Santa Severa non c’è più

E’ necessario capire, ed è necessario farlo subito, se il declino ormai inarrestabile nel quale è sprofondata Santa Severa sia voluto da qualcuno con una folle quanto imprecisata strategia oppure sia il frutto dell’inerzia e della trasandata presupponenza di un’amministrazione comunale che ha depositato nella frazione ben due assessori ed un delegato. Storiche realtà commerciali, costruite negli anni con sacrificio e dedizione, hanno chiuso o lo stanno per fare. Il centro della frazione sembra una città fantasma, condita con sporcizia ed in pessime condizioni di manutenzione. E’ chiaro allora perche la strada che dall’Aurelia porta al centro di Santa Severa sia interrotta da una rotonda; chiunque entri, dopo il sudiciume e i marciapiedi divelti, le buche stradali e l’illuminazione pubblica fatiscente troverà una fontana rotta e piena di immondizie e i negozi con la serranda abbassata. Allora il malcapitato, senza fare manovre strane e pericolose, con una semplice botta di sterzo potrà tornarsene da dove era venuto. Eppure le cose, con il tempo cominciavano a funzionare. Addirittura sembrava il posto dove il programma elettorale cominciava ad essere applicato, dove era stato istituito lo spazzino di quartiere, riferimento della piccola comunità della frazione. Questo cittadino, che a volte lavorava oltre l’orario stabilito proprio per il senso di responsabilità che aveva impiegato nel lavoro che gli era stato assegnato, è stato trasferito per ragioni politiche. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, come sotto gli occhi di tutti era lo spettacolo che l’incuria ha regalato a chi si fosse affacciato sul lungomare oggi con le spiagge piene di schiuma puzzolenta e detriti, rami ed immondizia, risultato dell’ennesima mancanza di manutenzione dei fossi e del modo menefreghistico con cui gli attuali amministratori hanno gestito la frazione ed ora si stanno preparando a tornare sulla ribalta. Cosa può aver pensato chi transitava oggi su quel tratto di strada, vero biglietto da visita di tutto il territorio comunale? Che senso ha battersi per riappropriarsi di un Castello se poi certe persone non si curano degli interessi della collettività? Allora quando dico insieme ad i miei amici che bisogna cambiare il metodo per cambiare anche le cose una ragione c’è.

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Ma che destino complice (ti ritrovo in libreria)

