L’orsetto è gongolante, o fa finta di esserlo. Arrivano truppe fresche, pensa, quindi stiamo andando forte, quindi il nuovo partito, quello che tutti gli italiani attendono da ormai oltre un anno, la cui nascita, frutto di un travaglio inaudito, viene rinviata di trimestre in trimestre come le apocalissi di certe sette del nuovo mondo, è forte, stabile e tiene. Ma cosa deve tenere, il nuovo partito? Innanzitutto gli iscritti, a quanto pare molto numerosi, intorno a se. E questa è una condizione che non si sta ancora verificando. Se le truppe saranno la sommatoria degli iscritti di Alleanza Nazionale e Forza Italia sicuramente non dovremo temere grossi affollamenti in centro città. Non sarà il partito che fa le assemblee dentro una cabina del telefono ma una dignitosa sala dovrebbe contenere tutto il popolo del PdL cittadino. Poniamo anche che questa manovra politica sappia toccare il cuore alla gente di Santa Marinella, poniamo che il numero degli iscritti arrivi a quota 1000 cittadini, tutti convinti dal Presidente del Consiglio ed accattivati dal saper fare e dai buoni risultati ottenuti da quest’amministrazione comunale, quella del “faremo”. Il problema che si pone oggi, che l’orsetto da politico svagato qual è ha compreso perfettamente, è quello della guida del partito. Il nuovo “organismo” non potrà essere condotto da una cooperativa, la storia della cabina di regia è una bufala. Serve un leader, una guida, un’unità nel partito che oggi non ci sono. Non servirà a nulla, allora, battere i piedi per terra, farsi raccomandare dalla Capitale. Di fronte ai cittadini, a quella parte di cittadini che si vuole impegnare in politica, le chiacchiere serviranno a poco. Quello della leadership sarà un tema su cui è impossibile confrontarsi. Bisognava già averlo fatto perché non saranno le tessere a contare. A Roma lo sanno talmente bene che hanno vietato ai due partiti di farne ma qui sono state fatte ugualmente, la repubblica è un’altra, questa. Allora, se si guarda con l’ottica dell’analisi, si spiega l’attivismo di Esposito, il suo fare manifesti sibillini, l’essere sempre presente, il lodare a destra e manca, il voler piacere ed il voler piacersi. Per lui potrebbe essere, questa, l’occasione per fare il salto di qualità. In fondo altri candidati, per la guida del PdL cittadino, non ce ne sono, almeno in apparenza. Tenere unite tutte le truppe che stanno affluendo, sarà un compito gravoso, come importante sarà dare la linea al partito e quindi alla maggioranza che governa la città: di pressioni per questa nomina ce ne sono già molte. La questione della leadership si mescola, vivacemente, con quella della tensione interna che attanaglia la maggioranza. La soluzione potrebbe essere quella di uno strappo, con i vecchi metodi, con i vecchi apparati, con la vecchia gestione del potere. La soluzione dovrebbe essere quella di creare un partito veramente aperto alla gente, trasparente, nel quale poter veramente affrontare la questione della crescita di una nuova classe dirigente in previsione di un ricambio generazionale da affrontare praticamente subito. Ma brusche correzioni di rotta non se ne potranno fare. Non facciamoci illusioni, il nuovo partito nascerà già vecchio, imbrigliato da chi si è limitato a fare tessere senza convocare le assemblee pur previste dallo statuto per non perdere la poltrona. Si scatenerà la guerra dei mondi, dei due mondi. Quello dei vecchi e nuovi iscritti, pronti a reclamare qualcosa, la solita prebenda che non guasta mai, o almeno una leccata al piatto della pastasciutta, tutta gente che rimarrà alla finestra a guardare l’altro mondo, quello di qualcuno che questo stato di cose, questo modo di fare e pensare lo vuole cambiare veramente.
