Non aprite quella porta

Chiudere il bilancio si può, senza aggiungere tasse. La ricetta è semplice, ad esempio basta controllare bene le spese. Se si leggessero i bilanci tra le righe, ad esempio, si saprebbe poter risparmiare sulle pulizie, e non è un costo di poco conto. Da novembre 2007 la multiservizi viene pagata sempre con lo stesso prezzo ma in realtà pulisce qualche metro quadro in meno, la stanza dei server della palazzina di lungomare marconi, da allora sotto sequestro e mai restituita al comune. I carabinieri di Civitavecchia fecero un blitz appunto in novembre, ben sedici mesi fa, e da allora nessuno ne ha chiesto il dissequestro. Si disse che l’indagine riguardava il project-financing per la nuova palazina comunale e subito volarono alte illazioni e sospetti ma il tempo, a volte galantuomo, placò tutto. Tra un paio di mesi scadono i termini di legge, l’indagine preliminare su quello che in molti hanno disegnato come l’ennesimo malaffare consumanto all’ombra della Perla, dovrà essere chiusa. Intanto quella stanza, che evidentemente non serve a nessuno, non è stata dissequestrata, forse nessuno ha chiesto il provvedimento, forse a nessuno interessa mettere le mani, anche solo per la manutenzione, sul server informatico del comune. Forse in molti hanno paura a mettere le mani su una storia che ha lo stesso colore della cioccolata ma una puzza sicuramente diversa, una storia che ha segnato il destino di un era politica, una storia con la quale in molti dovranno ancora fare i conti.  Noi siamo a guardare mentre il comune continua a pagare per un locale che da mesi nessuno può pulire.

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Angelo e le sue supposte, blu

Angelo Grimaldi ha sicuramente qualità sconosciute ai molti, più umane che politiche. Per esempio ha il dono della bilocazione come qualche santo taumaturgo dello scorso secolo. Non si spiegherebbe altrimenti vedere l’assessore Grimaldi gongolante l’altra sera a Santa Severa mentre cerca di indolcire agli intervenuti la pillola, ma sarebbe meglio definirla l’ennesima supposta, dei parcheggi a pagamento, le famigerate strisce blu. Tentando di convincere residenti e commercianti, come una mamma premurosa al figliolo che non vuole saperne dell’olio di fegato di merluzzo, che in fin dei conti è vero che si tratta di un’altra tassa, ma è per il loro bene, la mettono solo per quello. Forse Grimaldi non sapeva che nemmeno venti mesi fa un altro signore, politico di professione come lui, alto come lui, lo stesso accento ed una forte somiglianza, contro le stesse strisce blu fomentava la gente, spargeva volantini, raccoglieva firme. Lo stesso Angelo Grimaldi che in un’intervista al quotidiano “La Provincia” parlava di “scellerata ed antidemocratica decisione”, raccontava di cittadini, commercianti, residenti e non che “per la prima volta nella storia di Santa Severa dovranno pagare per parcheggiare la propria auto” ed ancora “ci sono raccolte di firme di cittadini che saranno presto portate all’attenzione del sindaco”. Ecco, Grimaldi, proprio ora che ci chiedevamo dove se le era ficcate queste raccolte di firme, sarebbe simpatico portare al sindaco Bacheca il malloppone raccolto con tanta dedizione dal tuo gemello, magari confrontarvi su certi argomenti che sicuramente stanno tanto a cuore a tutti e due. Non possiamo credere che la protesta di venti mesi fa sia stata soltanto dettata dal desiderio di cavalcare comunque un malcontento, di mettersi in mostra, di far parlare di se. Stai pure tranquillo che se ti piace l’equitazione dello scontento a Santa Marinella ( e quindi anche a Santa Severa) c’è il centro ippico nazionale. E’ finito il periodo aureo nel quale tu ed i tuoi soci raccontavate ai turisti ed ai villeggianti che eravate in rodaggio, che una volta ripresa in mano la baracca sarebbe stata tutta un’altra musica. La baracca l’avete sempre tenuta per le redini ed infatti la musica è sempre la stessa. Dispiace e mortifica, allora, riconoscere anche in Angelo Grimaldi il politicante bifronte, l’uomo perfetto per ogni situazione, l’agitatore all’opposizione ed il costruttore in maggioranza, purtroppo sugli stessi, sempre pochi, argomenti. La politica è un’altra cosa, almeno la politica seria. E’ confronto quotidiano con la gente, è discussione sugli argomenti, è progettualità, è sviluppo. Questa invece sembra soltanto l’amministrazione delle brutte figure. Ci eravamo dati tanto da fare, credevamo di aver cambiato finalmente canale ed invece siamo sempre sintonizzati su “L’ora del dilettante”. Chi è curioso, ed i nostri lettori lo sono sempre molto, può andarsi a rileggere l’articolo della “Provincia” pubblicato domenica 17 giugno 2007, a pagina 7. L’articolo, per la cronaca, l’ho scritto io ma vi prevengo subito: sono sempre lo stesso, venti mesi fa come ora, sempre critico , verso il faraone come verso l’orsetto, quando leggo di ipocrisia politica, sento di chiacchiere inutili, vedo fumo venduto alla gente e soprattutto mi confronto con un accolita che suole definirsi “classe politica” ed invece è un sodalizio di personaggi impegnati a gestire la cosa pubblica come fosse una società commerciale, a farsi insomma solo i fatti propri.

