettorale ci consegni una classe dirigente all’altezza, ma soprattutto al servizio dei cittadini!

 

Il Circolo Sandro Pertini

 

 

Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente (ma lo zingaro è un trucco)

Ditemi cosa devo fare, ditemi cosa devo dire e spero di riuscire ad accontentare tutti. Ieri un anonimissimo lettore (il cappuccio in testa, l’anonimato seriale è l’ultima moda tutta santamarinellese) mi apostrofava dicendo che ero sempre triste e raccontavo sempre di cose non splendide. Non è la mia natura, sono ottimista per ragioni genetiche ma non riesco proprio a trovare nulla di buono e divertente parlando della mia Città. Mi impensierisce ultimamente la scelta che questa amministrazione ha fatto cominciando a compilare le nuove liste di candidati alle amministrative. Da quello che si sa non tutti gli attuali consiglieri verranno ricandidati nella lista o nelle liste del sindaco. Dico “da quello che si sa” non perche le mie fonti siano dubbie ma perche lo sport cittadino è e sarà quello di giocare con lo stesso mazzo su più tavoli e quindi le news devono essere sempre filtrate ed accomodate. Grande intesa, larga intesa, forte intesa: gli aggettivi vanno tutti bene ma manca la parte principale e cioè l’intesa. Questi tizi vengono da cinque anni fatti a denti stretti, con il coltello tra i denti e le mani serrate al collo del proprio sodale. Si tende sempre a copiare un modello altrui e se quello di Gianni Moscherini è miseramente naufragato con un sonoro schiaffone passato di guancia in guancia già al primo turno, la riproposizione dello stesso modello nella Perla è segno di quella grande supponenza e presunzione che ha guidato gli uomini dell’Orsetto in questi lunghi e durissimi mesi di agonia. Che cosa c’era di destra in quella disordinata formazione? Praticamente nulla, né la gente né i modelli. Un’armata molto Branca e poco leone, riunitasi per vincere contro un centrosinistra che era perdente prima di cominciare perché disunito, rissoso e chiassoso, talmente scollato da dividersi in monocellule e non riuscire nemmeno a formare un gruppo consiliare compatto. Manca il buon senso, da una parte e dall’altra, i veti incrociati piovono come i fuochi d’artificio la notte di Ferragosto e fanno lo stesso rumore uniti ad una smania di protagonismo che proviene da elementi senza alcun pedigree politico e sociale. Quello che farebbe bene invece alla Città ed ai suoi abitanti è una sorta di armistizio sociale con un cambio di mentalità generale e la consapevolezza di poter partecipare alla nuova sfida che ci attende non da protagonisti assoluti ma da autori mediati di un vero cambiamento. Ha senso oggi parlare di centrodestra e di centrosinistra? Personalmente ho sempre ritenuto che la diluizione lessicale recata dai termini composti centrodestra e centrosinistra volesse dire nulla più che uno slogan pubblicitario per accaparrare facilissimi consensi e che essere di destra o di sinistra prevalesse sempre sul dichiararsi tale e che in fondo essere di destra o sinistra potessero giudicarlo soltanto gli altri, quelli che ci conoscono dalle nostre azioni, riconoscendo a tali categorie soltanto il potere di ingabbiare menti e corpi per altri fini. Quindi come dare credibilità ad un sindaco che ha sempre pescato a man bassa sull’altra sponda del fiume, arrivando in pochi mesi dalla sua elezione a circondarsi di una corte di yesman composta non solo da gente che fino a qualche ora prima dell’ultima nomina si dichiarava di centrosinistra ma che addirittura aveva concorso alla tornata elettorale candidandosi con liste avversarie. La politica è confronto non settarismo; la politica è dialogo. Urge aprire un cantiere, senza chiamarlo tavolo per evitargli la fine ingloriosa dell’esperienza di cinque anni fa, urge dare a tutte le persone di buona volontà una grande opportunità di partecipare al cambiamento, per dare a chi non si sente compromesso, vincolato, ricattato o consociato l’opportunità di costruire la vera alternativa ad un sistema trasversale che sta spegnendo lentamente ma inesorabilmente questa città. E’ una sfida? Penso proprio di si, una sfida al grigiore che ci ha circondato e a quei poteri che si credono forti ma che vivono del loro stesso sangue.

APZ e la fonte che non c’è più

Erano gli ultimi giorni di gennaio, dopo una nostre forte sollecitazione, quando il Comune di Santa Marinella dopo la consueta riunione di giunta del venerdì,

annunciava trionfalmente che a breve sarebbero stati installati tre distributori d’acqua automatici.

