Sta nascendo un altro partito, a Santa Marinella, un altro raggruppamento di teste d’uovo che probabilmente fra poco invece che sgambettare come tutti i neonati comincerà a sgomitare, perché a Santa Marinella si fa così ed anche la politica e sempre tutta un’altra cosa. Il gruppo di persone che è stato fino a poco tempo fa molto vicino all’attuale e riconfermato sindaco adesso comincia a prendere le distanze. Si fanno chiamare “indignados” per tentare di candeggiarsi i lineamenti e sembrare più bianchi e più puliti di prima, per tentare di assomigliare a quelli che dalla Spagna hanno saputo anticipare la crisi, prima economica e poi di valori politici, che ci strangola e che poi sono finiti nel magma del grillismo che tutto risucchia e dissolve. Ma Santa Marinella la vita e la politica hanno altre regole, consumano tutto in altri riti ed allora cominciano a scrivere, a raccontare, a far vivere retroscena, cose e fatti inenarrabili pur di riconquistare vita, spazio vitale e quell’acqua in cui sono stati per tanti anni abituati a navigare. Il nome che si sono dati dovrebbe essere diverso, sarebbe carino si facessero chiamare “scontentados” perché bachechiani dalla prima all’ultim’ora si sono fatti allettare dalla moltiplicazione di pani e pesci che il sindachetto ha prospettato loro nelle due apparizioni canoniche di quest’ultima campagna elettorale, la prima allo Sporting e la seconda da Fernanda. Il problema è che le promesse si fanno con il cervello e vanno mantenute poi con il cuore. E allora non bastava moltiplicare pani e pesci perché questi ultimi sono morti tutti, inquinati dal putridume che ha avvolto la Città tutta l’estate mentre i pani se li sono magnati in pochi. Le poltrone le hanno avute sempre i soliti ed addirittura per incarichi di peso si è scelto di non affidarsi ad un cacciatore di teste, che possa scegliere persone di oggettivo mestiere ma ci si è affidati ad una sartoria per poter tagliare e cucire il bando di ricerca proprio sulle persone già designate che guarda caso devono arrivare proprio dalla vicina Civitavecchia. E lui che pensava di accontentare un po tutti distribuendo a mano larga deleghe e soprannomi ha scontentato gli scontentabili che si sono sentiti defraudati nell’orgoglio, o detta meno accademicamente “presi per il culo”. Questi signori sono proprio tanti, stanchi da un lunghissimo peregrinare, da una lista infinita di appuntamenti rimandati, da una litania fatta di ricerche di quadrature politiche che non potranno mai avere una geometrica rilevanza. E proprio tutti gli altri, quindi l’esercito degli illusi, dopo aver a lungo e sempre più stancamente bussato al primo piano di via Rucellai oggi reclamano le ragioni di una Destra che a Santa Marinella non c’è mai stata e non ci vuole stare. Come fare adesso per recuperare? E’ tardi, ed anche togliere l’acqua a questo pesce sarà difficile perché è un pesce che non nuota sempre nello stesso lago, che non disdegna di ricevere aiuti ed aiutini da qualsiasi parte politica provengano, perché non si tratta di guardare al progresso di una comunità ma alla propria sopravvivenza. Cosa dobbiamo dire a questi “indignados”? Rispondiamo semplicemente che noi abbiamo già dato e che si sono svegliati un po’ troppo tardi. La Città non ha e non avrà bisogno di loro.