Per chiudere il bilancio la ricetta è un altro autovelox

Ce la farà l’amministrazione comunale di Santa Marinella a chiudere il bilancio preventivo? Il documento contabile, essenziale per dare valore a tutte le spese del Comune, deve essere presentato in consiglio comunale ed approvato entro il 31 marzo, quindi fra dieci giorni, ed ancora pare che le cifre siano tutte in aria. Il problema fondamentale sono le risorse, le entrate, insomma. Tutti, sia Tidei che Bacheca, al di là di sterili proclami, hanno fatto affidamento sull’autovelox ed il photored, piuttosto che sulla contrazione e la razionalizzazione delle spese. Quindi ferme le “infernali macchinette” a causa della pioggia di ricorsi pendenti o già decisi in senso favorevole dalla magistratura, pare che l’unica risorsa la possibile installazione di un altro autovelox sull’Aurelia in zona Furbara. Su questo l’amministrazione sta studiando da qualche giorno. Ma il problema bilancio investe anche l’accertamento delle entrate. “Dopo che la minoranza ha denunciato l’esistenza di quasi 4 milioni di euro tra multe e soprattutto tasse non riscosse – dice paola Rocchi – tributi non recuperati che la maggioranza sembra di fatto sottovalutare, nei giorni scorsi l’assessore al bilancio si è lanciato in una lezione sui giornali per spiegare che non si tratterebbe di evasione ma di “elusione”. Senza scomodare la lettura di articoli di legge, persino il vocabolario della lingua italiana dà torto all’assessore, indicando come “elusione” un comportamento volto a ridurre il carico fiscale in modi “giuridicamente leciti”. A parte il fenomeno multe su cui pendono spesso ricorsi, non possiamo di certo considerare lecito né tollerabile il fatto che mentre la maggioranza dei cittadini paga regolarmente ICI e TARSU, una minoranza non lo faccia da anni, perché non sollecitata a sufficienza o perché non perseguita. In assenza di atti concreti volti a contrastare il fenomeno, noi crediamo che Assessore al Bilancio e Sindaco si debbano assumere tutta la responsabilità politica di questa scarsa attenzione e di una sostanziale ingiustizia fra chi paga e chi no. Per parte nostra vorremmo rassicurare i cittadini che da giorni ci chiedono di andare avanti sulla questione, di approfondire e di non mollare sulla richiesta di equità fiscale, secondo il logico principio che se paghiamo tutti il dovuto, avremo tutti più servizi e soprattutto forse potremo pagare tutti meno tasse. Noi di “Un’altra città è possibile” stiamo aspettando la chiusura della commissione di indagine sui tributi presieduta dal collega Carlo Mucciola, stiamo aspettando cifre definitive e ultimo verbale. Mucciola ha fatto un ottimo lavoro, ma non ha certo lui il potere di dare indicazioni agli uffici. La Minoranza può solo sollevare il problema, esigere spiegazioni e fare proposte (sapendo purtroppo a priori che probabilmente saranno ignorate). Rispetto a questo problema dei tributi non riscossi, una volta completato il quadro delle informazioni, insieme ai colleghi della minoranza formuleremo una proposta finale, oltre alle cose già suggerite in Commissione, regolarmente cadute nel vuoto.”