Archivi del mese: febbraio 2009
Mucciola: archiviamo l’esperienza della lista
Carlo Mucciola vuole fare chiarezza. Il taglio che Alessio Marcozzi, Marco Fava, Damiano Gasparri, Claudio Siviero, Dario Vergati e Marco Manuelli con altri cittadini che hanno partecipato all’esperienza politica insieme al candidato sindaco Mucciola ed ora hanno voltato pagina forse poteva apparire troppo netto. Secondo Mucciola non è così. “La Lista Mucciola si configurava, al momento della sua costituzione come una formazione di Centro- Centro Sinistra – dice lo stesso Mucciola – contenendo al suo interno esponenti provenienti da diverse esperienze politiche, Margherita, DS, Udeur, Udc nonché esponenti della cosiddetta società civile. Nella fase post elettorale, durante una serie di pacati e costruttivi incontri politici, la maggioranza dei componenti della Lista, tra cui i due consiglieri eletti Giancarlo Mucciola e Andrea Bianchi, decideva di considerare conclusa quell’esperienza e di iscriversi al Partito Democratico. Una parte minoritaria, quella attualmente confluita nella associazione Centro della Libertà, non condividendo questa decisione, ha ritenuto di volersi schierare con il Centro Destra. Alcuni altri, infine, non hanno intrapreso nessun percorso politico. Tutto ciò, ribadiamo, in un clima di rapporti liberi e di scelte politiche personali.”
Bacheca accetta la sfida, ma quale?
Roberto Bacheca risponde a Pietro Tidei ed accetta la fida, rilanciando. “La tua incompetenza e inconsistenza è talmente palese che è dimostrata dal fatto che per avere un minimo di visibilità ti occupi delle amministrazioni di Santa Marinella e Civitavecchia – dice Bacheca – senza avere nessun merito della tua scarsa se non nulla attività di parlamentare. Anche noi potremmo continuare a lungo sulle tue fandonie e bugie. Ma, al contrario di te, non abbiamo tempo da perdere in queste chiacchiere inutili. Noi lavoriamo per riqualificare e sviluppare questa città. Il sottoscritto, contrariamente a quanto facevi tu, incontra quotidianamente centinaia di cittadini e so benissimo cosa pensano di te e della tua amministrazione ed invece sul nostro operato. E ti ricordo, caro Onorevole, che siamo soltanto all’inizio del nostro mandato di governo. Pensa tra cinque anni, quando potremmo dire fortemente, e sarà sotto gli occhi di tutti, di aver realizzato tutto ciò che tu non sei riuscito nemmeno ad immaginare. Concordiamo un incontro pubblico, non ho nessun problema, poiché abbiamo atti, documenti, delibere e fatti seri che smentiranno la tua ipocrisia.” Di incontro pubblico, ormai una moda a Santa Marinella, continua a parlare anche Paola Rocchi, consigliere comunale di minoranza. “Rinnovo l’invito ai cittadini di Santa Marinella e Santa Severa a partecipare all’incontro dibattito”Facciamo insieme un primo bilancio” che si terrà sabato 28 febbraio alla sala Flaminia dalle 17 alle 20. In quella sede esprimeremo il nostro giudizio documentato sull’operato della amministrazione Bacheca, operato che del resto si evince dagli ultimi articoli sulla carta stampata. Dopo aver, per mesi, annunciato grandi opere, non era la prima volta che leggevo il sindaco vantarsi di quattro aiuole e due rotatorie, quest’ultime tra l’altro deliberate dalle precedenti amministrazioni. Alla mia semplice richiesta di vantarsi meno e spiegare con più onestà come stanno le cose, il sindaco si è profuso in critiche tragicomiche rivolte alla mia persona (a quando l’accusa di mangiare bambini?), come il riferimento allo stalinismo degli anni ’60, molto divertente, se non altro perchè Stalin era già morto da un pezzo. Scrivere assurdità del genere significa non avere argomenti. E del resto quali argomenti può avere un sindaco costretto a vantare due rotatorie e quattro aiuole? Ma questo è il tono dell’attuale giunta che lui presiede. La verità è tutta qui: nessun grande progetto, nessuna originalità, nessun evidente cambio di rotta. Stanno governando questa città come se fosse un condominio: le buche del vialetto da tappare, la facciata da ridipingere, la signora delle pulizie da pagare. Forse un cancello nuovo e una braciolata a ferragosto con gli amici, sempre molto considerati.
