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Il futuro può essere più verde

 (ansa) Arrivano gli orti urbani, i giardini pensili nelle città italiane, le cosiddette «green belt» e circa 500.000 alberi in più ogni anno; senza contare il Censimento nazionale degli alberi monumentali e dei filari storici. È quanto si ripromette di promuovere la proposta di legge approvata dalla commissione Ambiente della Camera all’unanimità, che sarà esaminata dall’aula di Montecitorio alla ripresa dei lavori. Il testo è l’unificazione di due proposte, una del Governo ed una della parlamentare del Pdl Giulia Cosenza, di cui è relatore Angelo Alessandri (Lega), presidente della stessa Commissione Ambiente. Il provvedimento istituisce, per il 21 novembre, la Giornata nazionale degli alberi, durante la quale si terranno nelle scuole iniziative per diffondere una nuova cultura ambientale. Viene poi ripresa la legge del 1992, spesso disattesa, che imponeva ai comuni di mettere a dimora un albero per ogni bambino nato. Innanzi tutto l’obbligo è limitato ai comuni con più di 15.000 abitanti, ma con delle disposizioni ben precise: l’albero va piantato «entro tre mesi»; ogni comune dovrà censire, entro un anno, il proprio patrimonio di alberi e il sindaco a fine mandato deve redigere un «bilancio arboreo». In più, per evitare che la legge sia ancora disattesa, viene creato presso il ministero un Comitato per lo Sviluppo del verde pubblico che monitorerà i comuni, ma li affiancherà anche nel realizzare gli obiettivi. Visto che in Italia nascono in media 520.000 bambini all’anno, è questo il numero approssimativo degli alberi che verranno messi a dimora. Il Comitato poi guarderà sia al patrimonio storico che al futuro. Infatti tra i suoi compiti ci saranno quelli di «promuovere gli interventi volti a favorire i giardini storici» che sono uno degli atout dell’offerta turistica, nonchè a «proporre un Piano nazionale che fissi criteri e linee guida per la realizzazione di aree verdi permanenti intorno alle maggiori conurbazioni e di filari alberati lungo le strade», le cosiddette «green belt» nei nuovi quartieri cittadini. In più il Piano dovrà dare linee che «consentano un adeguamento dell’edilizia e delle infrastrutture pubbliche e scolastiche che garantisca la riqualificazione degli edifici, anche attraverso il rinverdimento delle pareti e dei lastrici solari e la creazione di giardini e orti, e il miglioramento degli spazi». L’idea della legge è che il verde urbano assorbe CO2 e abbassa la temperatura, specie d’estate facendo così risparmiare sui condizionatori. Di qui l’idea, oltre alle «green belt», di favorire la trasformazione nelle città dei lastrici solari in «giardini pensili» e la nascita di «orti urbani» negli spazi lasciati liberi, e il «rinverdimento delle pareti degli edifici, sia tramite il rinverdimento verticale che tramite tecniche di verde pensile verticale», in modo da favorire un abbassamento del calore degli edifici. I comuni, per realizzare tutto ciò, potranno ricorrere alla sponsorizzazione dei privati. In compenso il Comune potrà inserire «il nome, la ditta, il logo o il marchio dello sponsor all’interno dei documenti recanti comunicazioni istituzionali». Infine gli alberi monumentali e i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico o storico«: saranno censiti e verrà creato un Albo pretorio consultabile su Internet.

di Giovanni Innamorati

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Gli abitanti di Santa Severa chidono aiuto

siamo abitanti e villeggianti di Santa Severa che volevamo goderci ferie pace e aria pulita in questa ormai poco affezzionata località.

In via Francesco degli Albizi e in Via Conti di Galeria è un indegno indecoroso vergognoso cantiere di polvere.

 

non possiamo mangiare nei nostri giardini, non possiamo aprire finestre, stendere panni parcheggiare auto!

 

una nube di polvere continua costante quotidiana riempie le nostre case e i nostri polmoni.