E’ indispensabile cambiare registro, almeno per oggi. Avevo promesso che quando questa splendida e solare amministrazione comunale avesse combinato qualcosa di buono sarei stato il primo ad affermarlo con forza e stavolta spero proprio di essere il primo a farlo. In una Santa Marinella dove l’economia ha smesso di boccheggiare ed è caduta asfittica finalmente questi signori hanno dimostrato alla città ed al mondo intero come si fanno i soldi, i soldi veri. In questo brevissimo e sintetizzatissimo corso d’impresa e business hanno dimostrato a tutti gli imprevedibili e svogliati disoccupati cittadini che i soldi si fanno in maniera semplice e veloce, simpatica ed indolore. Quest’estate all’inizio ed alla fine delle manifestazioni il direttore di circo di turno ha ringraziato con calore l’amministrazione comunale per l’organizzazione degli eventi. Di solito si ringrazia chi porge un dono, ma se il pacco è stato acquistato con i miei soldi chi devo ringraziare? Vediamo allora il fatto da sottolineare e cioè che nello spazio di poche ore la Giunta Comunale ha determinato il pagamento di oltre centomila euro a favore di alcune associazioni locali (sempre le stesse ma questo è un dato assolutamente relativo) il cui merito è stato quello di aver organizzato l’intrattenimento durante le caldissime serate dell’estate appena trascorsa. Credo che però oltre all’abilità nell’organizzare le cose serva anche un po’ di faccia come il culo, il coraggio dell’incoscienza, la follia della gioventù, la convinzione sfacciata di poterla passare liscia sempre ed in ogni caso. Non voglio sottolineare come il Comune di Santa Marinella sia in deficit finanziario e anche come quegli oltre centomila euro sarebbero stati meglio impiegati in altre attività ma voglio, per questa volta, accendere i riflettori sul coraggio che tutta la catena decisionale che è stata attivata per retribuire gli organizzatori di queste festicciole sta dimostrando. Perché credo sia molto facile poter dimostrare che un’associazione non ha altro scopo che organizzare proprio quella festa e come unico sovventore il Comune di Santa Marinella, basterebbe farsi consegnare gli ultimi bilanci, basterebbe farsi depositare la traccia dei flussi finanziari, basterebbe porsi la elementare domanda di come un’associazione tra quelle solitamente protagoniste di certi eventi abbia potuto sostenere venti o trentamila euro di costi, sborsarli in poco tempo e poi chiederne il rimborso in una misura non inferiore al settanta percento. Credo anche sia molto facile poter dimostrare la assurda meccanicità di un sistema che non prevede un giudizio sulla qualità dell’evento e sulla sua organizzazione, sulla partecipazione di pubblico, sulla mancanza di un programma dettagliato e quindi sulla comparazione tra il servizio annunciato e quello reso effettivamente. La dimostrazione i quanto appena adesso affermato servirebbe a far diventare chiaro come non esista nessun tipo di controllo riguardo l’elargizione di fondi pubblici di notevole entità. Per fare tutte queste cose però servirebbe soprattutto la coscienza critica di sapere di essere funzionari pubblici, eletti o assunti, che hanno l’obbligo di porsi degli interrogativi a tutela della collettività e non essere semplicemente strumenti, ognuno al suo livello, di un sistema collaudatissimo di retribuzione del consenso, insomma della malapolitica. Cambiare, è necessario cambiare ma per fare il salto di qualità che con i miei amici sto chiedendo da tempo non basta sostituire quattro assessori, serve anche operare una rivoluzione all’interno della dirigenza amministrativa, troppo spesso pedissequa a scelte politiche scellerate. Il consenso si cattura e conquista con la partecipazione, non si deve comprare. Chi ha la velleità di organizzare uno spettacolo dovrebbe dimostrarci anche la piena capacità di finanziarlo; i regali fatti con i miei soldi non sono regali veri, onestà e coraggio imporrebbero quindi agli organizzatori di tali eventi, qualora fossero anche percettori di denaro pubblico, di ringraziare non il sindaco, non la giunta comunale ma gli stessi cittadini che attraverso le loro imposte hanno permesso la realizzazione dell’evento. Ma anche in quel caso ci sarebbe una grande anomalia, perché se devo praticamente pagarmi il biglietto avrò anche la possibilità di scegliermi lo spettacolo da andare a vedere, o no?

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Se questa è una maggioranza…

C’è un partito in disfacimento, un gruppo di potere che sta affilando i coltelli per un regolamento dei conti troppo a lungo procrastinato, un progetto di governo che non è mai stato nemmeno iniziato e sullo sfondo una Città che sta lentamente dissolvendosi, letteralmente morendo. C’è una generazione che ha creduto alla possibilità che la politica risolvesse i propri problemi, esistenziali e personali, e che ora deve ricredersi facendo finta di nulla per potersi rigenerare ancora una volta nella politica, unica ed ultima soluzione esistenziale. Noi invece siamo quelli arrabbiati, siamo quelli che hanno creduto che un Faraone fosse sufficiente a convincerci che la politica, almeno in questa Città, non è una cosa da delegare con facilità, che certe scelte andassero condivise e non barattate e ci siamo ritrovati con queste persone che hanno tentato di illuderci che la lezione, breve, impartitaci tra il 2005 ed il 2007 l’avessero imparata anche loro. Il problema è di storia e di responsabilità, di sensibilità e di senso di appartenenza, di riuscire a comprendere come sia semplice diventare artefici del proprio destino. Non si tratta, in fondo, di promesse mancate ma del gusto masochistico che si riesce a provare nel credere ancora alle stesse cose che le stesse persone promettono da sempre, nel riconoscere che per colpa propria e per fatto altrui si sia persa anche l’illusione di saper ricominciare a sognare. E’ un fallimento generazionale quello che porta con se la consapevolezza che bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare a lavorare, un fallimento visto con i nostri occhi ed avvertito sulla nostra pelle. Nel frattempo la maggioranza che fa finta di governare Santa Marinella non è più maggioranza; si sfalda su temi importanti come la potabilità dell’acqua, si sgretola sulla vicenda, tristissima, della mancata regolarizzazione dei conti cittadini e si riesce a spezzettare anche su vicende più banali. Alcuni consiglieri disertano con la massima regolarità le sedute di consiglio comunale e quelle di giunta senza che si avverta la loro mancanza. Tra poco dovranno far finta di compattarsi attorno a quel pezzo di carta che chiameranno programma ma come si può pensare alle tanto sbandierate cinque liste del sindaco se lo stesso sindaco non riesce a tenere assieme nemmeno dieci persone? Il sindaco deve essere una figura che aggrega, che moltiplica il consenso, che funga da catalizzatore delle istanze che provengono da un gruppo politico unito. Ma noi siamo diversi, lo sappiamo e siamo anche consapevoli di essere in tanti a sentirci così; in fondo ci vuole poco, un giusto mix di coraggio ed iniziativa per cambiare davvero, cominciando dalle piccole cose.