Tra le difficoltà di approvvigionamento, crisi economica e innovazione, tutti fecero dei gran salti di gioia.

Ad oggi però, dopo una estate afosa come poche, ancora i distributori non sono stati installati anzi,

è il caso di dirlo, non se ne è vista nemmeno l’ombra.

A chi ha giovato la mancata sollecitudine, ci sembra evidente.

Una risposta, doverosa va chiesta all’amministrazione ed in special modo all’assessore competente ed al Sindaco Bacheca che, sul tema, rilasciò roboanti dichiarazioni.

A cosa ci si dovrà affidare per abbeverarsi nel futuro, alla prossima perturbazione “Beatrice”?

Intanto nelle segrete camere delle politica santamarinellese iniziano a dissetarsi i novelli stregoni, mala tempora currunt.

 

Azione Punto Zero

 

Alice guarda i gatti ( e i gatti muoiono nel sole)

Cerchiamo di capirci. In molti, anzi quasi tutti, si lamentano perché i programmi estivi non sono all’altezza della vocazione turistica di questa Città. Il paragone viene alla mente con grande facilità se si pensa agli spettacoli allestiti soltanto a pochi chilometri di distanza, spettacoli di massa e spettacoli per palati fini, con una gioviale alternanza, serviti senza far pagare il biglietto. Ma proviamo a restare con i piedi per terra, anche se il fatto di essere entrati tutti, chi più chi meno, in campagna elettorale fa fare progetti, sogni e sinceramente anche dire stronzate. Dicevo se anche uno dei nostri magnifici consiglieri comunali, che ne so per esempio i direttore di circhi, avesse catturato, narcotizzato e trasportato un De Gregori qualsiasi a Santa Marinella dove avrebbe potuto farlo esibire degnamente? Si accettano suggerimenti che non siano però i giardini, le terrazze o i salottini di casa propria, perché farebbe piacere anche a me avere ospite con tanto di chitarra al collo il povero Franz ma questa è tutta un’altra cosa. Dove lo avremmo potuto far cantare degnamente, insisto, con uno spazio più o meno aperto che ospitasse anche in piedi un pubblico di calore e numero degno rispetto alla caratura dell’artista? Quando dico, e finora l’ho detto spesso, che questa giovane amministrazione comunale ha depauperato non solo i sogni ma anche la ricchezza di questa città voglio far comprendere come un posto del tipo di quello che cerchiamo per far esibire l’artista di cui sopra non solo a Santa Marinella non c’è ma non si è nemmeno pensato di realizzarlo. Dove potrebbe cantare Claudio Baglioni, se solo si volesse intercedere con lui? Per farlo esibire al porticciolo bisognerebbe chiedere il permesso ai suoi legittimi proprietari, il Castello di Santa Severa non è nostro e lo sappiamo, i campi sportivi sono in gestione, uno dei quali addirittura usato come parcheggio a pagamento. Ricordo che l’ultimo artista di un certo rilievo e seguito che ha cantato qui in città è andato ad esibirsi come un qualsiasi rock man di altri tempi nel parcheggio di un supermercato. Però dobbiamo essere onesti. Che cosa ci può importare di una sala o di uno spazio per grandi eventi quando siamo ridotti in condizioni talmente misere che tre amministrazioni susseguitesi negli ultimi dodici anni non sono riuscite a risolvere il problema di dare a questa Città una sede municipale degna di questo nome. Sicuramente i più attenti tra voi mi risponderanno che in dodici anni è vero che si sono succedute tre amministrazioni ma è anche vero che le persone in giunta sono state, direttamente o indirettamente sempre le stesse m a se la pensate veramente così siete ancora più faziosi di me, non avete capoti nulla di questa giovane e brillante amministrazione comunale. Provate a pensare che ne so alla Città dello Sport, fiore all’occhiello dell’assessore meno attivo nella storia, credo del Comune di Santa Marinella. Non è stata nemmeno progettata? Allora passiamo a lodare la Città della Scuola, con il suo bellissimo asilo comunale nuovissimo vicino all’ex cantinone, fiore all’occhiello dell’impalpabile assessore all’Istruzione? Non c’è nemmeno quello? Impossibile, dai. Addirittura abbiamo fatto un assessore al Porto, un porto che non è più nostro, pensate che vena apotropaica ed internazionale che ci siamo dati. Mi dite che in cinque anni la convenzione non è stata ancora avviata? Ma allora questi signori non hanno fatto proprio una mazza! E voi vi preoccupate di trovare un posto per fare le feste e far cantare De Gregori? Questo è il minore dei problemi; sbarcherà in città Salini, o chi per lui, e ci regalerà questo spazio magari soltanto dopo un’altra convezione urbanistica a perdere. Ma alla fine il fazioso sarei io?