Urbanistica: la minoranza punta il dito ma non fa nomi

La minoranza consiliare di Santa Marinella punta il dito verso un modo di fare urbanistica sempre sopra le righe, contro il vezzo tutto santamarinellese di fare cose diverse da quelle che si annunciano ma lo fa senza avere il coraggio di puntare il dito contro quelle che per i consiglieri di opposizione sarebbero cambiali elettorali, le lottizzazioni che annunciano fatte fuori dal piano regolatore ma che non hanno la determinazione di identificare davanti a tutta la città. Così facendo anche il grido di allarme che lanciano rimane una voce, isolata e senza corpo. “Secondo voci ben informate – dicono infatti in un comunicato diramato ieri – la maggioranza si appresterebbe ad approvare lottizzazioni fuori dal Piano Regolatore Generale, lottizzazioni non certamente nuove ma piuttosto le ennesime (e corpose) cambiali elettorali che in questa Amministrazione sembrano non avere fine. Come minoranza torniamo a chiedere un impegno serio per la revisione del PRG. Nel frattempo chiediamo di congelare quelle lottizzazioni destinate ad interventi massicci, in grado di cambiare il volto e la natura di certi quartieri o zone della città.. Sindaco e Assessore all’Urbanistica dicano ai cittadini se hanno intenzione oppure no di ripensare e riprogrammare lo sviluppo di questa città con i mezzi giuridici, tecnici e scientifici (nonché si spera di partecipazione dei cittadini) che può garantire la revisione di un PRG, oppure se intendono ancora trascinarsi dietro un Piano Regolatore del 1975, operando solo in termini di edilizia concordata, accordi di programma o piani integrati come dir si vogliano. Sono approcci completamente diversi su cui chiediamo chiarezza. Sugli stessi piani integrati abbiamo spesso chiesto in Consiglio Comunale comunque un approccio di programmazione: che sia il Comune a dettare le regole, a chiedere interventi considerando il territorio nella sua complessità magari attraverso bandi. L’orientamento sembra invece quello di intervenire a spot assecondando le richieste dei privati, anziché orientarle. A parte ciò, secondo noi lo strumento di ripensamento e programmazione vero resta una solo: la revisione del PRG.”

Riusciranno i nostri eroi?

Ho visitato la settimana scorsa il castello di Capestrano, piccolo Comune in provincia di L’Aquila.
Nel maniero hanno sede gli uffici comunali e, nella bacheca esposta nell’androne di ingresso, ha attratto la mia attenzione l’avviso che allego.
Non conosco né mi interessa la composizione politica della giunta che amministra quel Comune però, a fronte dei “nostri” 4 milioni di euro di tributi non riscossi, Vi domando: potranno un giorno anche i nostri concittadini santamarinellesi leggere un avviso dello stesso tenore, magari riferito ad una consistente riduzione dell’ addizionale IRPEF ?
Ringrazio per l’attenzione e cordialmente saluto
Mauro Leone Saracco