Archivio dell'autore: CrisDegni
Buonanotte, questa notte è per te
Anche questa è Santa Severa, bellezza. Basta allungare un po il naso dove qualcuno fa ancora finta di non vedere, basta alzare il collo e portare gli occhi dietro la grande rete che tutto copre e tutto nasconde. E come diceva l’inventore della chimica moderna quando tutto si trasforma con la curiosità che dovrebbero avere tutti i cittadini andiamo a sollevare il tappeto dove finisce la polvere di casa. La location è splendida, tra il Castello di Santa Severa, una delle spiagge più belle del Lazio e la dimora estiva di due Presidenti della Repubblica. Proprio lì qualcuno ha deciso di istituire la discarica cittadina. Il terreno di via Cartagine era già stato sequestrato tempo fa, quando era il sito in cui venivano parcheggiati gli scarrabili e tutti andavano a conferire. E’ indubbio che il problema dei rifiuti sia lo scoglio durissimo dove nel tentativo di fare l’inchino il nocchiero Bacheca porterà ad
arenarsi la nave cittadina. Mentre i guardiani del decoro, solerti ed inflessibili, additano e sanzionano gli indecenti gestori delle discariche personali che siamo costretti a spargere fuori dall’uscio ogni sera le forze dell’ordine, le milizie paramilitari ed i vari controllori con tesserino scatenati dal sindachetto non si accorgono che dietro un cancello mucchi di munnezza fanno bella mostra. Il cancello è chiuso con un lucchetto, segno che intenzionalmente qualcuno gestisce in proprio un’attività illegale, che qualcuno va li ogni giorno od ogni tanto a depositare. E c’è ogni ben di Dio, tra i mucchi di foglie ed aghi di pino spuntano gli immancabili elettrodomestici, calcinacci in mucchi o sacchetti, plastica, tanta plastica. C’è insomma il solito arredamento del degrado. D’altronde il
messaggio lanciato da questa nuovissima ma vecchia amministrazione è stato chiaro, è un messaggio di sconfitta, di impotenza, di incapacità straordinaria, perché è un incapacità che non produce vittime in questa cosiddetta classe dirigente, che pesa solo sulle spalle e sulla salute di noi cittadini. C’è chi già pensa al Natale, chi vuole ristrutturare l’arredo urbano di Santa Severa ma possibile che con tutti i bravi politici ed i cittadini volenterosi a fare politica dalla parte della gente dobbiamo essere soltanto noi del blog? Adesso vediamo quanto tempo le milizie del sindachetto ci impiegheranno ad impedire questo ulteriore scempio. Noi continuiamo ad andare avanti, anche se i cittadini non se lo meritano. Abbiamo tanto altro materiale da pubblicare. Non abbasseremo mai la guardia.
E la notte sta arrivando, il buio sta calando nella testa di tanta gente, e quando il freddo arriverà tutti si saranno dimenticati di come è difficile fare il proprio dovere, tutti meno qualcuno. Buonanotte, anche a te.
E fu per ignoranza o per sfortuna che perse il treno ( il treno per la luna)
Dire che è un film già visto non significa ricorrere al solito armamentario di frasi fatte. La politica a Santa Marinella è sempre un’altra cosa, subisce influssi ed applicazioni che la rendono una materia ancora oscura ai più. E così capita di leggere sulla stampa nostrana che il partito Democratico, nello svegliarsi dal suo pluriennale letargo, dissotterra l’ascia di guerra e si mette ad attaccare a testa bassa. Ma, essendo questa Santa Marinella, non punta le lance verso l’allegra brigata che invece di amministrare la città si sta facendo un gran pacco di fatti propri, non punta le baionette verso l’ectoplasmatico centrodestra, non scende in strada a fianco di una cittadinanza stremata da un’imposizione fiscale altissima, dalla continua presa in giro di servizi pubblici inesistenti, afflitta da una mancanza di lavoro ormai endemica e seppellita sotto una montagna di ludiche cazzate. No, siamo a Santa Marinella ed invece di discutere delle beghe e delle rivendicazioni all’interno al primo partito d’Italia, magari aprendo un dibattito, creando un momento d’incontro tra i cittadini, i panni sporchi si portano in piazza, si sciorinano sotto il naso di tutti, parte la gara alla recriminazione, al “te l’avevo detto io…” che sembra la parola d’ordine, la frase magica per guadagnare una credibilità persa dietro ad un’inedia