La vita é così, tu quando non hai vuoi avere di più

Mi piace molto essere polemico nel senso più accademico del termine, coltivo il paradosso e mi stimola la raccolta e la confutazione dei pareri altrui. Come posso allora rimanere indifferente rispetto al fuoco di fila che si è aperto nei confronti della Pro Loco di Santa Marinella appena chiusa la tre giorni di feste che questi hanno organizzato in città. La Notte Bianca è piaciuta alla Città? Non lo so, su una questione di gusti personali non si può invocare un metro di giudizio, un parametro oggettivo. Di gente in giro ce ne era tanta, complice la chiusura al traffico del centro cittadino, complice l’alta temperatura notturna o la nausea per un’estate più piatta del solito. Lo ripeto, non voglio né posso entrare nella testa della gente. Adesso il direttivo dell’associazione è alla gogna per un contributo i 18 mila euro che il Comune di Santa Marinella dovrebbe elargire per coprire le spese della festa. Che si fa? Tutti a pubblicare stralci della stessa delibera di Giunta che assegna questo contributo e immediata convocazione del direttivo dell’associazione per il “doveroso e democratico” confronto. Ma il vizio molto locale di guardare il dito quando si indica alla Luna non si è ancora perso. Moltissime le domande da porsi rispetto a questo fatto e a tutti i fatti simili che in questo scorcio di mandato elettorale si tanno susseguendo con un crescendo da film horror. Chi è stato a passeggio per il centro città sabato sera avrà notato l’assenza, chiassosa, dei membri di giunta dalla festa cittadina, eccezion fatta per il padrone di casa, il vicesindaco Fratturato. Com’è possibile che la giunta comunale prima dia l’imprimatur e consegni il bottino e poi si lavi le mani? Proprio la Giunta comunale, sindaco in testa, doveva essere l’imputato principale dei processi sommari di questi giorni, la Giunta comunale doveva essere chiamata a rispondere dei denari elargiti con tantissima facilità. In effetti gli altri assessori non si sono fatti vedere in ossequio ad una legge non scritta vigente in questo desolato cantone del Regno, la legge che prescrive una millesimale spartizione dei contributi disponibili e quindi la mezz’ora di protagonismo dell’assessore di turno. E’ la campagna elettorale, bellezza, avrebbe detto Bogart se si fosse trovato a passeggiare sull’Aurelia l’altra sera, e tu non puoi farci niente, niente. Esiste una forma di guarentigia non scritta che impone ad un assessore di non farsi vedere alla festa organizzata da un altro assessore e tra persone “d’onore” queste forme si rispettano tutte. E poi che male avrebbe fatto la Pro Loco se non quello di mettersi in fila come hanno fatto tante altre associazioni locali e bussare con il cappello in mano? Il vizio non è nella Pro Loco ma è in chi, la Giunta comunale, elargisce a piene mani soldi non suoi e li mette a disposizione sempre delle stesse persone. Invece di pubblicare stralci di delibere di Giunta chi avesse voluto rendere un servizio alla Città avrebbe dovuto realizzare uno schemino molto articolato dove, su tre colonne, avrebbe dovuto indicare l’assessore proponente, il nome dell’associazione e l’importo regalato. Le risate sarebbero state tantissime ed avremmo scoperto due cose veramente eclatanti: la somma dei denari regalati è assolutamente “importante” e i destinatari di questi regali sono sempre gli stessi. Fondamentalmente poi è intrigante scoprire un altro fenomeno, tutto locale. I soldi sono consegnati non per assolvere agli scopi istituzionali delle varie associazioni ma per organizzare feste e festini, alcuni addirittura nemmeno aperti al pubblico. Ho sempre in mente, nel mio “sogno” di un diverso modo di amministrare questa meravigliosa Città, che il Comune debba essere un facilitatore di certe attività e mai un appaltatore dei bisogni altrui, che se un associazione, per quanto meritorio possa essere il suo scopo, non riesce a raggiungere i suoi obiettivi con i propri mezzi non ha ragione di esistere, che gestire così i fenomeni associativi cittadini significa soltanto alimentare i propri vivai elettorali con i denari di tutti i contribuenti. Il Comune già ha speso molti soldi quando ha messo a disposizione degli organizzatori della festa il proprio personale, tutto rigorosamente sotto straordinario, e non dovrebbe spendere altro. Alla gogna quindi non devono andare quelli che hanno visto da lontano un’opportunità e ci si sono buttati a pesce ma quei membri di giunta che usano le associazioni locali per i loro progetti elettorali. Vivere la Città attraverso le associazioni locali è un buon modo per occupare il proprio tempo libero e partecipare alla vita della propria comunità. La campagna elettorale è tutta un’altra cosa; la cosa più elegante sarebbe che ognuno se la organizzasse con i suoi soldi.