L’accusa a noi rivolta di non fare proposte è un’altra cosa comica: forse il sindaco intende dire che dovremmo direttamente scrivergli le delibere? Ogni volta che interveniamo in Consiglio comunale facciamo proposte implicite o esplicite. Come quella dell’istituzione di una commissione per studiare le potenzialità dell’ex cementificio. Ce l’hanno bocciata sostenendo che siccome non c’erano ancora proposte dei privati, non c’era neppure ragione di fare una commissione. O come per la multiservizi: abbiamo chiesto di rivedere lo statuto, abbiamo ottenuto stavolta la benedetta commissione che però nessuno ha mai convocato. Mai, dalla scorsa estate. O come la richiesta e le proposte precise relative al recupero della elusione fiscale: quasi 4 milioni di euro di tasse sui rifiuti e di ICi non pagate negli ultimi anni. I nomi ed i cognomi sono tutti lì, dentro i computer, ma l’Amministrazione preferisce evidentemente aumentare l’Irpef piuttosto che perseguire con tutti i mezzi possibili chi non paga da anni le tasse comunali. Sono solo pochissimi esempi di proposte e di richieste continuamente ripetute, come avremo modo di spiegare sabato, insieme con un’analisi complessiva dei provvedimenti e delle delibere di giunta. Le porteremo tutte, per chi volesse sincerarsi personalmente.”
Marcozzi e i suoi. La corta strada dal centrosinistra al PdL
Il primo dubbio che viene leggendo una notizia come questa è molto spontaneo, lascia impreparati. Se è vero, come diceva un mio amico, che le idee non le cambia solo chi non le ha bisogna dare anche al tempo la possibilità di fare il suo corso, altrimenti il tifoso, lo spettatore, rimane spiazzato. Diciamo che è come se al derby un giocatore facesse il primo tempo con una maglietta ed il secondo con l’altra. E’ vero che la guerra è la guerra, e che l’italietta repubblicana è nata grazie all’otto settembre ma insomma… Cosa racconteranno questi signori ai loro elettori, ai cittadini che solo qualche mese fa li hanno votati per una coalizione che non era quella berlusconiana? Atteniamoci innanzitutto ai fatti. Un’ulteriore variazione di fronte politico si è aperta in questi giorni a Santa Marinella ma da tempo bolliva in pentola. Alessio Marcozzi, Damiano Gasparri, Dario Vergati, Marco Fava, Marco Manuelli e Claudio Siviero che nemmeno un anno fa si erano candidati al consiglio comunale nella lista che aveva quale sindaco Carlo Mucciola e si opponeva a quella del PdL traghettano verso il partito di Berlusconi. E’ stata costituita, come si usa da quando le sezioni di partito sono fuori moda, un’associazione politico-culturale chiamata “Il Centro della Libertà” con collocazione evidente tra le file del centro-destra. Alessio Marcozzi, presidente dell’associazione, non spiega le ragioni del salto di corsia ma parla della necessità, avvertita da lui e dai suoi sodali, di rappresentare le aspirazioni di chi vuole migliorare la qualità della vita nella città. ” Il Centro della Libertà – dice Marcozzi – testimonia come nella nostra città c’è ancora voglia di fare e di attivarsi per promuovere iniziative che si riverseranno positivamente sulla nostra comunità. Questo si realizzerà solo con il confronto ed il coinvolgimento della cittadinanza pronta ad impegnarsi in progetti semplici e realizzabili. Il “Centro della Libertà” nasce proprio da questa che ormai da tempo è una necessità e aggiungo un dovere: rimettersi in moto per centrare gli obiettivi che la cittadinanza si aspetta dando un forte supporto per la realizzazione degli stessi e lavorando con serietà e umiltà adottando una politica del fare. Credo e sono sicuro che questo possa realizzarsi solo con la partecipazione della società civile che comprenda gente credibile, con esperienza, e soprattutto con il forte supporto dei giovani che sono il presente ed il futuro della società”. Vicepresidente dell’associazione è Damiano Gasparri e nel direttivo c’è anche Jourdan Tasselli. E adesso? Sarebbe bellissimo sentire l’opinione di Carlo Mucciola, il candidato sindaco per cui questi signori si sono battuti al coltello. E questa opinione vi renderemo nei prossimi giorni.