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Avanti mezza, quasi indietro

E’ ancora un mistero, quello del porto cittadino, mistero ogni giorno più fitto e tentacolare. Tutto sembrava arrivato al capolinea, quando il Consiglio Comunale approvò la nuova convenzione con la società concessionaria ma è ancora inspiegabilmente tutto fermo. C’è un palleggiamento di responsabilità misto ad una grave mancanza d’iniziativa, da ambo le parti, che rende di fatto vano ogni tentativo di migliorare la situazione dello scalo marittimo. La mia posizione, nel tempo, è sempre stata molto ferma: non riesco a dare ragione a uno o all’altro dei contendenti. Il porto deve essere sviluppato, ce lo chiede l’economia cittadina e anche il fatto che ne ha necessità un tipo di utenza talmente particolare che se questa non trovasse soddisfazione nello scalo esistente potrebbe ottenere i permessi necessari a gestirne, dopo aver devastato altre spiagge, un altro in un ‘altra posizione. Capisco anche la posizione di attesa della società concessionaria che da anni non fa gli investimenti importanti necessari allo sviluppo della struttura e intanto incassa i canoni di ormeggio e gli affitti dei locali. Quello che non comprendo è l’atteggiamento dilatorio e abulico del Comune, l’unico che potrebbe battere i pugni sul tavolo in realtà si presenta alle riunioni per le conferenze dei servizi e subisce le continue iniziative giudiziarie della controparte. Da ultimo la società Porto Romano ha rinunciato alle modifiche che aveva apportato alla originaria convenzione per tornare sul progetto primitivo, quello del 2003. Nel far tornale la palla in mano al sindaco la società concessionaria gli contesta i ritardi ed i giri viziosi nei quali le pratiche sono state a mulinare per tanto tempo. Per esempio, una su tutte, la questione dell’assetto della viabilità in entrata ed uscita dalla struttura portuale che secondo la società concessionaria deve ricadere in quanto alla materiale realizzazione, nella responsabilità del Comune. Insomma la favola continua e nessuno dei due contendenti ha fatto un passo in avanti. C’è pendente un ricorso al Tar Lazio dallo scorso anno, ricorso che rende ancora più ingarbugliata una situazione che da sola era abbastanza chiara e limpida. Nel frattempo le sbarre hanno chiuso l’aera portuale e tutte le attività che prima i cittadini svolgevano specialmente d’estate tra le banchine ora sono interdette. Il tempo passa e le situazioni si calcificano e quelli che sono doveri tendono a diventare diritti mentre dei diritti veri nessuno si ricorda più.

Gli Amici di Flavia

Domenica 21 Ottobre, ore 16,00, presso l’oratorio della chiesa di S. Giuseppe, S. Marinella, sarà presentata l’Associazione “GLI AMICI DI FLAVIA” O.N.L.U.S.

L’Associazione, cosituita dai genitori e gli amici della piccola Flavia Montefiore morta all’età di 5 anni per una patologia oncologica, ha lo scopo di sostenere ed aiutare tutti i bambini e le famiglie che si trovano ad affrontare questo difficilissimo percorso.