Un fiume quando è in piena (travolge il bene e il male)

La domanda in fondo è sempre la stessa e cioè se gli angeli trombino o meno. Dopo aver esaurito nella mia irruenta maniera una sterile discussione intorno a questo annoso argomento potremmo affrontare nello stesso modo un dibattito, più breve possibile, su un argomento della stessa caratura di quello intorno alla sessualità celeste ovvero la commistione tra affari e politica e se questa sia lecita o meno. Tutto nasce, purtroppo, sempre dai miei amici di Facebook. Dico purtroppo perché certe cose andrebbero affrontate de visu, magari un una bella piazza comunale, un’agorà aperto dove discutere con la massima tranquillità di tutto con tutti. Per ora accontentiamoci di questa consumatissima tastiera ed andiamo avanti ad affettare il problema. Si parlava di costi della politica e di come affrontarli quando un amico (non lo stesso di ieri) mi dice che scendere a compromessi con il mondo degli affari inquina la politica. Naturalmente sto usando termini miei ma il concetto suppergiù è questo. Credo che in quello che dice questo signore, politico di complemento nel senso che è un politico locale ma è uno dei pochi che trae il suo sostentamento dal suo lavoro, ci siano contraddizioni. La prima è che dobbiamo smettere di considerare la politica come una cosa assolutamente pura ed astratta, il fatto che la politica non deve essere una collezione di dogma ma l’arte del compromesso, la scienza di contemperare opposte ragioni per trarne un vantaggio più ampio possibile. Se così non fosse non avrebbero senso gli organismi collegiali, camere parlamentari e consigli degli enti locali, nei quali la volontà di alcuni diventa volontà ed obbligo per tutti e quindi nella politica, almeno come la vedo io, c’è spazio anche per il sostegno che l’impresa o una parte dell’impresa territoriale debba obbligatoriamente dare ad un’azione particolarmente illuminata, anche nel rispetto dei termini della nostra carta costituzionale che lungi dal disegnare l’Italia come culla del liberismo più sfrenato e sulla base di una spinta popolare mai scemata vuole e determina una funzione sociale che ogni impresa piccola o grande deve disegnare e difendere nel territorio dove va ad operare. Ogni altra e diversa concezione equiparerebbe anche la più piccola azienda ad una nave di pirati pronta a sbarcare su queste spiagge e depredare popolazione territorio. L’altra cosa che mi piace sottolineare spesso è il modo con il quale il Comune di Santa Marinella dovrà abbandonare la funzione di appaltatore che oggi esercita in maniera abbastanza sciagurata erogando contributi a fondo perduto a piene mani ed indiscriminatamente per abbracciare una più moderna funzione di incubatore e facilitatore per imprese ed enti che abbiano interessi in questo abbandonato territorio. Anche i tanto condannati accordi di programma meglio definibili come edilizia convenzionata premiale sono esecrabili nella misura in cui lasciano troppo ampio margine a pochi fortunati imprenditori e forse solo in quella misura. Memorabile fu l’intervento di un canuto assessore che difese a spada tratta una delle imprese assegnatarie di un accordo di questi ultimi dicendo “ ma così l’imprenditore non ci guadagna nulla”. Non abbiamo bisogno di essere rappresentati da certe persone, abbiamo invece bisogno anche di imprenditori che credano veramente e fermamente in un progetto di rinascita di un territorio saccheggiato per decenni, che sentano il bisogno di considerarsi interlocutori con una classe dirigente nuova ed illuminata, interlocutori e basta, senza altri aggettivi. Abbiamo sempre saltato un passaggio credendo che il progresso significasse far sedere gli imprenditori nello scranno consiliare. Il tempo ci ha dimostrato che il concetto era sbagliato e che è stato fuorviante ritenere che certi soggetti potessero spogliarsi delle loro prerogative per difendere gli interessi della collettività. Ben venga quindi la possibilità che proprio la buona politica sia affiancata dalla buona impresa e che quest’ultima decida di distribuire e restituire al territorio nel quale opera una qualsiasi parte dei suoi profitti investendoli nel sostegno ad azioni civili mirate e di pubblica evidenza. Il problema sarà piuttosto trovare persone così belle, ma questo è un altro discorso.