Tidei – Bacheca: è sfida
Pietro Tidei, ex sindaco diessino di Santa Marinella ed ora deputato del partito Democratico ha inviato i suoi padrini a Roberto Bacheca, attuale sindaco PdL della Perla, come si usa nei duelli vecchio stampo e nella lettera di sfida, della quale riproduciamo qualche stralcio, viene fissato anche il posto, il giorno e l’ora. “Le bugie hanno le gambe corte” è il titolo della lettera che si chiude con un sibillino “Ti invito invece ad un pubblico confronto (a due) da tenersi presso la Sala Flaminia Odescalchi il giorno 27 marzo alle ore 17.00. Io ci sarò! Cerca di esserci anche tu! Ti aspetteremo…in tanti.”. Per il resto è un richiamo alla schermaglia a distanza che va avanti dallo scorso aprile nella quale i due si contendono la paternità, almeno anagrafica, delle opere strutturali iniziate a Santa Marinella. Ed è una lotta probabilmente tra sordi. Non si parla di infrastrutture destinate a cambiare la vita di cittadini e turisti ma di rotatorie, marciapiedi, piccoli parcheggi, peraltro non tutti completati, e la gente che osserva l’attuale sindaco accapigliarsi con esponenti dell’opposizione su argomenti di una rilevanza veramente molto bassa ormai è scostante e disattenta, annoiata. “Ho cercato per molti mesi di osservare un religioso silenzio di fronte alle tante fandonie che tu e i tuoi colleghi andate a raccontare sui giornali- dice Tidei – Il silenzio mi pareva d’obbligo in quanto non ho alcuna considerazione dello spessore politico ed amministrativo di questa coalizione che governa soltanto con appena il 37% del consenso popolare. La striminzita vittoria di cui tanto ti vanti è stata possibile soltanto perché il centro sinistra si è diviso in ben tre liste. Sarebbe bastato che solo due di quelle liste si fossero messe insieme (come era naturale) e tu, ora saresti stato sui banchi dell’opposizione.” Questo l’attacco modello sermone che poi si trasforma in un elenco preciso e minuzioso fatto di ben quindici punti, quindici opere che secondo l’ex sindaco appartengono alla sua programmazione amministrativa o sono state da lui riprese e avviate all’utilizzo pubblico. “La piscina comunale – questo il primo esempio additato dal deputato – abbandonata per oltre 30 anni l’abbiamo riprogettata, rifatto il computo metrico, trovato il finanziamento, espletato la gara, iniziato e quasi terminato i lavori . Indosserai pure la fascia da Sindaco il giorno dell’inaugurazione ma sai benissimo che in quella piscina né tu né i tuoi assessori avete messo un solo minuto del vostro tempo. Hai cercato di ingannare i cittadini con le bugie dei debiti ereditati. È però necessario che la città sappia che proprio tu, pochi mesi fa, hai approvato un conto consuntivo (2007) con ben 8 miliardi di vecchie lire di avanzo di amministrazione lasciatovi dalla giunta Tidei. Addirittura al momento del passaggio delle consegne tra il sottoscritto e il Commissario prefettizio è stato firmato da tutti i dirigenti e dal Commissario stesso il verbale con il quale si consegnava una cassa (cioè soldi veri sui conti del comune) di circa 2 miliardi e mezzo di vecchie lire. Ti sfido a rendere pubblico sui giornali questo verbale. Abbi una volta tanto un po’ di coraggio e di onestà intellettuale. Se poi non sei capace ad incassare i crediti vantati non puoi prendertela con gli altri ma solo con la vostra inettitudine. Avevamo progettato e ripristinato il finanziamento per l’asilo nido (opera veramente importante per la città) e grazie alla vostra incompetenza siete stati capaci di perdere il finanziamento regionale. Solo per questo dovreste vergognarvi!L’assessore Grimaldi si vanta del fatto che taglierà finalmente le spalliere di quelle orribili panchine sul lungomare di S. Severa. Ma lo stesso assessore perché non dice che fu proprio lui a