 

Silvia Massera ed Igor Montefiore

 

Tutto senz’allegria (senza una lacrima)

Non so di cosa siano fatti i sogni; certamente di un materiale più impalpabile delle nostre promesse, perché se i sogni tendono a restarci negli occhi o rimanerci in testa almeno le promesse, trasportate dalla nostra bocca alle orecchie di qualcun altro, devono avere una sostanza più densa e devono sorreggersi sull’onestà e sull’impegno morale di chi le fa. Un programma elettorale è fatto di sogni e di promesse e se potessimo disporre di una bella bilancia quello nostro sarebbe impregnato di sogni, un buon punto di partenza. Il programma di Bacheca e dei suoi compari invece è pieno di promesse, i sogni non si vedono, non si annusano perché quella è gente che non sa sognare e on sa nemmeno raccontare, gente che vede il mondo in bianco e nero ma sta tentando di metterci una pezza. Si avvicina la data elettorale e come gli scolaretti quelli svegli ma con poco profitto, avvicinandosi la data dell’esame tentano di studiare, fare i compiti, prendere appunti. Tra i compitini scaduti c’era il progetto, faraonico, che aveva lanciato l’assessore allo sport Rodolfo La Rosa verso la poltrona di assessore ovvero quello della Città dello Sport, della cultura e del tempo libero. Sport e cultura non lo so ma di tempo libero ne devono aver avuto tantissimo, gli assessori della giunta di Bacheca perche dopo cinque anni di governo si sono resi conto che l’idea di La Rosa non era stata ancora nemmeno inserita nel piano delle opere pubbliche. Ecco la pezza, allora, pronta e bella calda con l’incarico, conferito dalla giunta comunale ad un architetto romano, di provvedere ad uno studio di fattibilità. I soldi sono finiti ed il Comune di Santa Marinella si appresta a mettere le toppe ai desiderata del suo assessore tacendo, nella delibera di giunta, quale sarà il costo per le casse pubbliche del parere redatto da questo professionista. Siamo indietro con il programma, ragazzi, avrebbe detto un professore saccente ma noi che saccenti non siamo crediamo invece che il tecnico con il cranio in mano ci risponda all’amletico dubbio: se po ffà o nun se po ffà? La domanda, tutto sommato, è abbastanza circoscritta. I ragazzi che aspettano la città dello sport per poter mettere in pratica la loro voglia di sport sicuramente la risposta di questo erudito professionista potranno sbattersela al muro però dopo cinque anni di promesse una piccola risposta è sicuramente già qualcosa. Se i tempi sono questi il progetto definitivo verrà portato all’attenzione della città fra venticinque anni mentre il distinto assessore potrà esibire i prospetti redatti dall’architetto a nostre spese nella sua prossima ed imminente campagna elettorale. E’ tutta una questione di stile, Batman di Anagni ce lo ha insegnato, lui usava i soldi pubblici per creare consenso all’interno del partito, qui a Santa Marinella Batman non ha mai volato, non c’è una propensione tale da far temere per la tenuta della legalità ma il grigiore e la scarsa fantasia dei nostri governanti devono farci preoccupare lo stesso. Perché quest’esigenza di capire se il progetto tanto sbandierato in campagna elettorale cinque anni fa può essere almeno progettato e perché quest’’esigenza si manifesta proprio ora? Se uno non ha fatto una mazza lo potrebbe dire con la massima sincerità a meno che non avesse intenzioni serie di ricandidarsi e forse proprio per questo, per soddisfare questa velleità ormai soltanto narcisistica il conto dell’architetto lo pagheremo noi, mentre avremo la certezza di aver perso anche l’ultimo barlume di dignità, almeno nella considerazione dei nostri amministratori.

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Buongiorno tristezza (amica della mia malinconia)