che lascia il segno. Perché se è vero che non ci interessa entrare dentro un mondo che non è il nostro, non ci interessa nemmeno di capire chi abbia ragione e chi no in questa saga che va avanti da un pezzo, ma è pur vero che il Partito Democratico a Santa Marinella, oltre un po’ di strepito in consiglio comunale, oltre qualche articolo sul giornale, ha adottato da anni la linea tutta cittadina dell’indifferenza e dell’anestesia generale che riesce a confinare i problemi delle persone dentro una scatola, da tenere ben chiusa ed aprire soltanto in campagna elettorale. Eppure quest’episodio, passato quasi in sordina, deve farci riflettere, la domanda che dobbiamo poi porci è un’altra: la politica serve a qualcosa? La politica nobile, quella organizzata nei partiti, espressione di quello che una volta si chiamava pomposamente “arco costituzionale” ci può aiutare ad uscire da questo lago melmoso nel quale qualcuno vuole portarci tutti? Se la politica ha questa prerogativa, se la politica vuole questo ruolo qualcuno batta un colpo, fateci sentire che la Città può parlarsi e può ancora dire qualcosa, che non necessariamente chi alza la voce debba avere ragione e che la ragione almeno stavolta può stare dalla nostra parte, che non servono tanti soldi per vincere le elezioni, che la politica non debba essere per forza e soltanto la soluzione di problemi personali di chi si fa eleggere. Il resto sono beghe di cortile, un cortile che ormai è seppellito dalla munnezza che questa differenziata, passata anche sotto il naso del partito Democratico di Santa Marinella, ci ha depositato ormai sotto la porta di casa. Ma al Partito Democratico, come agli altri partiti cittadini, questa cosa non interessa, se gli attori sono sempre gli stessi la politica non potrà mai cambiare né se stessa né le cose. Questo nel documento dei dissidenti del PD non c’è scritto ma i cittadini dovrebbero aver iniziato a capirlo.
Ma perché tu non ti vuoi azzurra ( e lucente) ?
ll problema è di attitudine, soprattutto di attitudine mentale. E così il fallimento della raccolta differenziata sul territorio comunale di Santa Marinella, fallimento che i residenti come i turisti hanno pagato a carissimo prezzo, passa da un difetto di comunicazione. Perché la raccolta differenziata più che l’arte di mettere i rifiuti nel contenitore giusto è tutta una questione di mentalità, è soprattutto educazione ambientale. La differenziata è una scelta di vita e deve cominciare nel momento in cui orientiamo i nostri consumi e le nostre stesse abitudini. E’ inutile lamentarsi se non ci sono abbastanza contenitori per la plastica quando andiamo a caricare decine e decine di pacchi da sei bottiglie l’uno ogni settimana. E’ inutile lamentarsi che gli addetti alla raccolta passano poco spesso se continuiamo a portare a casa chili di imballaggi e ne scartiamo, per ogni palazzo, tanti quanto una piccola fabbrica artigianale. Certo anche l’amministrazione comunale deve fare la sua parte, quell’amministrazione comunale che finora è stata completamente assente. Come facciamo ad evitare di portare a casa bottiglie su bottiglie se l’acqua è imbevibile? Chi spiega a cittadini e villeggianti come cambiare stile di vita? Il problema è sempre lo stesso, la comunicazione. Eppure di soldi sul tavolo proprio per insegnare ai cittadini a fare la differenziata ed a cambiare il proprio stile di vita la Provincia di Roma ne ha messi sul tavolo tanti, e tanti significa un numero che ha sei cifre, oltre a quelle due che sono dopo la virgola. E che ci hanno fatto di questi soldi i nostri gaudenti amministratori? Sicuramente, oltre a qualche volantino, una emerita ceppa, sottolineo emerita perché di questo si è occupata addirittura una società specializzata il cui nome evoca lo spettro della balena bianca, la stessa balena bianca che ha governato questa splendida Città per decenni. Cosa aspettarci quindi di più? Non lo so ma so anche che quello dei rifiuti sarà il problema focale di questa strampalata amministrazione comunale. Ognuno deve fare la sua parte ma la prossima volta che qualche ragazzino saccente ci vorrà contestare di non saper differenziare potremo ad alta voce rispondere che nessuno ce lo ha voluto insegnare.