reclamare in campagna elettorale la paternità di quel progetto? Noi abbiamo avuto il merito di realizzare tutte le opere di riqualificazione del lungomare, a lui il demerito delle panchine “para vista…”. Il Piano della Quartaccia, Castelsecco e via dei Fiori importante per centinaia proprietari che da trenta anni attendono la riqualificazione di quell’area, perché giace dimenticata nei cassetti della Regione, dove il sottoscritto è dovuto intervernire per gli adempimenti dovuti?. Per via Ortigara qualche consigliere cialtrone si appropria di meriti che non ha. La soluzione di via Ortigara (accordo, progetto, espropri e finanziamenti) sono opere esclusive della precedente amministrazione, lo stesso consigliere si appropria di un merito che non ha, l’ampliamento di via delle Colonie è stato un progetto solo ed esclusivo della precedente amministrazione.” La conclusione del parlamentare è sullo stesso livello dell’intero documento. “Vedi caro Sindaco, potrei continuare a fare un elenco lunghissimo di progetti pronti e giacenti nei cassetti del Comune, sui quali pesa la tua totale incompetenza ed inconsistenza.” Ora non ci resta che attendere la fine di marzo e sperare che il sindaco bacheca raccolga il guanto ed accetti la sfida. La città ha bisogno anche di un confronto, vivo, che riporti la politica al centro della vita quotidiana.
Nino Buttazzoni. Presente!
Il 20 febbraio 2009 è morto l’ing. Nino (Giovanni) Buttazzoni.
Era nato a Trieste nel 1912 e dopo l’Accademia Militare e un periodo passato come ufficiale del Genio Navale, nel 1941, accettò di diventare un Paracadutista di Marina.
In quegli anni si stavano approntando due unità particolari: il Battaglione N e il Battaglione P. I Nuotatori e i Paracadutisti di Marina, due reparti che di li a poco si sarebbero fusi, erano incursori sabotatori da impiegarsi in azioni di sabotaggio (bacini idrici, dighe, centrali elettriche, chiuse, ponti), costituzione di teste di ponte in zone senza possibilità di approdo dal mare e distruzione di ostruzioni o altre difese portuali. Buttazzoni fu la vera anima operativa dei reparti NP. Alla notizia dello sbarco anglo americano, trovandosi in Sardegna, si portò a Roma per imbarcarsi subito dopo su una motosilurante che lo trasferì a Messina. Lo scopo era quello di effettuare un sopralluogo sull’intera area siciliana. Ritornò a Roma con la proposta di far sbarcare alcune motozzattere vicino Gela con 400 NP per attaccare alle spalle gli invasori. Il piano, purtroppo, non incontrò il benestare dell’ammiraglio De Courten e quindi non fu mai attuato.
Dopo l’8 settembre scelse quella che reputava la via più onorevole. Decise di entrare a far parte del Comando Decima Mas, invitando gli uomini che erano rimasti con lui e quelli inviati in licenza a condividere la sua scelta. Alla Spezia, presso la caserma S. Bartolomeo, il 27.10.43 fu costituito il Btg. N.P. dipendente dalla X MAS. Il Battaglione sarebbe stato operativo nel settore Nord orientale contro i tititini che intendevano portare la frontiera Jugoslava al Tagliamento. Si deve anche a Buttazzoni e ai suoi uomini se parte delle province nord orientali è restata ancora italiana dopo la sconfitta. Nel dopoguerra, dopo una breve parentesi passata ospite dello Stato (ovvero nelle patrie galere…), sarebbe diventato direttore della Micoperi, una società famosa per le sua attività subacquee soprattutto nel campo petrolifero. Nel 1986 la società avrebbe varato la “Micoperi 7000″, una nave officina di 150.000 (avete letto bene) tonnellate di stazza, progettata di fatto da Buttazzoni. Uomini come Nino Buttazzoni hanno avuto molto di più del senso dello Stato, hanno avuto il senso della Patria e in nome di questa Patria hanno speso i loro migliori anni, rinunciando spesso a carriere, stipendi e pensioni sicure.