Urbanistica: l’avvocato Damiani spiega perchè si può ricorrere

Continua l’inchiesta che questo giornale ha avviato sulla vicenda che vede un gruppo di cittadini contrapposti ad un’impresa di costruttrice ed all’amministraziohe comunale di Santa Marinella per tutelare i loro diritti riguardo le nuove costruzioni che stanno nascendo in città. I cittadini, coordinati dall’associazione “AssoDiritti” sostengono che in questo caso specifico, paragonabile però a tanti altri oggi esistenti in città, il progetto che ha fatto nascere il palazzo in costruzione su via IV Novembre non poteva essere autorizzato in quanto non sono stati rispettati i criteri legali sulle distanze con i manufatti confinanti. La scorsa settimana l’avvocato Liberatori ha spiegato la vicenda alla luce dell’ordinanza del Tribunale di Civitavecchia. Oggi è il turno dell’avvocato Michele Damiani, del Foro di Roma, che segue la vicenda davanti al tar del Lazio. Avvocato può spiegarci brevemente cosa bisogna intendere per “costruzione”, considerato che il Tribunale Ordinario di Civitavecchia ha recentemente chiarito che la distanza dal confine di un edificio che presenti sporgenze non meramente decorative e stabilmente incorporate nell’immobile deve essere misurata tenendo conto delle sporgenze stesse? “La disciplina generale sulle distanze legali è contenuta nell’articolo 873 del codice civile, che prescrive, in via inderogabile, una distanza minima tra le costruzioni su fondi finitimi pari a tre metri. Sono fatte salve, tuttavia, le disposizioni contenute nei regolamenti comunali, i quali solitamente impongono l’osservanza di distanze maggiori. Ai fini dell’osservanza di dette distanze, la nozione di costruzione contemplata dall’ 873 c.c., comprende tutte le opere infisse stabilmente al suolo. L’opera, anche se realizzata in legno o con altro materiale, deve essere considerata “costruzione” ogniqualvolta abbia i caratteri della solidità, stabilità e immobilizzazione e, certamente, sono soggetti all’osservanza delle distanze legali e/o regolamentari sia i manufatti che realizzino una determinata volumetria (ad esmpio, perché chiusi su tre lati), sia gli sporti aventi una funzione non meramente decorativa. Più precisamente, la giurisprudenza ha sempre ribadito che possono essere escluse dalla nozione di costruzione rilevante ai fini dell’osservanza delle distanze legali soltanto gli sporti aventi carattere meramente decorativo, quali i cornicioni, le lesene e le canalizzazioni di gronda, perché trattasi di opere che svolgono funzione ornamentale, di rifinitura o meramente decorativa.” Avvocato Damiani, in quali casi il privato può adire il Giudice Amministrativo? “E’ opportuno operare un distinguo. Quando la controversia è instaurata tra soggetti privati che chiedono il rispetto delle distanze legali o regolamentari bisognerà adire il giudice ordinario; quando invece il soggetto si duole della illegittimità del titolo abilitativo emesso dalla Amministrazione comunale, ad esempio perché rilasciato in violazione delle norme (anch’esse giuridiche) sulle distanze legali, sussiste la Giurisdizione del giudice amministrativo. Quindi, soltanto chi vanta l’esistenza di un effettivo interesse all’annullamento dell’atto potrà adire l’Autorità giudiziaria. In termini giuridici, il concetto si esprime dicendo che il ricorrente deve vantare un interesse qualificato e differenziato all’annullamento dell’atto: un interesse differenziato da quello degli altri consociati e fatto oggetto di particolare attenzione da parte dell’Ordinamento; così, ad esempio, colui che sia proprietario di un immobile sito nelle vicinanze di un costruendo edificio, quale titolare di un diritto di proprietà (o altro diritto reale), potrà proporre Ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale competente per territorio. In questa ultima ipotesi rientra la controversia da me seguita ed incardinata davanti al TAR del Lazio nell’interesse di un privato cittadino contro il Comune di Santa Marinella, al fine di ottenere la sospensione cautelare, prima, e l’annullamento, dopo, del titolo abilitativo (permesso di costruire) rilasciato dall’Amministrazione comunale per la costruzione di un fabbricato di civile abitazione in Via IV Novembre. Il TAR del Lazio, nell’accogliere la domanda di sospensione cautelare del provvedimento impugnato (ordinanza 192/2008), ha evidenziato l’esistenza di violazioni delle norme sulle distanze ed in particolare la violazione dell’art. 3 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G. che stabiliva una distanza minima non inferiore a 7 metri dalle altre costruzioni e dalle strade adiacenti.” Avvocato Damiani nella vicenda da Lei indicata, il provvedimento giurisdizionale cui ha fatto riferimento, è stato successivamente “superato” dalla Ditta costruttrice con la presentazione di un nuovo progetto affetto però dagli stessi vizi di legittimità già riscontrati dalla Autorità giudiziaria. Come si è evoluta la vicenda? “Come da lei ben esposto, la ditta costruttrice ha chiesto ed ha inspiegabilmente ottenuto dal Comune di Santa Marinella un nuovo permesso di costruire. Detta variante è stata tuttavia ritualmente impugnata con motivi aggiunti, perché affetta, tra l’altro, dagli stessi vizi di legittimità (mancato rispetto delle distanze legali) che inficiavano il precedente permesso costruire. Probabilmente tali provvedimenti saranno fonte di responsabilità per gli amministratori comunali, attesa anche la possibilità per il privato cittadino di chiedere al Tribunale Amministrativo Regionale, oltre all’annullamento dell’atto anche la condanna del Comune di Santa Marinella al risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell’illegittimo esercizio di pubbliche funzioni.”