Planando sopra boschi di braccia tese
Archiviata la notte in bianco, archiviato l’unico rave party legalizzato d’Italia ci prepariamo ad una meravigliosa notte sotto le stelle, spettacolo d’importazione che darà un seguito allo spogliarello a spese dei contribuenti a cui i pochi presenti hanno potuto assistere la notte di ferragosto sulla passeggiata a mare. Qui sta la differenza tra una giunta ed un consiglio comunale di allegri gaudenti ed un’amministrazione che fa politica. Perché se fossimo stati governati da un’amministrazione veramente di destra le cose sarebbero andate diversamente, magari saremmo stati conosciuti in tutt’Italia non per la munnezza che ci avvolge giorno dopo giorno, non per il modo caciarone e becero con il quale tentiamo di tradurre in lingua locale le parole turismo o cultura ma per esempio per una manifestazione che poteva intitolarsi, che so’, “notte con le stellette” e portare solidarietà, unica voce in un deserto muto, ai due nostri connazionali ancora imprigionati in India. Certo, per un’amministrazione di fancazzisti sarebbe stato un lavorone immane, sicuramente molto più faticoso di firmare un ordinanza di chiusura di una trafficata piazza. E’ facile farsi venire il lacrimone con la mano sul cuore mentre si ascolta l’inno nazionale, fare le sfilate in auto col tricolore fuori dai finestrini, farsi fotografare in mezzo a tante bandiere. Sono i fatti quelli che contano, e visto che i fatti non ci sono vuol dire che chi ci amministra conta pochissimo. Interpretare i desiderata di questa amministrazione, guardando oltre la fuffa di un programma che dice molte cose ma che fa scopa con quello di cinque anni fa, nemmeno iniziato, è un vero rompicapo. Il rischio, visti i precedenti, sarà che il prossimo sindaco potrà essere soltanto l’uomo della strada, il famoso “primo che passa”. La politica non esiste più, non esistono nemmeno più i colori, c’è un grande patto che governa la Città ed ogni iniziativa è sopita e non c’è nulla di veramente interessante all’orizzonte, non c’è prospettiva, non c’è progettazione, in poche parole non c’è futuro. Eppure era chiaro che una continuazione del vuoto lasciato negli ultimi cinque anni dall’amministrazione Bacheca, quella più vuota nella storia cittadina, non poteva essere rimpiazzata se non da qualcosa che non fosse che il vuoto stesso. La gente ha creduto di votare comunque per un qualcosa che fosse, stesse e pensasse a destra, complice l’errore giocato dall’altro contendente proprio sulla dirittura di arrivo quando aveva quasi vinto, che appiattitosi a sinistra ha sconfessato l’eterogeneità della propria coalizione consegnandosi mani e piedi legati a quel pool giacobino che nessuno a Santa Marinella ha mai sopportato o semplicemente compreso. Ma la Destra dov’è, la Destra dello sviluppo, dell’inclusione, della crescita, del sentimento di Patria? Forse qui a Santa Marinella è tutta radunata con le gambe sotto il tavolino, pronta a brindare fino a notte fonda. Ma a brindare a cosa?