Diceva oggi il giornale che è cronico, affetto cioè da malattie croniche seppur lievi, il 50% degli italiani over 65 e che nella stragrande maggioranza dei casi, la patologia clinica cronica è a totale carico delle famiglie. Si fa tanto parlare nella situazione cittadina preelettorale attuale della compilazione,a volte per copia conforme, di programmi elettorali e questi programmi elettorali sono sempre l’elenco di una serie di cose da realizzare, cose materiali e più o meno utili. Da tempo spingo verso un cambiamento radicale delle situazioni e della politica in senso lato, spingo, assieme ai miei amici, per un rinnovamento della politica locane nelle persone ma soprattutto nel modo di pensare. E per attuare questo abbiamo scoperto, come la più famosa acqua calda, che va cambiato innanzitutto l’approccio al sistema Città che intendiamo sottoporre ai nostri concittadini, va cambiato il rapporto con i nostri desideri di crescita e miglioramento, va ripensata in positivo l’intera strategia affinché sia possibile lasciare ai nostri figli qualcosa di più di una lunga fila di lampioni piantati, peraltro, mai sulla stessa linea e nel frattempo provare tutti a vivere meglio. E questa visione più alta e più distaccata delle cose ci ha indotto a spostare l’attenzione, come a noi piace dire, dalle cose alle persone. Maggiore attenzione si porrà verso le persone, intese come popolazione della Città ma anche come aggregati di interessi vari, maggiore sarà la propensione verso un futuro migliore e verso uno sviluppo che non per forza sia condotto attraverso imposizioni e condizionamenti. Più si potrà guardare alle persone e più ampia potrà essere la leva che condurrà nel domani le giovanissime generazioni di oggi. Abbiamo tolto ai nostri figli il piacere di un dibattito serio ed attento sul loro futuro perché esistono dinamiche elettorali formattate, Santa Marinella è una città che da sempre rifiuta il cambiamento, secondo qualcuno anche a causa della sua conformazione geografica. Nessuno si cura di restituire ai cittadini un luogo di aggregazione, un posto dove scambiare due parole. Nessuno si prende cura delle fasce di popolazione che come accennavo in testa all’articolo oggi sono quelle più esposte alla crisi. Essere a carico della famiglia con una patologia cronica diventa non solo un sistema per drenare risorse economiche ma anche per isolare le persone. In questo senso l’amministrazione comunale, ludica e giocosa più che mai, nulla ha fatto per la fascia d’età che si sta’ avvicinando alla canizie se non implementando i servizi di centri sociali per anziani, prima uno, poi due e finalmente tre, gestiti con lo stesso sistema spartitorio utilizzato per ogni altra iniziativa. Perché i centri sociali e non una microrete di attività e di monitoraggio continui per verificare le situazioni critiche e gestire un assistenza qualificata e convenzionate? La risposta è sempre quella, i centri sociali sono considerati come peschiere sempre a disposizione nei periodi di raccolta elettorale, si gratifica il nonnino per poi indurlo a votare nella convinzione che dopo aver ascoltato la fisarmonica qualcosa anche nel resto del piatto possa tornare utile. Il metodo è brutale, mercantile, utile a confinare le persone in riserve di caccia e non integrare gli anziani in una società alla deriva, che proprio dagli anziani potrebbe trarre una linfa importantissima, quella della continuità. Dove sono finiti i servizi comunali come quelli che ci facevano trovare i nonni davanti alle scuole? Sono andati scomparendo perché i soldi per gestirli non si trovavano più, mentre i soldi per le feste ci sono e quelli per costruire un’altra riserva di caccia, pardon, un altro centro anziani si sono trovati. Ma mentre il servizio che il nonno svolgeva davanti alle scuole era rivolto alle persone, quelle fragili come i bimbi, il centro anziani è una cosa, ha i muri, le finestre e tanti bei voti dentro. Come facciamo a non sentirci diversi?