Tidei contro la discarica ad Allumiere. E’ il solo?

Secondo Pietro Tidei, deputato di opposizione ma già sindaco di Civitavecchia e Santa Marinella, esiste un asse tecnico tra il governo della città di Roma e quello della Regione Lazio il cui scopo sarebbe quello di alleggerire la pressione dei problemi legati alla gestione dei rifiuti, ormai di massima allerta nella zona romana di Malagrotta, collegandolo con la possibilità di smaltire i residui nella centrale Enel di Torre Valdaliga. A questo scopo si sarebbe svelata la possibilità di stoccare, almeno temporaneamente, i rifiuti in una discarica che andrebbe localizzata nelle campagne di Allumiere. La notizia non è confermata, almeno dalle fonti ufficiali, ma la voce sta girando tanto da diventare importante e forte. Da questi fatti nasce una lettera aperta che il deputato Pd ha indirizzato proprio ieri al Presidente dell regione Marrazzo ed al Sindaco di Roma Alemanno. In questa l’onorevole evidenzia la possibilità di localizzazione di una discarica nelle colline di Allumiere quale idea proposta dall’ad di Ama, Panzironi. “Sembra ormai una idea fissa quella di trasferire da Malagrotta alla zona di Civitavecchia la discarica dei rifiuti romani, collegando questa operazione alla centrale di Torre Valdaliga Nord convertita a carbone, attraverso il sistema della co-co-combustione, cioè bruciando carbone e cdr. – scrive con veemenza Tidei – Il Comune di Allumiere da una parte, il Comune di Civitavecchia dall’altra, insieme alla Comunità Montana dei Monti della Tolfa e alle Associazioni Ambientaliste hanno fermamente e unitariamente respinto questa provocatoria ipotesi rifiutando di diventare l’immondezzaio di Roma. È il caso di ribadire agli immemori, che Civitavecchia  e la zona è dal 1949, cioè da 60 anni fa, con la istallazione della prima centrale elettrica di Fiumaretta che da una parte contribuiscono alle esigenze energetiche nazionali e dall’altra subiscono gli effetti dannosi per la salute e per l’ambiente degli inquinamenti delle centrali. Allumiere tra l’altro, fa parte di un’area boschiva, ricca di piantagioni uniche quali i biotopi, destinata a dar luogo ad un parco nazionale che ne salvaguardi la unicità, la bellezza e ne costituisca una incentivante sorgente di iniziative economiche, turistiche, culturali.” L’attacco di Tidei ad Alemanno è forte e trae origine da radici politiche e culturali, richiamando interessi di campanile, legittimi quando si parla di ambiente e salute, ma anche l’importanza del territorio sottolineata anche da organismi internazionali. “Non si comprende perché il Sindaco di Roma anziché, per la discarica dei rifiuti romani, individuare una zona interna al perimetro della Capitale, insista, ostinatamente, per “traslocare” al Nord di Roma i propri rifiuti. Ribadisco, quale Parlamentare del Collegio 25, il cui territorio è ricco di vestigia etrusche e latine, con patrimoni riconosciuti dall’Unesco come beni dell’umanità, dove transitano ogni anno milioni di passeggeri che sbarcano nel Porto di Civitavecchia, che l’ipotesi Panzironi – Alemanno debba essere definitivamente abbandonata, lasciando alle popolazioni locali la libertà di costruire il loro futuro fondato sull’utilizzo pieno delle risorse di cui si dispone, con l’impegno della Regione di sostenerne attivamente le varie fasi di avanzamento.
È incredibile per altro il comportamento da Giano Bifronte del Sindaco di Roma che è venuto a Civitavecchia a rifiutare l’ingresso di Civitavecchia e del comprensorio nell’area metropolitana riservando tutti i fondi del Governo centrale alla città di Roma e scaricando tutta l’immondizia di Roma sul comprensorio di Civitavecchia. Questa è la vera della Destra e del Sindaco di Roma, che da una parte fanno finta di tutelare gli interessi della città e fanno quelli dei suoi accoliti locali e dall’altra vorrebbero ridurla a immondezzaio. Cosa dicono gli Amministratori di Centro Destra di Civitavecchia?” D’altro canto le voci sulla realizzazione della discarica si fanno sempre più forti e non bastano, come già sentite, le dichiarazioni dell’Enel circa il diniego dell’ente elettrico all’impiego delle fornaci con combustibili diversi dal carbone a tranquillizzare gli abitanti del comprensorio e le voci che giungono da Roma, purtroppo, non sono né chiare né univoche.