Fiori nuovi, stasera esco (ho un anno di più)
Questa società è profondamente divisa, questa Città sta soffrendo l’ingordigia e l’approssimazione di una classe dirigente che guarda solo ai fatti propri e non si spende per il prossimo. La questione della “munnezza” sta diventando semplicemente esplosiva. La pensata, la soluzione machiavellica è stata quasi geniale. Non avendo la possibilità di gestire una discarica in proprio, non sapendo come si potesse fare per ovviare alla grave problematica dei rifiuti cittadini allora applicando alla lettera il principio evangelico che faceva moltiplicare pani e pesci si è ben pensato di creare una discarica diffusa, di trasformare ogni angolo di strada, ogni androne, ogni portone, ogni rampa carrabile in una mini discarica in maniera, molto bachechiana, di spostare la polvere dal centro del salotto a sotto il tappeto. Ma mentre nel Santo Vangelo i pani ed i pesci si sono moltiplicati per sfamare una moltitudine, questi pani, i nostri pani, e questi pesci, sempre nostri, sono finiti in tasca ed in bocca a pochi, i soliti pochi. Adesso sono finiti anche i bersagli su cui un sindachetto inferocito dalla propria incapacità sparava a palle incatenate. La colpa del fallimento del progetto di raccolta differenziata è stata data circa un anno fa, se ricordate, ai romani, non quelli antichi con la toga bianca – cosa che ci sarebbe pure stata bene – ma quelli moderni, quelli che pagano dodici mesi di Imu, di addizionale Enel, di Tarsu per venire qui a passare i dieci giorni peggiori della loro vita. Abbattuto quel bersaglio e visto che le cose peggioravano è toccato ai cittadini essere l’oggetto delle ire del sindachetto che essendoci le elezioni e dovendo essere rivotato per questioni di sopravvivenza biologica, ha preferito prendersela con gli operai della Gesam. Allora via a minacce, reprimende, segnalazioni, lettere di richiamo. Ma come vivono questa cosa gli operai, nostri concittadini anche loro? Malissimo, la vivono malissimo, ancora scottati del fatto che in campagna elettorale hanno ricevuto decine di visite di candidati ma nessuno si è mai più mosso per loro, per i loro diritti più elementari quale quello alla salute. Arrivano a lavorare intorno alle 5 di mattina, con il cantiere completamente al buio, respirano tutto il giorno le polveri del terriccio che sta intorno all’impianto, su un area che a dar retta al più grosso allevatore di bufale della zona, quello che ha l’ufficio in via Rucellai, per intenderci, doveva essere tutta asfaltata già da oltre un anno. Vivono in mezzo agli scarichi dei liquami contenuti nei mezzi, liquami che invece di finire nel depuratore che sta accanto all’impianto, causa rottura perenne di una tubazione, si aspetta che vengano lentamente assorbiti dal terreno. Vivono male i loro problemi di incolumità fisica perché il loro luogo di lavoro, a costante rischio biologico, non è salubre come dovrebbe; mancano per esempio ancora le docce che furono promesse loro due campagne elettorali fa e che sono previste nel loro contratto di lavoro e nel contratto di appalto tra Comune e Gesam. Vivono male il loro lavoro perché hanno attrezzature inadeguate, perché gli stipendi vengono pagati in ritardo e perché gli accantonamenti del loro tfr non risultano ancora versati nel fondo PreviAmbiente, anche questo previsto per legge e per contratto. Eppure danno il massimo, eppure sono forzati a fare due ore di straordinario al giorno, perché l’azienda non ha la forza di assumere il personale che occorrerebbe a garantire il servizio ma si fa arrivare dei rincalzi direttamente da Pomezia, rincalzi che in questi giorni di estate diventano sempre più numerosi. E noi, poveri produttori di bufale che non riusciamo a generare lavoro sul territorio di Santa Marinella, ci troviamo nell’eccelsa condizione di soddisfare con lavoro inventato da noi stessi dei territori nemmeno troppo vicini. Come poter dare un augurio di cuore ai nostri concittadini e villeggianti, che domattina, Ferragosto 2013, nell’uscire di casa dovranno fare lo slalom tra le cataste di bottiglie di plastica? Non lo so, so solo che la situazione è ormai sfuggita di mano a chi era pagato per gestirla e naturalmente sta ricadendo sulle spalle di noi tartassatissimi cittadini, E la cosa buffa è che il sindaco non se la può nemmeno prendere con la “passata amministrazione”, la gatta da pelare è ormai completamente calva e gli unici cittadini che non si possono lamentare sono quelli che sperano, in questo stato di cose, ancora nelle promesse .