 

un grosso cartello all incrocio con via Cneo Domizio firmato dal Sindaco Bacheca e dall Assessore al Tecnologico Degli Esposti parla di lavori ma qui i lavori non proseguono e sono fermi da oltre due mesi con conseguenze disastrose per le strade dissestate e per la salute di grandi e piccoli.

 

Sindaco e Assessore non vogliamo far parte di una sterile polemica ne siamo cavalcati da chissà quale forza politica di opposizione ma la nostra lamentela è il risultato di un vero tangibile evidente disagio.

un problema che dura da circa due mesi che ha portato a tutti noi ad esaurire la nostra pazienza!

 

stiamo passando le nostre ferie in mezzo alla polvere, troppa polvere, rintanati delle nostre case!

 

Sindaco la nostra non è una richiesta di aiuto ma un obbligo un ordina nel tutelare i vostri cittadini che pretendo solo di poter vivere in maniera dignitosa le propria casa la propria vita.

 

Santa Marinella non è rosa

(ansa) Una decisione ‘apripistà in grado di disegnare scenari ‘rosà nelle regole della politica italiana. Il Tar del Lazio ha azzerato la giunta del comune di Roma contestando la mancata presenza di equilibrio numerico tra uomini e donne. Insomma una giunta poco rosa che per questo i giudici hanno bocciato. Il ‘caso Romà è destinato a fare scuola: laddove la politica non ha garantito le donne, i giudici amministrativi sono scesi in campo richiamandosi al principio delle pari opportunità e di fatto sostenendo che una sola donna su 12 assessori non garantisce un’equa rappresentanza di genere. Peraltro la giunta del comune di Roma non è la prima a cadere sotto la scure della giustizia amministrativa: gli esecutivi di altri enti locali, come ad esempio la provincia di Taranto, erano stati azzerati, in questo caso per l’assoluta assenza di donne. Con la capitale il caso diventa nazionale e di fatto si sancisce che una donna non salva le quote rosa. Non solo: si sottolinea che l’atto di nomina di una giunta è un atto amministrativo, dunque che ricade sotto la giurisdizione del Tar, e non politico, come aveva sostenuto il Comune di Roma nell’ ordinanza di nomina della giunta-bis. Inoltre i giudici hanno di fatto richiamato il Campidoglio al rispetto dell’articolo 5 dello Statuto del Comune di Roma che salvaguarda il principio di Pari Opportunit… in tema di nomine nelle istituzioni (e non solo) cittadine. L’attesa adesso è volta a capire come i giudici amministrativi motiveranno la decisione di accogliere i ricorsi proposti dai Verdi di Bonelli, dalle consigliere comunali di Roma di Pd e Sel Monica Cirinnà e Maria Gemma Azuni, e dalle consigliere di parità della Provincia di Roma e della Regione Lazio, Francesca Bagni e Alida Castelli. Le motivazioni, attese tra 45 giorni, potrebbero solo riferirsi ad un generico equilibrio tra sessi o spingersi a stabilire una soglia percentuale di rappresentanza. In sostanza il Tar potrebbe dire non solo che con una sola donna in giunta non si può ritenere rispettato l’equilibrio tra sessi, ma fornire anche i suoi ‘numerì magari indicando percentuali, ad esempio il 25-30%. Questo imporrebbe al sindaco Gianni Alemanno di mettere in giunta almeno tre donne, essendo in tutto gli assessori dodici. Con l’annuncio dell’entrata di Rosella Sensi, che si aggiunge a Sveva Belviso, in giunta gli assessori donna sarebbero due. Troppo poche per i ricorrenti, che già annunciano una nuova battaglia.

Porta a porta quando parte?