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Angelo dixit, Angelo faxit

Prima di scrivere queste mie riflessioni racconto un fatto che mi è accaduto da ragazzo ( un secolo fa avevo 15 anni ). Lavoravo ed avevo modo di contattare molte persone ed ascoltavo i grandi – per capire- in una occasione domandai -ad un signore che sapevo persona molto acculturata- su un tema che non capivo e non conoscevo, e lui mi fece contento e mi rispose “ mi fece contento “ ed io accettai come “oro colato la sua risposta” fino a proporla ad altri -quello che quel signore mi rispose- tutti mi presero in giro . Quel signore mi fece contento ma non mi disse la verità, perche neppure lui conosceva ne la domanda ne la risposta. Morale della favola: non ti fidare di nessuno, ma leggi , giornali, libri, il web, dizionari, enciclopedia, confrontati con molte tesi, fino ad arrivare a capire esattamente il vero significato allora capisci e puoi dire con onesta e competenza il tuo giudizio, allora puoi aiutare gli altri a capire che la conoscenza è il contrario dell’ignoranza. Se ci si fa condurre dalla corrente è un errore, perche dietro la massa vi è una mente contorta che vuole il disordine e la discordia è facile movimentare una massa di gente che ha fame, è facile convincere gente disoccupata, è facile invitare alla discordia un popolo che ha subito una guerra, la distruzione delle proprie case, che ha perso la dignità, la moglie si è prostituita per dare da mangiare alla famiglia, i figli che rubano per la droga. La storia ci insegna. Senza fare nomi: grandi parlatori, gente che con il loro carisma riusciva, o è riuscita ( e speriamo di no in seguito) -a tenere banco- nella vita politica, sociale, economica di una nazione, assoggettando persone – senza difesa- al loro scopo nefasto. Oggi succede la stessa cosa “le persone indifese” ci saranno sempre e i grandi parlatori pure. Faccio un esempio: chi è nato a Firenze, chi è stato un ex comico e che oggi non fa ridere più, chi è Gai e si vuole sposare con il suo compagno, sono tutti dei grandi parlatori che incantano, chi i giovani- senza lavoro- chi incanta gli indifesi- senza parola-. Ma loro oltre -la parola facile – hanno pure chi li sovvenziona- dopo la guerra c’erano le banche, oggi si và a fare una visita ad Arcore. Non dico che i vecchi della politica sono stati dei santi ma da crocefiggere SI, hanno accettato tutti i compromessi che gli facevano comodo, oggi ci sono i nuovi “i cosiddetti giovani “ che vogliono cambiare le cose sono i benvenuti, ma non esageriamo con demonizzare tutto, anche quello che si è fatto di buono. Oggi “nonostante che ho un secolo di vita e di esperienze” leggo molto seguo i T.V1.2.3.4.5.6.7, Mentana che con il suo telegiornale ogni notizia è un dramma e che quando parla di Grillo gli si illuminano gli occhi- però è in gamba e da quando c’è lui la trasmissione a più successo. Poi c’e la Berlinguer sul 3, sul 4 c’era Fede, poi La Sattanino da Brusselex e così via tutti gli altri. Ma sono andato lontano con i miei pensieri e vorrei venire a quello che è il problema che mi interessa, Santa Marinella, all’ amministrazione, agli assessori, all’andamento generale di questo Comune, al Sindaco (che a le corna non come questioni famigliari) ,ma perche è il diavolo di tutti i nostri malcontenti. Da provinciale (e da burino di Roma) insediato a Santa Marinella dal 1996 è meglio che mi interesso – del mio paese-. SANTA MARINELLA è una cittadina meravigliosa e và vista da Ladispoli a Civitavecchia per il verde, per il mare, per le colline con vista da mozzafiato, per l’aria, pulita e salubre, i siti archeologici( che dovrebbero essere valorizzati e risistemati) per la storia fatta di personaggi illustri del cinema, dello spettacolo, della cultura,della scienza, della ricerca,, vedi Rossellini, RE FARUK, Anna Fuger, Ingrid Bergman, Marconi –scienziato-l la Torre Chiaruggia per i suoi esperimenti, il Marchese Giulio Sacchetti uno dei fondatori della Santa Marinella degli ultimi cent’ anni, Ettore Roesler Franz “Roma Sparita” e altri personaggi illustri della politica,scienza, arte, spettacolo,cultura. Nei tempi di oggi vanno ricordati ex sindaco ZAMPA, SILVIO CARATELLI,l’artista Barbato, Andreina Carassale e tanti altri personaggi illustri “che sarebbe lungo l’elenco”, Ci sono persone oggi che fanno onore alla nostra città che lavorano con entusiasmo e abnegazione senza volere incensature, ne onoreficenze ma per il bene della comunità e senza avere il contributo del comune. ( NUOVA LINFA PER LA NOSTRA CITTA ). Tutto è stato bello e ci ha fatto onore, i personaggi di ieri e i giovani che oggi lavorano per Santa Marinella. Però che in questi ultimi tempi vedere della nostra cittadina foto in cui la MONNEZZA ci invade da tutte le parti non ci fa fare una bella figura e considerazione da chi ci vede e ci legge. Ritorniamo al nostro SINDACO che tutti dicono che è il diavolo “ con le corna” che non gestisce bene la situazione e che non fa gli interessi della comunità ( confesso io non vorrei stare al suo posto!!!!!!!!) tutti hanno ragione e tutti hanno torto , non è facile stabilire questo dilemma. Una cosa è certa che in un momento così difficile ,di repressione, di contestazione su tutti e tutto, di ruberie , di interessi personali, non è facile gestire un comune con onestà e cercando –veramente- di fare gli interessi di una comunità. Io Angelo Liberati devo dire: con onesta e valutando tutte le contrapposizioni che ci sono state in questo periodo di ROBERTO BACHECA, sono d’accordo con la gestione del nostro Sindaco.Tutto si è svolto con molta responsabilità. Devo dire che i lavori svolti per il fotovoltaico è stata una buona iniziativa che fa risparmiare, la concessione della piazza delle FOIBE all’associazione STELLA POLARE è una buona iniziativa –BRAVO-, non ho la competenza per giudicare altre opere in atto. Una cosa è certa che qualcosa si è mosso a Santa Marinella. Sento aria di onestà, forse di inesperienza politica, ma di voler fare e di lavorare seriamente SI ci CREDO!!!!! E avrà nuovamente la mia fiducia, ma, che ascolti il popolo le interpellanze, di chi chiede aiuto,che la nuova amministrazione “ con qualche ricambio necessario” si metta a disposizione ,in tutti i tempi,ed in ogni luogo , allora noi tutti saremmo presenti per una collaborazione collettiva tra istituzioni e cittadini. La mia fiducia va alla persona di Roberto Bacheca e all’operato di Sindaco. LE sue idee politiche non mi riguardano, in quanto –decisamente- in contrapposizione con le mie che sono di sinistra da una vita e con la mia bella tessera del PD. Mi sento di essere una persona libera e dico quello che penso con onestà e coerenza. Angelo Liberati Pres. Ass. “PITTORI IN MOSTRA” di Santa Marinella.