Se sei figlia della solita illusione ( e se fai confusione )
E’ inutile tentare di brevettare gli Alpini di mare, è inutile anche tentare di rinverdire vecchie celebrazioni che ormai sono state chiuse in cantina. La Città ieri era vuota, come in agosto non si è mai vista e la mancanza di illuminazione pubblica nel tratto di Aurelia che andava da via dei Fiori a piazza Civitavecchia rendeva ancora meno invitante la sosta a chiunque avesse pensato di venire a visitare la Perla. Concentriamoci sulle cose vere, invece, sulle nuove tendenze, sulle attività alternative. Come poter trascurare tutto il movimento che sta nascendo intorno all’allevamento dell’animale più vezzeggiato da questa giovanissima amministrazione comunale: la bufala. Proprio un paio di giorni fa ne è nata un’altra ed abbiamo pensato di festeggiarla come si fa con i cuccioli nati in cattività al Bioparco. Perché la storia dello sfratto esecutivo degli uffici comunali di via Rucellai dai locali di proprietà del padrone del Porto cittadino non è solo una storia di pessima e leggera amministrazione, nasconde una delle bufale più vigorose e gagliarde mai raccontate dalla banda di allegri giocherelloni che da cinque anni fa finta di guidare questa Città, la bufala dei conti in ordine. Certo, aver cambiato il responsabile della ragioneria con la stessa frequenza con la quale ci si cambia la biancheria in agosto già da solo era indice di grande confusione e pressappochismo. I conti non erano in ordine, i conti in ordine non lo sono mai stati e lo abbiamo sempre denunciato, carte alla mano. Abbiamo un insieme di voci di bilancio che vale da solo oltre 40 milioni di euro, come mai non sono stati pagati canoni di locazione per circa 50 mila euro? Semplicemente perché tabulati e dichiarazioni non sono lo specchio fedele della realtà. La campagna elettorale è terminata ed i nodi cominciano a venire al pettine. Nessuno si è preoccupato di dare a questa Città una sede comunale degna di questo nome solo perché ognuno di coloro che erano stati chiamati a decidere tirava l’acqua al suo mulino. Questo mulino ormai ha le pale che girano a vuoto, senza però poter dire che ai cittadini girino le pale, perché proprio i cittadini, la cosiddetta parte lesa, di questo stato di cose se ne fregano. Così da lunedì inizierà il balletto di furgoncini a trasportare le pratiche degli uffici, quelle ancora non sequestrate, naturalmente, che dovranno prendere la strada di via Garibaldi, altro pregevole pezzo di storia della pessima amministrazione nostrana, quegli immobili prima presi in affitto e poi più volte riconsegnati al proprietario, e poi altrettante volte ripresi in affitto. A proposito di bufale, avrete certamente notato il fatto che alla conferenza stampa dell’altro giorno, quella sulla munnezza c’erano tutti i consiglieri comunali di minoranza “ma anche no”, che i comunicati stampa della minoranza vengono firmati da tutti i consiglieri comunali, appunto di minoranza, ma anche no. E se proprio con questa grande confusione che si è creata intorno ai conti del Comune, sul più bello dovessero venire a mancare oltre ai canoni di affitto anche i contributi promessi a piene mani per le feste e le festicciole?