Sul personale ogni scherzo vale

Non sono le grandi opere a gettare discordia nella maggioranza che governa Santa Marinella ma il problema del personale, o meglio la gestione di quelle che oggi si chiamano in maniera asettica le “risorse umane” e la questione degli avanzamenti di ruolo. Il tutto da leggere nel quadro di una riforma, più possibile organica, della struttura della macchina amministrativa comunale. Le riunioni di maggioranza si susseguono incessanti e sempre tutte concitate. Non c’è una linea univoca ed ognuno dei rappresentanti politici tenta di far prevalere la propria strategia. la giunta precedente, quella guidata dal sindaco Tidei, aveva predisposto una pianta organica ed un piano per il riassetto del personale. Adesso, tramontata quella stagione, il rinnovo della struttura si combatterà a colpi di declassamenti e spostamenti, non tutti indolori. Anche i dipendenti attendono con ansia il risultato di quello che pi che un accordo strategico sembra debba nascere da un minestrone politico. In moti casi le segnalazioni, i suggerimenti stanno tutti tornando al mittente, accompagnati dal mugugno degli interessati che avevano sperato in una posizione ed in una retribuzione migliore. Ma non sono solo gli scatti di carriera a preoccupare i dipendenti. Anche la necessità di razionalizzare gli spazi comporterà, a breve, il trasloco di molti uffici ed il riassetto di tutte le strutture. Anche in questo caso i dirigenti evitano di rilasciare dichiarazioni ma da quello che dicono si comprende come una mossa di queste dimensioni possa facilmente paralizzare tutta la gestione amministrativa. Traslocare un ufficio significa non solo spostare scrivanie, ma anche far viaggiare documenti, spesso riservati, per tutta la città, spostare archivi, riallineare sistemi informatici. Questo comporterà comunque un’interruzione nella funzionalità degli uffici oggetto di trasferimento che verrà pagata in termini di qualità dall’abbassamento della produttività ed in termini di servizio direttamente dai cittadini utenti.