Multiservizi: tanto fumo, nè nero nè bianco
Tra il fumo, il tanto fumo che si sta facendo intorno alla nomina del nuovo presidente della multiservizi, potrebbe intravedersi qualche pennacchio bianco, segno inequivocabile di una scelta, tra le tante proposte. Ormai i tempi sono maturi, anzi stringono. E se da una parte diventa sempre più insistente il nome di Venanzo Bianchi c’è chi sussurra anche quello di Bruno Ricci, nipote di Achille Ricci, che tra le altre cose, elemento non da trascurare, fa il commercialista. Quindi il bivio vede da una parte il politico e dall’altra il tecnico ed in ogni caso la scelta, dovesse cadere tra questi due nomi, non sarebbe una scelta partitica, nel senso che ormai l’accordo elettorale che vedeva la carica di presidente del cda della società comunale come in quota a Forza Italia sarebbe saltato, travolto come gli altri impegni elettorali non mantenuti dall’amministrazione in carica. Già nei prossimi giorni comunque si saprà il nominativo del prescelto, tenuto anche conto che tutto il consiglio di amministrazione fu nominato a maggio dello scorso anno e tra poco dovranno quindi essere rinnovati anche i due incarichi da consigliere. Nulla fa escludere quindi anche la nomina per un breve periodo di un personaggio, magari poco noto, con il semplice incarico di traghettatore verso la scadenza di maggio, fino alla quale il fumo intorno alle nomine si farà tanto denso da celare il disaccordo che frena ancora la ricostituzione del collegio. La società dovrà virare urgentemente verso la produttività massima. Un piano industriale, pur richiesto a gran voce dagli attuali consiglieri di maggioranza e dal sindaco, quando sedevano nei banchi dell’opposizione, non è ancora stato ideato né presentato. Si mormora che la società intenda rilevare almeno parte dei servizi attribuiti ora all’Ama e relativi alla raccolta ed al trattamento dei rifiuti urbani ma nessuno si sbilancia in un settore quanto mai impegnativo. I vari consigli di amministrazione che si sono succeduti nel tempo non hanno dimostrato grandi doti organizzative ed ora che l’azienda non ha nemmeno un direttore generale allargare i settori di intervento senza aver nemmeno consolidato procedure e relazioni industriali, potrebbe essere un salto nel vuoto. C’è l’incognita infrastrutture a pesare sull’azienda che finora si è servita dei beni comunali quali uffici, utenze, veicoli e macchinari diluendo i costi di esercizio, prassi ormai evidentemente non più praticabile e che non ha mai consentito di appurare con chiarezza quali fossero i reali costi di questo tipo di esercizio dei servizi comunali. Al nuovo consiglio di amministrazione spetterà quindi un durissimo lavoro, condito anche dal malumore dei dipendenti della società, gli stessi lavoratori che hanno visto le ultime buste paga notevolmente più leggere ma che ad oggi, nonostante i vari summit sindacali che si sono tenuti a Santa Marinella, non hanno ancora capito perché guadagnano di meno. E nessuno glielo ha ancora spiegato.
Dal porchicciolo al porco-giochi
La cena fatta con gli avanzi ha sempre un gusto particolare, specie se dagli avanzi uno chef consumato è in grado di fare uscire fuori, chessò, un’area turistico-ricreativa.
Siamo persone di pochissima fede. Quando l’attuale amministrazione si è presentata dicendo di essere in grado di sciorinare sul tavolo una grande progettualità aveva perfettamente ragione. Non si trattava di farina del suo sacco ma della pasta fatta in casa trovata in buono stato di conservazione nei cassetti di via Rucellai dopo l’ultimo trasloco. Una porcata, direte voi? E certo! Altrimenti il titolo cosa c’entrava? Adesso il dubbio che ci rode dentro (stiamo rosicando, avete ragione) è su chi taglierà il nastro, perché se alla posa della prima pietra dovrà pensarci senz’altro Pietro Bacheca al taglio del nastro dovrà provvedere il Faraone, il progetto è infatti quello dell’Ing. Fiorini, capitolo numero cinque della saga “Santa Marinella ed il suo futuro“, rimasta lettera morta per i noti fatti. Soldi e tempo sprecati? no, non temete, a riappendere al muro i trentacinque progetti ci ha pensato proprio Roberto Tidei, all’insegna del taglio netto, del voltiamo pagina, del cambiamo tutto. Si capisce anche dalle sue dichiarazioni, schiette e sincere. Leggete e saprete.