Angelo Liberati

Dimmi cos’hai? (parcheggio dopo)

Se dovessi sintetizzare in poche immagini quello che è stato questo quinquennio di pessima amministrazione comunale mi piacerebbe farlo con quelle dei volti dei protagonisti. Chiudete per un momento gli occhi e vi verranno in mente gli sguardi sornioni, paraculi, sorridenti dei nostri cari consiglieri comunali di maggioranza; pacche sulle spalle, rassicurazioni, promesse, questo accadeva nella primavera del 2008. Altra immagine, siamo ai nostri giorni, gli sguardi non sono più gli stessi, smarriti, persi, le pacche non ci sono più perché le mani nascondono pugnali e le apparizioni sono sempre più fugaci e nervose. Sì, in effetti questi signori non sanno più cosa raccontarci. Proviamo a volare, percorrendo tutto il territorio comunale con un balzo e potremo renderci conto che in cinque anni nulla è cambiato. E’ stato realizzato il ponte dei carabinieri? Beh, realizzato è un parolone, primo perché non è terminato ed anzi i lavori sembrano ancora in alto mare e con tutta quella terra esposta al maltempo non so proprio quali guai potrebbero verificarsi in un punto della città che già si allagava di suo appena cadevano quattro gocce. Poi in effetti non mi pare sia stato nemmeno interamente pagato, qui mastodontico buco nel muro. Perché allora non impegnare tutte quelle risorse, quasi tre milioni di euro, per realizzare un ampliamento utile, quello di via Valdambrini? Ecco uno dei misteri irrisolti che sono poi il nodo modale di un amministrazione superficiale, raffazzonata, accidiosa, di un amministrazione talmente nervosa che invece di rispondere ai cittadini li insulta. Il mistero che non è ormai più un mistero è proprio nelle intenzioni di questi giovanotti, quelle intenzioni articolate nelle due paginette del programma più insulso e meno realizzato della storia cittadina, quel programma che non è nemmeno stato iniziato e che ci verrà riproposto come una minestrina riscaldata. Bacheca annuncia che vuole ricandidarsi e la cosa ci appare più come una minaccia che come un progetto di governo. Di solito il mandato elettorale ha un tempo definito, dura cinque anni perché in quel periodo si pensa di poter iniziare e quasi terminare il proprio progetto per la Città. Ma se uno non ha nemmeno iniziato nulla che diritto ha di riproporsi? Probabilmente proprio lo stesso diritto che faceva dire ad Onofrio del Grillo “io so’ io…”, il diritto per il quale la classe politica che in modo autoreferenziale ha provato a governare la Città negli ultimi trent’anni deve essere lasciata a casa, in maniera tale che oltre a non fare nulla, come al solito, almeno non faccia danni. Continuiamo a volare sulla città, il porto è rimasto bloccato con un padrone che continua ad incassare i suoi canoni e a non fare il faraonico ampliamento che aveva promesso e sbandierato ai quattro venti. E’ ormai evidentemente inadempiente il soggetto che ha acquisito una concessione pubblica e non la esercita ma questo lo dico a naso, per sensazione epidermica. Anche lì, sulla vicenda del porto, nessuna chiarezza; le assemblee che sono state convocate con i diportisti sono state sempre fonte di polemica, amplificatori di chiacchierate da bar e null’altro. Il diritto è la scienza più esatta di tutte, i latini dicevano “quod non est in actis non est in mundo” ma le carte che sanciscano i diritti delle due parti in causa nessuno ce le ha mai fatte vedere, quasi come se la partita andasse giocata tra il padrone del porto ed il padrone del Comune, come quella tra Antonius e la Morte nel Settimo Sigillo di Bergman. E il Municipio? Un’altra bella partita a scacchi con la Morte, carte segretate non per disposizione del Giudice ma per pudore, per non fa vedere, per non far capire. Sul problema del Municipio nessuno ci ha raccontato più nulla, era nato un tavolo sei anni fa ed il tavolo ha con il tempo mostrato il suo vero volto, ha mostrato che serviva solo a lanciare verso gli scranni un gruppetto di persone mentre i cittadini sono rimasti immersi nella loro ignoranza. Il problema del centro storico cittadino segue di pari passo le sorti del Municipio. L’area del Fungo è rimasta intatta, un cratere fangoso a ricordarci che le chiacchiere non muoveranno mai le montagne. A pochi passi dal Fungo c’è la vecchia scuola media, abbandonata in fretta e furia perché stava diventando pericolosa ed ora, mentre l’amministrazione spende centinaia di migliaia di euro per feste e contributi, un rudere lo sta diventando davvero. Senza pensare alla disoccupazione, alla crisi del turismo, alle scuole in rovina, alla viabilità nel caos, alla sporcizia che ha avvolto tutte le strade, già solo guardando in modo superficiale i problemi annosi ma mai affrontati e che vi ho appena ricordato si capisce perché questi signori abbiano perso il sorriso. La mia proposta è che la buca del Fungo rimanga tale per sempre, a dimostrazione perenne del fatto che di certi professionisti della politica vogliamo veramente fare a meno.