Per Andrea Bianchi l’urbanistica è un’opportunità di sviluppo

Per Andrea Bianchi (Pd), consigliere comunale di minoranza, urbanistica non significa soltanto costruzione di nuove case ma anche sviluppo della città. “Dopo quasi un anno di Amministrazione – dice il consigliere – ancora la Giunta Bacheca non ha previsto, né messo le basi, per la realizzazione del nuovo Piano Regolatore Generale.Come tutti sanno il nostro PRG risale ormai alla notte dei tempi, quando la città era ancora un piccolo paese in fase di espansione. Oggi la situazione è radicalmente diversa da quando venne realizzato.” Bianchi sente quindi il bisogno di sottolineare come lo sviluppo della città debba essere fatto in maniera preordinata e pianificata. “Credo che la questione – dice ancora il consigliere comunale del Pd – urbanistica debba essere una priorità. E’ necessario cominciare a programmare uno sviluppo diverso, stabilire regole più certe e soprattutto avere in testa un progetto di sviluppo. Questa Amministrazione sta navigando a vista e non si intravede un progetto di crescita e di sviluppo né dal punto di vista economico né dal punto di vista dello urbanistico. Non abbiamo visto finora nessuna iniziativa che vada al di là della normale amministrazione, di quei piccoli interventi di manutenzione che erano già stati predisposti e finanziati.” Non è quindi, per Andrea Bianchi soltanto un problema di concezione programmatica del edilizia ma proprio di mancanza di un obiettivo finale al quale far giungere compatta tutta la comunità cittadina. “Non c’è una idea, una iniziativa. Penso che si debba cominciare a ragionare in un altro modo, che ci si debba confrontare con i cittadini sui problemi della città. Inoltre alcune opere, come ad esempio la nuova sede comunale, la copertura della trincea ferroviaria, la creazione di un centro logistico, di un volto al Centro storico della città sono cadute nel dimenticatoio. So bene che sono discorsi difficili, che possono anche creare del malcontento, ma penso anche che è ora di finirla con la politica miope che mira a distribuire solo piccoli privilegi per accontentare tutti. E’ necessario avere coraggio per amministrare una città e ragionare in termini di lungo periodo, non per la sopravvivenza di una poltrona, per il bene di tutti e soprattutto guardando al futuro.” Sempre per Bianchi la ricetta dello sviluppo passa attraverso il confronto unitario delle forze sociali, attraverso la partecipazione della gente. “Se non si avvia un confronto serio con i cittadini, con i commercianti, gli artigiani, gli operatori turistici rischiamo di restare al palo. Dobbiamo decidere se diventare il quartiere dormitorio di Roma o vivere di una nostra economia di dare alla piccola imprenditoria locale, ai giovani una possibilità di crescita, di avviare nuove attività. Soprattutto in questo momento di crisi economica il rischio della scomparsa di tante piccole imprese commerciali e artigianali diventa ogni giorno più reale. Per questo è
necessario avviare fin da ora i presupposti perché l’ Amministrazione crei
delle garanzie per il dopo crisi. Garanzie che evitino l’arrivo di grandi
operatori che divorino tutta la nostra economia. Di più, ho il fondato timore
che vengano realizzati nuovi piani di lottizzazione al di fuori del Piano
Regolatore Generale, e su questo, ci sarà la massima vigilanza da parte mia e
di tutta l’opposizione. Certo il PRG non è la panacea di tutti i mali, è però
uno strumento importantissimo e vitale per la programmazione cittadina. Per
questo chiedo con forza all’Amministrazione dare via alle procedure necessarie,
di aprire un dibattito con l’opposizione, con tutti gli operatori economici,
con i cittadini su un progetto di sviluppo della città e sulle prospettive di
crescita economica.” Una conclusione in linea, quindi, con una rosea previsione del futuro. Il consigliere del Pd ha le idee chiare e vuole dimostrarlo a tutti i costi.

Per fare l’opposizione è meglio l’acqua di rose o l’aranciata?