“Proseguiremo l’iter per la sistemazione dell’area adiacente alla foce del Fosso Sciatalone per la progettazione e la realizzazione di un parco pubblico con annesse strutture sportive”. A dare l’annuncio è il Sindaco di Santa Marinella Roberto Bacheca che ha dichiarato di voler riprendere un progetto presentato dall’amministrazione Tidei e riguardante la bonifica dell’area e la costruzione di un complesso turistico ricettivo nei quattro ettari a disposizione. La procedura per la realizzazione dell’opera si era arrestata di fronte a tre importanti vincoli, quello archeologico, quello paesistico e quello idrogeologico. Il progetto preliminare passerà dunque prima al vaglio del Ministero dei Beni Culturali, dopodiché alla Regione Lazio per i rimanenti due vincoli. Si attenderà dunque fiduciosi il nulla osta da parte di questi enti per procedere al progetto esecutivo ed alla realizzazione vera e propria. “Si tratta di recuperare una delle tante zone abbandonate della città – afferma il Sindaco Bacheca – e, proseguendo l’iter di progettazione già esistente, cercheremo di restituire ai nostri concittadini un’area attualmente fatiscente che potrebbe invece rappresentare un luogo di svago e relax. Infatti l’opera, una volta terminata prevede la realizzazione di un ristorante piano bar da circa 500 metri quadri e circa il doppio di superficie destinata ad un bar e ad alcuni campi sportivi. Tutte le attività saranno di proprietà delle due ditte che retrocedono a parco pubblico il terreno finora incolto.
Il PD sta cambiando?
Luca Giallatini è l’astro nascente del Pd di Santa Marinella? Questo non lo possiamo dire ma dobbiamo registrare l’esntusiasmo che questo giovane sta mettendo nel voler partecipare alla vita politica cittadina ed i successi personali e politici che sta inanellando da qualche mese “Alla vittoria ottenuta in occasione delle primarie per l’elezione dei membri dell’Assemblea regionale giovanile del PD si aggiunge l’importante traguardo che mi vede come unico rappresentante di questa zona nel Direttivo della Provincia di Roma” – afferma con orgoglio Luca Giallatini che prosegue – “ora posso sempre di più essere l’espressione di tutti coloro che credono come me in un futuro di certezze per la zona in cui viviamo ed in cui vorremmo poter lavorare rendendola sempre più al passo con i tempi e invece siamo ancora costretti a fare i pendolari tutti i giorni con Roma perché non ci sono le condizioni di lavoro, perché non è mai stata fatta una politica di fatti ma solo di parole e promesse mai mantenute.” Chiedere del futuro ad un ragazzo giovane potrebbe sembrare una semplice espressione di retorica ma ci corre l’obbligo di farlo. “Sarò in prima linea – risponde Giallatini – e tenterò sempre di essere parte e sponsor di qualunque iniziativa che si adoperi per il coinvolgimento, per la crescita culturale ed economica dei giovani. Voglio portare ad esempio come un’iniziativa “il Cineforum”, che da qualche settimana vede riunire settimanalmente ragazzi di tutte le età e di tutte le appartenenze politiche anche se solo per guardarsi un film e discuterne insieme i contenuti, stia riscuotendo un ottimo successo.” Il Cineforum come soluzione del disagio cittadino? Ci sembra una cosa già vista e sempre con scarsi risultati ma Giallatini la disegna come l’inizio di un percorso. “Ritengo che questa idea sia la dimostrazione di come si possa affrontare la monotonia di Santa Marinella soprattutto quella che ci attanaglia nei giorni invernali e come un evento del genere possa divenire momento di aggregazione e crescita in una cittadina dove la vita di società per i giovani, e non solo, lascia molto a desiderare. Ed è con lo spirito di costruire il nostro futuro di essere stimolo e motore della vita di questo paese, che sto formando il primo Gruppo dei Giovani Democratici di Santa Marinella e Santa Severa nel quale voglio far confluire quelle idee e quelle iniziative espressione di un movimento in continua crescita e con un obiettivo ben chiaro perché, non mi stancherò mai di dirlo, “il futuro siamo noi!”.