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Basta con l’Acea

Da troppo tempo moltissimi cittadini abitanti nelle zone di: “Poggio Bellavista, Le Cese, Colle dell’Ara, Via Colfiorito e traverse, alimentazione Campo Sportivo Comunale e limitrofe, zone presso l’Istituto Ancelle della Visitazione (ex Bonizi), subiscono l’erogazione di acqua non potabile da parte della ACEA.

La situazione ogni giorno sta diventando sempre più insostenibile.

L’ACEA alle continue e pressanti sollecitazioni di questa Amministrazione, non ha mai dato risposte concrete, chiare e risolutive al problema.

Le bollette continuano ad arrivare nonostante il continuo divieto di non utilizzare l’acqua.

Abbiamo l’obbligo e il dovere di salvaguardare la salute dei cittadini; ce lo impone il ruolo che stiamo ricoprendo; dobbiamo pretendere un servizio di qualità e dire basta con l’inefficienza di questa ACEA perché se non lo facciamo noi che rappresentiamo la parte politica del paese, saranno i cittadini ad intervenire con una “class action” e a chiamarci a rispondere davanti alle autorità ed a risarcire i danni da loro subiti.

La tutela qualitativa e quantitativa dell’acqua deve diventare una priorità della nostra Amministrazione perché da troppo tempo la città di Santa Marinella attende una risposta.

Da oltre 10 giorni l’Ing. De Felici rappresentante dell’ACEA, non risponde alle continue e pressanti telefonate del sottoscritto.

In data 6 agosto con prot. 114/12 ho chiesto al Sindaco una convocazione urgente della Maggioranza per l’adozione di tutti gli atti necessari a garantire che venga erogata acqua potabile per tutta la città di Santa Marinella.

 

Considerato che a tutt’oggi l’incontro non è stato ancora fissato, sollecito il Sindaco a convocare con urgenza i Consiglieri per la ricerca di soluzioni alternative all’ACEA.

Eugenio Fratturato