Vedrai che qui si sta bene ( anche qui )
Un contratto c’è, e questo lo sapevamo. Qualcuno lo ha letto e lo ha studiato ma a farlo non sono state le persone giuste. Ce lo hanno fatto vedere i consiglieri di minoranza, in una riunione dedicata alla stampa locale che il tam tam cittadino ha fatto diventare uno speaker corner in miniatura, un momento di confronto con i pochi cittadini che si sono presi la briga di sapere qualcosa di più su un servizio che pagano e che non riescono ad ottenere. Il nodo è proprio questo, la Gesam, la società che ha in appalto il servizio di igiene urbana, è inadempiente; addirittura si viene a sapere che la Città potrebbe chiedere di più di quello che attualmente “non” si fa ma nessuno si prende la briga di farlo, nessuno controlla, nessuno sanziona, nessuno impone, si paga, male, e basta. Non si tratta di burocrazia o burocratismo, ci sono piccoli e grandi esempi che fanno comprendere come chi ha ricevuto il mandato di governare questa Città non può, non sa o non vuole farlo. Tra tutti gli eventi che sono venuti fuori nella discussione è emerso che qualche cittadino, sicuramente un abitante estemporaneo, è andato a chiedere la consegna degli appositi contenitori per fare la differenziata ma questi erano terminati (?) e si è anche venuti a sapere che la Asl ha concesso una proroga fino a fine mese per la bonifica dei siti sotto sequestro. Intanto la strada che da via delle Colonie arriva al Liceo Scientifico si riempie giorno dopo giorno di rifiuti che evidentemente ormai, invece che essere conferiti, vengono semplicemente spostati da un punto all’altro del territorio comunale. nel frattempo a piazza Trieste si balla, con i soldi di chi ancora non si sa. L’unico punto dove si dovrebbe ballare e non si balla ancora è via Rucellai.
Tra gli insulti e i dolori di una città ( da ammazzare)
Facciamo finta che il sequestro delle discariche abusive non sia mai avvenuto, che tutto vada bene e che possiamo tornare ad occuparci degli spettacoli serali; facciamo finta che il vero problema di Santa Marinella sia l’isola pedonale al centro e che la bomba ecologica ad orologeria che qualcuno ci ha sapientemente piazzato sotto il letto possa svanire magicamente appena apriremo gli occhi domattina. Dobbiamo fare finta per forza perché a leggere i giornali, la famosa stampa libera e democratica, in realtà non è successo nulla. Ci saremmo aspettati strilli e strepiti, inchieste e scoop, manifestazioni di piazza da parte della minoranza ormai veramente “minoranza” e invece nulla. Fate un salto a via Perseo, fateci due passi e vi renderete conto che non si tratta di un sequestro qualsiasi, non sono i due sacchetti di calcinacci che ogni tanto la Polizia Locale sequestrava qualche tempo fa, ci sono cose assolutamente fuori posto e fuori luogo, c’è un ragionamento da seguire che non può sfuggire a chiunque abbia tra le orecchie parcheggiata un minimo di materia cerebrale. Ci sono per esempio tutti i cassonetti ritirati dalle strade di Santa Marinella metodicamente riempiti di immondizia proprio sotto gli occhi di quegli operatori che qualche mese fa erano stati promossi da questo inutile sindaco quale controllori della raccolta dei rifiuti. Ma cosa hanno controllato loro, se qualcuno proprio sotto i loro occhi accumulava, nel tempo, montagne di rifiuti conferiti illegalmente? C’è un non sense che continua a frullarmi intesta, c’è la stampa che è sempre indignosa e pronta a cercare il pelo nell’uovo, la stampa che oggi scrive e domani nega , quella che a settembre 2010 plaudiva al sindachetto per aver nominato il “grande fratello” cittadino onorario della Perla nulla ha detto delle telecamere puntate sui cumuli di rifiuti, nessuno si è andato a sbobinare mesi e mesi di riprese; come mai?. Qui c’è il link, andatevi a leggere quello che scrivevano i giornali e poi, nella vostra passeggiata per via della