Secondo Pepe per i piani di recupero è tutto da rifare
Il piano di recupero della zona Perrazzeta, a nord dell’abitato di Santa Marinella, dato per pronto da tutte le amministrazioni che si sono succedute dall’anno 2000 ad oggi è in realtà ancora da scrivere. Il tecnico incaricato già nove anni or sono, l’architetto Alessandro Alieri ha dato forfait puntando il dito contro l’inerzia dell’amministrazione comunale. Si legge infatti nell’atto, recentemente notificato in via Rucellai dove il professionista chiede l’applicazione della clausola arbitrale contenuta nel suo incarico, che secondo il tecnico l’amministrazioje si sarebbe macchiata di un ” comportamento dilatorio e non collaborativo”. In pratica, dice Alieri nel suo atto giudiziario, questi non avrebbe mai avuto riscontro alle richieste di integrazione dei documenti e delle istruzioni che avrebbe via via nel tempo inviato formalmente agli uffici comunali. E nell’atto gli avvocati romani Puoti e Di Gregorio fanno un bell’elenco di raccomandate rimaste lettera morta, almeno secondo loro. In ultima istanza il professionista ha fatto notificare al Comune di Santa Marinella lo scorso 27 ottobre un atto di diffida nel quale intima al Comune di mettergli a disposizione gli atti e le istruzioni pena l’abbandono dell’incarico e la richiesta di danni. Così è stato; anche questa volta, secondo i legali del professionista, il comune è rimasto inerte tanto da costringere l’architetto Alieri ad invocare la clausola compromissoria contenuta nel suo incarico ed a chiedere, per mezzo di un collegio arbitrale, la somma di 60.461 euro come compenso pattuito o in subordine 60.000 euro di danni. Il collegio, per il quale la giunta comunale ha già provveduto a nominare un proprio arbitro, dovrà decidere entro tre mesi ed il lodo, come si chiama la sentenza dell’arbitrato, sarà inoppugnabile. Secondo Emanuele Pepe, consigliere comunale delegato ai piani di recupero, è tutto calcolato. L’intenzione dell’amministrazione sarebbe quella di far cessare questo contratto per assegnare l’incarico all’ufficio urbanistica dove i tecnici comunali, compensati con il 30% della tariffa professionale, potrebbero in tre mesi terminare lo studio e far pubblicare l’elaborato, necessario per poi poter terminare l’edificazione di tutto il comparto e le opere di urbanizzazione ormai divenute improcrastinabili. Certo la mossa politica lascia tutti spiazzati. Se l’intento dell’amministrazione fosse quello enunciato dal delegato Pepe, sostituire cioè il tecnico a cui era stata demandata la redazione del piano urbanistico della zona, si sarebbe perso comunque del tempo inutile nell’attesa di una rottura del contratto provocata soltanto dal professionista e dopo anni di tira e molla. Nel frattempo le gente che abita o vorrebbe abitare alla Perrazzeta è rimasta sempre nella convinzione che qualcosa si stesse facendo, che qualcuno si stesse dando da fare nel loro interesse. Cosa che evidentemente non è andata così. Se si avverasse quanto previsto dal consigliere Pepe in ogni caso le somme pagate fino ad oggi dall’amministrazione all’architetto Alieri, oltre a quelle risultanti a suo eventuale vantaggio dopo il deposito del lodo arbitrale, sarebbero soldi dell’amministrazione che non sarebbero serviti a nessuno scopo, spesi e basta. Per il nuovo piano di recupero? Se ne parlerà dopo la causa, per ora è tutto fermo qui.