La GESAM prosegue alla perfezione il lavoro di AMA… ossia prende soldi per servizi che non offre.
Molti cittadini si chiedono (e ci chiedono) dove siano i mezzi necessari allo svolgimento del servizio:
autocompattatori fatiscenti e in numero insufficiente, totale mancanza di una lavacassonetti (da quando GESAM eroga il servizio i cassonetti non sono mai stati lavati, ma noi paghiamo per quel lavaggio), campane della differenziata rotte e sempre stracolme, circondate dai rifiuti, per non parlare della carenza di cassonetti nelle strade, parzialmente sopperita con l’acquisto di cassonetti in metallo di seconda mano cedutici dal Comune di Allumiere che, nel frattempo, è passato alla differenziata (per fortuna). Ricordiamo che sulla modalità di gara, vinta dalla GESAM (ditta che mai si è occupata in precedenza di rifiuti), pendono dubbi e ricorsi, denunciati con forza dall’opposizione.
Registriamo anche il sottodimensionamento del personale che, durante la stagione estiva, viene aumentato di sole 4 unità (insufficienti a sopportare l’incremento del servizio da offrire e assunti con contratti brevissimi), con conseguente rischio di mettere sotto stress i pochi lavoratori con evidente possibilità di assenze e ulteriore peggioramento del servizio. I lavoratori sono inoltre sottoposti a ritmi più duri, con l’annullamento dello straordinario pagato sostituito da “ore a recupero” obbligatorie.
L’Amministrazione nel frattempo cosa fa? Come al solito assolutamente nulla. Noi chiediamo di fare rispettare alla GESAM il contratto, con mezzi e personale idonei al servizio, gli chiediamo inoltre di tutelare i lavoratori che ancora devono ricevere la seconda parte di liquidazione da parte di AMA.
Chiediamo dove sia finita la raccolta porta a porta che doveva cominciare il primo giugno.
Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa.

Circolo PRC-FdS “Benedetti Michelangeli” di S. Marinella

Santa Marinella è blu, Santa Severa nera

Altro che biondo Tevere! La foce del fiume che bagna la Capitale è considerata la zona più inquinata della Regione, soprattutto per la presenza massiccia del batterio E.Coli, che quest’anno ha fatto scattare la “bandiera nera” di Legambiente. Goletta Verde 2011 fa tappa nel Lazio e non fotografa affatto una bella situazione.

 

Oltre al Tevere, infatti, le zone particolarmente inquinate – che hanno meritato la bandiera nera dell’associazione ambientalista – sono Anzio – che, di contor per il secondo anno si era invece aggiudicato la bandiera blu della Fee – il Comune di Pomezia e l’isola di Ventotene, per le tante criticità del territorio.

 

Altri 14 lidi sono stati segnalati come critici e altri 9 come fortemente inquinati: il lungomare Pyrgi a Santa Severa, nel comune di Santa Marinella, il fosso di Zambra a Cerveteri a Campo di mare, la foce del rio Vaccino a Ladispoli, il canale sulla spiaggia di Rio torto a Pomezia e presso via San Francesco a Torvajanica, il fosso grande ad Ardea, Torre Astura, presso il ponte sul canale idrovore Valmontorio a Nettuno, e il fosso dei Tre denari in località Passoscuro a Fiumicino.

 

“La maglia nera – ha commentato il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati- è per la foce del Tevere, la più inquinata del Lazio. I valori dei batteri escherichia coli superano di quasi 40 volte i limiti di legge e fanno scattare una ‘bandiera nera’ al comune di Roma e ad Acea, che gestisce il servizio idrico integrato della capitale, per la pessima qualità del fiume, dove in questi giorni c’è una nuova moria di pesci”.

 

Ma c’è di più: a preoccupare la Legambiente è anche il “pericoloso progetto di pennelli antierosione ad Anzio – 15 opere frangiflutti, lunghe 100 metri e poste a 200 metri uno dall’altra – gravemente privo delle necessarie autorizzazioni ambientali”.

E “questa barriera, che dovrebbe arrivare a 4 km di lunghezza – ha fatto sapere Cristiana Avali, direttrice di Legambiente Lazio – sta già provocando cattivi odori”.

 

Dati rincuoranti invece emergono nella “guida blu” di Legambiente e Touring club italiano, dove vengono premiate 12 località del Lazio: al primo posto della classifica regionale, con quattro vele, troviamo le spiagge di Montalto di Castro, seguono, con tre vele, alcune zone di Tarquinia, Sperlonga, Ventotene e, con due, Sabaudia, San Felice Circeo, Nettuno, Santa Marinella, Gaeta, Ostia e Ponza. Una sola vela, infine, per Anzio.

da GreenMe.it