Noi consiglieri di minoranza abbiamo congiuntamente già spiegato il perché della nostra uscita dall’ultimo Consiglio e non è il caso di tornare sui giornali: la sovraesposizione è sbagliata e in più rischia di dare un’immagine distorta. Non stiamo infatti lavorando “per andare sui giornali”; perciò, per quel che mi riguarda almeno, avrei deciso di non rispondere alla Destra che ci ha attaccato per la nostra uscita, attraverso il solito comunicato stampa. Lo faccio in questo ambito ristretto di spazi web cittadini per quei frequentatori della rete abituati ad approfondire questioni politiche.
Dico alla Destra che il loro fare opposizione all’opposizione in questo caso non lo capisco proprio.
Forse mancano delle informazioni essenziali, oppure alla Destra faceva comodo mostrare di non aver capito. Se la Destra vuole conquistarsi lo spazio duro e puro di chi fa opposizione veramente (tutti gli altri giocano) per me si può anche accomodare. Anche in questo caso, non stiamo lavorando per un primato. Ma forse la faccenda è diversa e noi consiglieri non ci siamo spiegati bene.
Allora ripeto che abbandonando il Consiglio sapevamo con esattezza l’entità del gesto, che abbiamo chiesto scusa ai cittadini, che abbiamo confessato quanto la cosa ci pesasse, ma anche che era necessaria per dare un segnale. Davvero non potremo svolgere decentemente il nostro compito se continueremo a ricevere la convocazione il venerdì pomeriggio per il lunedì.
Lunedì c’erano le nostre interrogazioni, ma contiamo di tornarci. C’era la costituzione del consorzio per l’osservatorio ambientale ma su questo argomento ci siamo già ampiamente espressi e purtroppo avremo ancora modo di farlo. La Destra (sempre presente in Consiglio) dovrebbe ricordare tutte le volte che Rocchi e Dani hanno attaccato la Maggioranza sui soldi Enel e sull’inutilità di un osservatorio ambientale pagato dall’Enel. Quello che la Destra non può sapere, è che prima di un consiglio si fa riunione di capigruppo per sveltire la discussione e che lunedì pomeriggio si è parlato appunto del consorzio. In quell’occasione io personalmente ho contestato la formazione dell’Ente dopo essermi ulteriormente chiarita le idee e aver appreso che inoltre quella era una delibera blindata, concordata con gli altri sindaci, e punto. Starci o non starci faceva poca differenza, tanto più che non finisce qui. Il nuovo carrozzone del consorzio prevede infatti la spartizione di 10 poltroncine remunerate, e a breve il sindaco dovrà indicare il suo nome per la poltroncina che gli spetta – il difensore della nostra salute secondo Bacheca – e allora ci sarà davvero da tornarci.
Per quanto riguarda l’ironia sul panino che avrebbe sostituito il Consiglio, questa sì che mi sembra puerile. Molte semplicemente avevamo bisogno di un tavolo dove decidere se scrivere un comunicato e cosa scrivere sul comunicato. (Su una cosa do ragione alla Destra: forse abbiamo esagerato. Mentre il popolo soffre, nel corso della discussione io ho persino ordinato un succo d’arancia, mentre qualcuno si smezzava a sue spese un piatto di patatine. Grave, molto grave).
Per fortuna nel comunicato della Destra dove si fa opposizione all’opposizione, c’è la buona notizia del loro interesse per la raccolta differenziata. Più siamo a chiederla e meglio è, ma anche su questo punto crediamo di avere la coscienza molto pulita.
Abbiamo presentato un’ interrogazione a settembre e un’altra a febbraio, ancora da discutere. A dicembre, per cominciare a parlare di porta a porta e per dare il nostro contributo informativo, noi di “Un’altra città è possibile” abbiamo organizzato un incontro pubblico (insieme all’associazione Vivere Meglio), alla sala Flamina, con esperti esterni. Abbiamo inoltre contribuito all’organizzazione di un altro convegno che si è tenuto a Cerveteri sempre sul tema rifiuti e raccolta differenziata. Erano presenti medici ed imprenditori che lavorano con centri di riciclo. I nostri amministratori invitati a partecipare, non si sono visti Alcune settimane fa, inoltre, abbiamo organizzato un incontro fra il delegato all’ambiente Rossanese e Massimo Piras, coordinatore della campagna di respiro regionale “Non bruciamoci il futuro”. Piras è un vero esperto in materia e ha fornito a Rossanese molte indicazioni e qualche numero di telefono. Cosa ne abbia fatto Rossanese non sappiamo, ma in ogni caso la nostra buona volontà propositiva ce l’abbiamo messa. Questa cosa non l’abbiamo propagandata, per il motivo che dicevo in premessa: non lavoriamo per andare sui giornali. Certo sentirsi poi dire dalla Maggioranza che “non facciamo proposte” e dall’opposizione all’opposizione, che non facciamo opposizione, sarebbe, volendo, un tantino scoraggiante.Paola Rocchi