Stella Polare, alzate la testa sopra i mucchi di immondizia e guardate la telecamera che in teoria li doveva inquadrare. Cieca, a detta degli operatori non ha registrato mai nulla perché priva, o privata successivamente, del collegamento alla rete elettrica. Quindi la gente, consapevolmente, continuava a compiere il delitto di inquinamento perché sapeva che i proclami del sindachetto sarebbero stati la solita fuffa. Nessuno, nemmeno tra quelli che hanno percepito il lauto compenso dell’altrettanto gravido appalto, ha mai dato uno sguardo all’impianto, anche solo per avere la soddisfazione di sapere che il suo lavoro, pagatissimo, era di una qualche utilità per la collettività. Resta da chiederci una cosa sola, questa fuffa che ormai ci viene somministrata quotidianamente, che ci ha riempito le case e le strade di grandi progetti e belle notizie è da gettare insieme all’indifferenziata o c’è un cassonetto apposta per smaltirla? C’è poco da ridere, scusatemi, mi sono fatto prendere la mano e nei prossimi giorni prometto che continuerò ad occuparmi di questa tristissima storia dell’immondizia, delle telecamere e degli strani ed irrituali appalti dell’allegra combriccola. Ve lo devo, anche se non ve lo meritate.
Il profumo del mare non lo sento ( non c’è più)
La cosa non può farci piacere; non mi riferisco alla vicenda penale di Berlusconi ma al temporale che preannuncia la tempesta che sta per investire la mia città. Oggi è stata sequestrata una porzione di terreno prospiciente il cantiere nel quale opera la società concessionaria della raccolta e del trattamento dei rifiuti urbani cittadini. Il sito era in condizioni indecenti e vi veniva ammucchiato, sotto gli occhi degli addetti comunali, ogni tipo di rifiuto. All’inizio di questa assonnatissima campagna elettorale, ancor prima che si delineassero gli schieramenti e si designassero i candidati, insieme agli amici del movimento “fare Rete” avevo denunciato la possibilità che quella zona, che per un italianissimo modo di virare l’ossimoro linguistico in iperbole spaziale viene denominata “isola ecologica” si stava costruendo una bomba ecologica ad altissimo potenziale, invitavo le forze politiche di ogni estrazione che avessero avuto velleità di candidarsi a riflettere sulla possibile creazione di un piano regolatore ambientale e mettevo in guardia i cittadini abitanti nei quartieri vicini a quella che la Procura considera una discarica abusiva perché avevo il sentore che nessuno avesse a cuore né la salute dei cittadini né la salubrità dei luoghi. nessuno ha detto nulla perché probabilmente nessuno ha nulla da dire; stesso copione si è svelato sotto gli occhi di tutti questa mattina, in limine al sequestro. Nemmeno chi si indigna, si allarma e si permette di ammonire ( o minacciare) sempre oggi spiccica parola. Eppure sarebbe questa la volta buona per mostrare finalmente ai cittadini, quali novelli Mosè, quello che nessuno ha mai letto (il contratto di servizio con la ditta Gesam) o quello che nessuno ha mai potuto vedere ( il capitolato delle opere e delle somministrazioni). Sarebbe il momento di fare finalmente chiarezza, sarebbe il momento in cui ognuno pesasse la propria personale responsabilità in un sistema che sta affondando una Città, in un modo di fare e concepire sia la politica che l’amministrazione che lascia fuori da ogni ambito decisionale proprio i cittadini che non possono altro che subire scelte scellerate, e che siano scellerate non è solo sotto gli occhi di tutti ma è certificato anche dalla Procura. Saremo costretti qui sul blog a tornare spesso sulla questione dell’immondizia; in campagna elettorale sono emerse grandi novità, si sono evidenziate alcune vicende che è bene che vengano conosciute dai cittadini. Il tema “munnezza” sarà il tema di questa lunga e calda estate; avremmo preferito parlare di altro ma vogliamo bene a questa Città.
